Dieci comandamenti
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Secondo l'Antico Testamento i dieci comandamenti, detti anche Decalogo, sono i comandamenti scritti sulle tavole della legge date da Dio a Mosè sul monte Sinai. Sono i Settanta che riportano l'espressione dèka lògous (dieci parole), da cui deriva il termine Decalogo o Dieci Parole. In realtà le ingiunzioni sono più di dieci e il testo è presente in due versioni leggermente diverse in due diversi libri della Bibbia (Esodo e Deuteronomio) e ciò ha portato ad una certa varietà nelle loro suddivisioni. Sebbene l'originale ebraico sia alla base dei Comandamenti per le 3 grandi religioni monoteiste, ogni religione li ha diversamente interpretati, con differenze anche all'interno di ciascuna religione. Di seguito vengono riportate le diverse versioni:
Indice |
[modifica] Il testo e le suddivisioni
[modifica] Esodo e Deuteronomio
Troviamo il testo del decalogo in Esodo 20,2-17 e in Deuteronomio 5,6-21:
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Esodo 20 |
Deuteronomio 5 |
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[2] Io sono il Signore, tuo Dio, [3] non avrai altri dei all'infuori di me. [4] Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. [5] Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, [7] Non pronunzierai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano. [8] Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: [11] Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro. [12] Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio. [13] Non uccidere. [14] Non commettere adulterio. [15] Non rubare. [16] Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo. [17] Non desiderare la casa del tuo prossimo. |
[6] Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese di Egitto, dalla condizione servile. [7] Non avere altri dèi di fronte a me. [8] Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù in cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. [9] Non ti prostrerai davanti a quelle cose e non le servirai. Perché io il Signore tuo Dio sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione per quanti mi odiano, [11] Non pronunciare invano il nome del Signore tuo Dio perché il Signore non ritiene innocente chi pronuncia il suo nome invano. [12] Osserva il giorno di sabato per santificarlo, come il Signore Dio tuo ti ha comandato. [13] Sei giorni faticherai e farai ogni lavoro, [15] Ricordati che sei stato schiavo nel paese d'Egitto e che il Signore tuo Dio ti ha fatto uscire di là con mano potente e braccio teso; perciò il Signore tuo Dio ti ordina di osservare il giorno di sabato. [16] Onora tuo padre e tua madre, come il Signore Dio tuo ti ha comandato, perché la tua vita sia lunga e tu sii felice nel paese che il Signore tuo Dio ti dà. [17] Non uccidere. [18] Non commettere atti impuri. [19] Non rubare. [20] Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo. [21] Non desiderare la moglie del tuo prossimo. Non desiderare la casa del tuo prossimo, né il suo campo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna delle cose che sono del tuo prossimo. |
Notare che il testo biblico non riporta la numerazione dei comandamenti, né, nell'originale ebraico, conosce punteggiatura, né ha gli a capo. Qui si è messa la punteggiatura, ma non appartiene al testo biblico.
Inoltre dobbiamo tenere presente che la suddivisione in versetti non è nel testo originale, ma è stata formulata nel secondo millennio cristiano per facilitare il lavoro di individuare le citazioni bibliche. Essa è quindi puramente redazionale.
[modifica] Versione Ebraica
Traduzione più letterale dell'originale ebraico di Esodo 20,1-17:
E Dio pronunciò tutte queste parole dicendo così:
Io sono il Signore tuo Dio, che ti fece uscire dal paese d'Egitto, dalla casa degli schiavi.
Non avrai altri dei al mio cospetto. Non farti alcuna scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque al di sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li adorare, perché io, il Signore tuo Dio, sono un Dio geloso che punisce il peccato dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione per coloro che mi odiano, e uso bontà fino alla millesima generazione, per coloro che mi amano ed osservano i miei comandamenti.
Non pronunciare il nome del Signore Dio tuo invano; perché il Signore non lascerà impunito chi avrà pronunciato il suo nome invano.
Ricordati del giorno del sabato per santificarlo. Durante sei giorni lavorerai e compirai ogni tua opera ma il settimo è giorno di totale cessazione del lavoro e dedicato al Signore Dio tuo. Non farai alcun lavoro né tu né tuo figlio né tua figlia né il tuo schiavo né la tua schiava né il tuo bestiame né il forestiero che si trova nella tua città poiché in sei giorni il Signore creò il cielo e la terra, il mare e tutto ciò che contengono, riposò nel settimo giorno e per questo il Signore ha benedetto il settimo giorno santificandolo.
Onora tuo padre e tua madre, affinché si prolunghino i tuoi giorni sulla terra che il Signore tuo Dio ti dà.
Non uccidere.
Non commettere adulterio.
Non rubare.
Non fare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
Non desiderare la casa del tuo prossimo; non desiderare sua moglie, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo.
[modifica] Suddivisione ebraica e cattolica/luterana
C'è una differenza tra le varie tradizioni religiose riguardo alla suddivisione dei vari comandamenti: concretamente la differenza sta nella suddivisione tra primo e secondo, e, conseguentemente, tra nono e decimo comandamento.
Sia per l'ebraismo che per la chiesa Ortodossa, oltre ad alcune chiese evangeliche ed ai Testimoni di Geova il secondo comandamento inizia dove c'è la prescrizione di non farsi immagini di Dio, di non prostrarsi di fronte ad esse e di non adorarle. Di conseguenza, il comandamento riguardante il non desiderare la moglie del prossimo è un tutt'uno con quello che riguarda il non desiderare le sue cose.
Invece la Chiesa cattolica latina e il Luteranesimo, seguendo la tradizione agostiniana, considerano la prescrizione sul'adorazione delle immagini come parte del primo comandamento. Inoltre, prendendo come base il testo del Deuteronomio, ha separato la proibizione di desiderare la moglie del prossimo da quella di desiderare le sue cose. Nella tradizione ebraica, il primo comandamento è la premessa dei comandamenti cristiani. Il secondo comandamento ebraico corrisponde al primo cattolico e luterano, ma non corrisponde al primo protestante non luterano perché sdoppiato.
Quindi un'altra suddivisione leggermente diversa è seguita dalle chiese ortodosse e riformate.
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Suddivisione secondo le tradizioni ebraica |
Suddivisione secondo la tradizione cattolica e luterana |
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[modifica] Versione mnemonica
Sebbene l'originale ebraico compaia nelle Bibbie cristiane, ne esistono diverse versioni tra cui una ridotta,il cui scopo è, almeno ufficialmente, per il catechetico, quello di facilitare la memorizzazione. La più diffusa in ambito cattolico è la seguente:
- Ascolta Israele! Io sono il Signore Dio tuo:
- Non avrai altro Dio fuori di me.
- Non nominare il nome di Dio invano.
- Ricordati di santificare le feste.
- Onora il padre e la madre.
- Non uccidere.
- Non commettere adulterio.
- Non rubare.
- Non dire falsa testimonianza.
- Non desiderare la donna d'altri.
- Non desiderare la roba d'altri.
[modifica] Interpretazioni dei comandamenti nell'esegesi ebraica
I comandamenti si iscrivono nella teologia dell'alleanza che Dio fa con il popolo d'Israele secondo la quale nelle due Tavole della legge scritte da Dio e presentate a Mosè essi sono scritti cinque in una, quella che concerne il rapporto che l'ebreo ha con Dio, e cinque nella seconda dove sono iscritti quelli riguardanti il rapporto tra l'uomo ed il suo prossimo; l'esegesi ebraica afferma che i primi cinque corrispondono agli altri cinque. I primi due comandamenti furono ascoltati dal popolo d'Israele direttamente dalla "bocca" di Dio mentre gli altri vennero poi trasmessi da Moshè. I Dieci Comandamenti sono la sintesi e l'essenza di tutti i 613 precetti.
Secondo Rashi il versetto prima della proclamazione dei Dieci Comandamenti Dio parlò tutte queste parole dicendo sottolinea come Dio disse tutti i Dieci Comandamenti in una sola espressione unitaria e solo in seguito, sempre nella stessa occasione, vennero rivelati uno ad uno.
Le Tavole della Legge su cui vennero scritti i Dieci Comandamenti e la stessa scrittura sono alcune delle cose create da Dio al crepuscolo prima dello Shabbat dei primi giorni della Creazione.
I Dieci Comandamenti corrispondono alle Dieci Espressioni con cui venne fatta la Creazione, sia luce..., ci sia un firmamento..., ecc. I Maestri insegnano infatti che anche la Creazione sorse all'esistenza tramite la Parola di Dio.
La suddivisione dei Dieci Comandamenti nelle Due Tavole è dovuta alla simbologia corrispondente del Cielo e della Terra, dello sposo e della sposa e della Torah scritta rispetto alla Torah Orale.
La pietra delle Tavole della Legge era così preziosa che se Moshè l'avesse impegnata per denaro sarebbe divenuto l'uomo più ricco: ma è preferibile fare qualcosa in nome del Cielo con un fine religioso anziché usufruire della stessa cosa, destinata ad avere un uso ed un significato sacri, per un uso profano o materiale.
I Dieci Comandamenti erano incisi sulle Tavole da una parte all'altra cosicché si potessero leggere sia davanti sia sul retro. A proposito di ciò si manifestò un miracolo: alcune lettere dell'alfabeto ebraico presentano un vuoto al loro interno ma la pietra all'interno delimitata dall'incisione in tutto il proprio perimetro restava sospesa miracolosamente.
[modifica] Cristianesimo
Diversamente dall'intera legge mosaica, che non è osservata in ambito cristiano, i dieci comandamenti sono stati ritenuti fondamentali anche nel cristianesimo per il loro valore morale, ma spesso interpretati in modo diverso e meno vincolante.
Ad esempio non viene rispettato il sabato, ma la domenica e anche sulla proibizione delle immagini sorsero ben presto dibattiti nella Chiesa, come nel caso della controversia iconoclasta, cioè se fosse o no lecito introdurre le immagini nelle chiese e la loro venerazione. La disputa venne risolta affermativamente dalla Chiesa nel VIII secolo (con diverse sfumature fra Oriente e Occidente), per risorgere poi nel XVI secolo con la Riforma protestante.
[modifica] Nel Corano
L'Islam non ha il testo dei comandamenti della Bibbia ebraica. È possibile però ritrovare nel Corano alcune affinità con alcune ingiunzioni morali del Decalogo mosaico.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali sui Dieci comandamenti
[modifica] Collegamenti esterni
- Spiegazione dei comandamenti (dal Catechismo della Chiesa Cattolica)
- Il testamento di Tito (da La buona novella di Fabrizio De André)
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