Storicità di Gesù

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Cristo ritratto nel ruolo di giardiniere della vite del Signore in un dipinto di Tiziano, 1553, Museo del Prado

La storicità di Gesù, ovvero la sua esistenza come effettivo personaggio storico, è la tesi storiografica maggiormente condivisa tra gli studiosi[1][2][3][4][5][6] , e si contrappone alla tesi del mito di Gesù, che nega la sua esistenza storica[7].

Essa è altresì alla base della fede cristiana, nelle sue varie declinazioni, che afferma la storicità non solo della figura di Gesù, ma in genere anche di eventi soprannaturali legati alla sua vita, come i miracoli e la risurrezione[8].

L'indagine storica su Gesù ha recentemente assunto un carattere interdisciplinare e ha conosciuto un allargamento interconfessionale della ricerca, con contributi rilevanti anche da parte di studiosi laici. Gli studi moderni, che ora prendono in considerazione anche una varietà di testi cristiani apocrifi, sono inoltre spesso caratterizzati da una rivalutazione dei materiali tradizionali e, quindi, da una rinnovata fiducia nella possibilità di ricostruire resoconti della vita di Gesù con tratti plausibili dal punto di vista storico. In ambito europeo i contributi più significativi hanno riguardato l'analisi sulle prime comunità cristiane e sulle tracce lasciate in esse dalla predicazione di Gesù[9].

Come per altri fondatori di movimenti religiosi, anche nel caso di Gesù le fonti disponibili sulla sua opera sono state redatte principalmente nella cerchia dei seguaci[10]. Il dato non deve stupire perché la sua vita - efficacemente descritta da un biblista cristiano come quella di un "ebreo marginale"[11] - non è stata tale da attirare l'attenzione dello storico o del letterato del tempo, quanto piuttosto quella delle persone coinvolte nella sua esperienza religiosa. Nondimeno Gesù è, insieme a Giuseppe Flavio e Paolo di Tarso, la figura ebraica più documentata del suo tempo[12].

Gesù secondo le testimonianze[modifica | modifica sorgente]

La principale fonte di informazioni sulla vita di Gesù è costituita dai testi scritti dai primi cristiani. È invece molto più limitato il numero di testi non cristiani contemporanei a Gesù che ne parlino in modo esplicito[13].

Gli scritti del Nuovo Testamento sono stati redatti, anche sulla base di precedenti fonti orali, in un arco di tempo compreso tra il 50 d.C. e la fine del I secolo/inizio del II[14].

Testi di origine cristiana[modifica | modifica sorgente]

Nella tradizione cristiana gli evangelisti sono rappresentati anche con figure allegoriche; l'angelo è il simbolo di Matteo

Le fonti cristiane sulla vita di Gesù comprendono sia i testi canonici del Nuovo Testamento (i quattro vangeli e alcune delle lettere), sia i numerosi testi apocrifi. Alcune informazioni sono inoltre contenute anche nella cosiddetta letteratura subapostolica.

Tra questi testi, i Vangeli canonici costituiscono comunque un unicum, sia perché si pongono all'inizio della vicenda interpretativa su Gesù, sia perché "hanno almeno in parte raccolto la più antica tradizione di Gesù"[15].

I Vangeli canonici[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Vangeli.

I Vangeli canonici (oltre ad alcuni apocrifi) sono la principale, ma non l'unica, fonte di notizie su Gesù. Essi raccontano nel dettaglio la vita pubblica di Gesù, cioè il periodo della sua predicazione; sul resto della sua vita forniscono scarne informazioni, contenute principalmente nell'opera di Luca.

I vangeli sono stati probabilmente scritti negli anni tra il 70 (Marco) e il 100 circa (Giovanni), anche se sono state proposte datazioni diverse. Le più antiche copie pervenuteci dei vangeli risalgono al II secolo: è controversa l'attribuzione di manoscritti più antichi[16][17].

I cristiani affermano generalmente che i quattro vangeli canonici e gli altri scritti del Nuovo Testamento sono ispirati da Dio e raccontano fedelmente la vita e l'insegnamento di Gesù; e che anche i numerosi miracoli e in particolare la sua resurrezione, sono realmente avvenuti. Molti studiosi cristiani evidenziano comunque come i vangeli non costituiscano propriamente delle biografie, ma offrano piuttosto una rilettura teologica della vita di Gesù redatta dalla Chiesa del I secolo[18].

L'Islam pur riconoscendo il Vangelo di Gesù, ovvero l'Injil (in arabo: إنجيل), come testo ispirato, afferma per tradizione (non è scritto sul Corano) che il Vangelo cristiano è comunque stato modificato con i secoli e quindi non è più "puro".

Le altre religioni, invece, generalmente interpretano gli eventi soprannaturali narrati dai Vangeli come racconti mitici elaborati dai primi cristiani.

Vi sono varie teorie sulla formazione dei vangeli. Una teoria vede i vangeli sinottici composti da raccolte di detti autentici di Gesù (la fonte Q) uniti a narrazioni di avvenimenti (tratto, quest'ultimo, che caratterizza il Vangelo secondo Marco). Altre teorie ritengono invece più storicamente attendibili le parole presenti in vangeli che siano stati redatti sulla base di documenti indipendenti[19], ad esempio il vangelo di Giovanni rispetto ai vangeli sinottici (Matteo, Marco, Luca), anche se il Vangelo secondo Giovanni è proprio quello che enfatizza maggiormente la divinità di Gesù.

È tuttora materia di discussione fra alcuni studiosi quali, tra i detti e le azioni che i Vangeli attribuiscono a Gesù, possano effettivamente essere a lui attribuiti secondo criteri storici. Un simile, anche se controverso, tentativo di ricostruzione del Gesù storico è stato, ad esempio, recentemente realizzato dagli studiosi del Jesus Seminar.

Una parte della critica rifiuta in blocco il valore storico dei Vangeli, affermando che essi sono documenti "di parte" e quindi non attendibili, anche per la presenza di contraddizioni, ad esempio in relazione alla nascita di Gesù (Censimento di Quirinio).

Per buona parte degli studiosi moderni, (sulla scia della Formgeschichte, storia delle forme, avviata all'inizio del XX secolo), i Vangeli costituiscono un testo letterario stratificato per la cui comprensione è necessaria un'attenta analisi storica, filologica e morfologica per valutarne il significato e l'autenticità.

Le lettere di Paolo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lettere di Paolo.
San Paolo in prigione, di Rembrandt, 1627

Le lettere di Paolo di Tarso, scritte probabilmente in un periodo che va dal 50- 51, in cui scrisse la Prima lettera ai Tessalonicesi, al 65, costituiscono le fonti cristiane più antiche[20]. Le lettere non si propongono di offrire un resoconto organico della vita di Gesù, che Paolo non conobbe direttamente[21], ma offrono comunque una serie di notizie incidentali, ricavate da Paolo anche tramite il contatto con alcuni degli apostoli come Pietro, Giovanni e Giacomo[22], testimoni di prima mano dei fatti riguardanti Gesù e la sua vita.

Non tutte le lettere di Paolo sono considerate autografe dagli studiosi del settore: c'è un consenso generale su sette di esse, mentre secondo diversi autori le altre sei andrebbero attribuite a discepoli posteriori[23]. Dalle lettere considerate genuinamente paoline è possibile ricavare informazioni, ad esempio, sull'origine ebraica di Gesù, sulla costituzione di un gruppo di discepoli, sull'invio di missionari, sul fatto che fosse chiamato "Cristo/Messia", sul tradimento da parte di uno dei seguaci, sulla morte in croce, la sepoltura, e infine sui resoconti della risurrezione secondo la testimonianza dei discepoli[24].

I testi paolini, per la pluralità dei livelli interpretativi che presentano (teologici e letterari, ad esempio, oltre che storici), richiedono comunque l'utilizzo di metodologie d'analisi sofisticate per valutare e contestualizzare i contenuti di interesse storico[senza fonte].

Le lettere cattoliche[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lettere cattoliche.

Le lettere attribuite a Pietro, Giacomo, Giovanni e Giuda incluse nel Nuovo Testamento presentano poche informazioni biografiche sulla vita e sull'operato di Gesù. Alcune di esse, e in particolare la Seconda lettera di Pietro e la Seconda e la Terza di Giovanni, furono peraltro accolte dalle prime comunità cristiane solo dopo alcune resistenze.

Ai fini della ricerca storica rivestono comunque interesse la Prima lettera di Pietro e la Prima lettera di Giovanni, che affermano chiaramente in vari versetti la reale esistenza di Gesù.

Testi non canonici[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Vangeli apocrifi e antilegomena.

Esiste anche un'antica letteratura cristiana, la cui datazione non sempre è certa, che non è entrata nel canone del Nuovo Testamento - stabilito, attraverso passi successivi, dal canone marcionita del 140, dal canone muratoriano del 170, fino al concilio di Cartagine del 397 e alla definitiva versione adottata dalla Chiesa cattolica nel 1563 con il concilio di Trento - ma che può essere analizzata per ricavare eventuali informazioni ulteriori sul modo in cui era considerato Gesù da alcune comunità cristiane e su eventuali altri suoi detti o atti.

Alcuni di questi scritti sono i cosiddetti vangeli apocrifi, redatti principalmente ad uso delle comunità cristiane primitive; fra questi alcuni sono stati composti nell'ambito di comunità ebionite, docetiste, monarchiane e gnostiche e danno una visione di Gesù divergente da quella accettata dalle chiese cristiane.

Vangelo di Tommaso[modifica | modifica sorgente]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Vangelo di Tommaso.

Il Vangelo di Tommaso è un "vangelo di detti", presentando infatti un elenco di 114 logia, frasi e detti attribuiti a Gesù, simile alla teorica fonte Q a cui a volte viene accostato. La datazione è incerta, sia per il fatto che si tratta di un mero elenco senza continuità narrativa, che potrebbe quindi essersi nel tempo accresciuto o modificato nell'ordine dei detti, sia per la carenza di riferimenti al testo e copie di questo (i frammenti più antichi ritrovati risalgono a circa il 200 d.C.). Le varie datazioni proposte dagli studiosi per la stesura finale del Vangelo vanno dal 60 al 140 d.C.[25]. Le due tesi principali propongono una stesura contemporanea ai sinottici negli ultimi decenni del I secolo, oppure (e questa è la tesi oggi maggioritaria) una stesura nei primi decenni del II secolo, ma con un nucleo originario (derivante dalla tradizione orale e/o dai primi scritti cristiani) più antico[25][26].

Altri testi gnostici[modifica | modifica sorgente]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Vangeli gnostici.

Alcuni testi gnostici contengono resoconti di episodi della vita di Gesù che possono essere utilizzabili per ricerche storiografiche.

I testi gnostici tendono comunque ad essere molto allegorici quindi la ricerca si concentra soprattutto in quelli più antichi, che danno più l'impressione di essere basati su eventi reali.

L'opinione degli gnostici su Gesù varia dal mito al docetismo, gli si attribuiscono insegnamenti gnostici e si interpreta la sua resurrezione come un'allegoria dell'"illuminazione" a cui tutti possono prendere parte.

Testi non cristiani[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fonti storiche non cristiane su Gesù.

Le fonti non cristiane che si sono occupate di Gesù o del Cristianesimo comprendono testi di origine ebraica, romana e greca, oltre al Corano, libro sacro dell'Islam. Dalle notizie di Tacito sulle persecuzioni neroniane, si apprende che il Cristianesimo era già diffuso a Roma negli anni 60. Sempre secondo Tacito, i cristiani erano sufficientemente noti in città da essere accusati ingiustamente dell'incendio di Roma del 64 e condannati ad atroci supplizi nel circo. Dopo questi avvenimenti, negli anni 70, sono imperatori Vespasiano e suo figlio Tito, due generali che avevano combattuto in Giudea e conoscevano perfettamente la situazione religiosa e sociale della Palestina dei tempi di Gesù. Non risulta da nessuna fonte antica che il Cristianesimo, a loro necessariamente noto per i fatti accaduti sotto il principato di Nerone, fosse considerato da questi due imperatori una fede priva di collegamento con fatti storici reali. Lo stesso Tacito, d'altra parte, nonostante consideri il Cristianesimo come una 'moda' negativa, cita Ponzio Pilato e la condanna a morte di Cristo[27]. Lo stesso autore rileva comunque come le fonti su Gesù siano più attendibili di quelle disponibili, ad esempio, su Alessandro Magno, le cui biografie originali sono andate perdute e ci sono note solo per l'uso che ne fecero autori di epoche successive[28]. In conclusione, secondo Sanders: "Su Gesù sappiamo parecchio, molto più che su Giovanni Battista, Teuda, Giuda il Galileo, o qualche altro personaggio della stessa regione a lui più o meno coevo"[29].

Non sono stati trovati documenti d'archivio o archeologici che si riferiscano direttamente a Gesù, le principali notizie storiche su Gesù diffuse dai Cristiani (a voce sin dagli anni 30, e nei Vangeli a partire dagli anni 50) furono evidentemente considerate attendibili dai contemporanei, in particolare dai molti ebrei convertiti al Cristianesimo. Il nucleo originario dei primi Cristiani includeva numerosi contemporanei di Gesù vissuti in Giudea e, fra questi, anche molti che emigreranno successivamente nei vari paesi dell'Impero Romano dopo la Guerra Giudaica del 70 (un evento accaduto quarant'anni dopo la Crocefissione). Nonostante la forte rivalità religiosa degli ebrei tradizionalisti nei confronti degli ebrei convertiti al Cristianesimo (in entrambi i gruppi erano presenti testimoni oculari e contemporanei di Gesù), non risulta da nessuna fonte antica l'accusa nei confronti dei Cristiani di aver inventato la vicenda narrata dai Vangeli, cioè non abbiamo alcun autore o storico o letterato contemporaneo di Gesù, o comunque vissuto nel secolo successivo, che affermi che Gesù fosse una "creazione" mitologica dei cristiani. Piuttosto, in alcune fonti ebraiche contrarie al Cristianesimo si avanza il sospetto che i seguaci di Cristo ne avessero occultato il cadavere dopo la morte in croce. Questa diffidenza da parte degli ebrei non-cristiani è peraltro menzionata anche nei Vangeli.

L'assenza di menzione da parte di scrittori quali Filone di Alessandria, Seneca e Plutarco può indicare che Gesù non ha incontrato il loro interesse. Né poteva essere altrimenti, in quanto la crocefissione di un "criminale" accusato di aver sobillato il popolo contro Cesare, era avvenimento non particolarmente degno di nota. Gesù non scrisse trattati, non ebbe cariche politiche, non predicò in grandi centri urbani (al di fuori di Gerusalemme), e per questo, in poche parole, risultò essere, secondo la definizione di Meyer, un "ebreo marginale" per i suoi contemporanei[30].

Edizione del 1552 delle Antichità giudaiche di Giuseppe Flavio

Anche se un noto testimone delle vicende palestinesi del periodo 65-70 d.C., come Plinio il Vecchio, ignora totalmente l'esistenza di Gesù, i lavori di quattro tra i maggiori storici non cristiani (Plinio il Giovane, Giuseppe Flavio, Svetonio e Tacito) contengono passaggi riferiti ai cristiani, alcuni proprio a Gesù. Plinio il Giovane, in una lettera all'imperatore Traiano, considera dal suo punto di vista i cristiani come sacrileghi, per il loro rifiuto di prestare culto alle divinità romane, ma ne riconosce l'integrità morale per quanto riguarda il rispetto delle leggi.

Svetonio, a proposito di scontri di piazza avutisi a Roma all'inizio degli anni 50, nomina come causa dei disordini un certo "Chrestus". L'identificazione con Gesù di Nazareth è tuttavia incerta, perché le parole greche Chrestòs - "buono, eccellente" - e Christòs - "unto, Messia"- erano infatti pronunciate in modo identico, e pertanto potevano essere facilmente confuse. Non è impossibile che "Chrestus" fosse il nome di un personaggio diverso da Gesù.

Tacito, negli Annales, riporta notizie più precise, da una fonte che non ci è nota:

« Il fondatore di questa setta, il Cristo, aveva avuto il supplizio sotto il regno di Tiberio, per ordine del procuratore Ponzio Pilato. Momentaneamente repressa, la funesta superstizione si scatenò di nuovo non soltanto nella Giudea, culla del male, ma in Roma stessa »
(Tacito, Annali, XV, 44)

Gli scritti di Giuseppe Flavio contengono informazioni più interessanti, specialmente il Testimonium flavianum, breve passo contenuto in Antichità giudaiche, sebbene vi sia il sospetto che possa essere stato oggetto di interpolazioni da parte di copisti cristiani. Solo recentemente, ad opera del filologo ebreo Shlomo Pines, professore all'Università di Gerusalemme, è stata trovata la forma originaria del Testimonium Flavianum, all'interno della "Storia Universale " di Agapio di Ierapoli, un vescovo e storico di lingua araba vissuto nel X secolo. Tale citazione del Testimonium, non edulcorata e non interpolata, evidenzia come Giuseppe Flavio, senza entrare nel merito della divinità di Gesù, ne parli come personaggio storico realmente esistito. Questa è la versione del testimonium di Agapio:

« Egli afferma nei trattati che ha scritto sul governo dei Giudei: «In questo tempo viveva un uomo saggio che si chiamava Gesù, e la sua condotta era irreprensibile, ed era conosciuto come un uomo virtuoso. E molti fra i Giudei e le altre nazioni divennero suoi discepoli. Pilato lo condannò a essere crocifisso e morire. E quelli che erano divenuti suoi discepoli non abbandonarono la propria lealtà per lui. Essi raccontarono che egli era apparso loro tre giorni dopo la sua crocifissione, e che egli era vivo. Di conseguenza essi credevano che egli fosse il Messia, di cui i Profeti avevano raccontato le meraviglie». »
(Traduzione di Shlomo Pines, citata da J.D. Crossan.)

[31].

Un'obiezione al Testimonium Flavianum risiederebbe nel fatto che il Patriarca di Costantinopoli Fozio (820-893 d.C.), vissuto al tempo di Agapio di Ierapoli, nella sua analisi sull'opera di Giuseppe Flavio Antichità Giudaiche non fa nessuna menzione di Gesù e dei suoi miracoli[32]. Tuttavia il documento di Fozio viene giudicato da vari studiosi come un ulteriore elemento di supporto all'autenticità del Testimonium[33][34][35].

I primi scrittori cristiani non fanno però mai riferimento a questi testi, i cui riferimenti a Gesù sono stati scoperti successivamente (ad esempio Sulpicio Severo fu il primo a citare Tacito in merito).

Alcune delle testimonianze di non cristiani sono molto ostili nei confronti dei cristiani stessi. Questo emerge chiaramente dal testo del pensatore cristiano Origene che, nella sua opera Contra Celsum, discute le tesi del filosofo pagano Celso. L'opera di Origene è l'unica fonte dello scritto di Celso "Discorso vero", a cui l'autore fa riferimento per confutarlo. Il colto pagano Celso afferma che, se è esistito un Cristo storico, si tratterebbe soltanto di un brigante e mistificatore.[senza fonte].

Un'altra testimonianza non cristiana e decisamente ostile ai cristiani è contenuta nel Talmud Babilonese. Il Talmud Babilonese è considerato un testo sacro dell'Ebraismo. Esso raccoglie in forma scritta la Torah (la Legge) orale, trasmessa a partire da Mosè in forma non scritta dalle varie scuole rabbiniche fino alla caduta di Gerusalemme nella guerra giudaica del 66-74 d.C. Con la distruzione del secondo tempio nel 70 d.C., la fine della successiva guerra di Bar Kokhba contro i Romani (135 d.C.) e l'inizio della diaspora degli ebrei, gli antichi insegnamenti che si tramandavano solo oralmente a commento o integrazione della Torah scritta (i primi cinque libri della Bibbia) furono messi per iscritto per timore che andassero perduti dalle generazioni successive. Il Talmud Babilonese è costituito da una raccolta di discussioni avvenute tra i sapienti (hakhamim) e i maestri (rabbi) riguardanti le applicazioni e i problemi pratici della Torah scritta. Orbene, in un passo di un trattato appartenente al Talmud Babilonese, il Sanhedrin, si accenna ad un personaggio chiamato Gesù. Sanhedrin è il termine che corrisponde al Sinedrio, la più alta istituzione in materia legale che ci fosse presso gli ebrei nel I secolo d.C. Così recita il Talmud:

« ...Alla vigilia della Pasqua [ebraica], Yeshu fu appeso. Per quaranta giorni prima dell'esecuzione, un araldo gridava "Egli sta per essere lapidato perché ha praticato la stregoneria e ha condotto Israele verso l'apostasia. Chiunque sappia qualcosa a sua discolpa venga e difenda il suo operato". Poiché nessuna testimonianza fu mai portata in suo favore, egli fu appeso alla vigilia della Pasqua. »
(Soncino Babylonian Talmud, editor I. Epstein, Tractate Sanhedrin, folio 43a, London, Soncino Press, 1935-1948)

L'edizione del Talmud babilonese qui citata è curata direttamente dal rabbino Isidore Epstein che osserva, tra l'altro, che questo riferimento a Gesù veniva omesso nelle edizioni censurate del Sanhedrin, a conferma del fatto che anche molti interpreti del passato hanno inteso che esso alludesse a Gesù Cristo. Inoltre, sempre dai commenti del rabbi I. Epstein, apprendiamo che un manoscritto (denominato come "M") riporta "Gesù Nazareno" invece che solo "Gesù", mentre un altro manoscritto ancora, invece della frase "egli fu appeso alla vigilia della Pasqua" nella parte conclusiva della citazione di cui sopra, legge: "egli fu appeso alla vigilia del sabato della Pasqua", concordando con il Vangelo di Giovanni[36].

Infine varie informazioni su Gesù sono contenute nel Corano, il libro sacro dell'Islam. Gesù è citato in 15 sure su 114 per un totale di 93 versetti[37] ed è considerato dal Corano come autore di molti miracoli e il più santo dei profeti prima di Maometto[38]. Gesù Cristo ha poi un ruolo decisivo nella cristologia islamica: deve tornare alla fine dei tempi quando sconfiggerà l'Anticristo[39].

Gli Esseni e il Cristianesimo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Esseni.

Gli Esseni furono un gruppo ebraico di incerta origine, forse databile dalla metà del II secolo a.C., organizzati in comunità isolate di tipo monastico e cenobitico. All'inizio del I secolo erano oltre 4000 e vivevano dispersi in tutto il paese; la più celebre comunità essena, quella di Qumran, contava circa 150 individui. Questo sito andò incontro ad una fine violenta nel 68 d.C. ad opera dei romani; alcuni scampati, sembra, si unirono agli Zeloti di Masada e ne condivisero la sorte.

Esistono numerosissimi paralleli tra i riti e la dottrina degli esseni e il cristianesimo; una certa parte degli storici propende per la tesi secondo cui lo stesso Gesù sarebbe stato un esseno e le credenze cristiane deriverebbero direttamente dall'essenismo. Se ciò fosse verificato si avrebbe una prova dell'esistenza di Gesù anche se in termini differenti.

In particolare vi sono indizi di ordine

  • filologico: che interessano esclusivamente le analogie tra letteratura qumraniana e Nuovo Testamento (mentre il confronto con gli scritti apocrifi e gnostici è un campo ancora inesplorato).
  • storico: riguardanti le analoghe consuetudini (rituali e non) di entrambi i movimenti, oltre ad alcune recenti ipotesi, condivise da molti studiosi, come ad esempio la conversione in massa di esseni al cristianesimo[40].
  • archeologico: in particolare l'entusiasmante resoconto di Riesner riguardo al fatto che il primo luogo di riunione della prima comunità cristiana a Gerusalemme, nonché il luogo ove si svolse l'ultima cena, fosse ubicato nelle immediate vicinanze del quartiere degli esseni a Gerusalemme; il che rende altamente plausibile l'ipotesi di contatti diretti e frequenti tra esseni e cristiani[41].

Tuttavia la validità di questa tesi è poco probabile, sia perché gli esseni vivevano isolati dal resto della popolazione giudaica, sia perché essi non vengono mai menzionati né nei Vangeli, né in nessuna opera del Nuovo Testamento; inoltre nessuna delle fonti non cristiane su Gesù riconosce un qualche rapporto tra i cristiani e gli esseni.

Reperti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Archeologia biblica e Archeologia paleocristiana.

Il più antico artefatto archeologico che potrebbe essere correlato a Gesù è la cosiddetta Iscrizione di Nazaret. Esistono inoltre evidenze archeologiche dell'esistenza di Ponzio Pilato e di altri personaggi citati nei vangeli (Caifa, Simone di Cirene). Scavi condotti negli ultimi due secoli inoltre confermano l'attendibilità delle descrizioni fornite dai vangeli in relazioni a luoghi quali la Piscina di Siloe e la Piscina di Betzaeta, così come la pratica della crocifissione a Gerusalemme nel I secolo d.C.

Si hanno inoltre evidenze archeologiche degli antichi villaggi di Nazaret e Cafarnao, e attestazioni della presenza di cristiani nei primi secoli.

La ricerca storica moderna[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ricerca del Gesù storico e Gesù storico.

Sebbene la vita di Gesù sia stata oggetto di studio e analisi sin dall'antichità (tra gli altri, Origene di Alessandria ed Eusebio di Cesarea), è solo con la fine del XVIII secolo che è possibile parlare di ricerca storica moderna su Gesù. È del 1774-1778, infatti, la pubblicazione dell'opera di Samuel Reimarus che, sulla scia di quanto scritto da Albert Schweitzer, viene tradizionalmente considerato il pioniere di questa nuova stagione di ricerca[42].

I primi studi sono stati caratterizzati da una grande fiducia nella possibilità di poter ricostruire, con metodologie moderne, biografie dettagliate della vita di Gesù (tra gli altri, Ernest Renan)[43]. I risultati conseguiti sono però frammentari, e spesso riflettono la personalità degli studiosi[44]. Con l'inizio del Novecento e, in particolare, con l'opera di Rudolf Bultmann questa fiducia entra quindi in crisi: secondo il teologo tedesco, gli scritti neotestamentari rifletterebbero infatti la fede dei primi cristiani e consentirebbero quindi l'accesso a un Cristo della fede, rendendo quasi inaccessibile il Gesù della storia[45]. Negli anni tra le due guerre c'è quindi un blocco nella ricerca storica su Gesù. Questa riprende negli anni Cinquanta e conosce una notevole evoluzione, anche in relazione all'allargamento interconfessionale della ricerca, che diventa sempre meno legata a interessi teologici.

Oggi c'è una rinnovata fiducia nella possibilità di ricostruire storicamente gli elementi centrali ed essenziali della vita e del messaggio di Gesù, che viene spesso - ad esempio - tratteggiato come maestro carismatico e taumaturgo[46]. La figura gesuana pone comunque anche adesso particolare sfide agli storici, anche in relazione ai limiti della ricerca (per Chester G. Starr, ad esempio, "La questione della resurrezione nel terzo giorno non riguarda il giudizio storico"[47]).

Per valutare la storicità di fatti e detti attribuiti a Gesù gli studiosi moderni hanno messo a punto e testato diversi metodi, talvolta usati in modo combinato e comunque ancora oggetto di revisioni e discussioni. Tra questi è possibile ricordare, a titolo di esempio, il metodo della discontinuità, secondo il quale l'attendibilità di alcune vicende sarebbe tanto più alta tanto più queste sono disomogenee rispetto al giudaismo antico e al cristianesimo primitivo, quello della datazione (preferenza per le fonti più antiche), quello della molteplice attestazione (affidabilità delle informazioni provenienti da più fonti indipendenti tra loro), quello dell'imbarazzo (storicità di eventi che causavano imbarazzo ai primi cristiani)[48]. Un esempio di applicazione di simili criteri è offerto dal recente Jesus Seminar che, se pure con risultati controversi, ha cercato di conciliare rigore della ricerca e intento divulgativo, proponendo una lista di detti e fatti "storici" attribuibili a Gesù.

Se oggi la storicità di un certo numero di fatti (l'origine galilea, il battesimo a opera di Giovanni Battista, l'attività di predicazione, la costituzione di un gruppo di discepoli, la presenza di una controversia sul tempio, la crocefissione) costituisce un nucleo condiviso tra gli studiosi[49], rimane invece molto incerta e difficile - ma storicamente stimolante - l'analisi delle altre vicende tramandateci dalle fonti.

In generale, sul tema dell'analisi storica dell'esperienza gesuana oggi, secondo alcuni osservatori, si registra però un notevole scollamento tra l'opinione pubblica (polarizzata su posizioni confessionali o, al contrario, sensazionalistiche) rispetto ai risultati - più modesti, ma metodologicamente fondati - conseguiti negli ambienti di ricerca[50].


Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The Cambridge companion to Jesus by Markus N. A. Bockmuehl 2001 Cambridge Univ Press ISBN 978-0-521-79678-1 pages 123-124. Pag. 124 dove afferma che "farfetched theories that Jesus' existence was a Christian invention are highly implausible."
  2. ^ Mark Allan Powell, Jesus as a figure in history: how modern historians view the man from Galilee, Louisville, KY, Westminster John Knox Press, 1998, p. 168, ISBN 978-0-664-25703-3.
  3. ^ Walter P Weaver, The historical Jesus in the twentieth century, Harrisburg, PA, Trinity Press International, 1999, p. 71, ISBN 978-1-56338-280-2.
  4. ^ Van Voorst, Robert E., Jesus outside the New Testament: an introduction to the ancient evidence, Grand Rapids, MI, W.B. Eerdmans, 2000, p. 16, ISBN =978-0-8028-4368-5.
  5. ^ James G Dunn, James Dunn profile in The Guardian (Londra), 20 gennaio 2009. URL consultato il 6 maggio 2010.
  6. ^ Professor James Dunn — British Academy, Britac.ac.uk. URL consultato il 19 novembre 2010.
  7. ^ Il primo a citare le teorie mitiche usando il termine "Mito di Gesù" fu Albert Schweitzer in: Schweitzer, Albert, Geschichte der Leben Jesu-Forschung, Tübingen, 1913, p. 445. Secondo Mauro Pesce tale ipotesi, alla luce degli studi moderni, è però ormai priva di fondamento (cfr. Augias-Pesce, "Inchiesta su Gesù", Mondadori, 2006, pag. 235)
  8. ^ La storicità degli eventi miracolosi è oggetto di dibattito, anche metodologico, tra gli studiosi. Secondo C.G. Starr, ad esempio, tali eventi si pongono al di là del giudizio dello storico (cfr. C.G. Starr, "Storia del mondo antico", 1977), mentre per Mauro Pesce "esiste una certa tendanza di tipo razionalistico che mira a negare per principio la possibilità di fenomeni "inspiegabili" alla luce della ragione", ma oggi "questa fiducia estrema nella razionalità s'è un po' attenuata" (Cfr. Pesce, in Augias-Pesce, "Inchiesta su Gesù", 2006).
  9. ^ Sullo stato attuale della ricerca, cfr. Giancarlo Gaeta. "Il Gesù moderno", Einaudi, 2009
  10. ^ David Flusser, "Jesus", 1968
  11. ^ John Paul Meier, "A Marginal Jew: Rethinking the Historical Jesus", 1991-2009.
  12. ^ Flusser D., op. cit.
  13. ^ Questa carenza di informazioni nelle fonti non cristiane è stata così spiegata dallo storico razionalista Charles Guignebert: "La sua nascita in un borgo sperduto della Galilea, tra povera gente e quegli ebrei disprezzati e vilipesi, la sua breve e insignificante carriera, troncata da un banale intervento dell'autorità, un insegnamento che né la forma né il contenuto raccomandavano a dei Greci e dei Romani, nulla di tutto ciò aveva di che trattenere l'attenzione di uno storico del secolo, se per caso l'avesse per un istante destata.", Charles Guignebert, Le problème de Jésus, Ernest Flammarion, 1914
  14. ^ Per una datazione dei Vangeli canonici, cfr. ad es. Piero Stefani, "La Bibbia", Il Mulino, 2004.
  15. ^ Giancarlo Gaeta, "Il Gesù moderno", Einaudi, 2009
  16. ^ Secondo alcuni storici tra cui José O'Callaghan e Carsten Peter Thiede un frammento dei rotoli di Qumran, datato tra il 40 - 50 d.C. (frammento noto con la sigla 7Q5), sarebbe proprio parte del Vangelo di Marco (José O'Callaghan, Los papiros griegos de la cueva 7 de Qumran, Madrid 1974). L'ipotesi di O'Callaghan è stata tuttavia «rigettata praticamente universalmente» dagli studiosi ("... Qumran ms. 7Q5 ... is captioned as if it contains a fragment of Mark: it was of course O’Callaghan who made that controversial — and now virtually universally rejected - identication of this Dead Sea text as a piece of the New Testament ..." Elliot (2004), JK, Book Notes, Novum Testamentum, Volume 45, Number 2, 2003 , pp. 203.
  17. ^ Gundry (1999), p. 698; Graham Stanton, Jesus and Gospel, Cambridge University Press, 2004, ISBN 0-521-00802-6, p. 203; Joseph A. Fitzmyer, The Dead Sea scrolls and Christian origins, Wm. B. Eerdmans Publishing, 2000, ISBN 0-8028-4650-5, p. 25.)
  18. ^ Cfr. ad es. G. Barbaglio, secondo il quale "Le opere cristiane [delle origini] sono documenti di fede, documenti di pietà, di devozione, di catechesi, di pastorale (...)" (vedi G. Barbaglio e A. Bodrato, Quale storia a partire da Gesù?, Servitium editrice,2008, pag. 19)
  19. ^ Bart Ehrman, La verità sul Codice da Vinci, Mondadori, ISBN 88-04-54792-8
  20. ^ Cfr., tra gli altri, J. Dickson, op. cit.
  21. ^ Cfr. quanto riportato negli Atti degli Apostoli e nelle stesse lettere paoline
  22. ^ Epistola ai Galati capitolo 1.18-19 e 2.11
  23. ^ Romano Penna, Prefazione a "Le lettere di Paolo",EDB, Bologna, 2009.
  24. ^ Per liste più complete riguardo alle biografie gesuane ricavabili dalle lettere di Paolo, cfr. J. Dickson, "Alla ricerca di Gesù", Edizioni San Paolo, Milano, 2011 e - meno recente, ma integrato anche con altri testi canonici - Giuseppe Ricciotti, "Vita di Gesù Cristo", Mondadori, 1962.
  25. ^ a b (EN) Rich Valantasis, The Gospel of Thomas, Psychology Press, 1997, ISBN 978-0-415-11622-0, pag 9 e seg
  26. ^ (EN) Robert E. Van Voorst, Jesus Outside the New Testament: An Introduction to the Ancient Evidence, Wm. B. Eerdmans Publishing, 2000, ISBN 978-0-8028-4368-5, pag 189
  27. ^ "Per troncare le dicerie, Nerone spacciò come colpevoli e sottopose a pene raffinatissime quelli che il popolo chiamava cristiani, odiati per le loro nefandezze. Tale nome veniva da Cristo che, sotto il regno di Tiberio, era stato suppliziato per ordine del procuratore Ponzio Pilato [...]"., Tacito, Annales
  28. ^ E.P. Sanders, op. cit.
  29. ^ E.P. Sanders, op.cit.
  30. ^ J.P. MEYER, "A MARGINAL JEW : RETHINKING THE HISTORICAL JESUS", BAKER ED. 1994.
  31. ^ Shlomo Pines, An Arabic Version of the Testimonium Flavianum and its Implications, The Israel Academy of Sciences and Humanities - Jerusalem 1971.
  32. ^ J.P. Migne, Patrologie Cursus Completus, Serie Graeca, Tomus CIII. Pfozius Cotantinopolitaus Patriarca
  33. ^ Heinz Schreckenberg e Kurt Schubert, Jewish Historiography and Iconography in Early and Medieval Christianity, Uitgeverij Van Gorcum, 1992, p. 39
  34. ^ Vedi anche William Hodge Mill, Observations on the attempted application of pantheistic principles to the theory and historic criticism of the Gospel, Volume 1, J. and J. J. Deighton, 1840, p. 345
  35. ^ Testimonium Flavianum
  36. ^ Per il testo originale ebraico, tradotto da Epstein in inglese si veda il link http://www.come-and-hear.com/sanhedrin/sanhedrin_43.html
  37. ^ Antonio Socci, Indagine su Gesù, Rizzoli 2008, p. 68
  38. ^ Angelo Amato, Gesù il Signore: saggio di cristologia, Edizioni Dehoniane, 1988, pp. 22-23
  39. ^ Ahmad V. Abd al Waliyy, Islam. L'altra civiltà, Mondadori, 2001
  40. ^ Otto Betz, Rainer Riesner, Gesù, Qumran e il Vaticano, LEV, 1995; Rainer Riesner, Esseni e prima comunità cristiana a Gerusalemme, Nuove scoperte e fonti, LEV, 2001
  41. ^ Rainer Riesner, Esseni e prima comunità cristiana a Gerusalemme, nuove scoperte e fonti, LEV, 2001
  42. ^ Per gli studi antichi su Gesù e per liste più complete dei contributi, cfr. John Dickson, op. cit. Per un approfondimento sulle prime fasi della ricerca moderna cfr., tra gli altri, Barbaglio - Bodrato, op.cit.
  43. ^ Geza Vermès, op. cit.
  44. ^ Secondo Schweitzer la ricerca condotta fino all'inizio del Novecento si trovava, infatti,a dipendere molto dalla capacità dei singoli ricercatori di ricreare la figura di Gesù "secondo la loro personalità" (cfr.Giancarlo Gaeta op. cit.)
  45. ^ Per un approfondimento su Bultmann, cfr. Giancarlo Gaeta, op. cit.
  46. ^ Geza Vermès, op. cit.
  47. ^ Chester G. Starr, "Storia del mondo antico", Editori Riuniti, 1977
  48. ^ Per approfondimenti e liste più complete cfr. John Dickson, op. cit. e Barbaglio-Bodrato, op. cit.
  49. ^ Gaeta, op. cit.
  50. ^ Pesce in Augias-Pesce, "Inchiesta su Gesù", Mondadori, 2006.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bibliografia su Gesù.
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  • Adam, Karl (1934). The Son of God (English ed.). London: Sheed and Ward.
  • Augias, Corrado; Pesce, Mauro. Inchiesta su Gesù. Chi era l'uomo che ha cambiato il mondo. Milano, Arnoldo Mondadori, 2006. ISBN 978-88-04-56001-2
  • Barbaglio - Bodrato, "Quale storia a partire da Gesù?", Servitium, 2008.
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  • Castelli, Giovanni e Maurizio Lana (con un saggio di Mario Pomilio), La pietra scarttata. Antologia di testi di Tacito a Agostino sulla figura di Gesù Cristo a cura di. Civiltà letteraria di Grecia e di Roma. Testi per la scuola italiana. Ed. PARAVIA
  • Ciavarella, Pietro, Risposta a Inchiesta su Gesù, Edizioni GBU, 2006, Contenuto
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  • Dickson, J. (2011), Alla ricerca di Gesù, Edizioni San Paolo, Milano.
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  • Donnini David. Cristo. Una vicenda storica da riscoprire, Massari
  • Donnini David. Nuove ipotesi su Gesù, Macro Edizioni
  • Drews, Arthur & Burns, C. Deslisle (1998). The Christ Myth (Westminster College-Oxford Classics in the Study of Religion). ISBN 1-57392-190-4
  • Durant, Will (1944). Caesar and Christ, Simon & Schuster, ISBN 0-671-11500-6
  • Ellegård, Alvar Jesus – One Hundred Years Before Christ: A Study In Creative Mythology, (London 1999).
  • Enrico Mancuso,Gesù. Il mistero della dottrina segreta e della morte, Armando, (Roma 2006).
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  • Grandmaison, Léonce de. La personne de Jésus et ses témoins. Beauchesne. Paris, 1957
  • Habermas, Gary R. (1996). The Historical Jesus: Ancient Evidence for the Life of Christ ISBN 0-89900-732-5
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  • Wright, N.T., Gesù di Nazareth. Sfide e provocazioni, Claudiana, Torino 2005.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Documentazione[modifica | modifica sorgente]

Siti cristiani[modifica | modifica sorgente]

Siti anti-cristiani[modifica | modifica sorgente]

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