Valentin de Boulogne

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Valentin de Boulogne, Concerto
Valentin de Boulogne, Concerto

Valentin de Boulogne, noto anche con la grafia de Boullogne o come Le Valentin (Coulommiers, 3 gennaio 1591Roma, 19 agosto 1632), è stato un pittore francese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato nell' Ile de France a Coulommiers nel 1591 e proveniente da una famiglia di artisti italiani, dopo l'apprendistato in Francia, Valentin de Boulogne si trasferì nel 1613 a Roma dove fu attratto dalla pittura di stampo caravaggesco, allora dominante. Ne Le vite de' pittori, scultori et architetti dal pontificato di Gregorio XIII del 1572 in fino a' tempi di Papa Urbano Ottavo nel 1642 Giovanni Baglione scrive:

"Non si deve passar con silenzio la memoria di Valentino Francese, il quale andaua imitando lo stile di Michelagnolo da Caravaggio, dal naturale ritrahendo. Faceua quest'huomo le sue pitture con buona maniera, e ben colorite a olio, e tocche con fierezza: e i colori a oglio ben' impastava".

Anche Filippo Baldinucci nelle Notizie de' professori del disegno ci informa che "Valentino nativo di Birè non lungi da Parigi, imitò molto il Caravaggio, al quale fu similissimo nel genio di rappresentare nelle sue tele suoni, giuochi, zingane, e simili, e nel tempo di Urbano VIII dipinse per la vaticana basilica una delle minori tavole, che fu quella del martirio de' santi Processo e Martiniano".

A Roma ottenne la protezione di illustri committenti quali i Barberini e grazie all'appoggio del cardinal nepote Francesco - nipote di Urbano VIII - egli ricevette l'incarico di lavorare accanto a nomi prestigiosi come Simon Vouet e Nicolas Poussin per la basilica di San Pietro. Lo stesso Francesco Barberini gli affidò nel 1626 l'incarico di dipingere la monumentale Allegoria d'Italia, che oggi si trova a Roma all'Istituto finlandese.

Frequentatore di taverne, dipinse molto spesso scene di osteria, concerti e scene di gioco, caratterizzate da un potente naturalismo di memoria caravaggesca. Insieme ad altri artisti, quali Nicolas Poussin, Alessandro Turchi e Giovanni Lanfranco fu implicato nello scandalo legato a Fabrizio Valguarnera e come tale fu chiamato a processo. Il Valguarnera era un medico che si macchiò di furto ed assassinio: rubò infatti un'ingente partita di diamanti e pietre preziose con le quali commissionò o saldò nel 1631 alcuni dipinti che aveva ordinato agli artisti suddetti.

Fonti storico-artistiche[modifica | modifica sorgente]

Valentin de Boulogne, Allegoria dell'Italia
Valentin de Boulogne, Allegoria dell'Italia
  • Baglione Giovanni, Le vite de' pittori, scultori et architetti dal pontificato di Gregorio XIII del 1572 in fino a tempi di Papa Urbano VIII nel 1642, a cura di C. Gradara Pesci, Arnaldo Forni Ed., 1986, tomo I pp. 337 - 338
  • Baldinucci Filippo, Notizie de professori del disegno da Cimabue in qua, a cura di Ranalli F., con nuove annotazioni e supllementi per Batelli V. e compagni, Firenze 1846, riproduzione anastatica eurografica S.p.A. 1974, p. 691.

Bibliografia di riferimento[modifica | modifica sorgente]

  • N. Ivanoff, Valentin de Boulogne, Milano 1966
  • M. Mojana, Valentin de Boulogne, Milano 1989
  • D. Dossi, Alessandro Turchi e Fabrizio Valguarnera, in Paragone. Arte, 61, 2010, Ser. 3, 90, pp. 64-70.

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