Ecumenismo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'ecumenismo è il movimento che tende a riavvicinare e a riunire tutti i fedeli cristiani e quelli delle diverse Chiese. Il punto di partenza è la comune fede nella Trinità: in Dio Padre, in Gesù Cristo Figlio e in Dio Spirito Santo. La parola deriva dal termine greco oikouméne, che indica in origine la parte abitata della Terra; la scelta indica come una sorta di indirizzo nella ricerca di una sempre più stretta collaborazione e comunione tra le varie chiese cristiane che abitano il mondo.

Le divisioni della Chiesa nella storia[modifica | modifica wikitesto]

Anche se non sono mai mancati elementi di contrasto, dottrinali e pratici, già nelle primissime comunità (come testimoniano gli Atti degli Apostoli e alcune lettere di san Paolo), le prime divisioni tra cristiani, i cui effetti durano ancora oggi, hanno avuto inizio circa quattrocento anni dopo la morte di Gesù, intorno alle questioni di fondo sulla sua natura, come vero Dio e vero uomo. In particolare alcune Chiese, la siro-orientale e la copta (e in seguito l'armena e l'etiope), rifiutarono la definizione che fu data durante il concilio di Calcedonia, nell'anno 451, secondo il quale la natura divina e la natura umana di Gesù sono unite «senza confusione e senza separazione». Oggi queste Chiese vengono chiamate 'ortodosse orientali' o 'precalcedonesi' perché condividono con gli altri cristiani solo le decisioni dei concili precedenti a quello di Calcedonia. La chiesa assira si era già staccata in occasione del concilio di Efeso, nell'anno 431.

Le fratture più profonde in venti secoli di storia della Chiesa sono state quella tra Chiesa di Costantinopoli e Chiesa di Roma nel 1054 e quella verificatasi tra cattolicesimo e protestantesimo a partire del XVI secolo. Entrambe, da cause di natura politica e religiosa, hanno presto portato ad una differenziazione in alcuni contenuti della fede, nonché nella diversa pratica della vita cristiana.

Naturalmente, vi è un patrimonio di fede - corrispondente al periodo della Chiesa indivisa - ancora in comune tra le tre principali confessioni cristiane: il battesimo e, con alcune diverse interpretazioni, l'eucaristia come sacramenti centrali per la salvezza; la fede nel Dio trinitario che si è rivelato ad Israele e in maniera piena in Gesù Cristo; la centralità della Bibbia nella riflessione e nella vita cristiana, e così via.

Il movimento ecumenico[modifica | modifica wikitesto]

Le tappe principali del cammino ecumenico[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

I primi vani tentativi di ristabilimento dell'unità dei cristiani risalgono ai concili di Lione (1274) e di Firenze (1439) in cui furono formulate proposte di riunificazione tra le Chiese di Oriente e di Occidente. Nel XIX secolo va ricordato un particolare impegno della Chiesa anglicana per individuare le basi comuni per la ricomposizione di un'unica grande Chiesa cattolica (Movimento di Oxford nel 1833 – Successive riunioni della Conferenza di Lambeth). L'inizio ufficiale viene generalmente fissato al 1910 in ambito protestante: durante la Conferenza mondiale delle società missionarie protestanti e anglicane dell'area anglo-americana e del Commonwealth a Edimburgo, le giovani Chiese avanzarono con forza profetica la richiesta ai missionari di predicare il Vangelo e non le divisioni tra le grandi confessioni storiche.

Il periodo tra le due guerre[modifica | modifica wikitesto]

Quasi come una risposta a questa provocazione negli anni tra le due guerre mondiali nacquero diversi movimenti tra cui l'International Missionary Council (Consiglio missionario internazionale), il movimento Faith and Order (Fede e costituzione), il movimento Life and Work (Vita e azione, detto anche Cristianesimo pratico), che, sempre in ambito protestante, si proposero di favorire l'ecumenismo rispettivamente nei campi dell'evangelizzazione, in quelli teologico dottrinali e in quelli della vita pratica e delle problematiche sociali. Allo stesso periodo risalgono sia un'importante esperienza di dialogo tra la chiesa cattolica e quella anglicana, le conversazioni di Malines (1921-1925), che l'inizio di un movimento di accostamento dell'ortodossia alle Chiese protestanti.

Il dopoguerra e il Consiglio ecumenico delle Chiese[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1948, dopo la sosta forzata per la guerra, questi fermenti trovarono una prima realizzazione nella conferenza di Amsterdam, a cui parteciparono diverse chiese protestanti e ortodosse e durante la quale Faith and Order e Life and Work decisero formalmente di fondersi nel CEC (Consiglio ecumenico delle chiese), organismo che ha sede a Ginevra e promuove da allora periodiche Assemblee generali ogni 6-7 anni. Oggi il CEC (che è noto anche come Consiglio mondiale delle Chiese e che – a seconda della lingua – viene identificato anche con diverse altre sigle come WCC, COE[1]) include 349 Chiese: la maggior parte delle Chiese ortodosse, la Comunione anglicana, numerose Chiese protestanti, alcune battiste, molte luterane, metodiste e riformate, alcune Chiese pentecostali, alcune Vetero cattoliche e un vasto campione di Chiese indipendenti. Fra le tradizioni cristiane che non vi fanno parte come chiese membro, ci sono la Chiesa cattolica, la Chiesa avventista e l'Esercito della salvezza, che però sono membri di sue commissioni. In particolare i cattolici sono membri effettivi della commissione teologica Fede e costituzione. Fino al 1960 l'atteggiamento ufficiale della Chiesa cattolica era stato di relativa chiusura nei confronti di tutto questo movimento. La decisa svolta impressa da papa Giovanni XXIII che indisse nel 1959 il Concilio Vaticano II e, nel 1960, istituì il Segretariato per l'unità dei cristiani era stata in realtà preparata da alcune personalità (Y.M. Congar, P. Couturier, il gruppo francese Gruppo di Dombes e altri), che avevano intessuto una rete di dialoghi bilaterali a livello locale che hanno avuto un forte influsso nella formazione del consenso ecumenico.

Strutture ed iniziative europee - KEK - CCEE - Comitato congiunto[modifica | modifica wikitesto]

Conferenza delle Chiese europee[modifica | modifica wikitesto]

La nascita di strutture ecumeniche a livello europeo risale ai tempi della guerra fredda, quando un gruppetto di chiese dell'Europa dell'Est e dell'Ovest cominciarono a concepire il progetto di far dialogare tra loro Chiese di paesi separati da sistemi politici, sociali ed economici molto diversi, con lo scopo di farle diventare strumento di pace e comprensione. I primi contatti risalgono alla metà degli anni 50. L'organismo che nacque era una libera associazione di chiese (Conferenza delle Chiese europee (CEC o KEK)[1]) e tenne la sua prima assemblea in Danimarca nel 1959. Da allora il KEK si è strutturato, ha adottato una costituzione, ed oggi rappresenta 125 tra le più importanti Chiese europee protestanti, ortodosse, anglicane e vetero-cattoliche[2].

CCEE e Comitato Congiunto[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa cattolica non ha aderito ma, dopo le aperture del Vaticano II, ha costituito una sua struttura episcopale europea (il Consiglio delle conferenze episcopali europee CCEE fondato nel 1971) tra i cui compiti principali vi è quello di promuovere la cooperazione ecumenica per restaurare l'unità dei cristiani. Fin dall'anno di fondazione il CCEE ha iniziato una stretta collaborazione con la KEK. Attualmente il Comitato congiunto CCEE-KEK, paritetico, si riunisce con periodicità annuale ed è l'organo più autorevole di collaborazione ecumenica europea[3]. In particolare il Comitato indice incontri ecumenici ed assemblee. Tra i numerosi incontri ecumenici uno dei più importanti è stato quello che si è tenuto a Strasburgo, in Francia, dal 17 al 22 aprile 2001, sul tema "Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" (Mt 28,20). In esso è stata firmata la Charta oecumenica, documento congiunto che detta le linee guida per la crescita della collaborazione tra le Chiese Cristiane in Europa[4]. Le assemblee ecumeniche europee sono state tre[5]:

  • 1989 Basilea - Pace e giustizia
  • 1997 Graz (Austria) - Riconciliazione. Dono di Dio, sorgente di vita nuova
  • 2007 Sibiu (Romania) - La Luce di Cristo illumina tutti. Speranza di rinnovamento e unità in Europa)

Sul modello della KEK, in molte nazioni poi sono nate analoghe strutture di dialogo tra chiese cristiane nazionali, chiamate spesso Consigli nazionali delle chiese[6].

L'ecumenismo e la Chiesa cattolica[modifica | modifica wikitesto]

Il concilio ecumenico Vaticano II[modifica | modifica wikitesto]

Durante il concilio Vaticano II, iniziato da Giovanni XXIII e concluso nel 1965 sotto la presidenza di Paolo VI, furono invitati come "delegati fraterni" membri autorevoli delle Chiese separate, vennero annullate le reciproche scomuniche pronunciate nello scisma d'Oriente del 1054 tra la chiesa di Roma e quella di Costantinopoli; inoltre, uno dei nove decreti prodotti dal lavoro conciliare dei vescovi, assistiti dai consulenti teologici, è dedicato specificamente all'ecumenismo: Unitatis Redintegratio (Il ristabilimento dell'unità), del 21 novembre 1964.

Il decreto definisce il movimento ecumenico quale:

« l'insieme di attività e iniziative che, a seconda delle varie necessità della Chiesa e opportunità dei tempi, sono suscitate e ordinate a promuovere l'unità dei Cristiani. »
(Unitatis Redintegratio, 4)

Nel decreto vengono successivamente esposte le condizioni con cui si esercita l'azione ecumenica e i principi che la regolano: per promuovere l'unità dei cristiani è necessario intessere un dialogo costituito da desiderio di conoscere gli altri, senza precostituire falsi giudizi, e dalla stima reciproca. Sono perciò necessari

« in primo luogo, tutti gli sforzi per eliminare parole, giudizi e opere che non rispecchiano con equità e verità la condizione dei fratelli separati e perciò rendono più difficili le mutue relazioni con essi; poi, in congressi che si tengono con intento e spirito religioso tra cristiani di diverse Chiese o comunità, il dialogo avviato tra esponenti debitamente preparati, nel quale ognuno espone più a fondo la dottrina della propria comunità e ne presenta con chiarezza le caratteristiche. »

È dunque fondamentale e preliminare la corretta conoscenza reciproca che elimini errori e fraintendimenti, affinché siano ricercate

« l'equità e la verità, la concordia e la collaborazione, la carità fraterna e l'unione, cosicché per questa via a poco a poco, superati gli ostacoli frapposti alla perfetta comunione ecclesiastica, tutti i cristiani, nell'unica celebrazione dell'Eucarestia, si riuniscano in quella unità dell'unica Chiesa, che Cristo fin dall'inizio donò alla sua Chiesa. »

Perché tutti i cristiani percepiscano di condividere gli stessi valori, è indispensabile che

« i cattolici con gioia riconoscano e stimino i valori veramente cristiani, promananti dal comune patrimonio, che si trovano presso i fratelli separati. »

Il postconcilio[modifica | modifica wikitesto]

L'ecumenismo è da allora costantemente sostenuto dalla Chiesa cattolica: Giovanni Paolo II nel 1988 ha trasformato il Segretariato per l'unità dei cristiani in Pontificio consiglio per l'unità dei cristiani (oggi Pontificio consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani), promuovendo inoltre la redazione di una serie di documenti comuni con la Chiesa anglicana e luterana, nonché con diverse Chiese d'Oriente. Papa Benedetto XVI lo ha dichiarato tra i fini principali del suo pontificato; tra le iniziative da lui volute si ricordano: la pubblicazione in russo del suo libro Introduzione al cristianesimo con un'introduzione del metropolita ortodosso di Smolensk e Kaliningrad, Cirillo, la presentazione della traduzione russa dell'enciclica Spe salvi condotta dal prorettore dell'Accademia teologica ortodossa Vladimir Shmalij.

Il postconcilio in Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia, a livello nazionale, dal 1999 si tengono periodicamente dei convegni ecumenici nazionali tra rappresentanti cattolici, protestanti e ortodossi . Questo l’elenco e i temi trattati:

  • 1999 Perugia "Il Padre Nostro"
  • 2003 Viterbo “Le Beatitudini”
  • 2006 Terni “La Carta Ecumenica”
  • 2009 Siracusa "Guai a me se non annuncio il vangelo" Cattolici, Ortodossi ed Evangelici davanti a Paolo,
  • 2011 Ancona "Eucaristia e vita quotidiana" (svoltosi nell’ambito del Congresso Eucaristico della Chiesa Cattolica)

Durante il primo convegno si è giunti ad una formulazione comune del testo del Padre Nostro in italiano, che in seguito è stata adottata dal Sinodo della CELI come versione ufficiale della Chiesa Evangelica Luterana in Italia.

A livello locale sono numerose le diocesi che si sono dotate di strutture apposite intese a promuovere il dialogo con le altre confessioni cristiane. In alcune regioni ed in alcune diocesi, tra la Chiesa cattolica ed altre confessioni cristiane si sono creati organismi permanenti di collegamento chiamati in genere consigli delle Chiese cristiane. La comunità della Chiesa evangelica della riconciliazione nata a Caserta ha tra l'altro il 28 luglio 2014 ospitato un importante e storico (per il mondo evangelico) incontro ecumenico con Papa Francesco (Bergoglio) .[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b In alcuni contesti la sigla CEC risulta ambigua in quanto utilizzata per indicare sia il Consiglio ecumenico delle Chiese che la Conferenza delle Chiese europee. Per chiarezza molti preferiscono usare l'acronimo tedesco KEK per la Conferenza delle Chiese Europee e indicano invece il Consiglio ecumenico delle Chiese con il suo acronimo anglosassone o francese (rispettivamente WCC e COE).
  2. ^ Dal sito della KEK
  3. ^ Dal sito del CCEE
  4. ^ [1]Consulta il testo della Charta
  5. ^ CCEE pagina dell’ecumenismo
  6. ^ vedi l'elenco sul sito della KEK
  7. ^ Blog di Nicola Iannazzo, Il “fraterno” abbraccio ecumenico dei pastori della Chiesa Evangelica della Riconciliazione a Francesco. URL consultato il 15 ottobre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jörg Ernesti, Breve storia dell’Ecumenismo. Dal Cristianesimo diviso alle chiese in dialogo, EDB, 2010.
  • Walter Kasper, L' ecumenismo spirituale. Linee-guida per la sua attuazione, Città Nuova, 2006.
  • Georges H. Tavard, L'Oecuménisme, PUF, 1994.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Cristianesimo Portale Cristianesimo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Cristianesimo