Khiva
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Khiva (uzbeko: Xiva, Хива; russo: Хива; persiano: خیوه 'Khiveh'; nome alternativi o storici comprendono Khorasam, Khoresm, Khwarezm, Khwarizm, Khwarazm, Chiwa e Chorezm) è l'antica capitale della Khwarezmia e del khanato di Khiva e ai giorni nostri è situata nella provincia uzbeka di Khorezm. L'Ichon-Qala di Khiva è stato il primo sito in Uzbekistan ad essere inscritto tra i Patrimoni dell'umanità (1991).
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[modifica] Storia
L'agricoltura e gli insediamenti umani nel Khorezm, l'ampio e fertile delta dell'Amu-Darya circondato da vasti deserti, risalgono a quattro, o forse anche a sei mila anni fa. Perciò Khiva, situata sul margine meridionale del delta, potrebbe essere molto antica ma non si sa quanto esattamente. Secondo la leggenda fu fondata quando Sem, figlio di Noè, scavò un pozzo in questa zona; la sua gente lo chiamò Kheivak, da cui si dice sia derivato il nome Khiva. Il pozzo originario si trova nel cortile di Abdullah a-Baltal 50, nella parte nord-occidentale della città vecchia.
Di sicuro Khiva esisteva nell'VIII secolo come piccola fortezza e stazione commerciale sulla Via della Seta, ma mentre il Khorezm prosperava attraversando alti e bassi tra il X e il XIV secolo, la sua capitale era la vecchia Urgench (l'odierna Konye-Urgench in Turkmenistan) e Khiva rimase un centro secondario.
[modifica] Il khanato
Fu solo molto tempo dopo la distruzione di Konye-Urgench a opera di Tamerlano (Timur) che Khiva divenne importante. Quando gli shaybanidi uzbeki, all'inizio del XVI secolo, conquistarono l'impero timuride ormai in declino, un ramo della dinastia fondò uno stato nel Khorezm e Khiva ne divenne la capitale nel 1592.
La città avviò un fiorente mercato degli schiavi che per più di tre secoli segnò il destino del khanato di Khiva. La maggior parte degli schiavi era portata dalle tribù turkmene del deserto del Karakum oppure dalle tribù delle steppe che rapivano gli sventurati che vivevano o viaggiavano in quelle zone. Per tenere lontane dai confini cittadini entrambe queste popolazioni, Khiva ricorse infine a un'alleanza con i turkmeni contro i kazaki, assegnando loro terre e denaro in cambio del sostegno.
[modifica] Si sveglia l'interesse russo
Già in precedenza Khiva aveva offerto la sua sottomissione allo zar russo Pietro il Grande in cambio dell'aiuto contro le tribù di predoni. La risposta fu tardiva: solo nel 1717 un esercito di circa 4000 uomini giunse a Khiva al comando del principe Alexandr Bekovich.
Purtroppo nel frattempo il khan aveva perso ogni interesse a diventare vassallo dello zar. Andò quindi incontro all'esercito suggerendo al comandante di sistemare i suoi uomini nei vari villaggi circostanti, dove avrebbero potuto alloggiare più comodamente. Dopo di che, gli abitanti di Khiva annientarono gli invasori risparmiandone solo alcuni affinché riportassero la notizia in patria. Il khan mandò la testa di Bekovich al suo rivale centroasiatico, l'emiro di Bukhara, e fece esporre in pubblico il resto del corpo.
Nel 1740 Khiva fu distrutta da un invasore meno ingenuo, Nadir Shah di Persia e il Khorezm divenne per un certo periodo un avamposto settentrionale dell'impero persiano. Alla fine del XVIII secolo la città fu ricostruita e iniziò a svolgere un ruolo minore nel crescente commercio tra la Russia e i khanati di Bukhara e di Kokand. Il suo mercato degli schiavi, il più grande dell'Asia centrale, continuò a prosperare, reso ancora più fiorente dai russi catturati mentre cercavano di espandere i loro confini a sud e a est.
[modifica] La conquista russa
Quando i russi riuscirono finalmente a mandare una spedizione debitamente organizzata contro Khiva, non vi fu battaglia. Nel 1873 l'esercito di 13.000 uomini del generale Konstantin Kaufman avanzò su Khiva da nord, ovest e sud. Dopo qualche resistenza iniziale di guerriglia, soprattutto da parte della tribù turkmena yomud, il khan Mohammed Rakhim II si arrese senza condizioni. Kaufman allora si concesse il lusso di far massacrare gli yomud. Il khan divenne un vassallo dello zar e il suo trono d'argento fu spedito in Russia.
Il khanato di Khiva, ormai indebolito, resistette fino al 1920, anno in cui il generale bolscevico Mikhail Frunze lo abolì e proclamò la Repubblica Popolare del Khorezm. Questa, come quella di Bukhara, era teoricamente indipendente dall'URSS, ma i suoi leader abbandonarono il socialismo a favore del pan-turchismo e nel 1924 la repubblica su assorbita nella nuova Repubblica Socialista Sovietica dell'Uzbekistan.

