Vangelo secondo Luca

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Il Vangelo secondo Luca (greco: Κατὰ Λουκᾶν εὐαγγέλιον) è uno dei vangeli canonici del Nuovo Testamento e il terzo e, con i suoi 24 capitoli, il più lungo dei vangeli sinottici. Narra della vita di Gesù e si apre con le nascite miracolose di Giovanni Battista e di Gesù, per poi descrivere il ministero di quest'ultimo in Galilea, fatto di predicazione, esorcismi e miracoli; dopo aver rivelato ai discepoli la propria natura divina con la trasfigurazione, Gesù si reca a Gerusalemme, dove è crocifisso per poi risorgere, comparire ai suoi discepoli e infine ascendere al cielo.

L'autore, tradizionalmente identificato con Luca evangelista, è interessato a temi quali l'etica sociale, i diseredati, le donne e altri gruppi oppressi.[1] Alcune storie popolari riguardanti questi temi, come le parabole del figlio prodigo e quella del buon samaritano, si trovano solo in questo vangelo, che pone una enfasi speciale sulla preghiera, le attività dello Spirito Santo e sulla gioia.[2] Secondo Donald Guthrie «è pieno di storie superbe e lascia il lettore con una profonda impressione della personalità e degli insegnamenti di Gesù».[3] L'autore intendeva scrivere un resoconto storico,[4] mettendo in evidenza il significato teologico della storia.[5] Aveva inoltre intenzione di raffigurare la cristianità come divina, rispettabile, rispettosa delle leggi e internazionale.[1] Gli studiosi concordano ampiamente che l'autore del Vangelo secondo Luca scrisse anche gli Atti degli Apostoli.[6]

Secondo gli studiosi contemporanei, l'autore di Luca, un gentile cristiano che scrisse intorno all'85-90,[7] utilizzò il Vangelo secondo Marco per la propria cronologia e la fonte Q per molti degli insegnamenti di Gesù; è possibile anche che abbia fatto uso di racconti scritti indipendenti.[8]

Indice

[modifica] Composizione

[modifica] Autore

Miniatura del X secolo raffigurante Luca evangelista.

L'autore di Luca era probabilmente un cristiano gentile,[7] che la tradizione identifica con Luca, compagno di Paolo di Tarso, sebbene l'opinione degli studiosi contemporanei riguardo questa identificazione sia «quasi equamente divisa».[9]

Il più antico manoscritto del vangelo, risalente al 200 circa, riporta l'attribuzione "Vangelo secondo Luca".[10] Le testimonianze della tradizione cristiana primitiva - attestata dal Canone muratoriano e da Ireneo di Lione, Clemente Alessandrino, Origene e Tertulliano - sostiene appunto che il Vangelo secondo Luca e gli Atti degli Apostoli furono scritti entrambi da Luca, compagno di Paolo di Tarso,[11] sebbene "alcuni studiosi diano poca importanza a questa testimonianza".[12] Il Vangelo secondo Luca e gli Atti furono scritti dallo stesso autore.[13] La prova più evidente è fornita dalla prefazione dei due libri: entrambi indirizzati a Teofilo, probabilmente il patrono dell'autore, e la prefazione degli Atti parla esplicitamente di un "mio precedente libro" sulla vita di Gesù; esistono anche somiglianze linguistiche, teologiche e tematiche tra i due lavori, che suggeriscono un autore comune, oltre a presentare riferimenti incrociati tra le due opere.[14][15][16]

Il testo è internamente anonimo. Uno dei manoscritti più antichi, P75, risalente al 200 circa, presenta l'attribuzione "Secondo Luca".[17] Il manoscritto P4, probabilmente anteriore a P75[18] non presenta tale attribuzione.

[modifica] Datazione

La datazione della composizione del Vangelo secondo Luca è oggetto di discussione tra gli esegeti; le principali teorie lo vogliono composto tra i'80 e il 90,[19][20] anche se esiste un gruppo di studiosi che propende per una datazione molto anteriore.

Il terminus ad quem per Luca, cioè la più tarda datazione possibile, corrisponde alla composizione dei più antichi papiri manoscritti che contengono brani del vangelo (tardo II/principio del III secolo)[21] e delle opere della metà o della fine del II secolo che citano o fanno riferimento a Luca: questo vangelo, infatti, ha delle eco nella Didaché, negli scritti gnostici di Basilide e di Valentino, nelle apologie di Giustino di Nablus, e fu utilizzato da Marcione.[22] Donald Guthrie afferma che il vangelo era, con tutta probabilità, molto diffuso prima della fine del I secolo e riconosciuto ampiamente già all'inizio del II secolo,[23] mentre Helmut Koester sostiene che, ad eccezione di Marcione, «non c'è prova certa del suo uso» prima del 150 circa.[24]

[modifica] Dopo il 70

Molti studiosi contemporanei ritengono che l'autore di Luca abbia utilizzato come fonte il Vangelo secondo Marco ("priorità marciana");[25] Se fosse vero che Marco è stato scritto intorno al 70, anno della distruzione del Tempio di Gerusalemme, Luca non potrebbe essere antecedente a questo episodio. Secondo tale punto di vista, la predizione della distruzione del tempio presente in Luca non può essere riconducibile ad una realizzazione di una previsione di Gesù, ma deve essere il risultato di una conoscenza a posteriori dei fatti; la discussione contenuta in Luca 521,5-30, inoltre, sarebbe così precisa da implicare con forza una data successiva al 70.[26][27]

Le ipotesi proposte per la data di composizione di Luca partono dunque dal 70, giungendo talvolta sino al 100; il sostegno per una datazione tarda proviene dalle differenze in cronologia, stile e teologia che suggeriscono che l'autore di Luca/Atti non fosse familiare con la caratteristica teologia di Paolo di Tarso ma invece stesse scrivendo un decennio o più dopo la sua morte, quando si era realizzata già un'armonizzazione significativa tra le differenti tradizioni del cristianesimo primitivo.[28] Inoltre, Luca e Atti hanno cristologia, escatologia e soteriologia che sono simili a quelle presenti nelle lettere pastorali, spesso considerate pseudoepigrafi e di composizione successiva alle lettere paoline di attribuzione certa.[29]

La narrazione della natività di Gesù presente in Luca e Matteo è uno sviluppo successivo nell'elaborazione dei vangeli.[30] È possibile che originariamente Luca iniziasse con 3,1[30] con Giovanni Battista.

Pare che Marcione abbia utilizzato questo vangelo, attorno al 144, anche se lo chiamava Vangelo del Signore.[31]

[modifica] Prima del 70

Alcuni studiosi hanno proposto datazioni più basse per la composizione di Luca.

Una ragione a favore di una datazione compresa tra il 37 e il 61 è la dedica del vangelo stesso «all'eccellente Teofilo», identificato dai alcuni col sommo sacerdote di Israele Teofilo ben Anano, in carica dal 37 al 41.[32] È stato anche affermato che l'autore di Luca abbia raccolto molto del materiale presente unicamente in questo vangelo durante la prigionia di Paolo di Tarso a Cesarea, mentre Luca evangelista assistette l'apostolo.[33]

Un'altra motivazione importante riguarda l'assenza, negli Atti degli apostoli, di eventi successivi al 62, come la morte di capi della Chiesa come Paolo o Giacomo il Maggiore o la persecuzione neroniana dell'inizio degli anni 60.[34]

[modifica] Fonti

La maggior parte degli studiosi del Nuovo Testamento sono sostenitori dell'ipotesi delle due fonti, secondo la quale gli autori del Vangelo secondo Matteo e di Luca utilizzarono come fonti il Vangelo secondo Marco e una fonte, ipotetica, dei detti di Gesù, convenzionalmente chiamata fonte Q; questa situazione sarebbe consistente con la dichiarazione, fatta all'inizio del Vangelo secondo Luca, che molti altri avevano già scritto dei vangeli e che l'autore di Luca si basò su di essi nella composizione della sua opera. Inoltre Luca sembra inglobare brani cristiani primitivi, come il Magnificat, in cui Maria loda Dio.[35] Altri brani furono probabilmente aggiunti posteriormente; tale è probabilmente il caso delle narrazioni della natività di Gesù contenute sia in Luca che in Matteo;[30] Luca probabilmente iniziava con i versetti 3,1-7, un secondo prologo.[30]

Il Vangelo secondo Marco è più conciso rispetto a Luca e Matteo; fornisce una cronologia di massima per gli altri due vangeli sinottici dal battesimo di Gesù fino alla tomba vuota. L'autore di Luca, però, era un narratore più abile e talvolta riarrangiò gli eventi di Marco per migliorare la storia; ad esempio, secondo Marco Gesù chiama i suoi primi discepoli prima di aver compiuto alcun miracolo, mentre in Luca la chiamata è spostata in modo da avvenire dopo i primi miracoli.[35]

Il vangelo dei detti Q è una fonte ipotetica, che sarebbe andata perduta: doveva contenere molti detti di Gesù ma non aveva alcuna narrazione. Sia Luca che Matteo contengono questi detti, in aggiunta alla narrazione derivata da Marco; in particolare, secondo gli esegeti il Vangelo secondo Luca sarebbe più fedele a Q, sia nella precisione con cui i detti furono riprodotti sia nell'ordine di esposizione.[36][37] Per di più, i detti di Gesù più difficili o straordinari provenienti da Q sono riportati fedelmente in Luca, mentre in Matteo sono ammorbiditi; ad esempio in Luca Gesù dice che i poveri sono beati, mentre in Matteo i beati sono i "poveri in spirito".[38]

Sebbene la teoria delle due fonti sia quella dominante, esistono anche teorie alternative; ad esempio, Martin Hengel ha suggerito che Luca faccia uso di Matteo, sebbene questa proposta sia controversa.[39]

[modifica] Destinatari e finalità

Come nel caso del Vangelo secondo Marco, ma differentemente dal Vangelo secondo Matteo, il Vangelo secondo Luca è destinato ad ascoltatori gentili, cui garantisce che il cristianesimo è una religione internazionale, non una setta esclusivamente ebraica. L'autore espone la propria materia ponendo in una luce positiva le autorità romane; ad esempio, la crocifissione di Gesù è attribuita agli ebrei, mentre il governatore romano Ponzio Pilato non trova nulla di male nell'operato del condannato.[26]

Il vangelo è dedicato al patrono dell'autore, un certo Teofilo, il cui nome in greco significa "amato da Dio" o "che ama Dio",[40] e potrebbe non essere un nome ma un termine generico per un cristiano. Il vangelo è indirizzato ai cristiani o a coloro che già conoscevano il cristianesimo, piuttosto che ad un lettore generico, in quanto all'inizio si dice che il vangelo è stato scritto «perché tu riconosca la certezza delle cose che ti sono state insegnate». (1,3-4).

[modifica] Manoscritti

I più antichi manoscritti del Vangelo secondo Luca sono tre ampii frammenti di papiro datati tra il tardo II e l'inizio del III secolo. Il P4 è probabilmente il più antico,[18] risalendo alla fine del II secolo; contiene i brani [1], 1,58-59, 1,62-2,1,6-7, 3,8-4,2,29-32,34-35, 5,3-8, 5,30-6,16. Il P75 risale al tardo II secolo/inizi del III secolo, e contiene 3:18-4:2, 4:34-5:10, 5:37-18:18 e 22:4-24:53, oltre che alcuni brani del Vangelo secondo Giovanni.[41] Il P45, risalente alla metà del III secolo, contiene ampie porzioni di tutti e quattro i vangeli canonici. Oltre a questi quattro papiri, ci sono altri sei papiri (P3,P7, P42, P69, P82 e P97), risalenti tra il III e l'VIII secolo, che presentano alcuni brevi brani di Luca.[41] Le copie più antiche di Luca e degli Atti degli Apostoli risalgono ad un periodo successivo alla separazione delle due opere.

Il Codex Sinaiticus e il Codex Vaticanus sono codici del IV secolo della Bibbia in greco, e sono i più antichi a contenere Luca. Il Codex Bezae è un manoscritto del V o VI secolo del tipo testuale occidentale, che contiene Luca in greco e latino sulle due pagine opposte. Questo tipo testuale pare essere derivato dalla tradizione manoscritta principale, e differisce da questa in diversi punti. I versetti 22,19–20 sono omessi solo dal Codex Bezae e da alcuni manoscritti in latino; quasi tutti gli altri manoscritti, inclusi il Sinaiticus e il Vaticanus, riportano la lezione "lunga" di Luca 22,19-20; l'importanza di questa tradizione deriva dal fatto che il versetto 22,20, molto simile a 1 Corinzi 11,25, rappresenta l'unico sostegno presente nei vangeli per la dottrina della Nuova alleanza. I versetti 22,43–44 sono presenti nei tipi testuali occidentali, ma sono omessi da diversi antichi manoscritti e sono dunque segnalati nelle traduzioni moderne.

[modifica] Stile

L'opera lucana è scritta in un greco colto e scorrevole e merita una certa attenzione anche come opera letteraria della grecità.

Lo stile narrativo del vangelo si presenta più elaborato di quello degli altri vangeli e rivela una ricerca compositiva sobria ed equilibrata.

[modifica] Contenuto

Immagine di Luca in un antico manoscritto del vangelo stesso.

Il Vangelo dal punto di vista narrativo è più approfondito rispetto agli altri tre: è l'unico che riporta con molti dettagli gli avvenimenti che riguardano Maria, Giovanni e Giuseppe prima e durante la nascita di Gesù ed è il solo Vangelo che riporta l'unico episodio conosciuto che riguarda Gesù prima che compisse trent'anni: la sua prima visita al Tempio di Gerusalemme. I primi capitoli del Vangelo secondo Luca sono infatti noti come il Vangelo dell'Infanzia.

Il Vangelo dell'infanzia contiene, inoltre, tre preghiere: il Magnificat, il Benedictus ed il Nunc dimittis.

Anche il corpo centrale del vangelo, in cui Luca narra del viaggio di Gesù dalla Galilea a Gerusalemme 9,51-18,14, non trova riscontri negli altri vangeli.

[modifica] Teologia

Dal punto di vista dottrinale il Vangelo secondo Luca sottolinea, con dei racconti teologici dei segni, la misericordia, la dolcezza e la bontà di Gesù.

I temi ricorrenti del vangelo lucano sono infatti la condanna delle ricchezze, il valore della povertà ed un richiamo continuo all'azione dello Spirito Santo, che trova ampio spazio anche negli Atti degli apostoli.

Anche l'aspettativa escatologica, presente negli altri vangeli, in Luca assume connotati storici, nel senso che il tempo messianico della salvezza ed il Regno dei cieli trovano nella figura di Gesù piena realizzazione.

[modifica] Note

  1. ^ a b Harris.
  2. ^ Guthrie, p. 105.
  3. ^ Guthrie, p. 102.
  4. ^ N. B. Stonehouse, The Witness of Luke to Christ (1951), pp. 24-45; H. J. Cadbury, The Beginnings of Christianity II, 1922, pp. 489-510; R. Bauckham, Jesus and the Eyewitnesses (Eerdmans, 2006).
  5. ^ Guthrie, p. 107.
  6. ^ Udo Schnelle, The History and Theology of the New Testament Writings, p. 259.
  7. ^ a b Harris, "The Gospels", pp. 266-268.
  8. ^ Funk, Robert W., Roy W. Hoover, and the Jesus Seminar. The five gospels. HarperSanFrancisco. 1993. "Introduction," p 1-30.
  9. ^ Guthrie afferma che la versione tradizionale «ampiamente sostenuta come quella che spiega meglio tutti i dati» (p. 119), mentre Brown afferma che su questa questione le opinioni sono divise equamente (pp. 267-268).
  10. ^ Gospel of Luke at EarlyChristianWritings.com
  11. ^ Guthrie, pp. 37-40.
  12. ^ Guthrie, p. 114.
  13. ^ Horrell, DG, An Introduction to the study of Paul, T&T Clark, 2006, 2nd Ed.,p.7; cf. W. L. Knox, The Acts of the Apostles (1948), p. 2-15 per una esposizione dettagliata di motivi ancora validi.
  14. ^ Per la linguistica si veda A. Kenny, A stylometric Study of the New Testament (1986).
  15. ^ F. F. Bruce, The Acts of the Apostles (1952), p2.
  16. ^ Udo Schnelle. The History and Theology of the New Testament Writings, p. 259.
  17. ^ Immagine del Papiro 75 che mostra la fine del Vangelo secondo Luca e l'inizio di quello secondo Giovanni, separate dalle parole Κατά Λουκαν, Kata Loukan, "Secondo Luca".
  18. ^ a b Gregory, A. (2003) The Reception of Luke and Acts in the Period Before Irenaeus, Mohr Siebeck, ISBN 3-16-148086-4 p.28
  19. ^ Brown, p. 226
  20. ^ Meier, volume 1, pp. 43.
  21. ^ P4, P45, P69, P75 e P111
  22. ^ Guthrie, pp. 125-126.
  23. ^ Guthrie, p. 125.
  24. ^ Koester, p. 334.
  25. ^ Koester, p. 336.
  26. ^ a b "Matthew, Gospel acc. to St." Cross, F. L., ed. The Oxford Dictionary of the Christian church. New York: Oxford University Press. 2005
  27. ^ Brown, p. 24.
  28. ^ Brown, p. 29.
  29. ^ Brown, p. 27
  30. ^ a b c d Funk 1998, "Birth & Infancy Stories" p. 497-526.
  31. ^ 1911 Encyclopedia Britannica: "Marcion": «L'insegnamento peculiare di Marcione ebbe origine da un confronto dell'Antico Testamento col vangelo di Cristo e la teologia dell'apostolo Paolo. [...] Fece ciò mettendo da parte i vangeli spuri, ripulendo il vero vangelo (il Vangelo secondo Luca) da supposte interpolazioni giudaizzanti e ricostruendo il testo originale».
  32. ^ A. Harnack, The Date of Acts and the Synoptic Gospels (1911), p. 90; I. H. Marshall, Luke, p. 35 (1974); A. J. Mattill Jr., ‘The Date and Purpose of Luke-Acts: Rackham reconsidered, in Catholic Biblical Quarterly 40 (1978), pp. 335-350.
  33. ^ Guthrie, p. 131.
  34. ^ D.A. Carson; Moo, Dougals J., 4 in An introduction to the New Testament, (in English) Morris, Leon, Grand Rapids, MI, Zondervan1992, 116 URL consultato il 2009-01-08.
  35. ^ a b Funk, 1998, "Luke," pp. 267-364.
  36. ^ Meier, volume 2, p. 159: «Questo [esempio] si adatta all'osservazione generale formulata dagli esegeti: Luca sembra aver conservato l'ordine e la formulazione originali di Q più spesso di Matteo. Sebbene questa regola generale non sia vera per tutti i casi e debba essere sempre verificata per ciascuna occorrenza, qui sembra valida».
  37. ^ Funk, 1998, "The Sayings Gospel Q", p. 41.
  38. ^ Funk, 1998, "Matthew," pp. 129-270.
  39. ^ Martin Hengel. 2000. The Four Gospels and the One Gospel of Jesus Christ: An Investigation of the Collection and Origin of the Canonical Gospels. Traduzione J. Bowden. London and Harrisburg: SCM and Trinity Press International. Pp. 169-207.
  40. ^ Bauer lexicon, seconda edizione, 1958, p. 358.
  41. ^ a b Complete List of Greek NT Papyri

[modifica] Bibliografia

  • (EN) Raymond E. Brown, Introduction to the New Testament, New York, Anchor Bible, 1997.
  • (EN) Schuyler Brown, The origins of Christianity: a historical introduction to the New Testament, New York: Oxford University Press, 1993.
  • (EN) Robert W. Funk e il Jesus Seminar. The Acts of Jesus: the Search for the Authentic Deeds of Jesus. HarperSanFrancisco. 1998.
  • (EN) Donald Guthrie, New Testament Introduction, Leicester, England, Apollos, 1990.
  • (EN) Stephen Harris, Understanding the Bible, Palo Alto: Mayfield. 1985.
  • (EN) Helmut Koester, Ancient Christian Gospels, Harrisburg, Pennsylvania: Trinity Press International, 1999.
  • (EN) John Meier, A Marginal Jew: Rethinking the Historical Jesus. Doubleday, volume 1 1991, volume 2 1994.
  • Mario Galizzi, Vangelo secondo Luca: commento esegetico-spirituale, Elle Di Ci, Leumann 1994 ISBN 88-01-10536-3
  • Ernst Josef, Il Vangelo secondo Luca, Morcelliana, Brescia, 1985
  • Roland Meynet, Il Vangelo secondo Luca, EDB, Bologna, 2003
  • Benedetto Prete, Storia e teologia nel Vangelo di Luca, Studio Teologico Domenicano, Bologna, 1973
  • Gérard Rossé, Il Vangelo di Luca: commento esegetico e teologico, Città Nuova, Roma, 1992 ISBN 88-311-3615-1
  • Alois Stöger, Vangelo secondo Luca, Città Nuova, Roma 1968-1969

[modifica] Voci correlate

  • Papiro 75, il più antico manoscritto contenente brani del Vangelo secondo Luca.

[modifica] Collegamenti esterni

  • Bibbia Portale Bibbia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Bibbia
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