Sacramento

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La comunione di Santa Teresa di Juan Martín Cabezalero, Museo Lázaro Galdiano, Madrid.

I Sacramenti nella tradizione cristiana, sono segni sensibili ed efficaci della grazia, istituiti da Cristo ed affidati alla Chiesa, attraverso i quali viene elargita la vita divina.[1][2]

Il sacramento è un segno che proclama tangibimente la grazia di Dio contenuta nell'Evangelo. I sacramenti per essere tali, devono essere stati istituiti da Gesù Cristo e sono affidati, per la loro amministrazione, alla Chiesa, che è "sacramento di unità".[3]

Si tratta di segni esteriori, fatti di gesti ed elementi quali acqua, olio, pane, vino, accompagnati da parole che proclamano la grazia di Dio che così raggiunge il credente per confermare e rafforzare la sua fede. La Chiesa li considera efficaci in sé stessi, cioè indipendentemente dalla dignità dei ministri ordinati che li celebrano, anche se i loro effetti dipendono comunque dalla condizione spirituale di chi li riceve[4]. I sacramenti agirebbero ex opere operato, cioè per il fatto stesso di essere stati celebrati.

Il termine è la traduzione del latino sacramentum e corrisponde al greco mysterion[5][6], tuttora utilizzato nelle Chiese di rito orientale (cattoliche e ortodosse). L'utilizzo del termine sacramentum vuole evidenziare, oltre all'idea di rito, anche quella di iniziazione e consacrazione[7].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nei primi secoli del Cristianesimo con "sacramento" si indicava l'insieme dei gesti sacri, successivamente il significato e il numero dei sacramenti si è andato definendo ed è molto diverso nelle varie confessioni cristiane.

Agostino d'Ippona afferma che la Chiesa vive molti sacramenti, e tra questi cita l'acqua benedetta, le nozze, l'eucarestia e le esequie.

In alcuni casi il termine "sacramento" viene utilizzato in locuzioni astratte per indicare l'opera di Dio attraverso gli uomini: per esempio "sacramento di salvezza", "sacramento di unità".

Cattolicesimo[modifica | modifica sorgente]

Battesimo in una chiesa cattolica.

Nella Chiesa cattolica i sette sacramenti "sono i segni e gli strumenti mediante i quali lo Spirito Santo diffonde la grazia di Cristo, che è il Capo, nella Chiesa, che è il suo corpo"[8]. Attraverso i sacramenti Cristo risorto si fa quindi presente, si manifesta e agisce nella storia degli uomini per conformarli sempre più a sé, in particolare per renderli capaci di riprodurre nella loro vita il suo mistero pasquale di passione, morte e risurrezione.

Dopo l'anno mille, con lo sviluppo della Scolastica nella Chiesa latina, si è limitato il significato della parola a quei segni sacri che erano riconosciuti come voluti da Cristo con un'efficacia loro propria. Così i sacramenti, in questa nuova accezione, si sono ridotti a sette, e il loro numero è stato confermato dal Concilio di Trento. Gli altri segni (es. segno della croce, benedizione) sono ritenuti liturgicamente meno importanti poiché non istituiti direttamente da Cristo nei Vangeli; per loro si usa il nome di sacramentali.

I sacramenti sono:

Dal punto di vista della classificazione, si parla di:

  • sacramenti dell'iniziazione cristiana: battesimo, cresima, eucaristia. Sono detti così perché costituiscono l'iniziazione alla vita di fede e di Chiesa di coloro che credono in Cristo;
  • sacramenti di guarigione: penitenza (guarigione interiore, perdono dei peccati), unzione degli infermi (per la guarigione fisica e spirituale);
  • sacramenti dell'edificazione della Chiesa: ordine sacro (guida pastorale della comunità cristiana) e matrimonio (edificazione della "piccola Chiesa domestica" che è la famiglia).

Per essere valido, il sacramento deve avere la giusta materia (segno materiale), la giusta formula (modalità di amministrazione) e la giusta intenzione (volontà di seguire la Chiesa)[9].

Il Catechismo della Chiesa cattolica afferma, citando il Concilio Vaticano II (costituzione Sacrosanctum Concilium sulla Divina Liturgia), che i sacramenti, e l'eucarestia in particolare, sono la "fonte e il vertice di tutta la vita cristiana"[10].

Ortodossia[modifica | modifica sorgente]

Battesimo in una chiesa ortodossa greca.

La Chiesa ortodossa e le Chiese orientali antiche riconoscono gli stessi sette sacramenti della Chiesa cattolica, ma li definiscono "misteri" preferendo non utilizzare il termine "sacramento". Inoltre preferiscono non "catalogare" i misteri, spesso chiamati porte della grazia[11], in un numero ben definito, mantenendo la definizione di Agostino d'Ippona.

I sacramenti di iniziazione (battesimo, cresima ed eucaristia) vengono conferiti in un'unica celebrazione. Altri sacramenti sono la confessione, il matrimonio, la consacrazione e l'Efcheleon (unzione degli infermi)[12].

Protestantesimo[modifica | modifica sorgente]

Nel Protestantesimo viene ridiscussa la natura dei sacramenti, e generalmente vengono considerati tali solo quelli di cui il Nuovo Testamento riporta un comando esplicito da parte di Gesù, cioè il battesimo, l'eucarestia e parzialmente la confessione[13]. Gli altri segni vengono considerati riti ecclesiastici.

Al termine sacramento viene generalmente preferito in ambito protestante quello di ordinanza, e si ritiene che questi rituali siano espressioni esterne di fede, piuttosto che l'impartizione della grazia di Dio.

Gnosticismo[modifica | modifica sorgente]

Nel Vangelo secondo Filippo sono elencati alcuni brani della catechesi cristiana gnostica valentiniana riguardo ai sacramenti. I sacramenti elencati sono il battesimo, il crisma, l'eucarestia, il riscatto e la camera nuziale. Il battesimo è per immersione, rappresenta l'iniziazione ai misteri gnostici e conferisce l'immortalità,[14] concessa anche mediante il crisma, l'unzione con olio, che ha una importanza superiore al battesimo.[15] L'eucaristia si celebra mediante l'assunzione di pane e vino e ha il compito di far assaporare all'iniziato l'unione con il divino: mediante l'eucaristia lo gnostico diventa capace di ricevere l'"uomo perfetto",[16] prefigurare l'unione con la propria "immagine angelica" alla propria morte,[17], ricevendo al contempo la vita eterna e la perfezione.[18] Non sono forniti dettagli per il sacramento del "riscatto" o della "redenzione";[19] potrebbe trattarsi dell'ultimo rito prima dell'ascesa ai cieli.[20]

Enfasi particolare è data al sacramento della "camera nuziale", il più importante e l'unico peculiare dei valentiniani. Nel commento alla Genesi (2,21-23), si racconta che originariamente l'umanità era androgina; la separazione tra Eva e Adamo, con la conseguente differenziazione tra i sessi, è stata causa della decadenza umana, con l'ingresso della morte nel mondo. Lo scopo della venuta di Cristo è stato proprio la riunione tra maschio e femmina: così come marito e moglie si uniscono nella camera nuziale, allo stesso modo l'iniziato nella camera nuziale sacramentale (spirituale) riceve una anticipazione della sua unione con la sua controparte celeste.[20][21][22][23]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Che cosa sono i Sacramenti e quali sono?.
  2. ^ CCC 1113-1131
  3. ^ Can. 837
  4. ^ Su quest'ultimo aspetto, cfr, Giovanni Filoramo, "Cristianesimo", Mondadori Electa 2007.
  5. ^ Cfr. materiale dell'Ufficio Scuola della Diocesi di Belluno
  6. ^ Catechismo della Chiesa Cattolica
  7. ^ Giovanni Filoramo, op. cit.
  8. ^ "Catechismo della Chiesta Cattolica", Libreria Editrice Vaticana, 2006.
  9. ^ Giovanni Filoramo, "Cristianesimo", Mondarori Electa, 2007.
  10. ^ "Catechismo della Chiesta Cattolica", 1324, Libreria Editrice Vaticana, 2006.
  11. ^ Giovanni Filoramo, op. cit.
  12. ^ Giovanni Filoramo, op. cit.
  13. ^ Sulla conservazione di battesimo ed eucarestia nel protestantesimo, cfr. Giovanni Filoramo, op. cit.
  14. ^ Vangelo secondo Filippo, 61,12-20; 65,25-30; 69,4-26; 73,1-7; 65,21-24; 77,7-14.
  15. ^ Vangelo secondo Filippo, 73,15-19;
  16. ^ Vangelo secondo Filippo, 75,14-21.
  17. ^ Vangelo secondo Filippo, 58,10-14.
  18. ^ Vangelo secondo Filippo, 57,3-8.
  19. ^ Vangelo secondo Filippo, 52,35-53,13; 69,23-27; 85,21-31.
  20. ^ a b Peel, Malcom L., "Philip, Gospel of", in Mills, Watson E. e Roger Aubrey Bullard, Mercer dictionary of the Bible, Mercer University Press, 1998, ISBN 0865543739, p. 683.
  21. ^ Vangelo secondo Filippo, 68,22-24; 70,9-21; 76,6-16.
  22. ^ Wesley W. Isenberg, "The Gospel of Philip", in Marvin W. Meyer, James McConkey Robinson, Coptic Gnostic Library Project, The Nag Hammadi Library in English, Brill Archive, 1977, ISBN 9004054340, p. 131.
  23. ^ Kristen E. Kvam, Linda S. Schearing, Valarie H. Ziegler, Eve and Adam: Jewish, Christian, and Muslim readings on Genesis and gender, Indiana University Press, 1999, ISBN 0253212715, pp. 121-122.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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