Guerra fredda

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Guerra fredda
Data 1945-1991
Luogo Europa, Africa, Asia e America Latina
Esito
Schieramenti
URSS Unione Sovietica
Warsaw Pact Logo.svg Patto di Varsavia
Flag of Comecon.svg Comecon
e stati ideologicamente vicini al Blocco orientale
Stati Uniti Stati Uniti
Flag of NATO.svg NATO
OECD logo.svg OCSE
e stati ideologicamente vicini al Blocco occidentale
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Guerra fredda

Con l'espressione guerra fredda si indica la contrapposizione politica, ideologica e militare che venne a crearsi nel 1945, alla fine della seconda guerra mondiale, tra due blocchi internazionali, categorizzati come Occidente (gli Stati Uniti d'America, gli alleati della NATO e i Paesi amici) ed Oriente, o "blocco comunista" (l'Unione Sovietica, gli alleati del Patto di Varsavia e i Paesi amici).

Tale tensione, durata circa mezzo secolo, pur non concretizzandosi mai in un conflitto militare diretto (da cui il termine fredda quando in realtà la disponibilità di armi nucleari per entrambe le parti avrebbe potuto distruggere inesorabilmente l'intero pianeta), si sviluppò nel corso degli anni incentrandosi sulla competizione in vari campi (militare, spaziale, tecnologico, ideologico, psicologico, sportivo) contribuendo almeno in parte allo sviluppo ed evoluzione della società stessa con l'avvento della terza rivoluzione industriale.

L'espressione era stata usata già nel 1945 da George Orwell[1] che, riflettendo sulla bomba atomica, preconizzava uno scenario in cui le due grandi potenze, non potendo affrontarsi direttamente, avrebbero finito per dominare e opprimere tutti gli altri. Nel 1947 fu ripresa dal consigliere presidenziale Bernard Baruch e dal giornalista Walter Lippmann per descrivere l'emergere delle tensioni tra i due alleati della seconda guerra mondiale.[2]

La fase più critica e potenzialmente pericolosa della guerra fredda fu quella compresa fra gli anni cinquanta e settanta. Già dai primi anni ottanta i due blocchi avviarono un graduale processo di distensione e disarmo; tuttavia la fine di questo periodo storico viene convenzionalmente fatta coincidere con la caduta del muro di Berlino (9 novembre 1989) e la successiva dissoluzione dell'Unione Sovietica nel 1991.

La corsa agli armamenti[modifica | modifica sorgente]

I due schieramenti nel 1959.

██ Paesi facenti parte della NATO

██ Altri alleati degli USA

██ Paesi colonie

██ Paesi facenti parte del Patto di Varsavia

██ Altri alleati dell'URSS

██ Paesi neutrali (non allineati)

Nel conflitto strategico tra USA e Unione Sovietica uno degli elementi principali fu la supremazia tecnologica come il miglioramento e il rafforzamento di armi di distruzione di massa d'inaudita potenza (bomba H) o il progresso in campo spaziale.

La guerra fredda si concretizzò di fatto nelle preoccupazioni riguardanti le armi nucleari; da entrambe le parti veniva l'auspicio che la loro semplice esistenza fosse un deterrente sufficiente a impedire la guerra vera e propria. In effetti non era da escludere che la guerra nucleare globale potesse scaturire da conflitti su piccola scala, e ognuno di questi aumentava le preoccupazioni che ciò potesse verificarsi. Questa tensione influì significativamente non solo sulle relazioni internazionali, ma anche sulla vita delle persone in tutto il mondo.

Durante tutta la guerra fredda gli arsenali nucleari delle due superpotenze vennero costantemente aggiornati e ingranditi fino ad arrivare agli ultimi anni del conflitto (1979-1989), nei quali vennero negoziati una serie di accordi, denominati accordi SALT, che portarono a sostanziali riduzioni del numero di ordigni strategici.

Bomba nucleare statunitense esplosa durante un test a Bikini, 1954
Truppe nordvietnamite cariche di armi in marcia lungo il sentiero di Ho Chi Minh per l'offensiva del Têt.

Ma la contrapposizione tra una corsa al riarmo apparentemente irrefrenabile e continui tentativi di controllo degli armamenti negoziati tra USA ed URSS o nell'ambito dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) fu costante.

Furono necessarie molte attenzioni e una buona dose di diplomazia per sedare sul nascere alcuni conflitti armati, al fine di prevenire una "guerra calda" che avrebbe rischiato di estendersi e intensificarsi.

Solo in alcune occasioni la tensione tra i due schieramenti prese la forma di conflitti armati, come la guerra di Corea, le guerre in Africa, la guerra del Vietnam, l'invasione sovietica dell'Afghanistan e gli scontri in America Centrale. Gran parte della guerra fredda si svolse invece attraverso conflitti indiretti, contro "nazioni surrogate"; in tali conflitti, le potenze maggiori operavano in buona parte armando o sovvenzionando i surrogati.

Altri conflitti erano ancor più sotterranei, perpetrati attraverso atti di spionaggio, con spie e traditori che lavoravano sotto copertura da entrambe le parti; in molti casi l'attività comportava reiterate uccisioni di individui delle rispettive compagini perpetrate dai vari servizi segreti.

La guerra tra agenti, nello spionaggio reciproco di obiettivi civili e militari potrebbe aver causato la maggior parte delle vittime della guerra fredda. Gli agenti venivano inviati sia dall'Est che dall'Ovest, e le spie venivano anche reclutate sul posto o costrette al servizio. Quando scoperte, a seconda della convenienza politica o pratica del momento, venivano uccise immediatamente o arrestate e successivamente scambiate con altri agenti, oltre a poter essere lasciate libere di agire, anche se sotto controllo, sia per poter individuare altri componenti che necessariamente costituivano la serie di contatti esistente della rete spionistica avversaria, sia per fornire false informazioni create ad hoc.

Su questo graffito del muro di Berlino ci sono Brežnev ed Honecker che si baciano. La frase in alto in cirillico dice: "Signore! Aiutami a sopravvivere a questo amore letale".

Gli aerei spia e altri apparecchi da ricognizione venivano invece subito abbattuti al momento dell'individuazione.

Tali aspetti della guerra fredda, debolmente percepiti anche dai media, hanno avuto scarso impatto sull'opinione pubblica delle rispettive potenze. Va notato che URSS e USA non ruppero mai le relazioni diplomatiche nel corso della guerra fredda e che anzi queste furono intense e quasi mai apertamente conflittuali. Ad esempio il 30 agosto 1963 entrò in funzione la 'linea rossa', ovvero il primo collegamento telefonico tra Mosca e Washington.

Il punto caldo del conflitto in ambito europeo fu la Germania, e in particolare Berlino. Uno dei simboli più vividi della guerra fredda fu proprio il Muro di Berlino, che separava Berlino Ovest (controllata dalla Germania Ovest, assieme agli alleati di Francia, Regno Unito e Stati Uniti) dalla Germania Est, che la circondava completamente. Ad un tentativo di disimpegno iniziale intorno al 1950 con il ritiro di circa 30.000 uomini dalla Germania, gli USA e la NATO fecero seguire delle esercitazioni annuali, denominate Reforger (REturn FORces to GERmany), per mantenere una elevata capacità di risposta in caso di attacco convenzionale delle forze del Patto di Varsavia (alleanza militare tra gli alleati di Berlino Est).

Studi[modifica | modifica sorgente]

Equipaggio USA di un M-24 sul fronte del Fiume Naktong durante la guerra in Corea, 17 agosto 1950

Negli studi occidentali sulla guerra fredda vengono solitamente individuati tre distinti periodi. Per più di un decennio dopo la fine della seconda guerra mondiale, pochi storici americani videro qualche ragione per sfidare l'interpretazione ufficiale statunitense sull'inizio della guerra fredda: ovvero che il deterioramento fosse il risultato diretto della violazione, da parte di Stalin, degli accordi di Jalta, dell'imposizione di governi dominati dai sovietici su un'Europa Orientale riluttante e di un aggressivo espansionismo sovietico.

Squadra speciale del KGB durante l'invasione sovietica in Afghanistan, 1982-1983 circa

A ogni modo, storici successivi, in particolar modo William Appleman Williams nel suo La tragedia della diplomazia americana (1959) e Walter LaFeber in America, Russia, e la guerra fredda,1945 - 1990 e poi dal 1977 al 1989 (1967), dettagliarono una preoccupazione preponderante: l'impegno statunitense a mantenere una "porta aperta" per il commercio americano nei mercati mondiali. Alcuni storici hanno sostenuto che le provocazioni e le ambizioni imperiali statunitensi furono da condannare parimenti, se non maggiormente.

Negli ultimi anni della guerra fredda ci furono tentativi di forgiare una sintesi post-revisionista da parte degli storici. Dalla fine della guerra fredda, la scuola post-revisionista è quella dominante. Prominenti storici post-revisionisti includono John Lewis Gaddis e Robert Grogin. Essi, piuttosto che attribuire l'inizio della guerra fredda a una delle due superpotenze, si concentrano sulla mutua errata percezione, sulla mutua reattività e sulla responsabilità condivisa tra le superpotenze. Prendendo a prestito dalla scuola realista delle relazioni internazionali, i post-revisionisti essenzialmente accettano le politiche statunitensi in Europa, come l'aiuto alla Grecia nel 1947 e il Piano Marshall, sebbene non con pari enfasi accolgano gli analoghi interventi economici sovietici.

Buzz Aldrin passeggia sulla Luna, 20 luglio 1969

Secondo questa sintesi, le "attività comuniste" non furono la radice delle difficoltà dell'Europa Occidentale, ma piuttosto furono gli effetti deleteri della guerra sulle strutture economiche, politiche e sociali dell'Europa. In aggiunta, il Piano Marshall ricostruì un sistema economico occidentale funzionante, che contrastò il fascino elettorale della sinistra radicale. Per l'Europa l'aiuto economico pose fine alla carenza di denaro e stimolò l'investimento privato nella ricostruzione del dopoguerra. Per gli USA il piano li risparmiò da una crisi di sovrapproduzione e mantenne sostenuta la domanda per le esportazioni americane.

L'alleanza della NATO sarebbe servita per integrare l'Europa occidentale in un sistema di patti di mutua difesa, fornendo quindi una salvaguardia contro la sovversione o la neutralità all'interno del blocco. Rigettando l'assunto che il comunismo fosse un monolito internazionale con disegni aggressivi sul "mondo libero", la scuola post-revisionista ciononostante accetta le politiche statunitensi in Europa come una reazione necessaria per affrontare l'instabilità europea, la quale minacciava di alterare drasticamente l'equilibrio del potere in maniera favorevole all'URSS e devastare il sistema politico ed economico occidentale.

Molti osservatori di varie fedi politiche pensano oggi che gli Stati Uniti agirono in modi che né la loro costituzione né il sentimento nazionale potrebbero supportare (come combattere guerre non dichiarate senza l'esplicito supporto del Congresso). I capi degli Stati Uniti, sia politici che militari, citano comunemente la minaccia percepita alla loro sicurezza come giustificazione per le loro azioni. In molte zone del mondo, la popolazione locale sentì di essere manipolata ed abusata da entrambe le potenze. Gran parte dell'anti-americanismo di nazioni come l'Afghanistan viene attribuito ad azioni portate avanti dagli Stati Uniti stessi. Durante il conflitto con l'Unione Sovietica, gli USA sovvenzionarono e armarono i Mujaheddin, nella loro lotta per respingere l'occupazione sovietica, ma si tirarono fuori e li abbandonarono al loro destino una volta che l'URSS si era ritirata dalla regione.

La guerra fredda e la cultura statunitense[modifica | modifica sorgente]

Parata a Berlino Est durante la celebrazione del XXV anniversario dell'erezione del muro di Berlino, 1986, Bundesarchiv

Negli anni cinquanta, la popolazione civile in America venne costretta a esercitazioni contro i raid aerei e incoraggiata a costruirsi dei rifugi antiatomici personali. Questo atteggiamento di paura raggiunse i livelli più alti durante la crisi missilistica di Cuba, risolta in extremis da Kennedy (poi assassinato) e Chruščëv (successivamente sostituito e ritiratosi a vita privata) e col passare degli anni svanì; comunque, la consapevolezza della guerra e delle sue potenziali conseguenze fu una costante. Le indicazioni per i rifugi nei grossi edifici, le proteste sul posizionamento di missili nucleari a corto raggio in Germania, Cuba e Turchia, lo spesso citato orologio dell'apocalisse nucleare, le fotografie di cadaveri impigliati nel filo spinato del Muro di Berlino, così come film tipo Wargames - Giochi di guerra, Alba rossa e The Day After - Il giorno dopo mantennero alta la consapevolezza.

Durante il maccartismo i servizi di sanità pubblica (vaccinazione, assistenza psicologica, fluorizzazione dell'acqua) vennero bollati come strumenti "comunisti" per il lavaggio del cervello.

La principale conseguenza diretta del particolare clima creatosi negli Stati Uniti con la guerra fredda, fu il maccartismo, una serie di inchieste politico-giudiziarie svoltesi fra gli anni quaranta e cinquanta, tese a colpire qualunque possibile "influenza comunista" negli apparati dello stato, e persino nei comportamenti di singoli individui. Tali inchieste, condotte spesso anche in palese contrasto con i principi costituzionali e giuridici statunitensi, colpirono numerosi soggetti, in molti casi soltanto sulla base di un semplice sospetto.

Fra di essi vi furono anche famosi personaggi della cultura e dello spettacolo, tanto che la paura di incappare nelle maglie delle inchieste anticomuniste finì per condizionare anche le scelte artistiche di scrittori, registi e produttori cinematografici che, salvo eccezioni, dovettero sempre tenersi, in quegli anni, su una linea "politicamente corretta". Il maccartismo fu figlio del clima di tensione e paura creatosi a partire dai tardi anni quaranta, ma certamente, con i suoi processi accusatori e la sua caccia spesso immotivata al traditore, finì per essere al tempo stesso moltiplicatore di tale clima di paura, grazie anche alla risonanza che tali vicende avevano presso i mass media.

La guerra fredda ispirò molte case cinematografiche e molti scrittori, risultando in un enorme numero di libri e film, alcuni più fantasiosi (come la serie dedicata a James Bond), altri più realistici e dettagliati; in particolare Tom Clancy, e più tardi con ancora maggiore realismo tecnico e politico il britannico John Le Carré, furono maestri nel descrivere vividamente gli agenti segreti e la guerra di spionaggio che avveniva sotto la superficie. Anche Rocky IV ebbe la sua valenza simbolica, circa la rappresentazione vittoriosa e buona degli Stati Uniti.

Situazione post guerra fredda[modifica | modifica sorgente]

Pur essendosi la "guerra fredda" conclusa con la caduta dell'Unione Sovietica, non si è concluso, tuttavia, il rapporto di strisciante sfiducia fra il blocco occidentale e la Federazione Russa, che, pur in una situazione di integrazione economica sempre più marcata, ha registrato, durante gli anni 2000, alcuni episodi di vera e propria contrapposizione, in particolar modo tra USA e Russia.

La guerra in Iraq, portata avanti nel 2003 da USA, Regno Unito e altri alleati (fra cui l'Italia) è stata vivamente osteggiata dalla Federazione Russa.

Attorno agli anni 2006 e 2007 i rapporti tra USA e Russia sono diventati ancor più tesi per questioni riguardanti lo Scudo spaziale e il Trattato sulle Forze Armate Convenzionali in Europa.
La proposta statunitense di installare basi di difesa missilistica a terra in Polonia e Repubblica Ceca, nonché la prospettata creazione di basi militari in Romania e Bulgaria ha visto una forte opposizione russa, la quale denunciò i piani statunitensi come violazione del Trattato sulle Forze Armate Convenzionali in Europa. La situazione è culminata il 26 aprile 2007, quando il presidente russo Vladimir Putin annunciò l'intenzione di porre una moratoria al Trattato fino a che tutti i paesi non lo avessero ratificato e avessero iniziato ad implementarlo. Nel dicembre 2007 la Duma votò favorevolmente alla sospensione del trattato. Verso agosto 2007 la Russia per la prima volta dallo scioglimento dell'Unione Sovietica ha ripristinato su Europa, Pacifico e Atlantico voli strategici permanenti di aerei militari a lungo raggio.

Nell'agosto 2008, a causa della guerra nell'Ossezia del Sud, i rapporti tra la Russia e il mondo occidentale, in particolar modo gli Stati Uniti, diventarono ancora più tesi. Il 20 agosto 2008 la firma dell'accordo sullo scudo antimissile tra USA e Polonia[3] crea ancora più tensione internazionale. Il giorno successivo Mosca annuncia l'intenzione di voler interrompere ogni collaborazione con la NATO[4]. Malgrado gli eventi negativi, l'ascesa alla Casa bianca del Presidente Barack Obama e l'avvento della sua nuova linea di politica estera aveva ricominciato a rendere più amichevoli i contatti fra le due superpotenze.

Ma nel febbraio 2014 iniziò la crisi della Crimea, dove gli abitanti, in maggioranza di etnia russa, si opposero al nuovo governo ucraino chiedendo l'indipendenza per poi potersi associare alla Federazione russa. Nei primi giorni di marzo la Russia inviò truppe regolari in aiuto dei filorussi , e pose il blocco al porto di Sebastopoli con la sua Marina. L'11 marzo la Crimea si proclama indipendente come Repubblica autonoma di Crimea, e ciò viene confermato dal referendum del 16 marzo. Infine il 18 marzo essa viene annessa alla Russia, come distretto federale. Tuttavia l'Unione Europea e gli Stati Uniti dichiarano questa annessione illegittima, in quanto andrebbe contro le leggi internazionali e la sovranità ucraina. Tale situazione conflittuale si è acuita in tempi recenti a causa della contrapposizione fra l'Ucraina e la Russia circa il destino dell'Oblast' di Donec'k che, con l'aiuto militare della Russia, si è reso parzialmente indipendente dall'autorità ucraina e avrebbe optato, tramite referendum, per l'unione con la Federazione russa.

Avendo l'Ucraina firmato il 27 giugno 2014 l'Accordo di associazione con l'Ue, il contenzioso con la Russia in merito ai fatti di Crimea e dell'Oblast' di Donec'k è diventato un ulteriore e diretto argomento di contrasto fra il blocco occidentale e la Federazione russa.

Cronologia degli eventi principali[modifica | modifica sorgente]

  • 1948 Stalin blocca gli accessi a Berlino Ovest interrompendo ogni via di comunicazione stradale, fluviale e ferroviaria. Il blocco sarà revocato dopo undici mesi durante i quali un ininterrotto ponte aereo di rifornimenti fornisce viveri, medicinali e altri beni di prima necessità a due milioni di berlinesi.
  • 1949 A Washington viene firmato il trattato di collaborazione della difesa comunemente conosciuto come Patto Atlantico NATO. Nello stesso anno partono i primi esperimenti atomici sovietici.
  • 1952 Attraverso un documento passato alla storia come Stalin-noten, Stalin offre alla Germania la possibilità di riunificarsi, a patto che non si schieri con le potenze occidentali e rimanga neutrale. Le potenze occidentali appoggiano il governo tedesco rifiutando questo accordo.
  • 1956 In Ungheria una insurrezione popolare viene repressa dall'Armata Rossa che invade il paese. Nello stesso periodo in Egitto il Canale di Suez viene occupato dalle truppe francesi, britanniche e israeliane. La crisi minaccia di estendersi quando l'URSS dichiara di voler intervenire al fianco dell'Egitto e termina con il ritiro delle forze d'invasione su pressioni degli Stati Uniti.
  • 1960 Fu eletto presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy
  • 1961 Attorno ai confini di Berlino Ovest inizia la costruzione del Muro di Berlino.
  • 1962 Il mondo è di nuovo con il fiato sospeso per la crisi dei missili di Cuba.
  • 1963 USA, Gran Bretagna e URSS concordano una sospensione dei test nucleari terrestri e subacquei.
  • 1969 Inizia una serie decennale di incontri USA-URSS, durante i quali vengono siglati numerosi accordi bilaterali per il controllo degli armamenti, ma la corsa al riarmo continua.
  • 1970 La Ostpolitik del cancelliere Willy Brandt comincia a dare frutti: Germania Occidentale e URSS firmano il primo di una serie di accordi che portano a una distensione dei rapporti fra Est e Ovest.
  • 1983 Al fine di rovesciare la neonata giunta militare filo sovietico-cubana a Grenada, gli USA invadono e occupano militarmente l'isola con l'Operazione Urgent Fury.[5] Nello stesso anno gli Stati Uniti assieme con i suoi alleati Nato eseguono una serie di esercitazioni dal nome in codice Operation Able Archer con un tale spostamento di truppe e mezzi da indurre i russi a credere che si tratti di preparativi per un attacco reale e quindi a prepararsi per una reazione che potrebbe scatenare un conflitto nucleare[6].
  • 1987 Il Trattato INF tra Reagan e Gorbačëv mette fine all'installazione degli Euromissili.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ You and the Atom Bomb, in Tribune, 19 ottobre 1945
  2. ^ Fred Halliday, "Cold War" The Oxford Companion to the Politics of the World, 2e. Joel Krieger, ed. Oxford University Press Inc. 2001.
  3. ^ Usa - Polonia, firmato l'accordo sullo scudo antimissile
  4. ^ Russia: Stop alla collaborazione con la NATO
  5. ^ ricerca.repubblica.it - REAGAN ESALTA L'INTERVENTO A GRENADA. URL consultato il 22 gennaio 2014.
  6. ^ Nel 1983 il mondo sull'orlo della guerra nucleare in ANSA, 5 novembre 2013. URL consultato il 6 novembre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Federico Romero Storia della guerra fredda. L'ultimo conflitto per l'Europa, Torino, Einaudi, 2009, ISBN 978-88-06-18829-0
  • Beschloss Michael. Mayday: Eisenhower, Kennedy and the U-2 Affair 1986.
  • Brands, H. W. Cold Warriors. Eisenhower's Generation and American Foreign Policy (1988).
  • De Vos, Luc; Rooms, Etienne (2006) (in Dutch). Het Belgisch buitenlands beleid: Geschiedenis en actoren. Acco. ISBN 90-334-5973-6.
  • Gaddis, John Lewis. Strategies of Containment: A Critical Appraisal of Postwar American National Security Policy (1982)
  • Granville, Johanna. (Il primo Domino) The First Domino: International Decision Making During the Hungarian Crisis of 1956, Texas A & M University Press, 2004. ISBN 1-58544-298-4.
  • LaFeber, Walter. America, Russia, and the Cold War, 1945–1992 7th ed. (1993)
  • Lewkowicz, Nicolas. The German Question and the International Order, 1943-48 Palgrave Macmillan, Basingstoke/New York (2010) ISBN 978-0-230-24812-0
  • Lewkowicz, Nicolas. The German Question and the Origins of the Cold War IPOC, Milano (2008) ISBN 88-95145-27-5
  • Luigi Lusenti - "State lasciando il settore americano", Comedit2000, Milano 2004
  • Miller, Roger Gene (2000), To Save a City: The Berlin Airlift, 1948-1949, Texas A&M University Press, ISBN 0-89096-967-1
  • Sivachev, Nikolai and Nikolai Yakolev, Russia and the United States (1979), by Soviet historians
  • Ulam, Adam B. Expansion and Coexistence: Soviet Foreign Policy, 1917 – 1973, 2nd ed. (1974)
  • Westad, Odd Arne The Global Cold War: Third World Interventions and the Making of our Times (2006)

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