Lettere cattoliche

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Nel Nuovo Testamento sono incluse sette epistole non redatte da Paolo di Tarso e raccolte con il nome di lettere cattoliche ovvero lettere universali. Probabilmente questo nome si deve al fatto che tali epistole non sono indirizzate ad un preciso destinatario, ma riguardano tutti i cristiani. Gli autori sono identificati con Pietro apostolo, Giovanni apostolo, Giacomo e Giuda Taddeo.

Origene di Alessandria, "Padre della Chiesa" del III secolo, considerava anche la Lettera di Barnaba tra le lettere cattoliche.[1]

Lettere di Pietro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Prima lettera di Pietro e Seconda lettera di Pietro.

A nome di Pietro sono raccolte due lettere: la Prima e la Seconda lettera di Pietro.

Lettere di Giovanni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Prima lettera di Giovanni, Seconda lettera di Giovanni e Terza lettera di Giovanni.

A Giovanni apostolo ed evangelista sono state attribuite tre lettere, la prima, la seconda e la terza che vanno ad aggiungersi al Vangelo e all'Apocalisse da lui scritti.

Lettera di Giacomo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lettera di Giacomo.

Di Giacomo si ha solo un'epistola.

L'autore si presenta nel versetto 1,1 come "Giacomo, servo di Dio e del Signore Gesù Cristo". L'identificazione però non è facile perché Nel Nuovo Testamento sono almeno cinque le persone con questo nome[2]. Probabilmente non fu quel Giacomo "figlio di Zebedeo", dunque fratello di Giovanni, che fu il primo apostolo martire ucciso nel 44 d.C. da Erode. Due ipotesi fondate portano ad attribuire l'epistola in questione a Giacomo il minore, "figlio di Alfeo", un altro degli apostoli, o a Giacomo il Giusto, uno dei "fratelli di Gesù".

La lettera è piuttosto breve (cinque capitoli e un centinaio di versetti), ma il suo contenuto è notevole.
Nel primo capitolo l'autore invita a considerare la sofferenza come una parte non eliminabile della natura umana e invita ad affrontare serenamente le angherie patite a causa della fede.
Giacomo invita a chiedere nella preghiera soprattutto la sapienza che permetterà al fedele di comprendere i misteri della natura umana e divina.
La lettera continua con un invito a mettere in pratica le parole del maestro divino, piuttosto che professarle, ad aiutare i poveri, a fuggire le liti e a diffidare dei cattivi maestri.
Importante per la dottrina sacramentaria cattolica il cap. 5 della lettera che costituisce il fondamento biblico del sacramento della unzione degli infermi.

Lettera di Giuda[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lettera di Giuda.

Per san Giuda (da non confondere con Giuda Iscariota che, dopo essersi suicidato, fu sostituito da Mattia), autore della lettera omonima, vale lo stesso discorso fatto per san Giacomo: tuttora non si è certi se si tratti dell'apostolo Giuda Taddeo, figlio di Giacomo o di uno dei fratelli di Gesù.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Kirsopp Lake, The Apostolic Fathers, London 1912, v. I, pp. 337-339.
  2. ^ William Barclay, The letters of James and Peter, 1975.