Anni perduti di Gesù

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Gesù seguito dai discepoli, di James Tissot, 1890 ca.

Gli anni perduti di Gesù (detti anche gli anni silenziosi, gli anni sconosciuti o gli anni oscuri) generalmente si riferiscono al periodo che corre tra l'infanzia di Gesù e l'inizio del suo ministero come riportato nel Nuovo Testamento.[1][2]

La frase "anni perduti di Gesù" non viene usata comunemente dalla letteratura accademica neotestamentaria: si presume infatti che Gesù abbia probabilmente lavorato come falegname in Galilea prima dell'inizio della sua attività pubblica[2][3][4]. L'espressione si trova invece usualmente nella letteratura esoterica, dove a volte si riferisce anche a possibili attività post-crocifissione.

Risalgono al tardo medioevo le leggende arturiane che narrano del viaggio del giovane Gesù in Bretagna[5], così come prive di valore storico sono inoltre altre ipotesi o suggestioni, proposte più recentemente, legate a viaggi in India[4][6]: gli studi moderni hanno quasi unanimemente rifiutato questi riferimenti, considerati tendenziosi e comunque non utili all'indagine sul Gesù storico.[4][7][8][9]

La giovinezza di Gesù[modifica | modifica wikitesto]

Nel Nuovo Testamento[modifica | modifica wikitesto]

Raffigurazione di Gesù giovinetto nel Tempio,[10] di James Tissot 1890 ca.
Gesù nella bottega di Giuseppe il Falegname, di Georges de La Tour, 1640 ca.

Il Nuovo Testamento si sofferma brevemente sull'infanzia di Gesù e sulla sua vita prima dell'inizio dell'attività pubblica. Il Vangelo secondo Luca racconta che dopo la presentazione di Gesù al Tempio di Gerusalemme la famiglia ritorna a Nazaret, "la loro città" (Lc2,39). In base a ciò si presume che Gesù condusse, prima della predicazione, una vita senza eventi di rilievo nel villaggio di Nazaret, inserito nel contesto giudaico del tempo[11], probabilmente lavorando come falegname[4][12] .

Dopo l'episodio del ritrovamento al Tempio (Luca 2:42), a parte un breve cenno al fatto che dopo i 12 anni Gesù "cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini" (Luca 2:52), il Nuovo Testamento non fornisce altri particolari in merito a questa fase della sua vita[4], che per circa 18 anni non è quindi coperta dalla narrazione degli evangelisti.[4][7][13]

Le età di 12 e 30 anni hanno un certo significato nel Giudaismo del Secondo Tempio: 12 è l'età del Bar Mitzvah, l'età della maturità,[2] e 30 l'età formale per il sacerdozio, sebbene Gesù non fosse della tribù di Levi.[14]

L'affermazione in Marco 6:3 che indica Gesù con "Non è costui il carpentiere...?" costituisce un riscontro al fatto che prima della predicazione Gesù aveva lavorato come falegname.[15] Il tono del brano testamentario presuppone infatti una certa familiarità della gente locale con Gesù, avvalorando l'idea che egli fosse generalmente visto come un semplice falegname prima che iniziasse il suo ministero.[15] Matteo 13:55 formula la domanda come "Non è egli forse il figlio del carpentiere?" indicando quindi la professione tektōn[16] e facendo pensare a una ditta a conduzione famigliare cui Gesù partecipava prima di cominciare la sua predicazione e il suo ministero pubblico.[17][18]

Il silenzio dei Vangeli su Giuseppe durante gli anni della vita pubblica di Gesù fa ritenere che sia morto prima dell'inizio del ministero di Gesù; se così non fosse stato, la madre Maria non sarebbe stata presente da sola al momento della crocifissione del figlio[19]. Il fatto che i suoi concittadini si ricordassero ancora di lui, indicando Gesù come il figlio del falegname (Matteo 13:55), fa pensare che Giuseppe non era morto da molti anni quando Gesù iniziò il suo ministero[20].

Nei testi apocrifi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Apocrifi del Nuovo Testamento.

Gli Apocrifi del Nuovo Testamento ed i primi pseudepigrapha cristiani conservano diverse narrazioni, spesso a carattere devozionale, che riempiono i "vuoti" della gioventù di Cristo. Charlesworth lo spiega con il fatto che i Vangeli canonici hanno lasciato un "vuoto narrativo" che molti hanno cercato di colmare.[21]

Queste tradizioni non sono state inserite nel canone standard della cristianità, ma si sono conservate in fonti georgiane, armene e copte.

Contesto di Galilea e Giudea[modifica | modifica wikitesto]

La documentazione storiografica sul grande numero di operai impiegati nella ricostruzione di Zippori nel I secolo ha portato Batey e altri a suggerire che, quando Gesù era adolescente o giovane adulto, possa aver lavorato non solo nel piccolo villaggio di Nazareth, ma anche in questa vicina città.[22]

A parte l'occupazione secolare, sono stati fatti alcuni tentativi di ricostruire le circostanze teologiche e rabbiniche degli "anni sconosciuti", che potrebbero avere influenzato la formazione di Gesù. Subito dopo la scoperta dei Manoscritti del Mar Morto, lo scrittore Edmund Wilson (1955) suggerì che Gesù poteva aver studiato con gli esseni,[23] supportato dall'unitariano Charles F. Potter (1958) e altri.[24] Altri autori hanno adottato l'opinione che la predominanza dei farisei in Giudea in quel periodo, e i contatti successivi di Gesù con questo gruppo, rende più probabile una formazione farisaica, come nel caso di un altro galileo, Flavio Giuseppe, che studiò con tutti e tre i gruppi: farisei, sadducei ed esseni.[25]

Ricostruzione di una vita ordinaria in Palestina[modifica | modifica wikitesto]

Basandosi sulle informazioni storiche disponibili sulla vita in Palestina all'epoca di Gesù, Robert Aron ha provato a ricostruirne l'infanzia e la giovinezza[26]. A quell'epoca, Nazaret era un piccolo villaggio rurale abitato esclusivamente da ebrei, con una piccola sinagoga gestita dai farisei. In un ambiente del genere, la vita di un bambino e poi di un giovane era sostanzialmente uguale a quella degli altri e non aveva nulla di eccezionale. Fino a cinque anni, i bambini erano affidati alle cure della madre, poi cominciavano l'istruzione religiosa in sinagoga e iniziavano ad apprendere il mestiere del padre. A dodici anni, i bambini che preparavano la loro iniziazione religiosa, il bar mitzvah, si recavano con la famiglia al Tempio di Gerusalemme, dove potevano incontrare i dottori della legge e discutere con loro; per Aron, l'episodio del ritrovamento di Gesù al Tempio narrato nel Vangelo di Luca non rientra nella norma sol perché avviene all'insaputa dei genitori e si prolunga per tre giorni. Rientrato a Nazaret con la famiglia, Gesù ha trascorso il suo tempo lavorando con Giuseppe, partecipando alle cerimonie religiose in sinagoga e studiando le scritture ebraiche. Aron ipotizza che successivamente Gesù sia diventato un dottore della legge, svolgendo la sua attività nella sinagoga di Nazaret; all'epoca, a differenza dei sacerdoti che svolgevano l'attività a tempo pieno, i dottori della legge esercitavano un mestiere (si pensi a San Paolo che era un fabbricante di tende) e trascorrevano alcune ore della giornata in sinagoga insegnando la legge e discutendo con gli altri dottori della legge. In occasione delle grandi feste ebraiche, come la pasqua e la festa delle capanne, è ipotizzabile che Gesù, come gli altri ebrei osservanti, si recava al Tempio di Gerusalemme, dove avrà avuto occasione di incontrare gli esponenti di altre correnti religiose, come i sadducei e gli zeloti, e di discutere con loro. Secondo l'ipotesi di Aron, i cosiddetti anni oscuri di Gesù sono in realtà anni normalissimi e i Vangeli non ne parlano perché non vi sono episodi degni di nota che la rendano diversa da quella di un qualsiasi altro giovane ebreo, il cui tipo di vita all'epoca era ben noto. Secondo Aron, l'unico evento di rilievo della vita di Gesù a Nazaret è costituito dalla morte di Giuseppe, ma non si trattava di un evento straordinario per le famiglie ebraiche dell'epoca: in casi del genere, era previsto che il primogenito venisse promosso capofamiglia e spettasse a lui subentrare nell'attività lavorativa del padre e occuparsi della famiglia. Aron sottolinea che la vita di Gesù diventa diversa dagli altri quando, maturate le sue idee religiose, decide di lasciare Nazaret e cominciare la sua predicazione; è proprio allora che comincia la narrazione dei Vangeli.

Gesù e gli esseni[modifica | modifica wikitesto]

Diversi studiosi, a partire da Ernest Renan[27] hanno ipotizzato che Gesù abbia trascorso i suoi anni sconosciuti in una comunità degli esseni e poi ne sia uscito, iniziando la sua predicazione. Dato che tra gli esseni vi erano comunità monastiche dove si praticava il celibato, quest'ipotesi spiegherebbe il celibato di Gesù. Oggi si ritiene molto probabile che Gesù sia venuto in contatto con gli esseni e ciò potrebbe essere avvenuto anche tramite Giovanni il Battista, che molto probabilmente ha fatto parte della comunità[28]. Vari studiosi ritengono però che Gesù potrebbe avere subito dagli esseni un'influenza indiretta, ma non era uno di loro; anche l'ipotesi che abbia vissuto nella loro comunità a Qumran viene giudicata infondata[29][30][31]. Per quanto riguarda la questione del celibato, Hans Kung ha fatto notare che anche se fra gli ebrei il celibato non era ben visto, ci sono stati dei grandi personaggi della storia ebraica che sono stati celibi, come i profeti Elia e Geremia e lo stesso San Paolo, che prima di convertirsi al cristianesimo era un personaggio di rilievo nel Tempio di Gerusalemme; anche un rabbino poteva restare celibe, come dimostra il caso di Simeon ben Azzai. Ciò dimostra che nell'ebraismo il celibato era una scelta rara, ma fattibile[29][32].

Leggende medioevali e teorie alternative[modifica | modifica wikitesto]

Gesù in Britannia[modifica | modifica wikitesto]

I racconti di Gesù che visita la Britannia da ragazzo sono una creazione medievale basata sulle leggende connesse a Giuseppe di Arimatea.[5] Durante il tardo XII secolo, Giuseppe di Arimatea venne collegato col ciclo arturiano, apparendovi come il primo custode del Santo Graal.[5] Questa idea appare la prima volta in Joseph d'Arimathie di Robert de Boron, dove Giuseppe riceve il Graal da un'apparizione di Gesù e lo invia coi suoi seguaci in Britannia. Questo tema viene elaborato ulteriormente in episodi successivi che Boron produsse e in altre opere arturiane scritte da altri.[5]

Alcune leggende arturiane sostengono che Gesù andò in Britannia da ragazzo e visse a Priddy, un villaggio sulle colline Mendips, nel Somerset, a costruì la prima cabina di arbusti a Glastonbury.[33] Il poema del XIX secolo di William Blake And did those feet in ancient time fu ispirato dalla storia di Gesù che si recò in Britannia. In alcune versioni, Giuseppe era apparentemente un mercante di stagno e si prese cura di Gesù quando sua madre Maria divenne vedova.[34][35] Il teologo Gordon Strachan (1934–2010) nel 1998 scrisse l'opera Jesus the Master Builder: Druid Mysteries and the Dawn of Christianity (Gesù, Maestro Costruttore: misteri druidi e gli albori del Cristianesimo) (1998), che è stata la base di un documentario TV intitolato And Did Those Feet (2009). Strachan credeva che Gesù si fosse recato in Britannia per studiare insieme ai Druidi.[36]

Gesù e l'India[modifica | modifica wikitesto]

In passato sono state proposte alcune suggestioni su possibili viaggi di Gesù in India, legate a nuove correnti spirituali, all'ipotesi di legami tra il primo cristianesimo e la religiosità indiana, o basate sul finto ritrovamente di manoscritti perduti.

Le ipotesi proposte in passato[modifica | modifica wikitesto]

L'idea di influenze indiane su Gesù (e il Cristianesimo) è stata proposta nel 1869 da Louis Jacolliot (1837–1890)[37], che comunque non sosteneva che Gesù avesse viaggiato in India.[38] L'autore confrontò i resoconti della vita di Bhagavan Krishna con quella di Gesù narrata nei vangeli e rimase affascinato dalla presenza di numerose somiglianze. Ipotizzò quindi che i racconti evangelici erano un mito basato sulla mitologia dell'antica India. Tuttavia, Jacolliot confrontava due diversi periodi storici (o mitologici); inoltre usava la grafia "Christna" invece di "Krishna" e sostenva che i discepoli di Krishna gli avessero dato il nome di "Jezeus", un nome che vorrebbe dire "pura essenza" in sanscrito.[38] Tuttavia, secondo l'orientalista Max Müller questo non sarebbe affatto un termine sanscrito e fu "semplicemente inventato" da Jacoillot.[39]

Nel 1887 un corrispondente di guerra russo, Nicolas Notovitch, fu autore di una truffa: affermò infatti che, mentre si trovava in un monastero buddhista in India, sarebbe venuto a sapere di un documento, poi rivelatosi falso, intitolato "Vita di Sant'Issa, il migliore dei Figli degli Uomini" - essendo Isa il nome arabo di Gesù.[40][41] Gli scritti di Notovitch provocarono numerose polemiche, dalla quale l'autore uscì a pezzi: gli studiosi del tempo non gli risparmiarono critiche e gli stessi monaci negarono di averlo mai incontrato. Dopo aver inizialmente ribattuto alle accuse [42], Notovitch confessò di aver falsificato le prove.[43]

Nel 1908 il predicatore americano Levi H. Dowling (1844-1911) pubblicò Aquarian Gospel of Jesus the Christ (Vangelo Acquariano di Gesù Cristo) che disse essergli stato canalizzato da un essere soprannaturale chiamato "Akashic Records (Registro Akasico)" quale vera storia della vita di Gesù, inclusi i 'perduti' diciotto anni silenziosi del Nuovo Testamento." La narrazione di Dowling segue il giovane Gesù attraverso India, Tibet, Persia, Assiria (corrispondente alla parte nord dell'attuale Iraq), Grecia ed Egitto.[44] L'opera di Dowling è stata successivamente usata da Holger Kersten (n. 1951), che l'ha combinata con elementi derivati da altre fonti, tra cui le credenze Ahmadiyya.[45]

Nel 1955 venne pubblicato Il libro di Urantia, riguardante argomenti di natura spirituale (comprendenti anche il racconto degli anni sconosciuti di Gesù) che secondo il dottor William S. Sadler erano stati canalizzati da esseri celesti. Secondo il racconto del libro, Gesù rimase a Nazaret dopo la morte di Giuseppe finché il fratello Giacomo fu in grado di prendere il suo posto; a questo punto gli lasciò la falegnameria e la cura della famiglia e andò via. Dopo un breve soggiorno a Cafarnao, Gesù viaggiò nel Mediterraneo attraverso Siria, Grecia, Egitto, Nordafrica e Italia, visitando città importanti come Damasco, Atene, Alessandria d'Egitto, Cartagine e Roma; tornato in patria, ripartì alla volta della Mesopotamia e della Persia, poi tornò definitivamente in Galilea e diede inizio alla sua missione. Secondo il racconto contenuto in questo libro, Gesù non si recò direttamente in India, ma ne apprese indirettamente la cultura e la religione attraverso colloqui con indiani che conobbe durante i suoi viaggi.

Gli studi moderni[modifica | modifica wikitesto]

La ricerca storica moderna esclude che Gesù abbia compiuto viaggi in India e considera tali ipotesi prive di base storica.

In particolare, Marcus Borg afferma che le asserzioni di un Gesù adulto che abbia viaggiato in Egitto o India e sia venuto in contatto col Buddhismo sono "senza fondamento storico"[9] e Robert Van Voorst ribadisce che la ricerca moderna è "quasi unanimemente d'accordo" nel sostenere che i viaggi di Gesù in Tibet, Kashmir o India non contengono "nulla di valore".[8] Anche John Dominic Crossan rileva come nessuna delle teorie presentate sui viaggi di Gesù per colmare il divario tra i suoi primi anni di vita e l'inizio del suo ministero sia supportati da studi moderni.[7] Elaine Pagels comunque ricorda come alcune tradizioni associno l'apostolo Tommaso a un viaggio in India e in passato ha espresso l'opinione che, in linea teorica, "è possibile che Gesù sia andato in India; noi semplicemente non possiamo saperlo."[46] Leslie Houlden rileva però che sebbene siano stati evidenziati paralleli tra gli insegnamenti di Gesù e di Buddha, tali paragoni sono emersi solo dopo i contatti missionari del XIX secolo e non esiste nessuna prova storicamente attendibile di contatti tra buddhismo e Gesù.[47] Anche Paula Fredriksen afferma che nessuna opera di studio seria pone Gesù fuori del contesto del Giudaismo palestinese del I secolo.[48]

L'ipotesi nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto non fondata storicamente, l'idea di un viaggio di Gesù in India ha avuto un discreto successo nella cultura popolare, che si è tradotto nella produzione di romanzi[49], documentari [50] e film per la TV.[51][52]

Vita dopo la crocefissione[modifica | modifica wikitesto]

Esecuzione romana di schiavi con crocefissione (dipinto di Fedor Bronnikov, 1878)

L'uso di "anni perduti" è stato talvolta associato a speculazioni su una ipotetica sopravvivenza di Gesù alla crocefissione e a una sua seguente vita terrena nel Kashmir, a Roma o in Giudea.[53] Tali ipotesi, che suggeriscono in genere uno svenimento durante il supplizio, sono comunque rifiutate dagli studiosi.[45][53][54]

Mirza Ghulam Ahmad, che ha fondato in ambito islamico il movimento Ahmadiyya, in un suo scritto del 1899 sostiene ad esempio che Gesù morì nel Kashmir all'età di centoventi anni.[55] Anche in ambito esoterico è stato talvolta diffusa l'idea di una vita di Gesù in India.[56] Questa idea è però respinta come leggenda o fantasia senza base storica da parte degli studiosi.[45][54][57][58][59]

Altre ipotesi cercano di spiegare la resurrezione di Gesù, asserendo che egli non morì sulla croce, ma solo perse coscienza ("svenne/cadde in deliquio") e fu in seguito rianimato mentre si trovava nella tomba. Rifiutata dagli studiosi moderni, questa teoria è stata inizialmente proposta, intorno al 1780, dal teologo tedesco Karl Friedrich Bahrdt[60] per essere quindi rielaborata all'inizio dell'Ottocento nell'ottica di una "società segreta"[61] o di un coma temporaneo.[62] Non godono del credito degli studiosi nemmeno altre ipotesi avanzate nel XX secolo, che speculano ad esempio su una ipotetica corruzione di Ponzio Pilato[63] o su altre teorie dello svenimento.[64] Improbabili ma suggestive infine le ipotesi che vorrebbero Gesù impegnato nell'assedio di Masada[53][65][66] o in viaggio nel Mediterraneo con Maria Maddalena[53][67][68], tema poi ripreso in opere di fantasia da numerosi romanzieri, tra cui Dan Brown.

Il Gesù persiano (Isa) - miniatura del Discorso della Montagna

Particolare diffusione nel mondo islamico ha avuto recentemente la predicazione di Ahmed Deedat, che ripropone comunque la lettura coranica per la quale Gesù non è morto ma è asceso al Cielo.[69]

Per gli studiosi moderni, sia storici che medici, Gesù era definitivamente morto quando fu levato dalla croce[70]; non ci sono supporti storici e scientifici a supporto dell'ipotesi di una sua morte apparente[71]. Del resto già in passato questa tesi era stata rifiutata, come evidenziato nel XIX secolo dal teologo razionalista David Friedrich Strauß, che scrisse: "È impossibile che un essere umano scampato mezzo morto fuori del sepolcro, strisciando debole e infermo e in necessità di trattamento medico ... potesse aver dato ai discepoli l'impressione di essere il trionfatore della morte e della tomba, il Principe della vita: impressione che poi si ritrova alla base del loro futuro ministero." [72]

Utilizzando gli scritti del fisiologo e sacerdote dublinese del XIX secolo Samuel Haughton, il commentatore biblico Frederick Charles Cook e lo scrittore evangelicista Josh McDowell sostengono che la morte di Gesù nel Vangeli non poteva essere fabbricata, poiché il testo dimostra conoscenze mediche non disponibili al momento dell'accaduto. Haughton scrisse che la descrizione nel Vangelo di Giovanni del flusso di "sangue e acqua", dopo che il soldato trafisse il fianco di Gesù con la lancia, era estremamente previdente: "... con i casi precedenti la maggior parte degli anatomisti che hanno dedicato la loro attenzione a questo tema sono familiari, ma i due casi seguenti, anche se facilmente spiegabili su principi fisiologici, non sono registrati nei libri (tranne che da San Giovanni). Né ho avuto la fortuna di riscontrarli".[73][74]

In un recente studio, anche W. D. Edwards, W. J. Gabel e F. E. Hosmer hanno concluso che Gesù era morto quando fu deposto dalla croce.[75][76]

Gesù venne sepolto il giorno stesso della sua morte. La legge religiosa ebraica (Halakhah) generalmente vieta infatti l'imbalsamazione e quindi gli ebrei in generale seppelliscono i loro morti al più presto: "le sepolture ebraiche hanno luogo il più rapidamente possibile, seguendo un principio di onorare i morti ( k'vod hamet)."[77]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ int. al. Emil Bock, The Childhood of Jesus: The Unknown Years, ISBN 0-86315-619-3
  2. ^ a b c James H. Charlesworth, The Historical Jesus: An Essential Guide, Abingdon Press, 2008. ISBN 0-687-02167-7: "Dai dodici ai trent'anni furono quindi gli 'anni silenziosi di Gesù', ma che non significa che egli non parlasse. Significa che gli Evangelisti rimangono muti su cosa fece Gesù in quel periodo." ... "Solo Luca riporta che Gesù si trovava nel Tempio quando aveva dodici anni, apparentemente per il suo Bar Mitzvah (2:42), e che iniziò il suo ministero pubblico quando "aveva circa trent'anni" (3:23). Cosa fece Gesù dall'età di dodici anni ai trenta?".
  3. ^ Cfr. per es. Lost Years of Jesus Revealed di Charles F. Potter, ISBN 0-449-13039-8
  4. ^ a b c d e f Richard R. Losch, All the People in the Bible, 2008, Eerdsmans Press. ISBN 0-8028-2454-4 - p. 209: ""Nulla si sa della vita di Gesù nei diciotto anni che vanno dal momento dell'incidente nel tempio fino al suo battesimo da parte di Giovanni Battista, quando era sulla trentina. Innumerevoli teorie sono state proposte, fra cui quella che abbia studiato ad Alessandria nel centri ebraici lì e che abbia vissuto tra gli Esseni nel deserto della Giudea ... non ci sono prove a sostegno di una qualsiasi di queste affermazioni e dobbiamo accettare il fatto che noi semplicemente non lo sappiamo ... la cosa più probabile è che egli abbia continuato a vivere a Nazareth ed ad esercitare il suo mestiere lì..."
  5. ^ a b c d Elizabeth Archibald & Ad Putter, The Cambridge Companion to the Arthurian Legend, 2009, p. 50. ISBN 0-521-67788-2
  6. ^ Wilhelm Schneemelcher & R. Mcl. Wilson, New Testament Apocrypha, Vol. 1: Gospels and Related Writings, 1990. ISBN 0-664-22721-X - p. 84: "un libro particolare di Nicolas Notovich (Di Lucke im Leben Jesus 1894) ... poco dopo la pubblicazione del libro, i racconti delle esperienze di viaggio erano già state smascherate come menzogne. Anche le fantasie di Gesù in India vennero presto riconosciute come invenzioni... a tutt'oggi nessuno ha mai avuto modo di costatare l'esistenza di manoscritti con presupposte narrazioni in merito a Gesù."
  7. ^ a b c John Dominic Crossan e Richard G. Watts, Who is Jesus? : answers to your questions about the historical Jesus, Louisville, Ky, Westminster John Knox Press, 1999, pp. 28–29, ISBN 0-664-25842-5.
  8. ^ a b Robert E. Van Voorst, Jesus Outside the New Testament : an introduction to the ancient evidence, Grand Rapids, Mich., Eerdmans, 2000, 17, ISBN 0-8028-4368-9.
    «"... I presupposti viaggi di Gesù in India e Tibet, la sua tomba a Srinagar, nel Kashmir, e via dicendo. Gli studi moderni hanno quasi unanimemente affermato che tali riferimenti a Gesù sono così recenti e tendenziosi da non contenere praticamente nulla di valore per la comprensione del Gesù storico."».
  9. ^ a b Marcus J. Borg, The Spirit-Filled Experience of Jesus in James D. G. Dunn (a cura di), The Historical Jesus in Recent Research, Winona Lake, [IN], Eisenbrauns, 2005, p. 303, ISBN 1-57506-100-7.
  10. ^ Luca 2:46
  11. ^ Giovanni Filoramo, voce Gesù di Nazaret, in Cristianesimo, Mondadori Electa, 2007, pag. 24: "Profondamente inserito nel contesto del giudaismo palestinese, per circa trent'anni condusse un'esistenza anonima nel piccolo borgo di Nazaret"
  12. ^ Lloyd Kenyon Jones, The Eighteen Absent Years of Jesus Christ: "come abile e volenteroso artigiano, e come figlio e vicino amorevole, Gesù usava quelle qualità che dovevano poi risaltare eccezionalmente ... per l'opera che doveva compiere, egli non lasciò casa e preparazione fino all'età matura di trenta anni."
  13. ^ Paul L. Maier e Edwin M. Yamauchi, The Date of the Nativity and Chronology of Jesus in Gerry Vardaman (a cura di), Chronos, kairos, Christos : nativity and chronological studies presented to Jack Finegan, Winona Lake, [IN], Eisenbrauns, 1989, pp. 113–129, ISBN 0-931464-50-1.
  14. ^ : Edwin W. Reiner, The Atonement, Nashville, Southern Pub. Association, 1971, ISBN 0-8127-0051-1, OCLC 134392. Pagina 140 "Gesù quando incominciò il suo ministero aveva circa trent'anni ed era figlio, come si credeva, di Giuseppe." Luca 3:23. Ma Cristo, naturalmente, non apparteneva al sacerdozio levitico. Non discendeva né da Aronne né dalla tribù di Levi."
  15. ^ a b George Martin, The Gospel According to Mark: Meaning and Message, Loyola Univ. Press, 2005, pp. 128-129. ISBN 0-8294-1970-5
  16. ^ il nome greco tektōn (τέκτων) è un termine comune per indicare un artigiano, in particolare un carpentiere o falegname o muratore, e viene spesso opposto a fabbro, o ferraio (χαλκεύς) o scalpellino (λιθολόγος) - cfr. (EN) Henry Liddell e Robert Scott, τέκτων in A Greek-English Lexicon, 1819. (EN) "A. worker in wood, carpenter, joiner, “τέκτονες ἄνδρες, οἵ οἱ ἐποίησαν θάλαμον καὶ δῶμα καὶ αὐλήν” Il.6.315, cfr. Saffo 91; “τέκτονος υἱόν, Ἁρμονίδεω . . ὂς καὶ Ἀλεξάνδρῳ τεκτήνατο νῆας ἐΐσας” Iliade 5.59; νηῶν, δούρων τ., Odissea 9.126, 17.384, cfr. 19.56, 21.43; [“πίτυν] οὔρεσι τέκτονες ἄνδρες ἐξέταμον πελέκεσσι” Il.13.390; “τ., ὅς ῥά τε πάσης εὖ εἰδῇ σοφίης” 15.411; “τ. γὰρ ὢν ἔπρασσες οὐ ξυλουργικά” E.Fr.988, cfr. A.Fr.357, et al.
  17. ^ Daniel J. Harrington, Donald P. Senior, The Gospel of Matthew (Serie Sacra Pagina, Vol. 1), Liturgical Press, 1991, p. 211. ISBN 0-8146-5803-2
  18. ^ Cfr. anche R.T. France, The Gospel of Matthew, 2007, p. 549. ISBN 0-8028-2501-X
  19. ^ Rinaldo Fabris, Gesù di Nazareth. Storia e interpretazione, Cittadella, Assisi, 1983
  20. ^ San Giuseppe il carpentiere
  21. ^ James H. Charlesworth, The Historical Jesus: An Essential Guide, 2008. ISBN 0-687-02167-7: "Gli Apocrifi del Nuovo testamento e i Pseudepigrapha contengono molte leggende messe insieme per spiegare la gioventù di Gesù. Si raccontano molte favole ... Gli evangelisti hanno lasciato "un vuoto narrativo" e molti hanno tentato di riempirlo. Solo Luca riporta che Gesù..."
  22. ^ W. D. Davies, Dale Allison Jr., Matthew 8-18, T&T Clarke, 2004. ISBN 0-567-08365-9 - p. 456: "In merito all'indicazione che Gesù lavorò non solo in una falegnameria a Nazareth ma forse anche a Zippori, aiutando a costruire la capitale di Erode, si veda R. A. Batey, 'Is not this the Carpenter?', NTS 30 (1984), pp. 249-58."
  23. ^ Menahem Mansoor, The Dead Sea Scrolls: A College Textbook and a Study Guide, Brill Publishers, 1964, p. 156: "Edmund Wilson asserisce che gli anni sconosciuti della vita di Gesù (età 12-30 anni) potrebbero esser stati passati con la setta, ma non c'è riferimento in merito a ciò nei testi."
  24. ^ Charles F. Potter, The Lost Years of Jesus Revealed, Random House, 1958: "Per secoli gli studenti cristiani della Bibbia si sono chiesti dove Gesù sia stato e quello che abbia fatto durante i cosiddetti "diciotto anni di silenzio", tra i dodici e i trent'anni. Le sorprendenti pergamene della grande biblioteca essena trovate nelle grotte nei pressi del Mar Morto ci hanno dato la risposta, finalmente. Che in quegli "anni perduti" Gesù fosse un allievo di questa scuola essena sta diventando sempre più evidente..."
  25. ^ Brennan Hill, Jesus, the Christ: contemporary perspectives, 1991. ISBN 1-58595-303-2 - pagina 6: "...piuttosto che con coloro coi quali Gesù viveva. Flavio Giuseppe (m. 100 e.v.) nacque appena dopo il tempo di Gesù. Afferma di aver studiato coi farisei, sadducei ed esseni quando era giovane."
  26. ^ Robert Aron, Gli anni oscuri di Gesù, Mondadori, 1963
  27. ^ Ernest Renan, Vita di Gesù, 1893
  28. ^ Joseph Ratzinger, Gesù di Nazareth, Rizzoli, 2011
  29. ^ a b Hans Kung, Essere cristiani, Mondadori, 1974
  30. ^ David Flusser, Jesus, Morcelliana, 1997
  31. ^ Alexander Schick, Il fascino di Qumran, Libreria Editrice Vaticana, 1999
  32. ^ Armand Puig Tàrrech, Gesù, San Paolo, 2007
  33. ^ Geoffrey Ashe, Camelot and the vision of Albion, 1971. ISBN 0-586-04134-6 - p. 157: "Blake potrebbe riferirsi ad uno dei più strani derivati dell'imbroglio arturiano sul Grail, la credenza che Gesù visitò la Bretagna da ragazzo, che visse a Priddy nelle Colline Mendip e costruì la prima capanna di tronchi a Glastonbury. Questa favola sembra esser nata abbastanza ..."
  34. ^ William Blake, Robert N. Essick e Joseph Viscomi, Milton, A Poem (The Illuminated Books of William Blake, Volume 5), Princeton Univ Press, 1998, ISBN 0-691-00148-0 - p. 214: "L'idea che Gesù visitò la Gran Bretagna potrebbe essere stata rinforzata in Blake dal nome di 'Lambeth' ('house of the lamb (casa dell'agnello)' - cfr. 4:14-15 nota). Vedi anche Isaia 52:7: " Come sono belli sui monti i piedi del messaggero di lieti annunzi che annunzia la pace, messaggero di bene che annunzia la salvezza..."
  35. ^ A. N. Wilson, Jesus: A Life, 1993. ISBN 0-393-32633-0 - p. 87 "Una di tali leggende, che ossessionarono l'immaginazione di William Blake e, mediante il poema lirico di Blake 'Gerusalemme', è passata nelle leggende nazionali britanniche, è la storia che Gesù visitò la Gran Bretagna da ragazzo. Sebbene le fonti scritte relative alla fiaba siano medievali, le fonti orali su cui si basano sono probabilmente molto più antiche. I fonditori inglesi, prima di fare un getto, usavano mormorare: "Giuseppe era mercante di stagno". C'è anche la storia che Giuseppe di Arimatea fece vari viaggi in Cornovaglia con le sue navi e in un'occasione "si portò con sé il Bambin Gesù e sua madre, attraccando insieme a loro a St Michael's Mount - cfr. Lionel Smith Lewis, St Joseph of Arimathea at Glastonbury, Cambridge, 1976.
  36. ^ Jesus 'may have visited England', says Scottish academic in (Film review) "And Did Those Feet", BBC News, 26/11/2009. URL consultato il 17/06/2013.
    «Sant'Agostino scrisse al Papa per dirgli che aveva scoperto una chiesa a Glastonbury costruita dai seguaci di Gesù. Ma San Gilda (chierico britannico del VI secolo) disse che era stata costruita da Gesù stesso. È una chiesa molto, molto antica, che risale forse al 37dC».
  37. ^ La teoria è esposta in L. Jacolliot (1869) La Bible dans l'Inde, Librairie Internationale, Parigi (Google Books) - (in italiano, La Bibbia in India, o la vita di Jezeus Christna)
  38. ^ a b Louis Jacolliot (1870) The Bible in India, Carleton, New York (Google Books)
  39. ^ Friedrich Max Müller, Journal of the Transactions of the Victoria Institute Volume 21, 1888, p. 179
  40. ^ Nicolas Notovitch, La vie inconnu de Jesus Christ ((EN) The Unknown Life Of Jesus Christ: By The Discoverer Of The Manuscript, 2007. ISBN 1-4348-1283-9)
  41. ^ Bart D. Ehrman, Forged: Writing in the Name of God--Why the Bible's Authors Are Not Who We Think They Are, 2012. ISBN 0-06-201262-2 - p. 252: "una delle falsificazioni moderne più ampiamente diffuse si chiama La vita sconosciuta di Gesù Cristo".
  42. ^ D.L. Snellgrove e T. Skorupski, The Cultural Heritage of Ladakh, 1977, p. 127, Prajna Press. ISBN 0-87773-700-2
  43. ^ Douglas T. McGetchin, Indology, Indomania, and Orientalism, Fairleigh Dickinson University Press, 2010. ISBN 0-8386-4208-X - p. 133: "Di fronte a questo interrogatorio, Notovich confessò di aver fabbricato le sue prove."
  44. ^ Levi H. Dowling, The Aquarian Gospel of Jesus the Christ by Levi H. Dowling (orig. pubbl. 1908), pp. 12 e 65. ISBN 1-60206-224-2
  45. ^ a b c Wilhelm Schneemelcher & R. Mcl. Wilson, New Testament Apocrypha, Vol. 1: Gospels and Related Writings, 1990. ISBN 0-664-22721-X - p. 84: Schneemelcher asserisce che l'opera di Kersten si basa su "fantasia, falsità e ignoranza (specialmente nell'area linguistica)" Schneemelcher sostiene che ""Kersten per esempio ha cercato di rielaborare le leggende di Notovitch e Ahmadiyya con numerose altre presupposte testimonianze facendone un quadro fittizio completo. In tal modo il Vangelo Aquario viene utilizzato a supporto, insieme alla Sindone di Torino e ai testi di Qumran."
  46. ^ Citato in John M Newman, Quest for the Kingdom: The Secret Teachings of Jesus in the Light Yogic Mysticism, 2011, p. 208. Vedi anche Elaine Pagels, Extract from The Gnostic Gospels (I vangeli gnostici, Milano 2005), pbs.org. URL consultato il 17/06/2013.
  47. ^ Leslie Houlden, Jesus: The Complete Guide, 2006, p. 140. ISBN 0-8264-8011-X
  48. ^ Paula Fredriksen, From Jesus to Christ, Yale University Press, 2000, p. XXVI. ISBN 0-300-08457-9
  49. ^ Cfr. il libro Il Vangelo secondo Biff, amico di infanzia di Gesù di Christopher Moore. Donald Maass, The Breakout Novelist: Craft and Strategies for Career Fiction Writers, 14/04/2011, pp. 222 et seq., ISBN 1-58297-990-1.
  50. ^ Cfr. documentario del 1996 intitolato Mysteries of the Bible (Misteri della Bibbia) presentato sul canale A&E Network(Vedi anche il National Geographic Channel (25 maggio 1996) Mysteries of the Bible, "The Lost Years of Jesus").
  51. ^ Il libro di Edward T. Martin, King of Travelers: Jesus' Lost Years in India (Re dei Viaggiatori: gli anni perduti di Gesù in India - 2008) è stato usato come base per il film di Paul Davids Jesus in India (2008)- Cfr. il sito ufficiale e la sezione su Jesus in India - programmato sul canale TV Sundance Channel. Il libro ed il film narrano della ricerca di Martin del presupposto documento "Vita di Issa" attestato da Notovitch, e da quest'ultimo riconosciuto come un falso.
  52. ^ W. Barnes Tatum, Jesus: A Brief History, 2009, pagina 237: "Sul sito appare il titolo in inglese con accattivanti fiorature: "Gesù in India". [50] Invece di una riproposta della narrazione della storia di Gesù, "Gesù in India" segue l'avventuriero americano Edward T. Martin da Lampasas, in Texas, mentre se ne va in giro per il mondo..."
  53. ^ a b c d Robert E. Van Voorst, Jesus Outside the New Testament : an introduction to the ancient evidence, Grand Rapids, Mich., Eerdmans, 2000, pp. 78–79, ISBN 0-8028-4368-9.
  54. ^ a b Gerald O'Collins & Daniel Kendall, Focus on Jesus, Mercer Univ Press, 1998, pp. 169-171. ISBN 0-85244-360-9
  55. ^ Jesus in India di Mirza Ghulam Ahmad.
  56. ^ E' il caso, in particolare, di Holger Kersten, Jesus Lived in India: His Unknown Life Before and After the Crucifixion (PDF scaricabile), Penguin India, 1981. ISBN 0-14-302829-4
  57. ^ Günter Grönbold in Jesus in Indien. Das Ende einer Legende (Monaco, 1985), Cfr. Gregorianum, p. 258, Pontificia Università Gregoriana (Roma): "Tutta la storia di come questa leggenda sia stata puramente creata (senza uno straccio di prova a suo sostegno), diffusa ampiamente tra un pubblico credulone e trovi ancora tali esponenti correnti come Holger Kersten, è splendidamente raccontata da Gunt[h]er Grönbold."
  58. ^ Secondo Wilhelm Schneemelcher sostiene che l'opera di Kersten (che si basa su Ahmad e il Vangelo Aquario) è pura fantasia e non ha niente a che fare con la ricerca storica. Sempre Schneemelcher asserisce che Kersten combina elementi di vari autori precedenti come Notovitch, le credenze Ahmadiyya e Levi Dowling ( Wilhelm Schneemelcher & R. Mcl. Wilson, New Testament Apocrypha, Vol. 1: Gospels and Related Writings, 1990. ISBN 0-664-22721-X - p. 84)
  59. ^ Tra i testi citati da Kersten, seguendo Andreas Faber-Kaiser, si trova il terzo khanda di Pratisarga Parvan nel Bhavishya Mahapurana che contiene una discussione tra "Isa Masih" e Maometto. Tuttavia indologi come Grönbold notano che questa sezione è successiva non solo al Corano,(Cfr. Mark Bothe, Die Jesus-in-Indien-Legende - Eine alternative Jesus-Erzählung?, 2011, ISBN 3-640-43979-1 - p. 29 "... schließlich in Srinagar niedergelassen habe, liest Faber-Kaiser Mahapurana.85 Aus seinem Gespräch mit Professor Fida Hassnain entwickelt er zudem die ... aus einem Werk namens Tarikh-i-Kashmir und dem Bhavishya / finalmente si stabilirono a Srinagar, legge Faber-Kaiser Mahapurana (85) Dalla sua conversazione con il professor Fida Hassnain ha anche sviluppato il [concetto] ... da un libro chiamato "Tarikh-i-Kashmir e il Bhavishya") ma anche ai Moghul. Hiltebeitel (2009) stabilisce il 1739 come la prima data possibile per questa sezione.(Cfr. Alf Hiltebeitel, Rethinking India's Oral and Classical Epics, Univ Chicago Press, 2009, ISBN 0-226-34051-1 - p. 276: "Quindi il 1739 potrebbe segnare il terminus a quo del testo per la storia dei Moghul. Se è così, lo stesso termine lo si applicherebbe alla sequenza di Genesi-Esodo nella sua prima khanda, il suo dittico Gesù-Maometto nella sua terza (la Krsnam & acaritd), e la storia...")
  60. ^ Nell'opera Ausführung des Plans und Zwecks Jesu scritta fra il 1784 e il 1792, Bahrdt avanzò l'ipotesi che Gesù finse volutamente la sua morte, utilizzando farmaci forniti dal medico Luca, per apparire come un messia spirituale e convincere Israele ad abbandonare l'idea di un messia politico. In questa interpretazione degli eventi descritti nei Vangeli, Gesù fu resuscitato da Giuseppe d'Arimatea, con cui aveva condiviso una connessione attraverso l'ordine segreto degli esseni – gruppo che appare in molti delle teorie del "deliquio"
  61. ^ Karl Heinrich Venturini, nell'opera Natürliche Geschichte des grossen Propheten von Nazareth (scritta tra il 1800 e il 1802), propose che un gruppo di sostenitori vestiti di bianco – che erano, insieme a Gesù, membri di una "società segreta" – non si erano aspettati che egli sopravvivesse alla crocefissione, ma udirono dei lamenti da dentro la tomba, dove Gesù aveva ripreso conoscenza a causa dell'aria fredda e umida. Allora fecero scappare le guardie e lo salvarono.
  62. ^ Il teologo razionalista, Heinrich Paulus, dal 1802 in poi, scrisse in diverse opere (in particolare Das Leben Jesu del 1828) che egli credeva che Gesù fosse andato in un coma temporaneo e in qualche modo risvegliato senza aiuto nella tomba. Fu critico dell'ipotesi "visionaria" e sostenne che i discepoli dovevano aver creduto che Dio avesse resuscitato Gesù. Friedrich Schleiermacher avallò una forma della teoria di Paulus nei primi anni del 1830.
  63. ^ Michael Baigent, Richard Leigh e Henry Lincoln, nel loro libro del 1982 Holy Blood, Holy Grail (Il Santo Graal), hanno speculato che Ponzio Pilato fosse stato corrotto pecuniariamente per permettere che Gesù venisse asportato dalla croce prima che morisse. Nel 1992, l'esegeta australiana Barbara Thiering esplorò tale teoria in profondità nel suo libro Jesus and the Riddle of the Dead Sea Scrolls (Gesù e l'enigma dei rotoli del Mar Morto). Nel 2006, Baigent ha pubblicato The Jesus Papers (Il carteggio di Gesù), un libro che descrive come Gesù avrebbe potuto sopravvivere alla crocefissione
  64. ^ Altri proponenti contemporanei delle varie teorie dello svenimento includono:
    • Ernest Brougham Docker (1920, in If Jesus Did Not Die on the Cross)
    • Robert Graves & Joshua Podro (1957, in Jesus in Rome)
    • Hugh J. Schonfield (1965, in The Passover Plot)
    • Donovan Joyce (1972, in The Jesus Scroll)
    • J.D.M. Derrett (1982, in The Anastasis: The Resurrection of Jesus as an Historical Event)
    • Holger Kersten (1994, in Jesus lived in India)
  65. ^ Nel 1995 Kenneth Hosking suggerì anche che Gesù fosse sopravvissuto alla sua crocefissione, ma che fosse quel "Insegnante della Rettitudine" (ebraico: מורה הצדק, Moreh ha-Tzedek) citato nei Manoscritti del Mar Morto e che morì decenni dopo (73-74 e.v.) quale capo delle forze giudaiche che combatterono senza successo contro i romani a Masada
  66. ^ Yeshua, the Nazorean, the Teacher of Righteousness by Kenneth V. Hosking 1995 ISBN 1-85756-177-5 Janus Publishing
  67. ^ Nel 1992, nel libro Jesus the Man: New Interpretations from the Dead Sea Scrolls l'australiana Barbara Thiering ha proposto che Gesù e Giuda Iscariota siano stati crocefissi insieme ma che Gesù sia sopravvissuto, che abbia sposato Maria Maddalena, viaggiato nell'area mediterranea e poi morto a Roma.
  68. ^ Barbara Thiering, Jesus the Man,ISBN 0-552-15407-5.
  69. ^ Ahmed Deedat (1918–2005) nel libro "Crucifixion or Cruci-fiction (Crocefissione o Croce-finzione)" (Crucifixion or Cruci-fiction), pubblicato e diffuso ampiamente in tutto il mondo musulmano(Cfr. "Crucifixion or Cruci-fiction", sinopsi (EN) ), propone una veduta critica degli eventi narrati nei quattro vangeli e presuppone uno scenario simile all'ipotesi del deliquio. La posizione islamica sull'argomento della crocefissione - che è una forma di Docetismo - viene sottolineata dal versetto coranico 4:156-157: "...per via della loro miscredenza e perché dissero contro Maria calunnia immensa, e dissero: 'Abbiamo ucciso il Messia Gesù figlio di Maria, il Messaggero di Allah!' Invece non l'hanno né ucciso né crocifisso, ma così parve loro. Coloro che sono in discordia a questo proposito, restano nel dubbio: non hanno altra scienza e non seguono altro che la congettura. Per certo non lo hanno ucciso, ma Allah lo ha elevato fino a Sé."
  70. ^ William D Edwards, On the Physical Death of Jesus Christ in Journal of the American Medical Association, 1986. URL consultato il 18/06/2013.
  71. ^ Frederick T. Zugibe, The Crucifixion of Jesus, M. Evand and Company, New York, 2005
  72. ^ David Strauss, The Life of Jesus for the People, Vol. 1, 2ª ed., Williams & Norgate, 1879, p. 412.
  73. ^ "Jesus, a Fraud, a Lunatic or the Messiah? Resurrection: Hoax or History? Pre-Resurrection", parte 1 su answers2prayer.org
  74. ^ Christianity HOAX or HISTORY, Cap. 1, "Back from the Grave", su greatcom.org (per ulteriori informazioni si veda Josh McDowell, New Evidence that Demands a Verdict, pp. 223-225).
  75. ^ On the physical death of Jesus Christ, di W. D. Edwards, W. J. Gabel e F. E. Hosmer, estratto (JAMA, Vol. 255 Nr. 11, 21 marzo 1986, su jama.ama-assn.org)
  76. ^ On the Physical Death of Jesus Christ, dei dottori William D. Edwards, MD; Wesley J. Gabel, MDiv; Floyd E. Hosmer, MS, AMI (articolo JAMA integrale in formato PDF).
  77. ^ "Jewish Funeral Customs: Saying Goodbye to a Loved One" di Lisa Alcalay Klug su The Jewish Federations of North America.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nicolas Notovitch, La vita sconosciuta di Gesù, (testo originale del 1894, con il "manoscritto tibetano che Notovitch rinvenne ad Hemis"), Amrita Edizioni, 2011.
  • E. B. Docker, If Jesus Did Not Die on the Cross: A Study of the Evidence, Robert Scott, 1920.
  • R. Graves & J. Podro, Jesus in Rome, Cassell & Co., 1957.
  • Marcello Craveri, La vita di Gesù, Milano 1966.
  • Talmud Jmmanuel, cur. Eduard A. Meier, Schmidrüti, 1978.
  • Donovan Joyce, The Jesus Scroll, Ferret Books, 1972.
  • Michael Baigent, Richard Leigh e Henry Lincoln, Holy Blood, Holy Grail (Il santo Graal), Harper & Row, 1983.
  • J.D.M. Derrett, The Anastasis: The Resurrection of Jesus as an Historical Event, P. Drinkwater, 1982.
  • Charles Potter Lost Years of Jesus Revealed, Fawcett, 1985. ISBN 0-449-13039-8
  • William Lane Craig, The Historical Argument for the Resurrection of Jesus during the Deist Controversy, Edwin Mellen Press, 1985.
  • Riccardo Di Segni, Il vangelo del Ghetto, Roma 1985.
  • Elizabeth Clare Prophet, The Lost Years of Jesus: Documentary Evidence of Jesus's 17-Year Journey to the East, Summit University Press, 1987. ISBN 978-0-916766-87-0
  • Riccardo Calimani, Gesù ebreo, Rusconi Milano, 1990, pp. 184–189.
  • Kersten, Holger, Jesus lived in India, Element (eBook), 1994.
  • Fida Hassnain, Search For The Historical Jesus, Down-to-Earth Books, 2006. ISBN 1-878115-17-0

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]