Miracolo

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« Negare la possibilità del miracolo è lo stesso che negare l'esistenza di Dio»
(Giovanni Re, esponente del pensiero teista, in Religione e Cristianesimo)
« (...) osare attribuire a Dio dei miracoli significa in effetti insultarlo (ammesso che degli uomini possano insultare Dio): è come dirgli "voi siete un essere debole e incoerente". »
(Voltaire, esponente del pensiero deista, in Dizionario filosofico)

Si definisce miracolo (dal latino «miraculum», cosa meravigliosa) un evento non spiegabile ed attribuito ad un intervento soprannaturale o divino, durante il quale le leggi naturali appaiono sospese. Nel linguaggio comune, per estensione, il temine miracolo indica anche un evento che ha dell'incredibile, che desta meraviglia.

In varie religioni il termine ha un significato più tecnico e la ricerca teologica preferisce utilizzare il termine più generico di segno. Colui che si ritiene abbia compiuto dei miracoli di natura medica è detto taumaturgo.

Indice

[modifica] Il miracolo nelle religioni

Nell'ebraismo, il miracolo è considerato un segno dell'onnipotenza di Dio e della sua benevolenza nei confronti del popolo eletto, particolarmente frequente nei giorni dell'esodo dall'Egitto.

Nell'Islamismo i miracoli sono considerati segni dell'onnipotenza di Dio.

Nella Bibbia sono registrati numerosi eventi considerati miracolosi. Due di questi, in particolare, cioè l'uscita dall'Egitto e la divisione delle acque del Mar Rosso, sono divenuti simboli di tutte le liberazioni avvenute per opera divina nella storia, e tema di un'ampia letteratura ebraica.

Nei Vangeli, i miracoli sono segni della missione di Cristo, che poi verrà proseguita dagli apostoli e dai discepoli. La dottrina della Chiesa riconosce il miracolo nel quadro più ampio della storia della salvezza, come richiamo per gli uomini.

Per quanto riguarda l'Induismo, si sarebbero verificati recentemente miracoli da parte del dio Gaṇeśa; tra i più rilevanti quello del 21 settembre 1995, quando ogni statua della divinità - dall'Asia alle comunità induiste europee ed americane - avrebbe bevuto del latte.

[modifica] I miracoli nel Nuovo Testamento

Il Nuovo Testamento riferisce numerosi miracoli operati da Gesù, che consistono di solito in guarigioni dai mali fisici e spirituali. I miracoli hanno per Gesù un valore simbolico e spesso capita che lo stesso Gesù si rifiuti di fare miracoli per fare proseliti. Da ricordare, come momento topico, la tentazione di satana che nel deserto propone a Gesù di cambiare i sassi in pane; Gesù rifiuta, con questo e altri segni, di far diventare i miracoli segni per convincere i testimoni. Da ricordare, dopo la moltiplicazione dei pani, come Gesù si nasconda per fuggire alla gente che voleva farlo re. Gesù evita che i miracoli da lui operati possano venir equivocati dalla folla. Numerose sono le volte che Gesù chiede ai miracolati di rimanere in silenzio e di non dirlo, è sempre fatto divieto a chi riceve un miracolo di seguirlo. Nell'ottica complessiva del messaggio evangelico, l'unico segno attorno a cui ci si deve convertire è quello duro e crudo della croce. Riferisce anche di miracoli operati dagli Apostoli, attribuendoli esplicitamente al potere concesso loro da Gesù, perché potessero testimonare la loro fede e annunciare il regno di Dio. Essi vengono presentati dagli evangelisti come opere di Gesù, il Cristo, termine greco che traduce l'ebraico Messia, e sono considerati come parte della proclamazione del regno divino, a solo scopo di sollecitare il pentimento e la conversione a Dio.

I miracoli fondamentali del cristianesimo sono l'incarnazione (il Figlio di Dio che diventa uomo) e la resurrezione (il risorgere di Cristo dai morti). Su questi due miracoli si basa essenzialmente la fede della Chiesa cristiana. Sant'Agostino definì il miracolo un evento non contrario alla natura del creato, ma contrario solo alle leggi di natura che conosciamo.

Sono quattro i termini Greci usati solitamente per indicare i miracoli nella Scrittura:

[modifica] I miracoli nel tempo della Chiesa

L'ortodossia cattolica indica che i miracoli avvengono ancora come nei secoli passati. Il miracolo (quando è tale, ossia non sempre) è sempre opera di Dio, anche se Egli ama di essere invocato con l'intercessione di persone sante, prima tra tutte la Madonna (anche determinati luoghi, come Lourdes e santuari mariani, sono associati alle guarigioni miracolose), e poi altri Santi, come don Bosco, e Padre Pio, alla cui intercessione sono attribuiti numerosi miracoli mentre erano ancora viventi. Tali eventi tuttavia non vengono presi in considerazione per la dichiarazione della santità di una persona. La Chiesa cattolica romana esige l'attestazione di due distinti eventi miracolosi, avvenuti dopo la morte del Servo di Dio e riferibili alla sua intercessione, come presupposto per la causa di canonizzazione dei santi, uno per la Beatificazione, più un secondo per la Canonizzazione.

Secondo la procedura attuale, definita nel 1983, l'inchiesta compiuta dalla Chiesa per accertare la verità del miracolo si basa, nei casi di guarigione inspiegabile, su un'attenta analisi dei fatti da parte di una consulta medica nominata dalla Congregazione per le cause dei santi composta da specialisti sia credenti che non credenti, la quale verifica se il caso in esame soddisfi una serie di requisiti: malattia grave o incurabile, guarigione istantanea, eccetera. In caso di responso positivo, si valuta se le circostanze dell'evento sono compatibili con un intervento divino, ad esempio se la persona guarita miracolosamente stava pregando o era in pellegrinaggio in un santuario, o se qualcuno aveva fatto una di queste cose per lei. Taluni sostengono che: l'obiezione secondo la quale tra i vari casi miracolosi non si annoverino, tuttavia, casi di ricrescita di arti mutilati o amputati.[1], oltre ad essere del tutto pretestuosa, è anche falsa, perché, a loro detta, almeno un caso di reimpianto miracoloso di una gamba amputata tre anni prima, e seppellita nel campo dell'ospedale, è stato esaurientemente documentato a Calanda in Ispagna, nel Seicento, cfr. nella bibliografia Vittorio Messori, Il Miracolo, Rizzoli 1998. Il caso riportato dal Messori risulta, tuttavia, ampiamento discusso da diversi esponenti scientifici. In tal senso il CICAP sostiene della non veridicità dell'evento o della fuorviante interpretazione dei fatti. La disputa rimane comunque aperta.

In vari santuari come quello di Lourdes, sono conservate le documentazioni e i vari referti medici a disposizione dei fedeli e di chiunque voglia prenderne conoscenza critica.

I miracoli non sono solamente fisici, non consistono solamente in guarigioni corporali; esistono anche miracoli spirituali e interiori, come per esempio la improvvisa e completa conversione alla fede di persone fino a un istante prima incredule, atee, fortemente e dichiaratamente ostili e nemiche della fede. Il fatto più famoso è nella Bibbia, la Conversione di Saulo sulla via di Damasco. Altri casi moderni sono stati la conversione di Alfonso Ratisbonne e quella di Bruno Cornacchiola.

La chiesa Cattolica non impone nessun miracolo come obbligatorio da credersi ma si limita a definire se sia o meno secondo la dottrina della Chiesa. Il miracolo è di fatto destinato non per i credenti ma per i non credenti; chi crede non ha di fatto bisogno di segni o prove di ciò che crede. La richiesta di un segno del cielo per credere è da considerare come la negazione della fede che per sua natura non ha prove provabili, avendo per oggetto non un oggetto ma appunto Dio stesso.

[modifica] I miracoli secondo la filosofia e la scienza

I filosofi razionalisti, in particolare David Hume, identificando il Creatore con le sue leggi, hanno contestato con forza il concetto stesso di miracolo. Hume infatti, afferma che un miracolo sarebbe una violazione delle leggi naturali ordinarie e perciò impossibile. La tesi razionalista indica che un evento si può considerare miracoloso solamente perché l'uomo in quel momento non possiede una conoscenza piena ed esaustiva delle leggi della natura che lo regolano. Rifacendosi a Spinoza, che afferma che il richiamo alla volontà divina non sarebbe altro che una scusa per i limiti della nostra conoscenza, il razionalismo afferma che appellarsi a un miracolo è semplicemente un'ammissione di ignoranza.

Tale punto di vista è condiviso da una larga parte degli scienziati contemporanei, per i quali non è possibile parlare di miracolo, ma semplicemente di fatto per cui non sono note le leggi che lo regolano. La scienza rifiuta infatti di considerare qualsiasi ipotesi di intervento soprannaturale e quindi il concetto stesso di miracolo inteso come intervento divino, perché tale concezione contraddirebbe il metodo scientifico e l'approccio razionalista che non contempla la possibilità di una causalità non materiale. Alcuni scienziati sono però possibilisti, tenendo comunque sempre ben distinti il campo dei fenomeni (talora apparentemente inspiegabili) e quello delle possibili interpretazioni.

Anche taluni teologi (come Hans Küng) sposano la tesi dell'inviolabilità delle leggi naturali e quindi dell'impossibilità dei miracoli. Altri obiettano invece che la debolezza della tesi, se spinta alle estreme conseguenze, è che essa si fonda solo su una metafora (le leggi della natura ) della quale si ignora l'effettiva portata: gli esseri umani sanno che cosa siano le leggi del Diritto perché ne sono artefici, ma non sono artefici delle leggi della natura e dunque non sanno realmente che cosa queste siano. I sostenitori di queste posizioni riconoscono alcuni meriti alle scienze ma ritengono una presunzione pensare che esista solo ciò che può essere visto (con gli occhi della Scienza).

[modifica] I miracoli nell'esoterismo

Nell'esoterismo si definiscono due concetti contrapposti di eventi miracolosi:

[modifica] Bibliografia

[modifica] Testi teologici

  • René Latourelle, Miracoli di Gesù e teologia del miracolo, Cittadella, Assisi, 1987
  • I nemici del miracolo in Giovanni Re, Religione e Cristianesimo, Società Editrice Internazionale, Torino 1944/4, pp. 105-119 [1]

[modifica] Raccolte documentali

[modifica] Testi critici

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