Condicio sine qua non

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Condicio sine qua non è una frase latina, dal significato letterale: "condizione senza la quale non [si può verificare un evento]".

La frase è generalmente usata per indicare un vincolo considerato irrinunciabile: ad esempio, "Condicio sine qua non perché io accetti la presidenza è che gli attuali candidati si ritirino".
Si usa spesso anche la versione, errata dal punto di vista linguistico, conditio sine qua non: nel latino classico, infatti, "conditio,-onis" (con la prima "i" corta, perché derivante dal verbo "condo", cioè fondare, istituire) significa appunto "fondazione", "creazione" (come nella locuzione latina ab Urbe condita, vale a dire dalla fondazione di Roma), oppure (con la prima "i" lunga perché derivante da "condio", ovvero condire, mettere in salamoia, rendere gustoso) "conservazione" (di frutti) e "preparazione" (di cibi), mentre "condicio,-onis" significa "accordo", "patto" o appunto "situazione", "qualità", "condizione" (perché deriva dal verbo "condico", il quale significa appunto accordarsi, stabilire insieme).
La locuzione è diffusa anche in ambito legale, quando a qualche contratto, atto o scrittura in genere, si appone una clausola, una condizione, con l'aggiunta "sine qua, non", cioè condizione e clausola essenziale, senza la cui osservanza il contratto o atto stesso diventa nullo.

In materia di diritto penale l'espressione condicio sine qua non identifica una teoria, detta anche teoria della equivalenza delle condizioni, formulata da Neil ed integrata dal noto criminalista tedesco Von Buri nel 1873, secondo cui è causa di un evento ogni antecedente senza il quale, alla stregua di una valutazione ex post, l'evento stesso non si sarebbe verificato

[modifica] Utilizzo nella cultura popolare

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