Castello di Gradara

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Castello Malatestiano
Gradara.jpg
Ubicazione
Stato Coat of arms of the House of Malatesta.svgSignoria malatestiana
bandiera Stato Pontificio
Stato attuale Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svgMarche
Città Gradara-Stemma.png Gradara
Coordinate 43°56′34″N 12°46′28″E / 43.942778°N 12.774444°E43.942778; 12.774444Coordinate: 43°56′34″N 12°46′28″E / 43.942778°N 12.774444°E43.942778; 12.774444
Informazioni generali
Stile Medievale-Rinascimentale
Funzione strategica Castello e Rocca
Inizio costruzione 1150
Termine costruzione XV secolo
Materiale laterizi
Condizione attuale ben conservata e restaurata
Proprietario attuale Repubblica italiana
Sito web Castello di Gradara

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Il castello di Gradara è una fortezza medioevale che sorge nel comune di Gradara, nelle Marche.

È protetto da due cinte murarie, la più esterna delle quali si estende per quasi 800 metri, rendendo la struttura imponente. Particolarmente suggestiva è la vista della Rocca e del sottostante borgo storico nelle ore notturne.

Il castello - di proprietà demaniale - è uno dei monumenti più visitati della regione ed è teatro di eventi museali, musicali ed artistici .

Gradara è stata, per posizione geografica, fin dai tempi antichi un crocevia di traffici e genti: durante il periodo medioevale la fortezza è stata uno dei principali teatri degli scontri tra le milizie fedeli al Papato e le turbolente casate marchigiane e romagnole.

La Rocca avrebbe fatto da sfondo - secondo talune ipotesi storiche[senza fonte] - al tragico amore tra Paolo e Francesca, moglie di suo fratello Gianciotto, cantato da Dante nella Divina commedia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il Castello di Gradara sotto la neve
Paolo Malatesta e Francesca, sorpresi da Gianciotto, fratello di Paolo e marito di Francesca - Dipinto di Joseph Anton Koch (1805-1810 ca.)
La cinta muraria malatestiana del XIII-XIV secolo

La fortezza sorge su una collina a 142 m s.l.m.: il mastio, torrione principale, si innalza per 30 metri, dominando l'intera vallata; è possibile arrivare con lo sguardo fino al mare Adriatico, a nord, o verso il monte Carpegna, ad ovest. Il mastio è stato costruito attorno al 1150 dalla potente famiglia dei De Griffo.

Caduti in disgrazia presso il papato venne sottratta loro l'investitura della Curte Cretarie ed affidata al condottiero dei Guelfi di Romagna, Malatesta da Verucchio (detto Mastin Vecchio), capostipite e fondatore della dinastia dei Malatesta, i grandi Signori di Rimini, Cesena e Pesaro.

Furono i Malatesta a decidere l'edificazione delle due cinte di mura, erette tra il XIII ed il XIV secolo.

Il dominio del casato su Gradara finì nel 1463 con l'uomo d'arme e mecenate Sigismondo Pandolfo Malatesta: scomunicato da papa Pio II, Sigismondo si scontrò con un altro potente uomo d'arme e mecenate, il Duca Federico da Montefeltro, che assediò Gradara per conto della Chiesa. La fortezza, che aveva resistito a numerosi assedi in passato, in quella circostanza dovette arrendersi e, sebbene non espugnata, venne consegnata in vicariato dal Papa agli Sforza di Pesaro, fedeli alleati della Chiesa.

Da quel momento Gradara passerà di mano diverse volte ed alcune tra le più importanti casate della penisola si contenderanno il suo possesso: i Della Rovere, i Borgia, i Medici hanno passeggiato per i saloni del castello, confermando il ruolo da protagonista della fortezza malatestiana nel complicato e tumultuoso scacchiere politico dei territori pontifici situati nelle attuali Marche e Romagna.

Dal 1641 Gradara passò sotto il diretto controllo dello Stato della Chiesa tramite i legati pontifici, iniziando la sua lunga agonia.

Quando, nel 1920, la famiglia Zanvettori acquistò la Rocca di Gradara, finanziando il restauro del castello e della cinta muraria del borgo, un tempo possente e importante struttura militare. Il castello e la cinta muraria erano infatti ridotti allo stato di rudere. Il restauro fu curato da Giuseppe Sacconi, il celebre architetto del Vittoriano.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1937 il castello fu location per le riprese del film di Luis Trenker Condottieri, ispirato alla figura del soldato di ventura Giovanni dalle Bande Nere.

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