Noè

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altre voci che possono riferirsi alla stessa combinazione di 3 caratteri, vedi NOE.
Sacrificio fatto da Noè, dipinto di Daniel Maclise

Noè (ebraico: נחַֹ) è un patriarca biblico, descritto come un uomo retto che "camminava con Dio" (Genesi, 6,9) e che Dio decise di mettere in salvo quando, inviando il Diluvio Universale, sterminò l'umanità corrotta (Genesi 6, 11-17). Nel racconto biblico (Genesi 6,18 e sgg.) Dio affida a Noè il compito di mettere in salvo le specie animali e quindi, dopo il Diluvio, di divenire il capostipite di una rinnovata umanità, consegnandogli delle nuove leggi inerenti all'uccisione di animali per cibarsene.

Noè è il più importante patriarca dopo Adamo e prima di Abramo: nella Genesi (da 5 a 11) si contano infatti dieci generazioni da Adamo a Noè e dieci da Noè ad Abramo (Pirqei Avot, Talmud).

Questa tradizione è indubbiamente dipendente da una tradizione mesopotamica[non chiaro] [1].Naamah fu la sua sposa.


Significato del nome[modifica | modifica sorgente]

Noè, in lingua ebraica Noach, נח, viene accostato da Genesi 5,29 al suo ruolo di "consolatore"[2]. È tuttavia evidente che far derivare il nome Noah dall'ebraico niḥam ("conforto") generi un'etimologia di tipo "popolare" che non possiede alcuna evidenza linguistica[3]. Resta che il nome ebraico Noah marca una discrepanza con i nomi degli "eroi" delle mitologie mesopotamiche da cui questo racconto biblico deriva. Nelle mitologie mesopotamiche il nome del sopravvissuto al Diluvio Universale è in sumerico Ziusudra ("Vita dai giorni prolungati") e in accadico Atraḫasis ("Sommamente Saggio) o anche Utanapištim ("Colui che ha trovato la vita"), il che suggerirebbe, agli studiosi, la necessità di individuare una letteratura mediatrice che si ponga tra quelle sumerico e accadica e quella ebraica. In tal senso Dwight Young[4] riferisce di una possibile soluzione nella letteratura ḫurrita dove è presente il nome proprio di Na-aḥ-ma-su-le-el con evidenti analogie con il nome ebraico di Noah che risulterebbe quindi una sua contrazione, rendendo possibile, anche se non certo, il collegamento dei nomi.

Il costruttore dell'arca[modifica | modifica sorgente]

Noè compare per la prima volta in Genesi 5,28 come agricoltore e figlio di Lamech e nipote di Matusalemme. Egli è dunque il nono nella linea generazionale dei discendenti di Adamo attraverso Set (la cosiddetta "Grande Genealogia dei Setiti" di Gen 5). La sua storia si sviluppa nei capitoli 6, 7, 8 e 9 della Genesi.

Secondo la narrazione biblica è il costruttore dell'Arca di Noè grazie a cui l'Umanità continuò la propria esistenza sulla Terra; sull'Arca furono ospitate 7 coppie degli animali puri ed una coppia di tutti gli altri animali (secondo Genesi 6,19; secondo Genesi 7,2).

Secondo Genesi 7,6 Noè aveva seicento anni quando il diluvio si abbatté sulla Terra; morì a 950 anni; era ancora vivo quando nacque Avraham.

Discendenza di Noè[modifica | modifica sorgente]

Noè ebbe tre figli: Sem, Cam e Iafet, come Noè anch'essi portati sull'arca unitamente alle mogli. Ciascuno di essi avrebbe dato vita ad una stirpe con più popoli: Sem per i Semiti, Cam per i Camiti e Iafet per gli Iafetiti.

Sappiamo le età relative dei figli di Noè e il loro ordine di nascita da Genesi 10:21 e 9:24

10.21, Genesi:

Anche a Sem, padre di tutti i figli di Eber, fratello maggiore di Iafet, nacque una discendenza.

9.24, Genesi:

Quando Noè si fu risvegliato dall'ebbrezza, seppe quanto gli aveva fatto il figlio minore (Cam).

Genesi 10.21 indica che Iafet era il maggiore ed era nato quando Noè aveva 500 anni. Cam è il più giovane, come indica Genesi 9.24, dopo le azioni improprie di Cam verso il padre. Quindi Sem deve esser nato tra Iafet e Cam. Sem non era un gemello o un "terzino" di Iafet quando Noè aveva 500 anni, come dimostrano 7.6 e 11.10.

Genesi 7:6:

Noè aveva seicento anni, quando venne il diluvio, cioè le acque sulla terra.

Genesi 11:10:

Questa è la discendenza di Sem: Sem aveva cento anni quando generò Arpacsàd, due anni dopo il diluvio.

Quindi Noè aveva 600 quando iniziò il Diluvio e due anni dopo Sem aveva 100 anni. Di conseguenza, Sem doveva esser nato a Noè quando questi aveva 502 anni. Non si conosce dalle Scritture l'età esatta di Cam, ma deve certamente esser nato dopo Sem. Quindi Genesi 5.32 introduce i figli di Noè tutti insieme e poi altri passi danno ulteriori dettagli sulla loro nascita ed età.

L'alleanza noachica secondo la Torah[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diaspora, Dieci comandamenti e Mizvot.

Stipulata da Dio con Noè un'alleanza cosmica, in ebraico B'rith 'Olam (ברית עולם), l'"alleanza noachica" si compone dei 7 precetti così enunciati (Talmud, Sanhedrin 56b):

  1. non abbandonare la fede in Dio e quindi non commettere idolatria;
  2. non uccidere né suicidarsi: "Chi sparge il sangue dell'uomo, dall'uomo il suo sangue sarà sparso, perché ad immagine di Dio Egli ha fatto l'uomo" (Gen 9,6: fondamento della "legge del taglione", nell'esegesi ebraica con ciò intendendo il risarcimento pecuniario);
  3. non rubare e/o non rapire;
  4. non compiere le relazioni sessuali illecite non ammesse dalla Torah;
  5. non bestemmiare;
  6. divieto di mangiare parti del corpo di animali ancora vivi;
  7. istituire tribunali giusti [distinguendo quindi tra testimonianza vera, falsa testimonianza nonché Lashon hara, ovvero "maldicenza" in italiano, ovviamente esaminando i casi].

Per i non ebrei ai 7 precetti possono aggiungersene altri ancora sempre iscritti nella Torah, ciò dipende dalla loro volontà; invero se ne contano circa 66: importanti quindi anche i precetti di onorare i genitori e quelli che vietano di ferire moralmente il prossimo, farlo soffrire anche "interiormente", secondo malizia crudele volontaria, e di ingannarlo.

Gli esseri vegetali sono concessi come cibo all'uomo: "Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde" (Gn 1,29-30). Come si legge chiaramente dal testo non è ampliata la concessione già fatta ad Adamo, a cui già erano stati concessi solamente i vegetali, sino al momento in cui Noè compie dei sacrifici a Dio dopo il Diluvio universale prima del quale si attese la Teshuvah degli individui.

Iddio si è impegnato a non mandare mai più diluvi per distruggere tutti gli individui nel corso dell'esistenza del mondo mantenendo semina e raccolto, luce e buio, il ciclo delle stagioni, del caldo e del freddo, della notte e del giorno.

Quest'alleanza è stipulata con tutta l'umanità ed offre dunque all'antico Israele le norme per considerare chi è giusto o empio tra gli individui non-ebrei delle altre 70 Nazioni.

La figura di Noè, uomo giusto tra i suoi contemporanei malvagi, è considerata in Isaia 54,9 come esempio di rettitudine grazie a cui venne concesso un nuovo mondo per un'Umanità rinnovata.

Ancora esegesi ebraica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Albero della conoscenza del bene e del male e Torah.
Ebbrezza di Noè, formella del Campanile di Giotto, collaboratore di Andrea Pisano (Maestro di Noè), 1334-1336, Firenze
  • Noè fu Zaddiq tra i suoi contemporanei: questo significa che se avesse vissuto ai tempi di Avraham, Mosè o Samuele non sarebbe stato considerato grande; secondo altri il confronto con le epoche degli altri due Zaddiqim qui citati permette di affermare che così egli sarebbe stato valutato Zaddiq maggiormente, anche per la frequentazione di altre persone elevate (Bereshit Rabbah 30, 10).
  • Il Talmud e le raccolte degli insegnamenti della Religione ebraica contengono molti episodi della vita di Noè. Il più famoso riguarda l'inganno perpetrato ai danni del Patriarca dall'angelo Satana, il quale gli insegnò a coltivare la vite (vedi Gen 9, 20) e gli disse, come poi avvenne, di insozzare la vigna con il sangue di quattro animali: un agnello, un leone, un maiale e una scimmia. Da allora, dice l'insegnamento, chi beve il vino si ubriaca e, man mano che ne beve sino ad abbondare in maniera non controllata, viene ad assumere i caratteri di questi quattro animali: l'arrendevolezza dell'agnello, la violenza del leone, il sudiciume del maiale, il comportamento assolutamente irragionevole della scimmia.[senza fonte]
  • Egli visse già quando Adamo era ancora in vita.
  • Quando uscì dall'Arca, Noè si chiese il motivo per cui Dio avesse deciso di radunare 7 coppie di animali puri mentre una sola coppia per ciascuna sarebbe bastata per continuare ogni specie: fu così che, intuito il desiderio della Volontà divina, indossò le vesti ereditate da Adamo (cfr Pardes) e compì dei sacrifici per Dio che quindi li gradì.
  • Quando Noè vide l'arcobaleno, Dio gli impose di non guardarlo a lungo poiché Egli si stava manifestando in esso nella Shekhinah.
  • Un Midrash racconta che Sem disse ad Avraham come, durante il diluvio quando nell'arca tutti erano indaffarati nel dare da mangiare agli animali, nell'arca suo padre Noè si accorse della fenice che stava riposando e che non le aveva dato cibo, così le chiese del motivo per cui non gli avesse chiesto cibo; la fenice rispose che, presa coscienza di quanto Noè fosse occupato, decise di non disturbarlo ulteriormente: dicendole di aver compreso della sua preoccupazione per il proprio carico, Noè la benedisse augurandole di non morire mai; nel Libro di Giobbe è scritto: moltiplicherò come la sabbia i miei giorni come quelli della fenice (Giobbe29,18).
  • Secondo Tsadok HaKohen (Prì Tzadik), l'intenzione di Dio era quella di compiere il Matan Torah nel periodo delle generazioni in cui visse Noè, anche prima del diluvio, ma ciò non avvenne anche perché gli individui che vissero in quel periodo non effettuarono la Teshuvah; non casuale infatti la concezione sul Ghilgul secondo cui la generazione del diluvio, quella della torre di Babele e quella dell'Egitto sono corrispondenti (Arizal).

Campagna Noachica[modifica | modifica sorgente]

Noè che manda una colomba

Nei tempi moderni i precetti noachici vengono considerati in diverse maniere, con varie scuole di pensiero. Secondo alcuni[5] i precetti offrono al genere umano una serie di valori assoluti ed una struttura di giustizia basilare mentre le leggi attualmente applicate dalle varie nazioni sono valide presuntivamente.

Dopo che il defunto Rebbe[6] di Chabad-Lubavitch, Rabbi Menachem Mendel Schneerson, ebbe ad iniziare la sua Campagna Noachica, negli anni 1980, il numero di gentili che desiderano osservare i Sette Precetti di Noè, come descritti nella Torah, aumentava considerevolmente e continua ad aumentare. Nel 2005 lo studioso Rabbi Moshe Weiner di Gerusalemme accettò di formulare una codifica completa dei precetti noachici.[7] L'opera è intitolata Sefer Sheva Mitzvot HaShem, pubblicata nel 2008/ 2009. Poiché è approvata da entrambi i Rabbini Capo di Israele, Rabbi Shlomo Moshe Amar e Rabbi Yonah Metzger, come anche da altre autorità halakhiche chassidiche e non-chassidiche,[8] può esser considerata di carattere altamente autorevole e viene citata come uno "Shulchan Aruch"[9] per i non-ebrei di tanti altri Paesi.

Cristianesimo[modifica | modifica sorgente]

In Matteo 24,37-38; e nella prima lettera di Pietro 3,20.

Poemi mesopotamici[modifica | modifica sorgente]

È evidente l'assonanza e quindi la derivazione di questo racconto biblico, e quindi della figura patriarca Noè ivi contenuta, con gli analoghi e precedenti poemi mesopotamici inerenti al Diluvio Universale, ma completamente diversa è la prospettiva dei poemi babilonesi e della Bibbia. Infatti nei primi gli dèi decidono di sterminare l'umanità per puro capriccio, a causa del suo fracasso che li infastidisce, mentre Dio pone fine al mondo antidiluviano a causa delle colpe dei cosiddetti "giganti dei tempi antichi". Noè non si salva perché è fortunato ma perché è l'unico giusto in un mondo di peccatori.[senza fonte]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^
    « This tradition is doubtless dependent upon a Mesopotamian source. It is especially reminiscent of a notation in the writings of Berossus (third century B.C.E.) according to which the hero of the great flood was Babylonia’s tenth antediluvian king. »
    (Dwight Young, Noah in Encyclopaedia Judaica vol.15. NY, Gale, 2007, p.287)
  2. ^ Il padre Lamech così indica il motivo della scelta del nome: « lo chiamò Noè, dicendo: "Costui ci consolerà del nostro lavoro e della fatica delle nostre mani, a causa del suolo che il Signore ha maledetto"».
  3. ^ «This explanation links Noah with the Hebrew niḥam, “to comfort,” but this is popular etymologizing and not based on linguistic principles.» (Dwight Young, Noah in Encyclopaedia Judaica vol.15. NY, Gale, 2007, p.287).
  4. ^ Dwight Young, Noah in Encyclopaedia Judaica vol.15. NY, Gale, 2007, p.287.
  5. ^ Cfr. per es. N. Rakover, Law and the Noahides (1998) (EN) ; M. Dallen, The Rainbow Covenant (2003) (EN)
  6. ^ Rebbe (רבי) è una parola Yiddish che significa maestro, insegnante, o mentore e deriva dalla stessa parola in ebraico Rabbi, che è la forma originale in lingua ebraica di "rabbino", significante "mio maestro".
  7. ^ The Divine Code, R. Moshe Weiner,curatore Dr. Michael Schulman Ph.D., Vol, I., p. 21, 2008, publ. Ask Noah International. (EN)
  8. ^ Int. al., Rabbi Zalman Nechemia Goldberg, Rabbi Gedalia Dov Schwartz e Rabbi Jacob Immanuel Schochet
  9. ^ Shulchan Aruch (in ebraico: שׁוּלחָן עָרוּך?, lett.: "Tavola fissa") noto anche come Codice della Legge Ebraica, è la codificazione legale più autorevole dell'ebraismo. Fu scritto a Safed, Israele, da Yosef Karo nel 1563 e pubblicato a Venezia due anni dopo. Cfr. Codex Judaica, Mattis Kantor 2005. Insieme ai rispettivi commentari, è la compilazione halakhica più osservata e accettata nel mondo ebraico. Vedi anche, Letter of Blessing (per Sefer Sheva Mitzvoth HaShem) , R. Yonah Metzger, Rabbino Capo di Israele, p.1.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]