Delhi

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Delhi
territorio della capitale nazionale
दिल्ली
ਦਿੱਲੀ
دِلّی
Delhi – Veduta
Localizzazione
Stato India India
Amministrazione
Governatore Sheila Dikshit
Lingue ufficiali hindi, punjabi, urdu
Territorio
Coordinate 28°36′36″N 77°13′48″E / 28.61°N 77.23°E28.61; 77.23 (Delhi)Coordinate: 28°36′36″N 77°13′48″E / 28.61°N 77.23°E28.61; 77.23 (Delhi)
Altitudine 239 m s.l.m.
Superficie 1 483 km²
Abitanti 11 007 835 (2011)
Densità 7 422,68 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 110 XXX
Prefisso +9111
Fuso orario UTC+5:30
ISO 3166-2 IN-DL
Cartografia

Delhi – Localizzazione

Sito istituzionale

Delhi (hindi: दिल्ली ascolta[?·info]; punjabi: ਦਿੱਲੀ; urdu: دلی talvolta denominata Dilli), è una città di 13 milioni di abitanti situata in India. Amministrativamente è un Territorio dell'Unione, chiamato ufficialmente Territorio Nazionale della Capitale di Delhi (National Capital Territory of Delhi - NCT). Situata sulle rive del fiume Yamuna, nel nord dell'India, è una delle più antiche città continuamente abitate del mondo.

Delhi fu la capitale di diversi imperi indiani in epoca medievale, e una delle più grandi città lungo le antiche rotte commerciali tra l'India e le regioni nord-occidentali della Pianura Indo-Gangetica. Di quel periodo rimangono innumerevoli monumenti e siti archeologici. L'imperatore Shah Jahan costruì la città (ora nota come “Vecchia Delhi“) che servì come capitale dell'Impero Moghul dal 1649 al 1857.

Dopo che la Compagnia Inglese delle Indie Orientali acquisì il controllo di gran parte dell'India durante il XVIII e il XIX secolo, Calcutta divenne la capitale, fino a quando Giorgio V nel 1911 annunciò che la capitale sarebbe tornata ad essere a Delhi, e una nuova città, Nuova Delhi, sarebbe stata costruita per assolvere questo compito. Quando l'India ottenne l'indipendenza dal dominio britannico nel 1947, Nuova Delhi fu capitale e sede del governo. A Nuova Delhi erano posti importanti uffici del governo federale, tra cui il Parlamento indiano.

Causa la forte immigrazione proveniente da tutto il paese, Delhi è cresciuta fino a divenire una città cosmopolita. Il suo rapido sviluppo e urbanizzazione, assieme al relativamente elevato reddito medio della sua popolazione, ha contribuito a trasformare la città.[1] Oggi, Delhi è un importante punto di riferimento per la cultura, la politica, e il commercio dell'India.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

L'etimologia della parola Delhi è incerta. Il più comune punto di vista è che si tratti di un eponimo di Dhillu, un re che governava la regione in tempi antichi.[2] Alcuni storici ritengono che il nome derivi da Dilli, un'alterazione della parola dehleez o dehali- parola in lingua hindi che sta per “soglia” – identificando la città come un'entrata per la Pianura Indo-Gangetica.[3] Un'altra teoria suggerisce che il nome originario della città fosse Dhillika.[4] La parola hindi dhili venne utilizzata anche per identificare la regione, e gradualmente si trasformò nel nome locale di Dilli. Le monete in circolazione nella regione sotto il Rajput Tomara venivano chiamati dehliwal.[5]

Storia[modifica | modifica sorgente]

La Jama Masjid, la più grande moschea indiana

Il popolamento della regione di Delhi risale al secondo millennio a.C. se non ad un'epoca antecedente, come dimostrano i ritrovamenti archeologici.[6] Una città che intreccia la sua storia col Mahābhārata, il grande racconto epico sulla guerra combattuta tra lontani cugini, i Kaurava e i Pandava, per la città di Indraprastha.[2] L'insediamento iniziò a svilupparsi intorno all'epoca Impero Maurya (circa nel 300 a.C.).[6] A Delhi sono state scoperte i resti di sette grandi città. La dinastia Tomara fondò la città di Lal Kot nel 736 d.C. I Rajput Chauhan di Ajmer conquistarono Lal Kot nel 1180 ribattezzandola Qila Rai Pithora. Il re Chauhan Prithviraj III venne successivamente sconfitto nel 1192 dal Muhammad Ghori[2] e nel 1206, Qutb-ud-din Aibak, il primo sovrano della dinastia mamelucca fondò il Sultanato di Delhi. Qutb-ud-din edificò il Qutb Minar per commemorare la sua vittoria, ancor oggi un simbolo di Delhi, e Quwwat-al-Islam, la più antica moschea esistente in India.[2][7] Dopo la caduta della dinastia mamelucca si succedettero una serie di dinastie di origine turca e dell'Asia centrale: la dinastia Khilji, la dinastia Tughluq, la dinastia Sayyid e la dinastia Lodhi che detennero il potere per tutto il periodo, costruendo una serie di forti e il nucleo delle sette città di Delhi.[8] Nel 1398, Tamerlano invase l'India con il pretesto che i sultani musulmani di Delhi erano troppo tolleranti verso gli indù. Tamerlano entrò a Delhi e la città venne saccheggiata, e lasciata in rovina.[9] Nel 1526, Babur sconfisse l'ultimo sultan Lodhi nella Prima battaglia di Panipat e fondò l'Impero Moghul intorno alle città di Delhi, Agra e Lahore.[2]

Il Red Fort, sito sulle rive dello Yamuna

L'Impero Moghul governò l'India settentrionale per più di tre secoli, con un interregno di cinque anni con Sher Shah Suri verso la metà del secolo XVI.[10] L'imperatore Moghul Akbar spostò la capitale da Agra a Delhi. Shah Jahan costruì la settima città di Delhi che porta il suo nome (Shahjahanabad), più comunemente conosciuta come la Città Vecchia (o Old Delhi). La città vecchia funse da capitale dell'Impero Moghul a partire dal 1638.

Nader Shah sconfisse l'esercito moghul nella grande battaglia di Karnal nel febbraio 1739. Dopo questa vittoria Nader catturò e saccheggiò Delhi, depredandola.[11] Nel 1761 Delhi fu attaccata da Ahmed Shah Abdali dopo la terza battaglia di Panipat. Nella battaglia di Delhi dell'11 settembre 1803 le forze britanniche del generale Lake sconfissero l'Impero Maratha.

Delhi passò sotto il controllo diretto britannico dopo la ribellione del 1857.[2] Poco dopo la ribellione Calcutta fu dichiarata capitale del Raj Britannico e Delhi divenne un distretto della provincia del Punjab. Nel 1911 la città venne dichiarata capitale dell'India britannica e una nuova area politica e amministrativa venne progettato da un team di architetti britannici guidati da Edwin Lutyens per gli edifici governativi. Nuova Delhi, nota anche come Lutyens'Delhi, venne ufficialmente dichiarata sede del governo indiano e capitale della Repubblica dopo l'indipendenza il 15 agosto 1947. Nel 1984, tremila sikh vennero uccisi durante dei disordini. La migrazione dal resto dell'India contribuì ad un forte aumento della popolazione.

Il 29 ottobre 2005 la città è stata colpita da un triplice attentato terroristico successivamente rivendicato da un gruppo separatista del Kashmir. Tre bombe sono state fatte esplodere in corrispondenza di altrettanti mercati rionali provocando la morte di una sessantina di persone e il ferimento di altre duecento.

Geografia e clima[modifica | modifica sorgente]

Mappa di Delhi

Il Territorio Nazionale della Capitale di Delhi si sviluppa su una superficie di 1.483 km², di cui 783 km² di superficie rurale, e 700 km² di superficie urbana. Delhi ha una lunghezza massima di 51,9 km e la larghezza massima di 48,5 km.

Delhi è situata a 28°37′N 77°14′E, nel nord dell'India. Confina stati indiani dell'Uttar Pradesh a Est e dell'Haryana a Ovest, Nord e Sud. Delhi si trova quasi interamente nella pianura gangetica. La maggior parte del territorio si estende sulla riva occidentale del fiume Yamuna, solo alcuni villaggi e l'area urbana di Shahdara si estendono lungo la riva orientale. Lo Yamuna è sacro per l'Induismo, ed è l'unico grande fiume che scorre attraverso Delhi. La maggior parte delle città, tra cui Nuova Delhi, si trova ad ovest del fiume. Le pianure che circondano la città sono soggette a ricorrenti inondazioni.

Delhi ha un clima semi-arido con elevata escursione termica tra estate e inverno. Le estati sono lunghe, da inizio aprile a ottobre, caratterizzate dalla stagione dei monsoni. Gli inverni sono caratterizzati dalla presenza di una fitta nebbia. Le temperature estreme vanno dai -0,6 °C ai 47 °C. La temperatura media annua è 25 °C; le temperature medie mensili variano dai 14 °C ai 33 °C. Le precipitazioni medie annuali sono nell'ordine di 714 millimetri, la maggior parte dei quali concentrate nella stagione dei monsoni tra luglio e agosto. Mediamente la data di inizio della stagione dei monsoni a Delhi è il 29 giugno. Nel 2005 la temperatura più bassa registrata è stata di 4 °C & mentre la più alta è stata di 41 °C[12].

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica sorgente]

Il Territorio di Delhi è diviso in 9 distretti, ognuno dei quali suddiviso in 3 ulteriori zone. Fra questi 9, in posizione centrale, si trova Nuova Delhi, capitale indiana.

I 9 distretti che compongono Delhi (e le loro suddivisioni) sono riportati nella tabella seguente:

  • Nuova Delhi
    • Connaught Place
    • Parliament Street
    • Chanakya Puri
noframe

Economia[modifica | modifica sorgente]

Con un PIL stimato di 830,85 miliardi di rupie indiane (INR)(19,55 miliardi di dollari - 2005),[13], Delhi è la seconda più importante piazza commerciale dell'Asia meridionale dopo Bombay. Delhi ha un reddito pro capite di 53.976 INR (1.270 dollari) che è circa 2,5 volte la media nazionale.[13] Il settore terziario contribuisce per il 70,95% del prodotto interno lordo di Delhi, seguito dal settore primario e secondario rispettivamente con un contributo del 25,2% e del 3,85%.[13] La forza lavoro di Delhi costituisce il 32,82% della popolazione, mostrando un incremento del 52,52% tra il 1991 e il 2001.[14] Il tasso di disoccupazione è sceso dal 12,57% nel biennio 1999-2000 al 4,63% nel 2003.[14]

Nel 2001 la forza lavoro impiegata nel settore pubblico (o collegato ad esso) ammontava a 620.000 unità, comparata ai 219.000 lavoratori dipendenti del settore privato.[14] La crescita del settore dei servizi è stata favorita dalla conoscenza della lingua inglese di una buona parte della forza lavoro, che ha contribuito ad attrarre molte società multinazionali. I settori chiave includono information technology, telecomunicazioni, hotel e alberghi, banche, media e turismo.

L'industria manifatturiera è cresciuta notevolmente negli ultimi decenni, ampliando il numero degli stabilimenti nella regione di Delhi. Delhi rappresenta un grande mercato di consumo, che combinato alla grande disponibilità di manodopera qualificata, ha attratto investimenti anche stranieri. Nel 2001 il settore manifatturiero occupava 144.0000 lavoratori, mentre il numero di imprese era di 129.000.[15] L'economia manifatturiera di Delhi poggia su costruzioni, industria elettrica, telecomunicazioni, sanità.

La vendita al dettaglio costituisce uno dei settori economici in più rapida espansione di tutto il paese. Tuttavia, come nel resto dell'India, il settore è frenato dalla tradizionale disorganizzazione del sistema distributivo e commerciale.[16]

Trasporti ed infrastrutture[modifica | modifica sorgente]

Rete metropolitana e ferroviaria della città

Il trasporto pubblico a Delhi è fornito da autobus, auto rickshaw, taxi, metropolitane e ferrovie suburbane.

Gli autobus sono il più popolare mezzo di trasporto e rispondono a circa il 60% della domanda totale.[17] La Delhi Transport Corporation (DTC), di proprietà statale, è un importante fornitore di servizi di autobus per la città. La DTC gestisce la più grande flotta di autobus.[18] Sebbene l'inquinamento dovuto al trasporto su strada sia diminuito negli ultimi anni, è ancora ad un livello elevato.[19] Per fronteggiare ciò è attualmente in costruzione una rete dedicata agli autobus. Una singola linea è già operativa, tra Ambedkar Nagar e Delhi Gate.

La metropolitana di Delhi (Delhi Metro) è stata inaugurata il giorno di Natale del 2002 e serve l'area urbana. Attualmente si sviluppa su 6 linee[20], e sono pianificati futuri sviluppi.

Le 6 linee effettuano i seguenti percorsi[21]:

  • Linea 1 (linea rossa) Rithala - Dilshad Garden
  • Linea 2 (linea gialla) HUDA City Centre - Jahangirpuri
  • Linea 3 (linea blu) Dwarka Sector 21 - Noida City Centre
  • Linea 4 (diramazione della linea blu) Yamuna Bank - Anand Vihar ISBT
  • Linea 5 (linea verde) Inderlok - Mundka
  • Linea 6 (linea viola) Central Secretariat - Badarpur

A queste linee si aggiunge la Airport Metro Express Line che fa servizio dall'aeroporto Indira Gandhi International Airport.

La costruzione è avvenuta in più fasi successive, al termine della fase I nel 2007 erano presenti tre linee coprivano una lunghezza totale di 65 km con 59 stazioni.[22]
Nell'agosto 2011 è stata completata la Fase II aggiungendo altre 3 linee per un totale di 189 km e 142 stazioni.

La Fase III e IV saranno completate entro il 2015 e il 2020, dando vita ad una rete di 413,8 km, superiore alla lunghezza della metropolitana di Londra.[23]

Le linee ferroviarie servono solo l'1% del traffico locale (stime del 2003).[17] Tuttavia Delhi rappresenta un importante nodo ferroviario nel nord dell'India ed è sede della Northern Railway. Le quattro principali stazioni ferroviarie sono Old Delhi, Nizamuddin Railway Station, Sarai Rohilla e New Delhi Railway Station.[17]

Le Auto rickshaw costituiscono un importante e popolare mezzo di trasporto pubblico di Delhi, e forniscono un servizio ad una tariffa inferiore rispetto ai taxi. Di colore giallo e verde hanno prevalentemente motori a gas.

I taxi non fanno parte del sistema del trasporto pubblico, ma sono facilmente disponibili. Il servizio è prevalentemente in mano ad operatori privati.

L'Indira Gandhi International Airport (IGI), situato nel sud-ovest della città, serve sia i voli interni che i collegamenti internazionali. Nel biennio 2006-2007 l'aeroporto ha registrato un traffico di oltre 20,44 milioni di passeggeri, che lo rende uno dei più attivo aeroporti dell'Asia meridionale.[24] In futuro l'aeroporto sarà in grado di gestire più di 100 milioni di passeggeri all'anno (più di dell'Atlanta Airport, attualmente l'aeroporto mondiale più trafficato). Il Safdarjung Airport è l'altro grande scalo di Delhi.[25] Il Taj International Airport, in fase di proposta, dovrebbe divenire operativo dopo il 2012.

Veicoli privati coprono il 30% del totale della domanda di trasporto.[17] Con i suoi 1.922,32 km di strade ogni 100 km² di territorio, Delhi possiede una delle più alte densità stradali del paese.[17]

Delhi è ben collegata alle altre regioni dell'India tramite cinque autostrade nazionali (NH - National Highway): NH 1, 2, 8, 10 e 24. La manutenzione e la gestione delle strade cittadine è gestita dal MCD (Municipal Corporation of Delhi), NDMC, Delhi Cantonment Board, Public Works Department (PWD) e Delhi Development Authority.[26]

L'elevato tasso di crescita della popolazione, unito con un elevato tasso di crescita economica, ha portato ad una crescente pressione verso le esistenti infrastruttura viarie cittadine. Nel 2008, entro i confini della municipalità, esistevano 5,5 milioni di veicoli, rendendo di conseguenza Delhi fra le città mondo con più alta densità veicolare al mondo. Nella regione metropolitana (National Capital Region) conta 11,2 milioni di veicoli, superando ancora una volta tutte le principali regioni metropolitane del mondo come New York, Los Angeles, Tokyo, Seul, Città del Messico. Per fronteggiare la crescente domanda di trasporto, si pongono forti aspettative verso il sistema di metropolitane attualmente in costruzione (Delhi Metro).[17] Nel 1998 la Corte Suprema indiana ha ordinato che tutti i veicoli adibiti al trasporto pubblico utilizzassero il gas come combustibile invece del gasolio o altri idrocarburi.[27]

Educazione[modifica | modifica sorgente]

Le istituzioni scolastiche di Delhi sono amministrate dal direttorato dell'educazione (Directorate of Education), dal governo territoriale o da istituzioni private. Fra le principali università cittadine vi sono:

  • Delhi University
  • Jawaharlal Nehru University
  • Guru Gobind Singh Indraprastha University
  • Jamia Millia Islamia
  • Indira Gandhi National Open University
  • Jamia Hamdard

Attrazioni turistiche[modifica | modifica sorgente]

Tomba di Humayun
Minareto di Qutb, nel distretto di South Delhi

Delhi è una delle maggiori capitali storiche esistenti al mondo e due dei suoi monumenti - il Qutb Minar e la tomba di Humayun - sono stati dichiarati Patrimonio Storico dell'Umanità Unesco[28]. Essa offre al visitatore una moltitudine di siti interessanti e fascinosi, cosicché diventa difficile decidere da dove debba cominciare l'esplorazione della città. Nella Vecchia Delhi vi sono attrazioni quali moschee, forti e altri monumenti che ricordano la storia islamica dell'India. Importanti posti della Vecchia Delhi includono il maestoso Forte Rosso, lo storico Chandni Chowk, accanto a Raj Ghat e Shanti Vana, strutture moderne le ultime due edificate dopo l'indipendenza dell'India nel 1947. New Delhi, d'altro lato, è una città moderna progettata da Edwin Lutyens e da Herbert Baker. Delhi è una spaziosa città aperta con numerose case, edifici governativi e ambasciate, oltre a siti d'interesse storico. Attrazioni notevoli a New Delhi sono il Rashtrapati Bhawan, un tempo residenza imperiale dei Viceré britannici; l'India Gate, un monumento commemorativo eretto in onore dei soldati indiani caduti nel corso della guerra afghana; il Tempio Laxminarayan, costruito dai Birla, una delle famiglie industriali più eminenti dell'India; la Tomba di Humayun, che si dice abbia precorso il Taj Mahal ad Agra; il Purana Quila, edificato da Humayun, con modifiche dell'ultimo minuto operate da Sher Shah Suri; Tughlaqabad, il più colossale e stupefacente forte di Delhi; il Qutb Minar, costruito da Qutb-ud-din Aybak della dinastia mamelucca, e il Tempio a forma di loto dei Baha'i.

Demografia[modifica | modifica sorgente]

Censimento Pop.[29] % ±
1901 405.819 --
1911 413.851 2,0%
1921 488.452 18,0%
1931 636.246 30,3%
1941 917.939 44,3%
1951 1.744.072 90,0%
1961 2.658.612 52,4%
1971 4.065.698 52,9%
1981 6.220.406 53,0%
1991 9.420.644 51,4%
2001 13.782.976 46,3%

Secondo il censimento indiano del 2001, Delhi possedeva una popolazione di 13.782.976 abitanti.[30] A ciò corrispondeva una densità di 9.294 persone per km², un rapporto di 821 donne per 1000 uomini, e un tasso di alfabetizzazione dell'81,82%. Nel 2003, la popolazione era salita a 14,1 milioni di persone, ponendo la città come la più grande area metropolitana dell'India sorpassando Bombay.[31][32]

Nel 2004 si stimava che la città possedesse una popolazione di 15.279.000 abitanti, con un tasso di natalità di 20,03 nati ogni 1000 abitanti, un tasso di mortalità di 5,59, e un tasso di mortalità infantile di 13,08 ogni 1000 nati.[33] Attualmente si stima che la città possegga 17 milioni di abitanti, il che la rende la più grande città del mondo (ma non la regione metropolitana più popolosa, che è Tokyo). Secondo una stima del biennio 1999-2000, il numero totale delle persone che vivono al di sotto della soglia di povertà a Delhi era stimato in 1.149.000 (l'8,23% della popolazione).[34] Nel 2001 la popolazione di Delhi è aumentata di 285.000 abitanti come risultato del saldo migratorio, e di ulteriori 215.000 come risultato della crescita naturale della popolazione, ponendo Delhi come una delle città a più rapida crescita nel mondo.[33] Entro il 2015 Delhi dovrebbe porsi come il secondo più grande agglomerato urbano del mondo dopo Tokyo.

L'induismo è la religione più diffusa con l'82% della popolazione. Ci sono anche grandi comunità di musulmani (11,7%), sikh (4,0%), gianisti (1,1%) e cristiani (0,9%). Si segnalano anche alcune minoranze quali parsi,[35] buddisti ed ebrei.[36]

L'hindi è la lingua più diffusa della città. Altre lingue comunemente parlate sono inglese, punjabi e urdu. Le lingue ufficiali sono l'hindi, il punjabi e l'urdu.[37] Altri gruppi linguistici provenienti dal resto dell'India sono ben rappresentati: tra loro sono maithili, bhojpuri, tamil, kannada, telugu, bengali, assamese e marathi.

Nel 2005 a Delhi era segnalata la più alta percentuale (16,2%) dei reati riportati nelle 35 città indiane con popolazioni superiore al milione di abitanti. La città ha anche il più alto tasso di criminalità contro le donne (27,6 rispetto alla media nazionale di 14,1 per 100.000) e nei confronti dei bambini (6,5 rispetto alla media nazionale del 1,4 per 1000.00) del paese.[38]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Come nel resto dell'India, il cricket è lo sport più popolare di Delhi.[39] Ci sono diversi campi di cricket nella città, come lo stadio Feroz Shah Kotla, uno dei più antichi campi di cricket indiani utilizzati per le partite internazionali. La squadra di cricket di Delhi rappresenta la città nel Ranji Trophy, il principale campionato di cricket indiano. La città è sede della squadra IPL Delhi Daredevils. Altri sport popolari sono l'hockey su prato, calcio, tennis, golf, badminton, nuoto, kart, tennis tavolo.

Altri principali impianti sportivi sono il Jawharlal Nehru Stadium e l'Indira Gandhi Indoor Stadium. In passato, Delhi ha ospitato diverse manifestazioni sportive nazionali e internazionali, come ad esempio i primi e i noni Giochi asiatici.[40] Nei prossimi anni vedranno ospitati i Giochi del Commonwealth nel 2010. Delhi è stata scelta dalla Federazione Internazionale dell'Automobile per ospitare il primo Gran Premio indiano nel 2010.[41]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Personalità celebri[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ A Kayastha's View (Seminar edizione web) Dayal Ravi. URL consultato il 29 gennaio 2007.
  2. ^ a b c d e f Chapter 1: Introduzione - Economic Survey of Delhi, 2005-2006. URL consultato il 21 dicembre 2006.
  3. ^ Cohen Richard J., An Early Attestation of the Toponym Dhilli - Journal of the American Oriental Society, (volume 109 - capitolo 4 pag. 513–519)
  4. ^ Chauhans (Cahamanas, Cauhans) - Austin Ian, Thakur Nahar Singh Jasol -The Mewar Encyclopedia. URL consultato il 22 dicembre 2006.
  5. ^ Our Pasts II, History Textbook for Class VII. URL consultato il 6 luglio 2007.
  6. ^ a b Storia di Delhi (Delhi Tourism ). URL consultato il 22 dicembre 2006.
  7. ^ India: Qutb Minar e i suoi monumenti, Delhi. URL consultato il 22 dicembre 2006.
  8. ^ Delhi Capitale dell'India mussulmana
  9. ^ Il mondo islamico del 1600: L'Invasione mongola
  10. ^ Sher Shah - The Lion King. URL consultato il 22 dicembre 2006.
  11. ^ L'Iran all'epoca del Raj
  12. ^ Temperature su www.mherrera.org
  13. ^ a b c Chapter 2: State Incombe - Economic Survey of Delhi, 2005-2006 (pp8–16).
  14. ^ a b c Chapter 5: Occupati e disoccupati - Economic Survey of Delhi, 2005–06 (pag. 59-65).
  15. ^ Chapter 9: Sviluppo industriale - Economic Survey of Delhi, 2005–06 (pp94–107).
  16. ^ Majumder Sanjoy, Supermarkets devour Indian traders. URL consultato il 3 luglio 2007.
  17. ^ a b c d e f Chapter 12: Trasporto - Economic Survey of Delhi, 2005-2006 (pag. 130-146). URL consultato il 21 dicembre 2006.
  18. ^ Citizen Charter. URL consultato il 21 dicembre 2006.
  19. ^ Dhal Samanta Anjali, Pollution on the rise in Capital. URL consultato il 14 gennaio 2007.
  20. ^ Mappa sul sito www.urbanrail.net
  21. ^ dettaglio linee sul sito Delhi Metro Rail
  22. ^ Informazioni sulla metropolitana di Delhi - Delhi Metro Rail Corporation Ltd. (DMRC). URL consultato il 14 settembre 2012.
  23. ^ mappa dell'estensione della metropolitana di Delhi
  24. ^ Informazioni sull'Indira Gandhi International Airport (DEL) di Delhi. URL consultato il 29 aprile 2006.
  25. ^ VIDD – Airport (Karl L. Swartz). URL consultato il 14 gennaio 2007.
  26. ^ I.Prasada Rao, Dr. P.K. Kanchan, Dr. P.K. Nanda, GIS Based Maintenance Management System (GMMS) per le principali strade di Delhi. URL consultato il 14 gennaio 2007.
  27. ^ Armin Rosencranz, Michael Jackson, L'inquinamento di Delhi: la Suprema Corte dell'India e i limiti del potere giudiziario (pag. 3). URL consultato il 14 gennaio 2007.
  28. ^ Patrimoni Unesco in India
  29. ^ fonte: delhiplanning.nic.in
  30. ^ Provisional Population Totals: Delhi - http://www.censusindia.gov.in/ (Office of the Registrar General, India). URL consultato l'8 gennaio 2007.
  31. ^ Is Delhi La più grance città indiana? - Population Reference Bureau
  32. ^ World Urbanization Prospects The 2003 Revision. – Nazioni Unite (pag. 7). URL consultato il 29 aprile 2006.
  33. ^ a b Profilo demografico - Economic Survey of Delhi, 2005-2006 (pag. 17–31). URL consultato il 21 dicembre 2006.
  34. ^ Soglia di povertà a Delhi - Economic Survey of Delhi, 2005–2006 (pp227-231). URL consultato il 21 dicembre 2006.
  35. ^ Matteo Miele, L'estinzione dei parsi in India, in Il Post, 15 settembre 2011
  36. ^ Religioni di Delhi - Census of India 2001. URL consultato il 16 maggio 2006 (archiviato dall'url originale il 12 agosto 2007).
  37. ^ The Delhi Official Language Act, 2000. URL consultato il 26 novembre 2012.
  38. ^ National Crime Records Bureau 2005, Crime in India-2005, Ministry of Home Affairs.
  39. ^ L'India si offre per i Giochi Asiatici del 2014. URL consultato il 21 dicembre 2006.
  40. ^ L'India nel Grand Prix. URL consultato il 7 settembre 2007.
  41. ^ a b c d e f Città gemellate a Delhi - The Times of India

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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