Lettera ai Romani
| Lettera ai Romani | ||
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| Lettera ai Romani 7,4-7 in lingua greca, dal Codex Claromontanus | ||
| Datazione | 57 | |
| Attribuzione | Paolo di Tarso | |
| Manoscritti | 46 (175-225 circa) |
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| Destinatari | comunità cristiana di Roma | |
La Lettera ai Romani è un testo in lingua greca contenuto nel Nuovo Testamento e attribuito dalla tradizione cristiana e dalla maggioranza degli studiosi a Paolo di Tarso. Sarebbe stata composta a Corinto nel 57.
È composta da 16 capitoli. I primi 11 capitoli contengono insegnamenti dottrinali circa l'importanza della fede in Gesù per la salvezza, contrapposta alla vanità delle opere della legge. Il seguito è composto da esortazioni di vario tipo.
Si tratta di un'opera molto importante per lo sviluppo della teologia cristiana: come ha affermato un critico biblico, «quasi tutti i cristiani pensatori più importanti hanno studiato Romani. Origene, Tommaso d'Aquino e Filippo Melantone, per menzionarne solo alcuni, composero importanti commenti a Romani. E numerose nozioni teologiche sono state derivate interamente o in parte da Romani. Agostino d'Ippona acquisì la sua idea di peccato originale da Romani 5, Lutero ricevette la sua comprensione della giustificazione da sola fede da Romani 3-4, Giovanni Calvino ottenne la sua dottrina della doppia predestinazione da Romani 9-11, John Wesley derivò il suo distintivo insegnamento sulla santificazione da Romani 6 e 8, e Karl Barth imparò l'importanza della rettitudine di Dio da Romani 1 e 2. In breve, questa lettera ha esercitato una potente influenza su tutti i rami della Chiesa cristiana, e il suo impatto nel tempo sulle vite e sui pensieri di importanti pensatori cristiani è stato secondo solo ai vangeli canonici».[1]
Indice |
[modifica] Piano
La lettera, che presenta la responsabilità dell'uomo e la buona notizia (o l'evangelo) della salvezza, può essere divisa secondo il piano che segue:
- introduzione (capitolo 1, versetti 1 - 15);
- lo stato dell'umanità davanti a Dio (cap. 1, v. 16 al cap. 3, v. 20).
- La responsabilità di tutti gli uomini davanti a Dio è stabilita, che siano:
- pagani (l'uomo senza la rivelazione di Dio) (cap. 1 v. 19-32);
- filosofi o moralisti (l'uomo ateo che rispetta una morale) (cap. 2 v. 1-16);
- Giudei (l'uomo religioso) (cap. 2 v. 17 - cap. 3 v. 8).
- Paolo conclude che ogni essere umano è peccatore e colpevole davanti a Dio (cap. 3 v. 9-20);
- La responsabilità di tutti gli uomini davanti a Dio è stabilita, che siano:
- il perdono e la giustificazione dei peccati (cap. 3, v. 21 al cap. 5, v. 11).
- Questa parte si occupa dei peccati al plurale, cioè gli atti di peccati oppure i frutti.
- La risposta proposta da Dio per risolvere questo problema dei peccati è la giustificazione:
- per mezzo della grazia (cap. 3 v. 24);
- per mezzo della fede (cap. 3 v. 28);
- per mezzo del sangue di Gesù Cristo (cap. 5 v. 9).
- la liberazione del peccato (cap. 5 v. 12 al cap. 8 v. 39).
- Questa parte si occupa del peccato al singolare, cioè dell'albero che produce i frutti. Alla domanda: "Perché colui di cui i peccati sono stati perdonati continua a peccare?" l'apostolo Paolo risponde che tutto questo viene dalla natura peccatrice dell'uomo che si è trasmetta a tutti gli uomini da Adamo (cap. 5 v. 12-21).
- La soluzione di Dio al problema di questa radice di peccato che si trova nell'uomo, è la morte con Cristo (cap. 6 v. 8).
- Il peccato al singolare (vedere anche l'espressione 'la carne', o 'il vecchio uomo') non è perdonato come i peccati al plurale, ma è condannato alla croce (cap. 8 v. 3).
- La liberazione della potenza del peccato che abita ancora nel cristiano (cap. 7 v. 17) non può venire che da una potenza superiore e esterna: la potenza dello Spirito Santo (cap. 8);
- Israele e l'evangelo (capitoli 9, 10 e 11).
- Questi tre capitoli spiegano come conciliare un evangelo annunziato a tutti gli uomini e le promesse esclusive fatte a Israele;
- esortazioni pratiche (cap. 12 al cap. 15 v. 7);
- il servizio dell'apostolo Paolo (cap. 15 v. 8-33);
- saluti e conclusione (cap. 16).
[modifica] Note
- ^ Charles D. Myers, The Anchor Bible Dictionary, v. 5, p. 817
[modifica] Bibliografia
- Gianfranco Ravasi, Lettera ai Romani, Edizioni Dehoniane, Bologna 1990
[modifica] Voci correlate
- Papiro 46, un papiro del III secolo contenente la lettera.
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