Asia centrale

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L'Asia Centrale è una regione interna dell'Asia. Convenzionalmente, essa va dalla sponda asiatica del Mar Caspio alla Cina nord-occidentale.

██ Asia Centrale (Macroregione ONU)

Definizioni[modifica | modifica wikitesto]

Mappa politica delle repubbliche dell'Asia centrale

In base alla ripartizione del mondo effettuata dalle Nazioni Unite, l'Asia centrale è una delle macroregioni in cui è divisa l'Asia.

Essa include 5 Stati:

La definizione ufficiale di Asia Centrale data dall'Unione sovietica limitava la regione a soli Uzbekistan, Turkmenistan, Tagikistan e Kirghizistan, senza includere il Kazakistan. La nuova definizione data dalla Federazione Russa include ora anche il Kazakistan.

L'UNESCO definisce, invece, i confini della regione in base a criteri climatici includendo così anche altri stati: la Mongolia, la Cina occidentale (incluso il Tibet), il nord-est dell'Iran, l'Afghanistan, il Pakistan occidentale, parte della Russia e le parti settentrionali di India e Pakistan.

Dati[modifica | modifica wikitesto]

L'Asia Centrale o Turkestan o anche Turkestan Occidentale comprende i seguenti 5 Stati, ora indipendenti, già facenti parte dell'Unione Sovietica, tutti di cultura e lingua turca, ad eccezione di quelle Iraniche presenti nel Tagikistan:

Nome Superficie
(km2)
Popolazione
(abitanti)
Capitale
(abitanti)
Kazakistan Kazakistan 2.724.900 15.143.704 Astana (538.000 ab.)
Kirghizistan Kirghizistan 198.500 4.753.003 Biškek (700.000 ab.)
Tagikistan Tagikistan 143.100 6.863.752 Dušanbe (679.400 ab.)
Turkmenistan Turkmenistan 488.100 4.603.244 Aşgabat (600.000 ab.)
Uzbekistan Uzbekistan 447.400 27.727.435 Tashkent (2.148.000 ab.)
Turkestan Occidentale 4.002.000 59.091.138 Tashkent (2.148.000 ab.)
Asia Centrale:

██ definizione dell'Unione Sovietica

██ definizione della Federazione Russa

██ definizione dell'UNESCO

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Carta geografica fisica dell'Asia Centrale

Lontana dai mari, l'Asia Centrale ha un clima continentale, torrido in estate e gelido in inverno. Nella sua parte settentrionale, dal Volga alla Mongolia passando per il Kazakistan, si stende una vasta steppa dove il nomadismo pastorale è stato sempre il sistema di vita più adatto, e oggi in declino. Questa zona confina a nord con la taiga e a sud con zone desertiche o semidesertiche ricche di oasi. Il Turkmenistan è per la maggior parte costituito dal deserto del Karakum (le Sabbie Nere) e di Kizilkum (le Sabbie Rosse). La provincia cinese dello Xinjiang è formata da due depressioni separate da una catena di monti, il bacino del Tarim a sud e la Zungaria a nord, in gran parte occupate dal deserto di Taklamakan. Più a est si stende il deserto di Gobi.

A sudest dell'Asia Centrale si ergono le più alte montagne del mondo, il Pamir, lo Hindu Kush e lo Himalaya. Tutte comprendono vette oltre i 7.000 m, come anche il Tian Shan che separa il bacino del Tarim dalla Zungaria. Se non si passa per le steppe a nord, l'attraversamento dell'Asia Centrale obbliga a scavalcare passi posti a più di 4.000 m di altitudine.

Da queste montagne scendono fiumi che permettono la pratica di una agricoltura d'irrigazione. La gran parte dell'Asia Centrale soffre la scarsità di precipitazioni. Si può praticare l'agricoltura anche nelle steppe, ma sempre con l'irrigazione. A questo scopo e per la produzione di energia idroelettrica, a partire dagli anni 1960 si costruirono numerose dighe che, drenando le acque dei fiumi Syr Darya e Amu Darya, causarono un forte prosciugamento del lago d'Aral, una vera catastrofe ecologica. Il lago d'Aral, infatti, è un lago salato formatosi dopo lo scontro delle placche euro-asiatiche che hanno causato l'intrappolamento dell'acqua dell'oceano in questa conca. Si conclude, perciò, che riducendo l'affluenza d'acqua dolce al lago la concentrazione di salinità aumenta e i venti trasportano il sale nelle pianure circostanti rendendo improduttivo il terreno.

Flora e fauna[modifica | modifica wikitesto]

Il leopardo delle nevi (Uncia uncia) ha sulle montagne dell'Asia centrale la sua roccaforte.

Le montagne del Kirghizistan, del Kazakistan, del Tagikistan, del Xinjiang e dell'Uzbekistan sono l'ambiente ideale per le alte distese erbose chiamate jailoo. In estate i fiori di campo (tra cui gli iris e le stelle alpine) sono un tripudio di colori. Le trote si nascondono nei torrenti impetuosi; le marmotte e i pika sono cibo per le aquile e per i gipeti; lo schivo leopardo delle nevi caccia gli stambecchi con i quali divide la passione per i picchi rocciosi e i dirupi; qui troviamo anche la pecora Svertsov che prende il nome dal padre russo della zoologia dell'Asia centrale. Le foreste di abete rosso, di larice e di ginepro del Tian Shan danno riparo alla lince, al lupo, al cinghiale e all'orso bruno.

Ad altitudini più elevate, sulle praterie della tundra, la pecora di Marco Polo vaga in gregge e nei pressi dei laghi di pianura e degli acquitrini si possono vedere i fenicotteri. I Kirghisi delle valli del Pamir, tra i 3000 e i 4000 m di quota, pascolano mandrie di yak domestici. I pastori delle alte quote e gli scalatori raccontano storie di avvistamento dello yeti. Le cime del Pamir sono assolutamente prive di alberi.

Più in basso, sui monti del Kirghizistan meridionale, dell'Uzbekistan, del Tagikistan e del Turkmenistan ci sono foreste di noci selvatici, pistacchi e ginepri, albicocchi e meli.

Le steppe - che ne è rimasto dopo l'avvio delle coltivazioni intensive - sono ricoperte da erba e da arbusti bassi come il saxaul. Nelle zone in cui si innalzano fino alle pendici dei monti, le steppe producono grandi distese di papaveri selvatici (compresi quelli da oppio) e di tulipani. Il chiy, un'erba comune con steli biancastri simili a canne, è usata dai nomadi per fare tramezzi decorativi per le loro yurte. A volte i nomadi, oltre i cavalli e le pecore, allevano i battriana o cammelli a due gobbe.

La saiga (Saiga tatarica) è diventata ormai rarissima a causa della caccia indiscriminata.

I caprioli, i lupi, le volpi e i tassi dimorano nella steppa, così come la saiga, una specie di antilope. Il fagiano, ampiamente diffuso nell'America del nord e in Italia, è originario delle steppe dell'Asia centrale, e qui si incontrano molte specie di pernici, il gallo forcello, le otarde e i loro predatori, i falconi e gli sparvieri. Spesso il primo contatto con la natura da parte dei bambini avviene con le onnipresenti tartarughe e i porcospini.

In pianura i fiumi e le coste dei laghi propongono un mondo diverso, con folti boschi di olmo, di pioppo, i canneti e le macchie arbustive. In queste fasce di densa vegetazione dimorano il cinghiale, lo sciacallo e il cervo - l'Amu-Darya è l'habitat di una sottospecie endemica di cervo. Oche, anatre e numerose specie di uccelli acquatici migrano verso gli acquitrini. Un pesce simile alla carpa chiamato sazan è la preda più ambita.

Nel Karakum, nel Kyzylkum, e nel Taklamakan, come in tutti i deserti, ci sono molte cose da vedere. La gazzella gozzuta (detta anche jieran, djeran e jeran) abita i deserti dell'Uzbekistan occidentale e del Turkmenistan. Tartarughe, topi del deserto e topi delle piramidi (piccoli roditori saltatori con lunghe zampe posteriori) abbondano ovunque sia possibile fare una buca nel terreno. Essi sono il cibo per le volpi, le lucertole e le varie specie di serpenti. Il Turkmenistan è famoso per i grandi serpenti velenosi, tra cui vipere e cobra.

La natura del Turkmenistan comprende numerose specie tipiche del Medio Oriente, il che è comprensibile se considerate che la distanza da Baghdad di alcune località del paese è uguale a quella che le separa da Tashkent. I leopardi e i porcospini abitano le colline aride. Il varano o «coccodrillo di terra» è di fatto un tipo di grande lucertola della regione.

I monti Altaj sono ricchi di foreste di pino siberiano, betulle, larici e abeti. Il lago Hanas nello Xinjiang offre un raro esempio di taiga (foresta di conifere).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il neolitico in Asia Centrale risale a periodi lontanissimi, dopodiché si trovano segni della presenza di agricoltori sedentari dal VII millennio a.C. nella regione del Kopet Dag, la cultura di Geitun. Ad essa succede la cultura di Namazga a partire dal VI millennio a.C. L'Asia Centrale ha costituito un vero crocevia di civiltà. I suoi più antichi abitanti identificati con chiarezza sono popoli indoeuropei venuti da ovest. Si tratta dei Tocari, che vissero nel bacino del Tarim dal 2000 a.C., e degli Iranici, che occuparono a partire dal I millennio a.C., tutta la regione tranne il bacino del Tarim e la Mongolia. Si possono citare anche gli Indoari, affini agli Iranici, che vissero in Battriana attorno al 2000 a.C. prima di spostarsi in India settentrionale alcuni secoli più tardi. Più a nord, in Siberia meridionale, fioriva la cultura di Andronovo.

Le regioni note ai greci erano la Battriana, tra Uzbekistan e Afghanistan, la Sogdiana, attorno a Samarcanda, e la Corasmia, a sud del lago d'Aral. I loro nomi sono tutti di origine iranica.

In queste tre regioni esistettero delle avanzate civiltà sedentarie i cui popoli fondatori non sono ancora stati identificati con chiarezza. Installandosi qui, gli Iranici e gli Indo-Ariani assunsero almeno in parte i costumi degli autoctoni, che erano sedentari e si dedicavano all'agricoltura e al commercio. Un popolo iranico, i Sogdiani, fondò Samarcanda la cui bellezza fu esaltata anche da Alessandro Magno. Più a nord, gli Iranici rimasero nomadi e occuparono il Kazakistan e il nord dell'Uzbekistan, lasciando delle tombe che datano al I millennio a.C.

Il conflitto tra nomadi e sedentari è una costante della storia dell'Asia Centrale. I nomadi, di carattere guerriero, effettuavano delle razzie che obbligavano i sedentari a rifugiarsi dentro centri fortificati. A volte si riunivano per formare dei vasti imperi capaci di terribili distruzioni.

I Tocari divennero sedentari e adottarono l'agricoltura d'irrigazione. Una parte di loro restò tuttavia nomade, visse nel Gansu e fondò il primo impero dell'Asia Centrale. Furono chiamati Yuezhi dai cinesi.

L'Asia Centrale era attraversata dalla via della seta, la cui apertura risale a tempi molto antichi: la presenza di seta cinese è attestata in Battriana dal 1500 a.C. Nel 1918, fu ritrovata in Zungaria una moneta datata III secolo a.C. e proveniente da Panticapeo, una città greca a est della Crimea.

A partire dagli ultimi secoli a.C. la storia dell'Asia Centrale è segnata dall'avanzata dei popolo mongoli, originari della Siberia e della Mongolia orientale, che assimilarono a poco a poco gli indoeuropei o li costrinsero a migrare. È in questo periodo che gli Xiongnu obbligano i Yuezhi a lasciare il Gansu, e che sorge l'impero dei Turchi Blu (Göktürk) che sottomettono tutta l'Asia Centrale fino alla Battriana e alla Sogdiana.

I Turchi Blu sono seguiti dagli Uigur nel 744, anch'essi turchi, che furono costretti dai Kirghizi a lasciare la Mongolia. Si diressero verso il Gansu e il bacino del Tarim, dove assimilarono i Tocari. A ovest intanto avanzavano gli Arabi, portatori dell'islam. Questo fece scomparire l'antica religione iraniana (nata probabilmente in Battriana), lo zoroastrismo, così come il buddhismo, arrivato in Asia Centrale all'inizio dell'era cristiana. Più dei Sogdiani e dei Battriani, i Tocari erano divenuti dei ferventi buddhisti. Al loro arrivo nel bacino del Tarim, gli Uigur si convertirono anch'essi al buddhismo, ma poi divennero musulmani come quasi tutti i popoli turchi.

Anche il manicheismo e il Cristianesimo nestoriano ebbero diffusione in Asia Centrale durante il Medioevo: il khan degli Uigur si convertì al manicheismo dopo aver conquistato Chang'an (Xi'an) nel 762, e preziosi manoscritti risalenti alla fine del I millennio sono stati ritrovati nello Xinjiang e nel Gansu, nel nordovest della Cina; il nestorianesimo raggiunse la Mongolia e la Cina e diverse principesse della famiglia di Gengis Khan furono nestoriane.

Dall'inizio del II millennio l'Asia Centrale fu centro di vasti imperi formati da conquistatori, Gengis Khan e Tamerlano, che però vissero ben poco oltre la morte dei loro fondatori. I popoli turchi (Kirghizi, Uzbeki, Kazaki, Turkmeni, Uigur) che abitano la gran parte dell'odierna Asia Centrale non vi sono arrivati che in epoca abbastanza recente. Gli Uzbeki per esempio s'installarono in Uzbekistan a partire dal XIV secolo, dopo aver sconfitto i discendenti di Tamerlano. Gli Uigur attuali non parlano la lingua dei loro antenati arrivati nello Xinjiang dopo l'840, ma quella degli Uzbekstani.

Della lingua sogdiana, non resta che un dialetto parlato in qualche villaggio sulle rive del fiume Yaghnob. Comunque, molto del suo vocabolario è stato assorbito dal persiano moderno, di cui il tagiko è una variante. Un'altra lingua iranica, il pashto, è parlata in una parte dell'Afghanistan.

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