Ruach haQodesh

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Ruah haQodesh, espressione della religiosità ebraica (ebr. רוח הקודש, traslitt. anche ruah ha-kodesh) che si traduce "Spirito Santo". Il termine viene usato nella Bibbia ebraica (Tanakh) e letteratura ebraica per riferirsi allo Spirito di YHWH. (L'espressione ebraica è: רוח יהוה) Si riscontra anche il termine ebraico ruakh kodeshka (רוּחַ קָדְשְׁךָ, "tuo spirito santo"), senza l'articolo determinativo. Lo "Spirito Santo" nell'Ebraismo si riferisce generalmente all'aspetto divino della profezia e della sapienza. Può inoltre riferirsi alla potenza, qualità e influenza divine del Dio Altissimo, sull'universo o sulle Sue creature, in dati contesti.[1]

Il termine si trova citato nel Talmud ed anche nello Zohar: « Come si intende: lo Spirito ritorna? Questa è la Shekhinah, che è lo Spirito Santo ».

Scarsi i riferimenti allo "Spirito Santo" nella Bibbia Ebraica (corrispondente a parte dell'Antico Testamento dei cristiani): «Non respingermi dalla tua presenza e non togliermi il tuo santo Spirito.» (Salmo 51:11). «ma essi furono ribelli, contristarono il suo spirito santo; perciò Egli si mutò in loro nemico, ed egli stesso combatté contro di loro.» (Isaia 63:10). «Allora il suo popolo si ricordò dei giorni antichi di Mosè: Dov'è colui che li fece uscire dal mare con il pastore del suo gregge? Dov'è colui che mise in mezzo a loro lo spirito suo santo.»(Isaia 63:11). Tale riferimenti si moltiplicano se si identifica lo "Spirito Santo" con lo "Spirito concesso da Dio" (si veda la sezione successiva).

Il Ruah haQodesh può favorire anche la comprensione di un pensiero concettuale divino soltanto, spesso inizialmente nel percorso religioso ebraico mistico o nella Cabala ebraica: talvolta il soggetto che ne vive questa "minima esperienza" potrebbe non accorgersi di esserne pervaso (Nachmanide).

In realtà il termine "Spirito Santo" è fortemente presente nel testo del Nuovo Testamento, i cui scritti ci sono pervenuti in greco koiné e pertanto non si ha un diretto confronto tra il termine greco (πνεῦμα ἅγιον) e l'equivalente ebraico.

Bibbia ebraica[modifica | modifica wikitesto]

Il termine ruah hakodesh si trova una volta in Salmo 51:11 e due volte anche nel Libro di Isaia (Isaia 63:10,11). Queste sono le sole tre volte che la frase precisa "ruah hakodesh" viene usata nelle Scritture ebraiche, sebbene la parola ruah (רוח, letteralmente "respiro/soffio" o "vento") in varie combinazioni sia usato spesso, e anche l'aggettivo kodesh ("santo") sia usato spesso. Il sostantivo ruach può significare sia vento, sia una qualche forza motrice invisibile invisibile ("spirito").

I seguenti sono esempi della parola ruah (con riferimento allo "spirito" di Dio) nelle Scritture ebraiche:

Genesi 1:2: "Lo spirito di Dio aleggiava sulle acque."
1 Samuele 16:13: "Da quel giorno in poi lo Spirito dell'Eterno investì Davide."
Salmi 143:10: "Il tuo Spirito benevolo mi guidi in terra piana."
Isaia 44:3: "Spanderò il mio spirito sulla tua discendenza, la mia benedizione sui tuoi posteri."
Gioele 2:28: "Dopo questo avverrà che io spanderò il mio Spirito sopra ogni carne; i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno."

Il primo uso della frase ruah hakodesh (o "spirito santo") nella Bibbia ebraica appare nel Salmo 51 e contiene un triplo parallelismo:

10 "O Dio, crea in me un cuore puro e rinnova dentro di me uno spirito saldo (רוּחַ נָכֹון)."
11 "Non respingermi dalla tua presenza e non togliermi il tuo santo Spirito (רוּחַ קָדְשְׁךָ)."
12 "Rendimi la gioia della tua salvezza, e sostienimi con uno spirito volenteroso (רוּחַ נְדִיבָה)."[2]

Le altre due volte in cui si riscontra ruah hakodesh sono in Isaia 63, come segue:

10 " Ma essi furono ribelli, contristarono il suo Spirito santo (רוּחַ קָדְשְׁךָ); perciò egli si mutò in loro nemico ed egli stesso combatté contro di loro."
11 "Allora il suo popolo si ricordò dei giorni antichi di Mosè. Dov'è colui che li fece uscire dal mare col pastore del suo gregge? Dov'è colui che metteva in mezzo a loro il suo santo Spirito (רוּחַ קָדְשְׁךָ)?"

Talmud[modifica | modifica wikitesto]

Il termine viene discusso nelTalmud babilonese, Makkot 23b e altrove. L'uso rabbinico è discusso dagli studiosi Joseph Jacobs e Ludwig Blau nell'articolo intitolato "Holy Spirit (Spirito Santo)" della Jewish Encyclopedia (1911).[3]

Nell'Ebraismo, si afferma in assoluto che Dio è Uno; l'idea di Dio come dualità o trinità viene considerata shituf (שִׁתּוּף, ovvero "non puramente monoteistica"). Il termine Ruah HaKodesh (Spirito Santo) si trova frequentemente nella letteratura talmudica e midrashica. In alcuni casi significa ispirazione profetica, mentre in altri viene usato come un'ipostatizzazione o metonimo di Dio.[1] L'interpretazione rabbinica di "Spirito Santo" rivela un certo grado di personificazione, ma rimane "una qualità che appartiene a Dio, uno dei suoi attributi".[4]

Nell'Ebraismo rabbinico, il riferimento allo Spirito di Dio, lo Spirito santo di YHWH, abbonda, tuttavia – a parte il misticismo cabalistico[5] – rifiuta qualsiasi idea e/o concetto del Dio Eterno come dualistico o trino, o ontologicamente complesso.[4]

Shekinah[modifica | modifica wikitesto]

Il concetto della Shekinah ("presenza") è associato anche allo Spirito Santo nella tradizione ebraica, come per esempio nella canzone yiddish: Vel ich, sh'chine tsu dir kummen "Verrò Io, Shekinah, a te".[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Jewish Encyclopedia, New York, Funk and Wagnalls, 1901–1906.

  1. ^ a b Alan Unterman e Rivka Horowitz, s.v. "Ruah ha-Kodesh", Encyclopaedia Judaica (Ediz. CD-ROM, Gerusalemme: Judaica Multimedia/Keter, 1997).
  2. ^ John R. Levison, The Spirit in First-Century Judaism, 2002, p. 65: "Solo il Salmo 51, che contiene almeno quattro riferimenti al termine, permette l'identificazione della spirito santo con lo spirito umano [...] Tre riferimenti si avvicendano in questo salmo, in successione (Salmi 51:10-12: vers. CEI 51:10-14)."
  3. ^ Cfr. articolo, J. Jacobs, Jewish Encyclopedia: "Holy Spirit", 1911.
  4. ^ a b Joseph Abelson,The Immanence of God in Rabbinical Literature, Londra: Macmillan & Co., 1912.
  5. ^ Nella Cabala le interpretazioni dell'Ein Sof sono esoteriche e profondamente ermetiche.
  6. ^ Ruth Rubin Voices of a people: the story of Yiddish folksong, University of Illinois Press, 2000, p. 234. ISBN 978-0252069185

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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