Ritrovamento di Gesù al Tempio

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Manoscritto del XV secolo raffigurante l'episodio.

Il ritrovamento di Gesù al Tempio, anche chiamato Gesù tra i Dottori, è un episodio narrato nel Vangelo di Luca (2,41-50). Rappresenta l'unico episodio descritto dai vangeli circa la tarda infanzia di Gesù. Gesù dodicenne[1] si intrattenne nel tempio di Gerusalemme con i dottori della Legge, all'insaputa dei genitori che lo ritrovarono dopo tre giorni.

Nella tradizione cattolica l'episodio costituisce il quinto mistero gaudioso della preghiera mariana del Rosario.

Racconto evangelico[modifica | modifica wikitesto]

L'episodio è descritto solo nel Vangelo di Luca, secondo cui tutti gli anni i genitori di Gesù, Maria e Giuseppe, si recavano in pellegrinaggio a Gerusalemme per la festa della Pasqua ebraica.

Gesù all'età di dodici anni si reca con loro a Gerusalemme, ma, all'insaputa dei genitori, nel giorno del loro ritorno si fermò al Tempio per intrattenersi con i Dottori della Legge. Maria e Giuseppe intrapresero il viaggio di ritorno senza accorgersi della sua assenza e pensandolo nella carovana dei pellegrini. Dopo un giorno di cammino si accorsero dell'assenza di Gesù e tornarono a Gerusalemme per cercarlo. Dopo tre giorni lo trovarono nel Tempio intento a conversare con gli anziani, meravigliati della sua conoscenza delle scritture, data la sua giovane età. Ammonito da Maria, Gesù replicò "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?" (intendendo il Padre celeste). Giuseppe e Maria non capirono ciò che Gesù intendeva dire. Dopo l'episodio, ritornarono tutti a Nazaret. Il Vangelo di Luca, come gli altri Vangeli canonici, non fa altri riferimenti alla vita di Gesù fino all'inizio della sua attività pubblica, che secondo lo stesso Luca Gesù iniziò all'età di trent'anni.

La storia del ritrovamento di Gesù al Tempio fu in parte elaborata nella letteratura tardo-cristiana, come l'apocrifo Vangelo di Tommaso.

Lo smarrimento di Gesù è il terzo dei Sette Dolori di Maria, e il ritrovamento al tempio è il quinto mistero gaudioso del rosario.

Storicità e significato teologico[modifica | modifica wikitesto]

L'usanza tardo-ebraica di celebrare il rito di passaggio del Bar mitzvah per i tredicenni, considerata l'età in cui un ebreo avrebbe dovuto assumersi la responsabilità di imparare ed aderire ai comandamenti, ebbe inizio alcuni secoli dopo il Ritrovamento al Tempio. Esistono tuttavia riferimenti di epoche precedenti all'età della maturità religiosa, come la Baraita del I secolo del rabbino Samuel ha'Katan, secondo cui all'età di 13 anni cominciava l'obbligo di osservare i comandamenti; il ragazzo che aveva superato quest'età veniva chiamato Bar 'onshin (responsabile delle proprie azioni)[2]. Secondo quanto riferiscono alcuni autori, i bambini che stavano per compiere l'età della maturità religiosa e si recavano al Tempio di Gerusalemme avevano la possibilità di incontrare i dottori della legge e discutere con loro; l'episodio narrato da Luca non sarebbe quindi straordinario, se non fosse per il fatto che è avvenuto all'insaputa di Giuseppe e Maria e si è prolungato per tre giorni[3]. Dal punto di vista teologico, l'episodio indica da parte di Gesù la presa di coscienza della sua missione, che Giuseppe e Maria non conoscono e non comprendono; i tre giorni che Gesù trascorre nel Tempio a Gerusalemme prefigurano quelli che trascorreranno tra la sua morte e la sua risurrezione[4].

Nell'arte[modifica | modifica wikitesto]

Dipinto dello Spagnoletto.

L'episodio è mostrato frequentemente nell'arte. Solitamente viene raffigurato Gesù che, seduto, discute con i Dottori del Tempio i quali, con attenzione, lo stanno ad ascoltare.

Nei primi dipinti Cristiani, Gesù è solitamente mostrato al centro, seduto su un seggio circondato dagli anziani. Tali dipinti derivano da composizioni classiche di professori di filosofia o retorica con i loro studenti, e sono simili ai dipinti medievali di letture universitarie contemporanee. Tale composizione può apparire fino a Ingres (Montauban, Museo Ingres [1]) e oltre. Nel primo Medioevo si mostra il momento del ritrovamento stesso, con l'inserimento, all'inizio, di Maria, e più tardi anche di Giuseppe, solitamente a sinistra della scena. Tipicamente, Gesù e i dottori, intenti nelle loro discussioni, non li hanno ancora notati. Dal XII secolo Gesù è spesso seduto su un grande trono, talvolta con un libro o un rotolo di pergamena.

Nei tardi dipinti medievali, i Dottori, che ora spesso portano o consultano grandi volumi, hanno specifici abiti ebraici, e sono talvolta raffigurati in caricature, come alcune figure nella versione di Albrecht Dürer al Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid.

Dall'alto Rinascimento in poi, molti pittori hanno dipinto la scena, con Gesù circondato da dottori gesticolanti. Rembrandt dipinse tre opere sul soggetto (Bartsch 64-66) ed uno raffigurante una scena molto più insolita di "Gesù che torna dal Tempio con i suoi genitori" (B 60). Il pittore preraffellita William Holman Hunt dipinse una versione detta Il ritrovamento del Salvatore al Tempio, ora a Birmingham, come uno dei soggetti dalla vita di Gesù, per il quale viaggiò in Terra Santa per studiare i dettagli del luogo.

Il soggetto ha attratto pochi artisti dal XIX secolo, e uno degli ultimi dipinti degno di nota può essere quello dipinto, come copia di un Vermeer, dal falsario Han van Meegeren di fronte alla polizia danese per dimostrare che i quadri che aveva venduto a Goering erano falsi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cf. commentario a Luca 2, 42 in laparola.net.
  2. ^ Bar Mizwah in Jewish Encyclopedia
  3. ^ Robert Aron, Gli anni oscuri di Gesù, Mondadori, 1963
  4. ^ Joseph Ratzinger, L'infanzia di Gesù, 2012

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) G Schiller, Iconography of Christian Art, Vol. I, Lund Humphries, Londra 1971, pp. 124–5. ISBN 0853312702

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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