Parabola del figlio prodigo

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Il figlio prodigo. Dipinto di Hieronymus Bosch - 1510.

La Parabola del figlio prodigo è una parabola di Gesù molto importante e raccontata solamente nel Vangelo secondo Luca 15,11-32. La parabola viene anche chiamata Parabola del figlio perso e ritrovato oppure Parabola del padre misericordioso.

Con modo di dire un po' arcaico viene ricordata come Parabola del figliol prodigo; storicamente le varie opere d'arte che si ispirano a questa parabola la ricordano con quest'ultimo titolo.

Il Vangelo di Luca la presenta come ultima di una trilogia composta anche dalla parabola della pecora smarrita (Luca 15,4-7) e dalla parabola della moneta smarrita (Luca 15,8-10).

Il termine figlio prodigo si riferisce ad un figlio che ritorna a casa dopo aver sperperato le sue ricchezze; l'espressione ha anche acquistato un senso più ampio in riferimento a chi non segue le aspettative di chi lo ha iniziato alla vita o ad una carriera.

Indice

[modifica] La storia

Il ritorno del figlio prodigo in un dipinto di Rembrandt.

Nella parabola Gesù racconta che un uomo ha due figli. Il più giovane pretende la sua parte di eredità mentre il padre è ancora in vita ed ottenutala va in un paese lontano dove spreca tutte le sue ricchezze tra banchetti e prostitute. Alla fine si ritrova a fare il mandriano dei porci. Si pente allora degli sbagli commessi e decide di ritornare a casa e di chiedere misericordia a suo padre. Ma non è ancora arrivato a casa che il padre gli corre incontro e lo accoglie a braccia aperte. Non gli dà nemmeno il tempo di esprimere il proprio pentimento, che decide di far festa, uccidendo allo scopo il "vitello grasso". Il fratello più anziano si arrabbia per il trattamento riservato al figlio più giovane, ma il padre risponde:

« Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. »   (Luca 15,31-32)

[modifica] Interpretazioni

Anche se questa parabola è tradizionalmente ricordata come il figlio prodigo, questo titolo non è presente nel Vangelo e molti commentatori sostengono che sarebbe meglio chiamarla il figlio perso e ritrovato anche in riferimento alle due parabole immediatamente precedenti della pecora perduta e della moneta smarrita. Infatti in tutte e tre il tema è la preoccupazione di Dio verso il peccatore pentito a preferenza di chi è rigorosamente giusto. D'altronde "prodigo" non significa perso ma significa dissipatore.

Altri commentatori preferirebbero il titolo il padre misericordioso sottolineando che il vero protagonista non è tanto il figlio prodigo quanto il padre che aspetta, che accoglie, che fa festa.

La parabola, che si trova solamente nel Vangelo di Luca, esprime bene la teologia distintiva di Luca dell'amore e della misericordia di Dio. Il perdono del figlio non è condizionato da buoni propositi; il padre infatti lo accoglie ancor prima che abbia la possibilità di parlare e di esprimere il proprio pentimento.

Tutte e tre le parabole raccontate mettono in evidenza l'amore:della donna verso la dramma perduta,il pastore per la pecora smarrita e il padre per il figlio dissipatore

[modifica] Nell'arte

La parabola del figlio prodigo ha ispirato molti artisti nei secoli:

[modifica] Voci correlate

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