Messia

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Messia è il termine che designa una figura ed una nozione centrali per l'ebraismo e per il cristianesimo. In tali religioni si crede che ad un certo momento nella storia dell'umanità debba comparire un inviato da Dio, per redimere il mondo e per renderlo migliore. Nel cristianesimo la figura del Messia coincide con quella di Gesù Cristo quindi, di fatto, il Messia per un cristiano è già comparso.

Indice

Origine e significato del termine[modifica | modifica wikitesto]

Il termine italiano "Messia" deriva dal latino ecclesiastico Messīas-Messīae a sua volta dal greco antico Messías (Μεσσίας), quindi dall'aramaico məšīaḥ (מְׁשִיחָא), quindi dall'ebraico māšīāḥ (משיח) col significato di "[re] unto".

Storia della nozione[modifica | modifica wikitesto]

La nozione di Messia è strettamente legata, alla sua origine, a quella di "regalità" e tale regalità è, nell'alveo delle culture antiche del Vicino Oriente, frutto di una investitura divina[1].

E come in Egitto, dove il faraone è indicato come figlio di Ra (il dio Sole), o come per il re, rappresentante del Dio nazionale, in Mesopotamia, allo stesso modo l'investitura del re di Israele richiede riti liturgici[2]. La sostanziale differenza nella cultura ebraica è mantenere il privilegio della liturgia dell'unzione con l'olio d'oliva nell'investitura regale rispetto all'incoronazione.

Quindi il re d'Israele è l'"Unto di JHWH", il Dio nazionale ebraico, come gli antichi re mesopotamici erano gli «Unti di An o di Enlil»[3].

L'unzione del re di Israele rappresenta una investitura caratterizzata dalla discesa dello Spirito divino:

« Samuele prese allora l'ampolla dell'olio e gliela versò sulla testa, poi lo baciò dicendo: "Ecco: il Signore ti ha unto capo sopra Israele suo popolo. Tu avrai potere sul popolo del Signore e tu lo libererai dalle mani dei nemici che gli stanno intorno »
(1 Samuele X,1)
« Lo spirito del Signore investirà anche te e ti metterai a fare il profeta insieme con loro e sarai trasformato in un altro uomo »
(1 Samuele X,6)
« Samuele prese il corno dell'olio e lo consacrò con l'unzione in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del Signore si posò su Davide da quel giorno in poi. Samuele poi si alzò e tornò a Rama. »
(1 Samuele XVI,13)

Ma il re investito con l'olio non è solo l'eletto, ma anche il figlio di Dio:

« Io gli sarò padre ed egli mi sarà figlio. Se farà il male, lo castigherò con verga d'uomo e con i colpi che danno i figli d'uomo »
(2 Samuele VII,14)

Isaia (VI sec. a.E.C.) profetizza che dalla stirpe di David, sarebbe sorto, in un futuro, un re che avrebbe ristabilito la giustizia:

« Ciò che Isaia, figlio di Amoz, vide riguardo a Giuda e a Gerusalemme. Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore sarà eretto sulla cima dei monti e sarà più alto dei colli; ad esso affluiranno tutte le genti. Verranno molti popoli e diranno: "Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe, perché ci indichi le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri". Poiché da Sion uscirà la legge e da Gerusalemme la parola del Signore. Egli sarà giudice fra le genti e sarà arbitro fra molti popoli. Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell'arte della guerra. Casa di Giacobbe, vieni, camminiamo nella luce del Signore. »
(Libro di Isaia, II, 1-5)

Romano Penna[4] osserva che alla fine del VI secolo a.E.C. si ha una prima evoluzione della nozione quando Ezechiele, avverso alla monarchia, "stacca" il "messia" dalla casa di David, il vero David deve ancora venire:

« Susciterò per loro un pastore che le pascerà, Davide mio servo. Egli le condurrà al pascolo, sarà il loro pastore; io, il Signore, sarò il loro Dio e Davide mio servo sarà principe in mezzo a loro: io, il Signore, ho parlato. »
(Libro di Ezechiele, XXXIV, 23-4)

A partire dall'epoca persiana, quindi tra il IV e il II, la figura del "messia" acquisisce dei connotati "oltre umani"[5].

Di analogo avviso è Harold Louis Ginsberg[6] il quale distingue tre fasi di sviluppo della nozione:

  • fase 1: David è scelto dal Signore per regnare sul suo popolo fino alla fine dei tempi (2 Samuele VII; XXIII 23, 1-3; V), avendo anche il dominio sui popoli stranieri (cfr. 2 Samuele XXII. 44-51; Salmo XVIII, 44-51; Salmo II);
  • fase 2: si avvia con il crollo del regno di David dopo la morte di Salomone. Sorse quindi la dottrina, o la speranza, che la 'casa' di David avrebbe potuto ancora regnare su Israele esercitando un dominio sulle nazioni vicine (cfr. Amos IX,11-12; Isaia XI,10; Osea III, 5);
  • fase 3: III. con Isaia si sposta la focalizzazione della figura come continuità della dinastia a quella sulla qualità di un futuro re: la giustizia sarà a fondamento del suo trono, giustizia che eserciterà grazie al suo potere carismatico.

Louis Isaac Rabinowitz

Jacob Milgrom

Viene impiegato nell'Antico Testamento per indicare i personaggi unti di olio per volere o su indicazione di Dio, persone caratterizzate da una precisa missione e con uno scopo: re, profeti, sacerdoti.

Attraverso l'esperienza del regno (cioè a partire dal primo re, Saul), "messia" viene usato più specificamente in riferimento ai re. L'Antico Testamento riporta la promessa fatta alla discendenza di Davide che un suo discendente sarebbe rimasto sempre sul trono di Giuda, dando alla consacrazione regale un carattere dinastico.

Con la fine della monarchia nel regno giudaico, successiva al regno israelitico, e l'inizio dell'esilio babilonese (587-538 a.C.), il significato del termine assume anche un significato escatologico ed indica l'inviato di Dio che apre l'era omonima: l'Era Messianica.

Nell'ebraismo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi 'Olam haBa, Escatologia ebraica, Fine dei giorni e Vayechi.

Tra le cose seguenti ve ne sono riferentisi, senza sempre precisa indicazione, ad ognuno dei tre e/o a tutti e tre gli unti o comunque generalmente a parte di quanto l'ebraismo intende per "era messianica".

« "Signore dell'Universo", chiese Avraham: "il loro esilio durerà per sempre?" "No", lo rassicurò Hashem: "alla fine saranno redenti dal suono dello Shofar, del corno di questo montone". »
(Midrash Tankhumah Vayerà 30; Talmud Yerushalmi Ta'anit 2, 4; Yalkut Shimonì 1, 101)

L'obiettivo finale ebraico si realizza in una monarchia davidica che, apice di Israele, con l'avvento messianico si riesce a reinstaurare nella rivelazione del Mashiach ben David, il "Messia figlio/discendente di David".

Quindi tutto quanto segue potrebbe riguardare entrambi i Messia ben David e ben Yosef, infatti le figure dei "due alberi" loro connessi vengono unite (I giorni del Messia), e/o il Kohen Gadol.

« ...una stella sorta da Giacobbe... »

Etimologia dell'appellativo "Mashiach"[modifica | modifica wikitesto]

La radice della parola ebraica Mashiach presenta la stessa di lishmoa, "ascoltare" in italiano; anche il nome Mosheh contiene le lettere ebraiche Mem e Shin, caso, quest'ultimo, per cui vi sono spiegazioni esegetiche nella Qabbalah oltre a quelle sulla differenza tra le lettere aggiunte Chet e Yod nonché Hei.
Il significato di unto deriva dal significato di Shemen, "olio" in lingua italiana: שמן, radice di Shemen simile a quella di Mashiach: משיח; in Samuele è infatti scritto il termine Mashachò, "ungere [il Messia]".

Rispetto alla radice ebraica della parola Mashiach, così come sopra descritto, si ha inoltre affinità con la parola che in lingua italiana significa 8 (cfr Alfabeto ebraico), il numero in Ghimatriah corrispondente alla lettera ebraica Chet, ח, (o varie altre, secondo le somme ed i metodi di interpretazione ad essa propri: vedi anche Sefer Yetzirah) (cfr Brit Milah).

I Tre Unti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sinedrio.

Oltre al re d'Israele Mashiach ben David ed al Mashiach ben Yosef, è unto anche il Kohen Gadol (cfr Aronne e Mosè).[7]

Quindi i tre unti, il Kohen Gadol, il Mashiach ben Yossef ed il Mashiach ben David, nell'era messianica iniziata corrispondono realmente a Zaddiqim nella perfezione nelle corone del Sacerdozio, della Torah e del Regno (cfr Pirqei Avot e Torah): essi non possono essere giudicati da un tribunale terreno.

-per Monte Sinai, Sion e Tabernacolo/Tempio di Gerusalemme/Terzo Tempio di Gerusalemme vedi anche:

ADaM: "אדם"[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Adam Qadmon, Imitatio Dei e Tiqqun.

Poiché Adamo "diede" 70 dei suoi 1000 anni di vita a re David - per il Libro di Bereshit è risaputo per esempio che Matusalemme visse 969 anni - essi sono [quasi come] congiunti anche nel legame con Dio nella Shekhinah che si era allontanata col primo e rivelata grazie anche a re David ed infine con Mashiach: prova ne sia l'insegnamento di Bemidbar Rabbah 14, 24 secondo cui le lettere del nome A-D-M sono le iniziali appunto di Adam, David e Mashiach.

Il Mashiach ben David ed il Mashiach ben Yosef... ed il Kohen Gadol[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Giuda (tribù), Giuseppe (Bibbia) e Sefirot.

Soprattutto con riferimento a Giuseppe, figlio di Giacobbe, la tradizione ebraica nota che fu promessa la nascita di un Messia anche dalla tribù di Efraim, il Mashiach ben Yosef, e ciò anche nel segno di una rettificazione, o Tiqqun, nell'andamento economico del mondo.

Ogni ebreo attende ed è sempre alla ricerca del Mashiach.

Dell'era messianica si allude anche nel Libro dei Salmi come segue:

« [e] la notte risplenderà come il giorno, la "tenebra" come la luce »   (Salmi 139.12)

Viene scritto che il Mashiach ben Yosef potrebbe essere probabilmente segnato da una morte anche se la probabilità se ciò debba avvenire o meno non è cosa di cui si possa facilmente trovare soluzione in quanto passibile di cambiamento secondo la volontà divina e dello stesso Mashiach ben Yosef in base agli eventi che si creeranno ed alle loro cause ed effetti; pur mantenendo il proprio ruolo, la propria distinzione ed il proprio carattere messianico e di rilevanza, egli spianerà la strada per il regno e la volontà del Mashiach ben David anche impartendo e manifestando la propria volontà "verso Esaù".
Nel Talmud viene riportato che, quando il Mashiach ben David vede il Mashiach ben Yosef assassinato, risponde a Dio: "Padrone dell'universo, tutto quello che ti chiedo è la vita".

Un nome del Mashiach ben Yosef è Yosef li Hashem ben acher, da cui si deduce ben acharon shel 'olam (uno che verrà alla fine del tempo del mondo) e meshù'ach milchamà (colui che è unto per la battaglia). Il Messia che influisce in modo più ampio è quello della discendenza di Re Davide, il Mashiach ben David della tribù di Yehudah.

Yehudah e Yosef si distinguono per caratteristiche particolari: il primo per lo studio della Torah, egli fondava la Yeshivah in Egitto; il secondo per mantenersi integro anche a contatto col mondo profano infatti fu in Egitto secondo solo al faraone, re dEgitto. I Maestri insegnano che gli Ebrei devono assumere entrambi i comportamenti, quello interiore nel contatto con Dio e lo studio della Torah, e quello esterno nel rapporto col mondo e con le altre Nazioni mantenendosi comunque legati a Dio ed alle proprie tradizioni ebraiche.

In un commento alla Parashah Metzorà il rabbino Chaim ibn Attar, con riferimento al Tiqqun, accenna ai due Messia paragonandoli ai due uccelli di purificazione dalla malattia spirituale della Tzarat.

...ai [due] Messia si fa' riferimento anche riguardo alle Sefirot Hod e Nezach (Zohar, Parashah Pinchas 252a).

Il profeta Ezechiele afferma: "...Dio congiungerà l'albero di Yosef e l'albero di Yehudah in un solo albero..." (Ezechiele 37)

Quindi il Mashiach ben Yosef assiste il Mashiach ben David.

Caratteristiche e natura del Mashiach[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Anima, Re d'Israele e Re di Giuda.

Melekh haMashiach discende da re Davide e dai precedenti Giuda e Perez. Alcune delle figure bibliche femminili da cui il Messia discende sono Tamar e Ruth.

Nella tradizione dei maestri ebrei esistono delle descrizioni sulla natura del Mashiach: si dice sia molto umile ed integro; seguirà le norme, gli statuti ed i precetti della Torah. Un Midrash lo descrive come più grande di Avraham, più elevato di Mosè e più elevato degli angeli superni (Yalkut Shimoni, Isaia 52.13); il Messia è spiritualmente legato a Mosè (Shemot Rabbah 82, Zohar I: 256) inoltre come Mosè riguarda l'aspetto rivelato e la Torah rivelata così il Messia riguarda la parte nascosta e segreta e di lui è detto che è nascosto, concezione riguardante anche il celarsi degli Zaddiqim.

Spesso alla concezione di Mashiach viene accostata quella di principe.

La tradizione ebraica lo rappresenta come un agnello.

Nell'ebraismo viene spiegato come egli sarà in grado di annullare i peccati dei propri fratelli Ebrei: questa è una caratteristica tipica degli Zaddiqim in grado di farsi carico delle sofferenze e dei peccati del mondo in modo da sanarne l'aspetto spirituale. Per il legame tra il popolo ebraico ed il Messia, che permette che i suoi peccati vengano espiati e di cui si fa carico sopportando anche le punizioni inflitte ai suoi nemici, nel testo Yalkut Shimoni sul libro di Isaia viene riportato che [disse Hashem]: "Coloro le cui iniquità sono sepolte con te sono destinati a sottometterti con un giogo di ferro e ti ridurranno come un vitello i cui occhi sono accecati e soffocheranno il tuo spirito sotto il giogo. A causa dei loro peccati la tua lingua si attaccherà al palato. È questo ciò che desideri?" ...ed il Messia rispose: "Padrone dell'Universo, io con gioia accetto tutto questo su di me affinché nessun ebreo vada perduto". (I Giorni del Messia di Menachem M. Brod)

Come re unto d'Israele il Messia sarà profeta e guerriero liberatore (come Re Davide) pervaso dallo spirito divino, come descritto dal profeta Isaia, e saprà giudicare. Sebbene le sue peculiarità più importanti siano la bontà ed il bene egli ha in dono la dote di affascinare gli individui, quella dell'affascinare dote altrimenti difficile da individuare nella modestia, nella purità e nell'innocenza come conseguenze necessarie del solo bene. Egli stesso al principio della propria vita non saprà di essere il Messia.
Rabbi Nachman insegna che le armi del Messia non saranno quelle comuni per la guerra ma quelle della preghiera; secondo un'altra opinione il Messia combatte.

Saprà riportare il popolo d'Israele all'unità originaria, ripristinando l'indipendenza; sarà inoltre in grado di risolvere dilemmi Talmudici rimasti in sospeso.

Secondo un Midrash chiunque avrà creduto in lui e lo avrà seguito [risulta] contento di mangiare le radici della ginestra e le foglie delle piante... mentre chi non lo avrà seguito [farà] la pace con le Nazioni... (Bemidbar Rabbah 11, 2).

Tratto distintivo del Messia è quello di portare il prossimo a compiere la Teshuvah.

Dio decise di creare un cambiamento nel Messia (I Giorni del Messia).

Gli Ebrei lo vedranno attaccato alla Torah, ai suoi insegnamenti ed alle Mizvot; il Messia è descritto colmo di Torah.

Viene indicato come sarà priorità del Messia il miracolo della resurrezione degli individui deceduti con il ritorno delle anime dei trapassati nei propri corpi ritornati nuovamente al proprio vigore spirituale e fisico con il ricostituirsi di tutte le parti di essi: nervi, tendini, muscoli, carne: secondo un'opinione Talmudica (Sanhedrin) le persone resusciteranno senza più alcuna menomazione o difetto avuti precedentemente nel corso della propria vita prima di questo evento dell'era messianica mentre secondo un'altra opinione i difetti e le menomazioni saranno presenti solo in un primo momento per poi essere risanati completamente successivamente.

Secondo Natan Shapira il Messia può raggiungere il livello Yechidah, cosa non possibile nemmeno a Mosè.

Un altro elemento della sua natura è l'accostamento alle Sefirot Keter e Tiferet, allo Shabbat ed al Tetragramma divino. Inoltre compierà anche il definitivo Tiqqun delle scintille disperse al principio della Creazione. Il Messia viene definito Il primo. Il Messia e la Shekhinah vengono equiparati per la loro "posizione" mediana: la Shekhinah si trova tra i due cherubini ed il Messia discende dal figlio di Giacobbe Giuda la cui nascita fu mediana rispetto a quella degli altri fratelli.

Il Messia è tra le sette cose preesistenti alla Creazione (Tana d'vei Eliahu Rabbah 31; Bereishit Rabbah 1,4): seppur in maniera diversa, a questa concezione si riferisce anche il versetto di Genesi che a lui ed alla Shekhinah accenna dicendo: ed il Suo spirito si librava sulla superficie delle acque[8]. Le altre sei sono la Torah, la Teshuvah, il Purgatorio (Ghehinnom), il Giardino dell'Eden (o il Gan Eden), il Trono di gloria ed il Tempio di Gerusalemme.

Nello Zohar è scritto del suo rapporto particolare con la Shekhinah, rapporto la cui natura è descritta con l'immagine metaforica del Nido. Il Messia, anche in vita, avrà inoltre il privilegio particolare di avere un legame con i mille palazzi del Gan Eden (Sefer haZohar).

L'unzione del Messia avverrà con l'olio già preparato da Mosè e poi nascosto.

Secondo un commento il Mashiach ben David concerne soprattutto le modalità dell'intelletto, in particolare la prima triade Sefirotica; il Mashiach ben Yosef quelle delle "emozioni", quindi Zeir Anpin: ne sia prova il fatto che il primo viene incoronato re d'Israele mentre il secondo riguarda principalmente Yessod come Yosef. Anche se questa teoria trova conferma nelle fonti non bisogna dimenticare che entrambi sono legati a tutte le Sefirot e che Chessed riguarda un aspetto imprescindibile e fondamentale dell'era messianica.

Un Mashiach ben David ed un Mashiach ben Yosef in ogni generazione[modifica | modifica wikitesto]

La tradizione ebraica ritiene che ogni generazione presenti un potenziale Messia (Zohar III: 273) (una persona della dinastia Davidica con doti e natura spirituale simili a quelle del Messia), come è l'eccezione di Mosè, o che molti Zaddiqim possedessero una celeste scintilla messianica in essi cosicché le vite di molti Rabbini o Maestri vennero correlate ad eventi che attestavano la venuta del Messia che è comunque una sola persona specifica già precedentemente voluta da Dio per i fini della Creazione: in questi casi non si nega quindi che il Messia sia una persona specifica voluta da Dio per l'avvento dell'era messianica in un dato periodo della storia ben definito, non tradendo perciò le caratteristiche della natura particolare del Messia i cui lineamenti spirituali, nonché l'anima, la vita e condotta sono già stabiliti dai primordi della Creazione ed ancor prima che essa venisse ad essere creata e costituita. Si tratta quindi di un'anima e di una persona, quella del Messia, la cui natura sia conforme al Volere divino ma comunque già definita e stabilita da Dio originariamente: non può succedere quindi che qualunque persona possa sostituire il Messia, neanche nei casi suddetti dei Messia per ogni generazione, e questa teoria non tende ad esprimere una casualità nell'identificazione dell'Unto Re d'Israele nell'era messianica.

Sebbene sia unico il definitivo, come vi è un Messia della dinastia di re David in ogni generazione così in ognuna è presente anche un Messia della Casa di Giuseppe.

Ciò è poi confermato dalla storia sul Messia nascosto che narra dell'Arizal a Zefat e di due suoi allievi, Chaim Vital ed Israel Srug, che si recarono presso Shlomo Luria di Lublino appunto con la missione principale di visitare il Mashiach ben David nascosto di quella generazione presso Berlino o nelle vicinanze di questa città; si credeva che l'Arizal applicasse magia nera e per questo sospetto ingiusto rischiava la scomunica, motivo per cui decise di inviare due suoi discepoli emissari per dimostrare la propria innocenza e la propria preparazione negli insegnamenti della Torah. Shlomo Luria (che alcuni pensano fosse lo zio) comprese gli insegnamenti di Torah trasmessi dall'Arizal ai discepoli ed accettò.

Secondo lo Zohar con la resurrezione vi sarà la rivelazione dei due Messia e del luogo di sepoltura di Mosè, sino ad oggi sconosciuto.

Attendere il Mashiach è Mitzvah.

I nomi del Messia[modifica | modifica wikitesto]

I nomi che seguono vengono citati nel Talmud da accademie di studio della Torah di differenti rabbini:

  • Bar Naflé
  • Channina
  • Imanuel
  • Yinnun o Yannay
  • Menachem figlio di Hizkiyah
  • Shiloh
  • Tzemach

Il nome Shiloh, secondo l'interpretazione letterale esegetica ebraica, è l'unico riferimento al Messia del Pentateuco, i cinque Libri della Torah scritta da Mosè (Gen49,10).

Il nome Yinnun, o Yannay, compare anche nei Salmi di re David: Davanti al sole che si perpetua Yinnun (Yannay) è il suo nome.

Il seguente acronimo di alcuni tra questi nomi forma la parola ebraica Mashiach:

  • Menachem
  • SHiloh
  • Yinnon (o Yannay)
  • CHaninah

Il concetto di Era Messianica[modifica | modifica wikitesto]

« ...i redentori saliranno su "Seir"... [e/per] giudicare[9] Edom... »
(Siddur, Mamash)

La definizione di Mondo futuro o Fine dei giorni, in ebraico 'Olam Ha-Ba, si riferisce sia al Gan Eden, dove le anime giungono dopo la morte, sia al Mondo di cui l'era messianica è una preparazione; con essa si usa definire comunemente anche l'era messianica stessa.

« ...ed il chiarore della luna sarà come la luce del sole e la luce del sole sarà sette volte più forte... ...e la luce dei sette giorni della Creazione. Nel giorno in cui... »
(Libro di Isaia)

Tre cose principali vengono annoverate assieme anche se potrebbero avvenire in ordine differente ed in momenti diversi: l'unzione del Messia, la costruzione del Tempio di Gerusalemme (cfr Terzo Tempio di Gerusalemme) e la guerra contro gli Amaleciti (cfr Mondo Superiore, Parashah Ki Tetze e Torah). Viene insegnato che tutte le profezie dei testi inclusi nel Canone ebraico sono da riferirsi all'era messianica; in esse vengono riassunti molti dei seguenti principi anche in vista della rivelazione e della conferma del Messia quale Re del popolo d'Israele.

Il popolo ebraico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ghemilut Chassadim e Goy.
« ..."lunghi giorni"... »
(Tanakh)

Il popolo ebraico tornerà ad essere l'unione di tutte le 12 tribù ebraiche, anche di quelle attualmente disperse: nel Tiqqunei Zohar è detto che il popolo d'Israele uscirà dall'esilio in Shavuot. Il Mashiach ben David (il Messia di discendenza davidica) sarà ispirato da Dio affinché possa anche riportare ciascun figlio d'Israele alla propria tribù distinguendone quindi l'origine.

Quasi come prima dei preparativi interiori e spirituali, nonché di Qedushah, per il matrimonio ebraico, v'è chi disse: ...la "strada" è lunga.

Secondo il profeta Gioele tutti i figli di Israele profetizzeranno: Ed avverrà dopo che effonderò il mio Spirito sopra ogni carne ed i vostri figli e le figlie profeteranno; i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni.

Nel primo Libro del Pentateuco Genesi si legge che, poco prima della sua morte, Giacobbe chiamò i suoi figli, i commentatori dicono per rivelare loro la data dell'inizio dell'Era Messianica; ciò però poi non avvenne: la Volontà di Dio fu contraria a ciò, e così anche il desiderio di Giacobbe, affinché gli Ebrei di ogni epoca continuassero a mantenere forza, tenacia e perché l'era messianica potesse essere ottenuta e raggiunta con sincerità di cuore e grande fede infatti, se si fosse saputa la data, ci si sarebbe comportati di conseguenza senza più l'impatto religioso delle aspettative e dell'attesa.

« Benedetto Tu, HaShem, che ha redento Israel »
(Shemà, Arvit)

La liberazione dalla casa degli schiavi in Egitto fu l'inizio della redenzione che culminerà con la rivelazione del Messia durante l'era messianica. Un Midrash racconta poi che, se il popolo d'Israele non fosse stato corrotto dalla moltitudine mescolata in tutti gli episodi in cui trasgredì, Dio avrebbe concesso anche a Mosè di entrare in Terra d'Israele, il Tempio sarebbe stato edificato e mai distrutto e l'era messianica avrebbe avuto il vero inizio ma questo non era il momento adatto a ciò nei disegni provvidenziali di Dio (Yalkut Reuvaini, Alshiech, Ohr haTorah).

Secondo un'opinione (Rabbi Shimon bar Yochay) ...i Goyim "non saranno" nell'era Messianica... Forse questo riguarda una profezia presente nello Zohar secondo cui, con la guerra tra Ismaele ed Edom, i Goyim "non sembrano esservi/"scompaiono"" (il significato dell'interpretazione di questo commento deve essere contestualizzato e ben compreso, senza confusioni esegetiche, falsificazioni o Yetzer ha-ra).

Al principio della realizzazione dell'era messianica coloro che hanno compiuto il Ghiur e chi discende da chi l'ha precedentemente effettuato nella storia compiranno cose decisive, anche in posizioni di rilievo e con missioni particolarmente importanti sia in ambito religioso sia politico così come nella quotidianità: essi prevarranno.

In relazione all'era messianica le donne ebree pie avranno un ruolo decisivo infatti la redenzione viene sorretta e rivelata soprattutto grazie a loro: "la redenzione è quando esse (le donne del popolo ebraico) compaiono".

Nel Mondo Futuro gli Zaddiqim, i giusti, erediteranno 310 Mondi; altri ne contano 400.

La resurrezione dei morti[modifica | modifica wikitesto]

Quanto segue, e generalmente quanto detto su questo argomento, può riferirsi variabilmente tanto alla resurrezione, tanto al Ghilgul, con ciò non negando e il "'Grande Giorno del Giudizio Finale"' di Dio su tutte le Sue opere ed il Tiqqun e la resurrezione dei "morti", grazie al ritorno delle loro anime in essi con il ricrearsi delle parti dei corpi, quando necessario, come profetato anche dai profeti ebrei e/o previsti dai Chakhamim o Maestri ebrei anche in molti Testi sacri ebraici e/o della letteratura rabbinica (cfr anche Fede ebraica).

Fulcro dell'era messianica è l'idea della resurrezione secondo la quale i giusti riceveranno le ricompense e la beatitudine soprattutto per i meriti ad essi ascritti durante la vita; i malvagi "saranno" soltanto con grave vergogna e dannazione (Dan.12,2): a tal proposito si spiega che comunque essi sapranno valutare il bene in seno ai giusti. Nell'era messianica i malvagi non possono più insuperbire sui giusti.

I giusti saranno poi rivestiti delle Mitzvot compiute e potranno essere affiancati da chi è stato loro vicino in precedenza: ciò vale in particolar modo per i discepoli che abbiano accompagnato grandi Zaddiqim, i giusti, nel corso della loro vita prima della resurrezione.

La resurrezione partirà dall'osso chiamato luz; luz in aramaico vuol dire coccige o osso sacro: esso è considerato la parte più resistente. Notare che la ricomposizione, che secondo Rabbi Hillel inizierà dalla ricomposizione della carne mentre secondo Rabbi Shammai da quella dei nervi per poi continuare con il resto del corpo, avverrà in modo spirituale principalmente grazie e per il merito del pasto del Sabato sera quando sia ormai concluso lo Shabbat: questo pasto è chiamato Malve Malkà e, come l'accompagnamento della Regina o del Re fuori dalla città, indica tanto un diverso livello di percezione della Shekhinah rispetto agli altri giorni feriali tanto l'uscita dello Shabbat stesso.

Anche Natan Shapira dice poi che i primi a resuscitare saranno quelli il cui corpo è sepolto in Terra d'Israele. Importante la tradizione secondo la quale gli Ebrei sepolti al di fuori della Terra d'Israele passeranno per cunicoli e grotte che si trovano sotto terra e create dal Signore per l'evento, per poi raggiungere la Terra d'Israele; non è chiaro se essi resusciteranno prima del percorso, durante o dopo.
I primi a resuscitare saranno coloro che molto si sono dedicati allo studio della Torah.

Se un individuo sarà degno risorgerà altrimenti non risorgerà.

Nella parte del trattato del Talmud Chaghigah 12b si parla di una rugiada che farà resuscitare i corpi nuovamente riuniti alle proprie anime: la fonte di questa rugiada si dice sia la Shekhinah; secondo il commento dello Zohar alla Parashah Shemot del Libro dell'Esodo la stessa rugiada ammorbidirá le ossa dei corpi quando l'anima e lo spirito torneranno in essi.

Menachem Mendel Schneerson, Chabad Lubavitch, ricorda che nell'era messianica tornerà l'immortalità perduta precedentemente con il peccato originale.

Secondo Maimonide la resurrezione dei morti presenta natura miracolosa, pur se già prevista, inoltre risorgeranno soltanto i Giusti.

Instaurazione del Regno celeste, la pace e le ultime guerre... "miracolosamente"[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Alleanza (Bibbia), Ghilgul e Re di Giuda.

Sebbene l'era messianica sia considerata di portata cosmica ed universale, alcuni Maestri ebrei insegnano che con il passare del tempo verso il compimento dell'era messianica ogni individuo potrà assumere il proprio grado e livello di messianicità crescendo spiritualmente e moralmente anche prima di altri.

« Non ci sarà fame o guerra, nessuna gelosia o rivalità. Il bene sarà abbondante e tutte le delizie disponibili come polvere ... Il mondo sarà riempito con la conoscenza di Dio come le acque degli Oceani coprono la superficie dei mari »   (Isaia 11,9)

La prosperità in Natura sarà abbondantissima così come la bontà tra gli individui; a questo viene affiancato il concetto secondo cui verrà ricostruito il terzo e definitivo Tempio di Gerusalemme e verrà reinstaurato il Regno divino sotto il quale troveranno protezione tutti i giusti.

Da sottolineare è anche l'importanza data allo stato di Pace che tutto il mondo e tutta l'umanità avrà raggiunto, persino gli animali vivranno in armonia.

La tenebra, la morte e l'impurità non saranno più, l'istinto cattivo sparirà dalla faccia della Terra ed anche le tribolazioni ed il dolore verranno completamente sostituiti da gioia e letizia; anche Rabbi Moshè ben Nachman insegna che nell'era messianica l'uomo sarà portato naturalmente al bene e naturalmente non avrà desiderio del peccato e del male, motivi per cui in questa fase non ci saranno merito o colpa.

Le punizioni divine subite in passato ed altre soltanto contro i malvagi, nemici del popolo ebraico.

Quello delle guerre poi sarà un ricordo lontano, sebbene venga insegnato che con il principio dell'era messianica alcune guerre potranno continuare; in questo senso nel Talmud vi sono due opinioni secondo cui il periodo immediatamente prima dell'era messianica potrebbe essere di assoluto sfacelo e disgrazia o di piena bontà e misericordia.
Alcuni maestri della tradizione ebraica insegnano poi che i simboli della guerra rimarranno tali, senza che vi sia più nessun ricorso alle armi. Il testo dello Zohar e quello dei Profeti del canone biblico ebraico parlano in particolare di due guerre che avranno luogo all'avvicinarsi del completamento dell'era messianica: quella tra i discendenti di Esaù ed i discendenti di Ismaele, i veri discendenti del primo figlio di Avraham avuto con la serva di Sara Agar, lasciata andare e secondo alcune fonti poi, alla morte di Sara, ripresa nuovamente come sposa da cui ebbe altre discendenze ...e la seconda ed ultima, prima della rivelazione del Messia, detta (di) Gog e Magog.
Differentemente dal periodo in cui visse Giosuè, con il Messia le Nazioni della Terra d'Israele da sconfiggere sono 10 e non 7.

I Maestri insistono sul fatto che tutti i semiti discendenti del figlio di Noè Shem, tra cui i capostipiti Avraham, Isacco e Giacobbe e tutti i loro figli, anche se non padri del popolo d'Israele, ma anche della famiglia di Avraham che lasciò e con cui poi si riunì per sposarsi e incontrando Labano per trovare moglie per Isacco e Giacobbe, impareranno a comportarsi come veri fratelli, in ciò non escludendo i discendenti di Jafet ed alcuni di Cam, gli altri due figli di Noè (anche nei testi dei Midrashim è insegnato per esempio che nell'era messianica i discendenti di Agar-Qeturah (cfr Avraham e Yosef) aiuteranno i figli d'Israel).

« ...ha messo un limite (fine) all'oscurità »   (Giobbe 28.3)

L'oscurità spirituale non è quindi una condizione eterna nel Mondo: l'oscurità e l'angoscia sono strette alla cattiva inclinazione ed alle sue forme; alla scomparsa della cattiva inclinazione corrispondono il venir meno e la scomparsa di oscurità ed angoscia (Midrash Rabba, Miketz 89:1).

Ogni aspetto della vita continuerà come vissuto in precedenza, ma sarà pienamente pervaso di spiritualità, santità e bontà: anche l'utilizzo del cibo sarà connotato da livelli di santità che mai prima furono possibili inoltre i rabbini insegnano che la santità del mondo intero sarà pari a quella della Terra d'Israele e che quella di quest'ultima sarà equivalente a quella della Gerusalemme Celeste.

Tra i tanti benefici che il Messia porterà al popolo d'Israele ed al resto dell'umanità, entrambi meritevoli di questi soprattutto attraverso la Teshuvah ed il ritorno a Dio, vi sarà quello del ritorno all'ebraico parlato così come venne trasmesso a Mosè e tramandato ai Patiarchi del popolo d'Israele, Ebraico oggi e sempre fedele a quello biblico ma variante da Comunità a Comunità ebraiche, secondo la nazionalità, nella pronuncia delle vocalizzazioni e di alcune lettere stesse come la Hei o la 'Ain: vi è infatti anche un'opinione secondo cui tutta l'umanità tornerà a parlare la lingua ebraica, stessa lingua parlata prima della punizione per il peccato della Torre di Babele e rivelata ad Adamo ed Eva.

Il Terzo Tempio e Gerusalemme[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gerusalemme celeste, Tempio Celeste di Gerusalemme e Tempio di Gerusalemme.

Secondo le profezie delle Scritture della tradizione religiosa ebraica, nella realizzazione dell'era messianica, quando il Terzo Tempio di Gerusalemme sarà ricostruito, tutte le famiglie dei popoli porteranno assieme agli Ebrei sacrifici ed offerte ai sacerdoti del Tempio stesso; questi sacrifici e le offerte non saranno però espiatori ma di glorificazione a Dio poiché i peccati e le loro gravi o lievi conseguenze spirituali non saranno più e ciò è vero sebbene vi saranno beatitudine per i meriti e vergogna per i malvagi e gli empi secondo la condotta avuta prima dell'era messianica con la rivelazione del Messia.

Secondo i commentatori il Messia sarà in grado di interpretare correttamente la prevsione del profeta Ezechiele sull'ordine della costruzione, della struttura e fattura del Terzo Tempio inoltre egli sarà attivo nella sua edificazione.

Gerusalemme viene quindi ricostruita ed anche le acque riprenderanno a scorrere, come scritto: ...alle acque di salvezza....

Un'era tutta Shabbat ed i due Sabati[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lekhah Dodi.
« Canto dei gradini. Quando HaShem ci riconduce a Zion - eravamo come trasognanti - la nostra bocca si riempie di risa e la nostra lingua di canto. Allora fra le genti si dice: "HaShem ha fatto grandi cose per costoro". Certo, HaShem ha fatto grandi cose per noi e per questo siamo contenti...[10] »

Lo Shabbat viene spesso paragonato all'era messianica: vi è infatti un'opinione secondo la quale l'osservanza di due Sabati consecutivi da parte di tutti gli ebrei coincide con l'arrivo del Messia (Talmud, Shabbat 118b); poi si afferma che i due Sabati consecutivi corrispondono ad uno Shabbat che cada durante il digiuno di Kippur, chiamato anche Sabato dei Sabati o Grande Shabbat; secondo un'altra opinione questa profezia si riferisce proprio a due Shabbatot distinti e consecutivi.

La Teshuvah[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Teshuvah.

È scritto che, se il popolo d'Israele lo meriterà, il Messia giungerà su nubi, in caso contrario egli arriverà sul dorso di un asino (Zac9,9). Da sottolineare l'importanza imprescindibile della Teshuvah: Quando Israele si pente sarà immediatamente redento (Mishnah Torah, Teshuvah 7:5).

Secondo alcune opinioni il momento dell'era messianica avviene a prescindere dalla Teshuvah mentre secondo altri essa è un elemento fondante per la sua realizzazione.

Le doglie per il Mashiach[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Creazionismo, Dio (Ebraismo), Ein Sof, Sefirot, Shekhinah e Torah.

Miracoli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Provvidenza.

Secondo alcuni molti i miracoli, al pari e secondo alcuni di maggior importanza di quelli descritti nel Libro dell'Esodo: si racconta che, tra questi miracoli, vi saranno anche quello della manna che tornerà a scendere dal cielo e ciò che avvenne con l'apertura delle acque del Mar Rosso descritta nel secondo libro della Bibbia ebraica Esodo.

La grandezza dei frutti sarà come mai precedentemente e ciò è vero anche per l'altezza delle spighe di grano e per i chicchi di grano grandi come due reni di un bue di grandi dimensioni (Talmud, Ketubot 111b). Ancora: nell'era messianica la terra produce [direttamente] torte.

Secondo un insegnamento, come citato da Nachman di Breslov, l'etica spirituale ebraica istruisce come segue:

« Diventa il "tipo" di persona che trasforma l'appagamento delle necessità materiali in un'esperienza spirituale. Alcuni [per esempio] mangiano per avere la "forza" di studiare la parola di Dio; altri, quelli con maggiore consapevolezza spirituale, studiano la parola di Dio per "sapere" come mangiare »
(Nachman di Brazlav, La sedia vuota[11])

I saggi hanno detto che tutti gli alberi faranno frutti (secondo il Rambam solo in Terra d'Israele), proprio come nel Giardino dell'Eden nei primi giorni della Creazione, inoltre anche gli alberi saranno commestibili e fruttificheranno nello stesso giorno in cui verranno piantati (Torat Kohanim).

Nella storia del popolo ebraico vi sono state 9 vacche rosse, il solo animale puro atto a purificare completamente dall'impurità più grave, quella per il contatto con un cadavere; Maimonide afferma che nell'era messianica vi sarà la decima vacca rossa che verrà bruciata dal Messia.

Con l'era messianica tornerà il Techelet degli Zizit.

Si contano dieci Cantiche del popolo d'Israele tra cui la Cantica del mare fu la prima: l'ultima sarà quella con la venuta del Messia.

Alla fine dei tempi avverrà il gran suono dello Shofar del Messia.

I saggi del Talmud insegnano che, mentre normalmente l'arpa presenta sette corde, nell'era messianica essa ne conterà otto.

I Maestri insegnano che, qualora si riveli il Mashiach, l'individuo deve continuare ad eseguire quanto sta compiendo o facendo...

Secondo alcuni, come per esempio Maimonide, nell'era messianica il mondo non è oggetto di cambiamenti miracolosi, quindi materiali; i cambiamenti sono soprattutto spirituali o mistici.

Secondo una profezia si concepirà e partorirà nello stesso "momento/periodo di tempo" (vi sono commenti esegetici ebraici a tal riguardo) [quasi] come talvolta avvenne anticamente (cfr anche Adamo ed Eva).

Gioia e risa[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fede, Fede ebraica e Isacco.

Con l'era messianica la felicità dei giusti sarà infinita infatti con la redenzione la nostra bocca si riempirà di risa (Salmo 126); corrisponde al raggiungimento della gioia quello della diffusione della luce celeste infatti nella Ghimatriah della parola ebraica tzechok, che in italiano significa "risata", si ottiene il valore numerico 414 che risulta anche nell'espressione Or Ein Sof, appunto "luce senza fine". (cfr il testo "I Giorni del Messia" di Menachem M. Brod, pag. 128-129)

Anche Menachem da Recanati conferma la relazione e l'analogia tra gioia, o Simchah, e luce divina, concludendo che ciò riguarda soprattutto le anime sante.

La prospettiva cabalistica[modifica | modifica wikitesto]

La Sefirah principale legata al Messia, anche ad indicare la sua natura spirituale, è Keter, parola ebraica che significa corona e che sta anche ad indicare volontà; quella legata all'era messianica è Tiferet che significa armonia e bellezza.

...ai due Messia anche la correlazione con Hod e Netzach (Sefer haZohar, Pinchas 252a)

Rivelazione del profeta Elia[modifica | modifica wikitesto]

Segno dell'imminente arrivo dell'era messianica è la rivelazione del Profeta Elia:

« Tre giorni prima della venuta del Messia il profeta Elia farà tre annunci dalla vetta della montagna che saranno uditi da tutto il mondo. Il primo giorno proclamerà: "La pace è venuta nel mondo!". Il secondo giorno proclamerà: "La bontà è venuta nel mondo!". Il terzo giorno proclamerà: "La redenzione è venuta nel mondo!" »
(Midrash Pesik'ta Rabati)

Isacco Abrabanel afferma che il profeta Elia è il primo a resuscitare nella resurrezione dei morti.

La lettera ebraica messianica e la lira/cetra[modifica | modifica wikitesto]

Anche il Sefer haTemunah spiega dell'aggiunta rivelata di una nuova tra le lettere ebraiche; si parla inoltre di una nuova cetra o lira a più corde, miracolosamente.

Data dell'arrivo del Messia e dell'era messianica[modifica | modifica wikitesto]

Anche nella Qabbalah sono molte le opinioni rabbiniche ed è ampia la sapienza sull'espressione con cui si usa definire l'era messianica: 'Olam ha-Ba, Mondo Avvenire o Fine dei giorni; con essa ci si riferisce sia al Gan Eden sia al periodo successivo all'era messianica che si dice sia una preparazione ad esso.
Vengono discussi gli anni della durata dell'era messianica: secondo il conteggio dell'anno ebraico a partire dalla Creazione del mondo, certo è che si parla della Giustizia divina per dominare il caos presente nel mondo durante i primi 2000 anni, di 2000 anni di Torah e di 2000 anni di era messianica (Yalkut Shimoni, Isaia; ibid. Osea): l'inizio di questi ultimi 2000 corrisponde al 240 dell'era volgare; vi sono tre opinioni sulla durata dell'era messianica: secondo la prima 40 giorni, secondo un'altra 40 anni ed infine l'ultima afferma debba durare 400 anni: si racconta che nel passato si sia detto questi sono i giorni del Messia con riferimento a quel periodo storico, con ciò non negando che essi sarebbero stati poi realizzati successivamente.
Si parla delle doglie per l'avvento del Messia con riferimento ai momenti precedenti questo vissuti in miglioramenti continui del popolo d'Israele in cui non mancano sofferenze e difficoltà: Rabbi Chaim ben Moshe Ibn Atar paragona il versetto del Tanakh che spiega l'impurità di sette giorni per una madre che abbia partorito in correlazione all'ottavo giorno del Brit milah del figlio: egli insegna che il Messia si manifesterà l'ottavo anno.
Esistono due opinioni sul mese della rivelazione del Messia: un Midrash (Shemot Rabbah) afferma si tratti del mese di Nisan, secondo un'altra opinione il mese sarà Tishrì: i saggi affermano che la prima è la prevalente infatti Nissan riguarda l'apporto divino, in particolare con l'afflusso della luce celeste, mentre Tishrì connota lo sforzo spirituale degli individui, soprattutto attraverso la Teshuvah.

Secondo il Talmud Tisha b'Av è il "compleanno" del Messia - differenti le discussioni se tale data sarà la nascita vera e propria del Messia o se sarà invece una nascita spirituale - infatti nell'era messianica questo giorno di lutto diverrà per sempre un giorno di gioia proprio perché in essa non vi saranno più tristezza, angoscia ed affanno: è detto che le tre settimane di lutto dal 17 Tammuz alla mattina del 10 di Av vengono trasformate in giorni di gioia e riscatto, saranno persino considerati giorni di Chol haMoed, giorni di mezza festa.

Secondo una profezia dello Zohar nell'anno 600 del sesto millennio (1840 e.v.) le porte della saggezza superna saranno aperte...: i Rabbini spiegano che la profezia si è realizzata nella rivoluzione industriale ed in scoperte scientifiche mai prima realizzate ed in un periodo di tempo molto corto rispetto a quanto avvenuto precedentemente; inoltre, questa è la spiegazione ulteriore, sorse la Chassidut e la Qabbalah iniziò ad essere divulgata più facilmente: i Maestri ritengono infatti che il sesto millennio sia una prepazione al settimo. Dopo l'evento del dono della Torah sul monte Sinai alcune parti della Torah sono rivelate in modo maggiore o minore in momenti distinti della storia e ricevuta o studiata secondo le caratteristiche delle differenti epoche e quindi poi eternamente nell'era messianica.

Il Talmud comunque afferma che è proibito fare il conto degli anni per sapere quando verrà il Messia.
La data della rivelazione finale non può essere calcolata soprattutto perché questa dipende dal comportamento dell'umanità che può meritare l'arrivo del Messia in qualunque momento: questo è uno dei Tredici principi di fede espressi dal Maimonide. A tal proposito molte storie raccontano di religiosi ebrei che si affrettavano a girare per le campagne circostanti in cerca del Messia. Interessante il paradosso secondo cui il momento della rivelazione dell'era messianica e del Messia è già deciso pur dipendendo, come già detto, dal comportamento meritevole dell'umanità ed in particolare del popolo d'Israele.

Di Chabad Lubavitch, Menachem Mendel Schneerson sosteneva con certezza che quella in cui visse fosse, ancora presente oggi, la generazione precedente l'arrivo e la realizzazione del Messia.

L'Arizal fece un calcolo numerico anche su alcune parole in rapporto al periodo di alcuni anni rivelati e sul Nome di Dio Ad-nai: egli concluse che nell'anno 1976 e.v. vi sarebbe stata una grandissima manifestazione divina messianica.

Chaim Luzzatto spiega ancora del sesto, del settimo, dell'ottavo, del nono e del decimo millennio dalla data della Creazione, per esempio in relazione alle figure mistiche del "naso" e delle "orecchie" dell'Adam Qadmon.

Quando Rabbi Aqiva vide il Messia: l'evento di bar "Kokhba"[modifica | modifica wikitesto]

Rabbi Aqiva, uno tra i più importanti Maestri ebrei, vedendo, disse che una persona da lui guardata era il Messia: non ancora momento della definitiva rivelazione messianica, questo comunque costituì l'avvicendarsi di eventi di grande importanza per il popolo ebraico.

Da questo episodio sorse la storia di bar Kokhba, figlio della stella[12].

Comunque sia stato quest'episodio, v'è un insegnamento secondo cui bisogna continuare a compiere ciò che si sta compiendo usualmente anche qualora "arrivi/si incontri" il Messia.

Rabbi Yeoshuah ben Levi, il profeta Elia ed il Messia alle porte di Roma[13][modifica | modifica wikitesto]
« Il Talmud racconta che Rav Yeoshuah ben Levi chiese una volta al profeta Elia: "Quando verrà il Messia?". Elia rispose: "Vai a chiederglielo; lo troverai seduto fra i malati poveri alle porte di Roma. egli sta isolato perché questi poveri slegano tutte le loro bende in una volta, ripuliscono tutte le loro piaghe e poi si rimettono tutte le loro bende insieme mentre il Messia slega ed aggiusta ciascuna delle sue bende separatamente in modo che, quando verrà il tempo di rivelarsi, non dovrà tardare per dover bendare molte piaghe". Rav Yeoshuah andò dal Messia e gli chiese: "Quando verrai?" Il Messia rispose: "Oggi". Più tardi Rav Yeoshuah ritornò da Elia e si lamentò perché, a suo parere, il Messia aveva mentito: "Egli ha detto che sarebbe venuto oggi ma non è affatto venuto". Elia spiegò che quello che il Messia intendeva era: "Oggi, se ascolterete la Sua voce" (Salmo 95, 7). (Talmud Sanhedrin 98a»
(Menachem M. Brod, I Giorni del Messia)

Secondo il testo sovraccitato il Maharal spiega che Elia intendeva dire a Rav Yeoshuah che avrebbe dovuto elevarsi al livello del Messia, questo il riferimento a Roma per cui "alle porte di Roma" indica un punto dove la casa finisce.
Viene spiegato inoltre che il Messia si rivela solo quando Edom si pente.

"I talloni del Mashiach"[modifica | modifica wikitesto]

Per Ikvita d'Mishicha, i talloni del Messia, si intende la generazione precedente la venuta del Messia: questa generazione è considerata molto umile e semplice ma è presente anche una critica ad un aspetto negativo di questa generazione quando, secondo quanto profetizzato, gli anziani non vengono rispettati, i figli e le figlie si ribellano a padre e madre, i luoghi di studio divengono centro di atti immorali.
Secondo un'altra opinione per talloni del Messia ci si riferisce anche alla considerazione dei precetti meno importanti che deve essere valutata in modo corretto e profondo proprio come quella dei più importanti.
Mosè vide tutti i saggi ed i leader del popolo ebraico di tutte le generazioni ed in particolare si soffermò su quella precedente il Messia: egli vide come gli individui di essa, pur con un livello lieve di servizio divino, sarebbero rimasti attaccati alla Torah a qualunque costo, anche quello di perdere la propria vita; ci si riferisce infatti a questa generazione succitata come a quella di grande desolazione e sfacelo precedente l'era messianica.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Hester Panim e Tiqqun.

Il Tiqqun[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Benedizione degli alberi, Luce celeste, Mondo Superiore, Sefer Chaim, Tiqqun e Tzimtzum.

Una delle teorie dell'Arizal pone l'accento su un tipo di tiqqun che sarà uno dei segni dell'era messianica e che molti maestri mistici ebrei sono sempre stati in grado di effettuare: si tratta del reperimento delle scintille celesti di luce che furono disperse durante la prima fase della Creazione.
Secondo i Lubavitch ed altri ciò coincide con l'arrivo del Messia infatti vi sono opinioni differenti se queste scintille siano già tutte reperite o ve ne siano ancora disperse; secondo alcuni, perché il Messia possa rivelarsi, bastano buone azioni ma secondo altri ciò richiede ancora molto impegno.

Molti testi della religione ebraica affermano poi che nell'era messianica vi sarà una luce spirituale come riferimento anche per la notte: e la luce della luna sarà come la luce del sole e quella del sole sette volte più forte come i primi giorni della Creazione; riguardo a ciò vale l'insegnamento secondo cui la luce dei primi giorni della Creazione venne celata dopo il peccato originale di Adamo ed Eva e messa da parte per gli Zaddiqim nel Mondo Futuro, non mancandone comunque una parte ogni Shabbat. Importanti anche l'associazione della luce spirituale divina alla santità del popolo d'Israel e la concezione della luce della Torah diffusa sul mondo grazie allo studio di essa effettuato dagli ebrei.

Anche l'Arizal, pervaso dal desiderio e dal senso di attesa dell'era messianica, un giorno decise di dirigersi con tutto il proprio seguito verso una collina dicendo che il Messia stava avvicinandosi a Gerusalemme: egli aveva notato dei "fuochi incandescenti" nel cielo, probabilmente le anime disperse prima di entrare nel Gan Eden, che erano il segno dell'imminente arrivo della salvezza; si racconta infatti che il Messia passerà per Roma e poi per Tsfat, città d'Israele dove visse lo stesso Arizal.
Egli afferma poi che molti uomini giusti delle varie epoche possedevano una scintilla del Messia aggiunta alla loro anima: si dice ad esempio che ogni generazione presenta un uomo di livello spirituale corrispondente a Mosè.

Tohu[modifica | modifica wikitesto]

Secondo opinioni dei sapienti della Qabbalah nell'era messianica sarà manifesto il livello Tohu anche se, in considerazione del Tiqqun, caratterizza solo un periodo.

Ognuno secondo il proprio livello[modifica | modifica wikitesto]

Nel capitolo 8 del testo Maamar Haikkarim[14] Chaim Luzzatto spiega ancora che ciascun individuo meritevole ottiene il proprio bene e la propria ricompensa nel giudizio universale prima della grande gioia, ed ad essa corrispondenti, nel completamento dell'era messianica e questo durante il sesto millennio, anche prima della/con la resurrezione dei morti.

Momenti prima della rivelazione del Messia[modifica | modifica wikitesto]

« Il re della terra raccolgono i loro eserciti ed i principi si consigliano assieme contro il Signore e contro il suo Messia »   (Sal2-2 [1])
« ...poi la vera felicità regnerà in tutti i Mondi »

I 70 rappresentanti celesti (gli angeli) delle 70 nazioni si riuniranno... a combattere su Gerusalemme...

Rabbi Yitzchak afferma che i "re" della Terra si riuniranno per conquistare Gerusalemme con l'intento di insorgere prima contro il Messia, leader del popolo ebraico, contro il Tempio santo e contro il popolo ebraico con la giustificazione che esso non merita la redenzione. Essi affermano davanti a Dio [che Israele non è degno].

A quel tempo, in futuro, Dio (se ne) ride di loro...

A quel tempo, in futuro, Dio riderà di loro, come scritto: Colui che siede nei cieli ride, il Signore si farà beffe di loro (Salmo 2.4). Allo stesso tempo Dio si vestirà di orgoglio.
Nell'era messianica gli angeli delle qui citate "decadono" (cfr Giacobbe e Shekhinah in merito alla "scala" di cui è scritto anche nel Pentateuco).

Un cambiamento[modifica | modifica wikitesto]

Nell'era messianica le maledizioni delle Nazioni contro il popolo d'Israele vengono trasformate in benedizione per lo stesso inoltre il potere delle Nazioni viene utilizzato in suo favore; l'esilio infatti non avrà più una connotazione negativa ma si trasformerà in occasione per grandi avvenimenti, favori, onori e fama per il popolo d'Israele sino al ritorno di tutti gli Ebrei in Terra Santa. Quanto descritto riguardo alle punizioni di Dio "maggiormente dannose", che riguardano solo i nemici del popolo ebraico, esse saranno appunto tali e così: sia già il profeta Geremia ed altri, come ancora Maimonide, precedenti e seguenti, sono sempre stati "precisi" per quanto affermato sia nel Tanakh, "precedentemente" sia successivamente.

Una profezia di Re David[modifica | modifica wikitesto]

Nei Salmi Re David scrive [anche] che i Nobili della Terra ti culleranno.

Particolari sulla nascita delle anime[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ghilgul e Tanakh.

Secondo una tradizione, riconosciuta anche nell'Ebraismo ortodosso, in coincidenza con l'avvento dell'era messianica con l'arrivo del Messia vi è il Ghilgul della generazione degli ebrei dei 40 anni vissuti nel deserto dopo la liberazione dalla schiavitù egiziana ed il Dono della Torah prima che, con l'eccezione di alcuni individui rimasti, la generazione successiva potesse entrare in Terra d'Israele.

Stando alle fonti qabbalistiche, presenti anche i nemici più importanti del passato storico.

Inoltre il definitivo annuncio dell'era messianica avverrà unitamente all'ultimazione della nascita di tutte le anime create dal Signore che verranno cioè a far parte dell'interezza degli esseri umani dotati di essa (Talmud, Yevamot 62): nello Zohar la venuta del Mashiach ben David è associata alla nascita delle anime nuove quando tutte le persone con le altre anime sono nate.

Nel cristianesimo[modifica | modifica wikitesto]

Il cristianesimo, in tutte le sue confessioni, crede che il Messia si sia già manifestato, e lo identifica con la figura di Gesù. In greco mashìach si traduce Christòs (Χριστός), da cui viene l'appellativo tradizionale, di matrice neotestamentaria, di Gesù, il "Cristo". Il nome Gesù, attraverso il greco dei Vangeli Ιησους (Iēsoûs) e il latino Iesus, è equivalente al diffusissimo nome ebraico יהושע [pronuncia IPA: Yĕhošūa‘] (tradotto nell'Antico Testamento italiano col nome Giosuè. Tale nome è propriamente un teoforico, e significa "Dio è salvezza" o "Dio salva". In ebraico moderno il nome Gesù, intendendo specificamente il Gesù cristiano e non un generico Yehoshua, è Yeshu (ישו).

L'atteggiamento di Gesù di fronte alle attese messianiche del suo tempo[modifica | modifica wikitesto]

Al tempo di Gesù, anche a seguito della dominazione straniera in atto per opera dell'Impero Romano, la maggior parte di coloro che attendevano il Messia supponeva che si sarebbe trattato di una personalità in grado di restituire l'autonomia politica agli Ebrei e di reinstaurare il Regno di Israele. La fede in un Messia-Liberatore era propria, probabilmente, di tutte le principali correnti spirituali giudaiche, sebbene con differenti implicazioni e sfumature. Per i Farisei, la borghesia colta nazionalista apparsa sulla scena politica verso la fine del II secolo a.C., il Messia-Liberatore si sarebbe manifestato con segni inequivocabili al momento opportuno e la sua venuta doveva essere favorita dalla rigorosa osservanza della Legge da parte di tutto il popolo. Gli Zeloti, invece, una fazione nazionalista ancor più accesa ed estrema dei Farisei, ritenevano che occorresse in ogni modo favorire le circostanze dell'avvento del Messia, anche con il ricorso alla violenza (molti zeloti erano presenti tra i seguaci di Gesù). I Sadducei, la fazione più antica e moderata, per lo più composta dalle famiglie dell'aristocrazia sacerdotale, essendo relativamente disponibile ad un pacifico inserimento della nazione ebraica nell'Impero Romano del quale, benché pagano e politeista, non disconosceva la superiorità culturale, militare ed organizzativa, consideravano con realismo l'impossibilità che un Messia-Liberatore potesse restituire ad Israele la sua indipendenza. Non sono chiare, infine, le caratteristiche delle attese messianiche in seno alla corrente spirituale degli Esseni, ma è certo che anticiparono di un secolo le dottrine di Gesù (vedi Manoscritti del Mar Morto).

Nell'ambito del Giudaismo non mancavano, tuttavia, anche se in una ristrettissima minoranza, coloro che ritenevano che il Messia non sarebbe stato un attore della scena politica, bensì un rinnovatore spirituale, un profeta in linea con la parola di Mosè di Deuteronomio 18,15 o, comunque, un personaggio destinato ad essere esaltato da Dio in un'opera di redenzione del popolo, come prefigurato nel Canto del Servo del profeta Isaia. A questa frangia minoritaria del Giudaismo potrebbe appartenere, poco probabilmente, anche Giovanni Battista, indicato nei Vangeli quale precursore di Gesù Cristo.

Gesù è ben attento a non confondere la sua missione con quella dei Messia politici del suo tempo e per questo arriva al punto di zittire i demoni che affermavano chiaramente la sua identità di Figlio di Dio (Marco 1,34; Luca 4,34), che è un concetto collegato a quello di "Messia", sebbene avente un significato più alto, che assorbe quello di Messia in una concezione umano-divina del tutto nuova per l'Ebraismo.

Gli esegeti si riferiscono alla prudenza di Gesù nel non rivelarsi immediatamente, con l'espressione di segreto messianico.

Gesù dice chiaramente a Pilato 'il mio regno non è di questo mondo'(Gv 18,36) in quanto essendo una sola cosa con Dio Padre regna in eterno con la Sua stessa Potenza e la terra è lo 'sgabello dei suoi piedi'(Salmo 110). La gloria del suo regno è visibile nella creazione di Dio fin dal primo giorno(Rm 1,19-20) e si manifesterà con la sua Potenza a tutti gli occhi(Ap 1,7) nell'ultimo giorno fissato dal Padre fin dal Principio.

Al gruppo dei Dodici Gesù rivelerà progressivamente il mistero della sua vocazione messianica e della sua natura di Figlio di Dio, dopo la professione di fede di Cesarea di Filippo: nei tre annunci della passione (Mc 8,31; 9,31; 10,33) spiegherà che la realizzazione della sua missione passerà attraverso il rifiuto del suo popolo e la condanna a morte, per culminare nella resurrezione.

Nell'episodio dell'entrata trionfale in Gerusalemme (Domenica delle Palme, Giovanni 12,12-15), l'evangelista mostra che in Gesù si compie la scrittura la quale dice:

Non temere, figlia di Sion!
Ecco, il tuo re viene,
seduto sopra un puledro d'asina.

Si nota che qui, per l'evangelista, Gesù è il Re discendente di Davide sul quale si focalizzavano le attese messianiche; secondo Giovanni e l'escatologia cristiana, il Messia è venuto sulla Terra ma vi deve ancora ritornare nella Gloria.

Nell'improbabile e inspiegabile (secondo l'uso dell'epoca) processo davanti alle autorità ebraiche, alla domanda del Sommo Sacerdote sulla sua identità messianica, Gesù risponderà: "Tu l'hai detto" (o, in altre traduzioni, "tu hai detto bene" o "tu hai detto il giusto"), asserendo l'esattezza delle parole di chi lo interrogava. La rivendicazione di Gesù di essere il Messia non costituiva, per i suoi ascoltatori del Sinedrio, qualcosa di particolarmente insolito o scandaloso. Semmai, essi avrebbero potuto contestarne l'opportunità politica, ponendo la pretesa di Gesù sullo stesso piano di quelle di innumerevoli pretesi Messia succedutisi nel tempo e poi regolarmente uccisi o spariti, dopo aver fallito i loro obiettivi politici. Ciò che determina, tuttavia, lo scandalizzato rifiuto di Gesù è l'affermazione che egli fa subito dopo aver confermato di essere il Messia, dichiarando di essere qualcosa di ben superiore, ossia il Figlio dell'uomo, espressione coniata dal profeta Daniele (7,13-14), e precisando, altresì, il chiaro significato divino di tale qualifica proclamando la sua intronizzazione alla destra del Padre del Salmo 110.

Sotto la croce alcuni giudei sfidano Gesù a scendere, se egli è realmente il Messia e il Figlio di Dio (Mc 15,32). Gesù non raccoglie la "sfida", e si mantiene fedele a quanto lui stesso aveva predetto nel triplice annuncio. Pronuncia le prime parole del salmo 21 che qualche millennio prima avevano predetto questi eventi.

Nell'apparizione ai discepoli di Emmaus, Cristo resuscitato spiega chiaramente che il Messia doveva soffrire per entrare nella sua gloria (Luca 24,13-35).

Nell'islam[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mahdi e Mahdismo.

Il Mahdi (in arabo: مَهْديّ, Mahdī, lett. « ben guidato da Dio ») è elemento fondamentale dell'escatologia islamica, riproponendo in questo contesto l'idea messianica tipica dell'Ebraismo. Mirza Ghulam Ahmad è considerato dai suoi devoti come il Messia promesso e Imam Mahdi degli Ahmadiyya che è giudicato eretico dall'Islam in quanto una sua parte parla di riapertura del ciclo profetico da parte dello stesso Mirza Ghulam Ahmad.

Al Mahdī è riservata l'azione antagonistica del Male, rappresentato dal Dajjāl, preannunciando la fine del mondo (il "Dì del Giudizio", yawm al-dīn) nel quale Dio decreterà per i defunti resuscitati di tutte le generazioni umane, per l'occasione, il destino di salvezza o di dannazione.

Pare che una "ristretta" parte musulmana voglia diffondere la religione islamica tra tutti gli individui: ciò è assai differente dalla diffusione della lingua araba.

Il Mahdi nell'islam sciita[modifica | modifica wikitesto]

Nell'interpretazione sciita del Mahdi, egli è un essere dalle caratteristiche quasi divine, certamente soprannaturali, perché è vissuto per secoli in occultamento, e quindi è quasi immortale. Egli è il dodicesimo Imam, che farà l'apocalisse, sconfiggerà l'Anticristo e porterà la pace nel mondo. Il Mahdi nell'interpretazione sciita è senz'altro un musulmano, proviene dall'Oriente, e realizzerà il pieno dominio della religione islamica nel mondo. Nella sua azione riformatrice viene aiutato da Cristo al tempo della sua seconda venuta. Nell'Iran di oggi si attende l'avvento del Mahdi, ed è ritenuto imminente.

Il Mahdi nell'islam sunnita[modifica | modifica wikitesto]

Molto diversa è la concezione sunnita del Mahdi. Egli può essere un semplice uomo, non ha cioè caratteri divini e soprannaturali, e può non essere necessariamente di religione islamica. Secondo questa interpretazione, il Mahdi non ha il potere di cambiare il mondo, e riesce nella sua impresa, di convertire il mondo intero, perché è aiutato da Dio.

Concezione del "paradiso" nell'Islam[modifica | modifica wikitesto]

I musulmani hanno una concezione materialisica del Paradiso, luogo di bellezze e delizie.

Il Saoshyant nello zoroastrismo[modifica | modifica wikitesto]

Nell'escatologia dello zoroastrismo alla fine dei tempi una figura messianica, il Saoshyant, guiderà le forze del Bene alla vittoria e quindi alla redenzione del cosmo.[15]

Ricerche bibliche, non bibliche e miste[modifica | modifica wikitesto]

L'ultimo Messia con Bar Kochba'[non chiaro][modifica | modifica wikitesto]

Il termine Messia prese ad indicare tra gli Ebrei i capi delle rivolte contro l'oppressione romana. Simon ben Kosiba, detto bar Kochba (ossia, "figlio della stella") fu probabilmente l'ultimo di essi. Fra il 132 ed il 135 d.C., egli fu la guida dell'ultima rivolta ebrea contro i Romani. Dopo la tragica sconfitta di quella ribellione, i sacerdoti ebrei lo chiamarono Bar Koziba, ossia "il figlio della menzogna"[senza fonte].

Ricerca storico-fenomenologica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1960, diverse lettere scritte da Bar Kochba vennero scoperte in alcune grotte a Wadi Murabba`e Nahal Hever.

I falsi messia[modifica | modifica wikitesto]

Sabbatai Zevi credette di essere Messia ma nell'ebraismo non viene considerato tale. Così come Abramo Abulafia che fece la sua comparsa in Sicilia dove si manifestò alle comunità ebraiche come Messia[non chiaro]. Come allo stesso modo David Koresh credette di essere il Messia per i Davidiani, separatesi dalla Chiesa cristiana avventista del settimo giorno, e Sun Myung Moon venne ritenuto il Messia dai seguaci della Chiesa dell'unificazione.

Dai filmati storici, sottotitolati anche in lingua italiana, risulta la dichiarazione di Hitler che si autoproclamò messia, egli affermò di essere stato mandato da Dio.[senza fonte]

La sindrome di Gerusalemme[modifica | modifica wikitesto]

La letteratura medica della psicologia e psichiatrica, anche attuale, parla di casi in cui alcuni individui proclamano di essere il messia o suoi inviati: questi casi vengono definiti sotto il titolo di "Sindrome di Gerusalemme".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Kurt Hruby in Dictrionnaire des Religions (a cura di Jacques Vidal). Parigi, Presses universitaires de France, 1984. In italiano: Dizionario delle religioni. Milano, Mondadori, 2007, pagg. 1195 e segg.
  2. ^ Kurt Hruby in Op.cit..
  3. ^ Kurt Hruby in Op.cit..
  4. ^ In Dizionario delle religioni (a cura di Giovanni Filoramo). Torino, Einaudi, 1993, pag.475
  5. ^ Romano Penna. Op.cit..
  6. ^ Messiah, in Enciclopedia Judaica, vol.14. NY, Macmillan, 2006, pagg.100 e segg.
  7. ^ v anche Ezechiele ed Isaia
  8. ^ cfr anche l'Haftarah della Parashah Bereshit (anche Isaia, Neviim)
  9. ^ Neviim e Ketuvim, Tanakh (Bibbia ebraica)
  10. ^ Salmi 126
  11. ^ Gribaudi Editore srl, 2012 (pag. 25)
  12. ^ cfr comunque Giacobbe
  13. ^ Escatologia ebraica
  14. ^ Articolo sui princìpi, ed. Morashà
  15. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/saoshyant/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gershom Scholem, L'idea messianica nell'ebraismo e altri saggi sulla spiritualità ebraica, a cura di Roberto Donatoni ed Elisabetta Zevi, con una Nota di Saverio Campanini, Adelphi, Milano 2008.
  • Giorgio Jossa, Gesù Messia? Un dilemma storico, Carocci, Roma 2006.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]