Confermazione

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Un credente riceve la confermazione dall'arcivescovo Joseph Urtasun ad Avignone (anno 1961).

Il rito della confermazione o cresima è un sacramento della Chiesa cattolica e ortodossa che esprime la discesa dello Spirito Santo sui credenti tramite l'imposizione delle mani da parte degli apostoli, nella chiesa primitiva, e che continua oggi ad essere praticata dal vescovo.

Il termine «confermazione» connota il fatto che i candidati confermano i loro voti e promesse battesimali fatti a nome loro dai loro genitori e padrini/madrine al momento del loro battesimo da neonati, ma storicamente il suo significato è più complesso di questo. Infatti, le parole confirmatio, confirmare, cominciarono ad essere usate nell'unzione post-battesimale, quando il vescovo impartiva il battesimo agli adulti.

Quindi veniva e viene tuttora eseguito subito dopo il battesimo agli adulti, e viene conferito come confermazione a chi fu battezzato da bambino, è naturale che il termine "confermazione" va anche ad intendere "rafforzamento".

Dati storici e teologici[modifica | modifica wikitesto]

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Questo sacramento, all'inizio, non aveva un nome specifico, ma veniva identificato col rito stesso con cui veniva amministrato, ossia imposizione delle mani.

Per un certo periodo (VII secolo) venne da alcuni identificato col termine greco «σφραγὶς» [sfraghìs], in latino signaculum o consignatio, ossia "sigillo". Ci si riferiva con questo al segno di Cristo, impresso simbolicamente con l'olio sulla fronte del neofita all'atto della sua iniziazione alla fede, per indicare la "proprietà" di Cristo su quella persona (allo stesso modo in cui i soldati si imprimevano sulla fronte il segno del loro capo, e agli schiavi veniva impresso il sigillo del loro padrone).

A partire dal V secolo comincia a diventare comune l'uso del termine confirmatio (greco «βεβαίωσις» [bebàiōsis] , "confermazione"), sia nel senso di completamento, perfezionamento della grazia del Battesimo, sia nel senso di irrobustimento, fortificazione.

Infine il termine "cresima", dal greco «χρὶσμα» [crìsma], "unto", "olio", entra in uso in tempi più tardi, e vuole esprimere sia il gesto dell'unzione, sia la materia con la quale è compiuta.

Origini del sacramento[modifica | modifica wikitesto]

Le radici della confermazione si trovano nel Nuovo Testamento. Ad esempio, negli Atti degli Apostoli 8:14–17:

« Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samaria aveva accolto la parola di Dio e vi inviarono Pietro e Giovanni. Essi discesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora sceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo. »

Inoltre, nel Vangelo di Giovanni Cristo parla della discesa dello Spirito Santo sugli apostoli (14:15-26). Più avanti, dopo la Resurrezione, Gesù soffia su di loro ed essi ricevono lo Spirito Santo (20:22) azione questa che sarà completata nel giorno di Pentecoste (Atti 2:1-4). Da questo momento in poi, il Nuovo Testamento riporta che gli apostoli trasmettono lo Spirito Santo sui fedeli con l'imposizione delle mani.

Nella Lettera agli Efesini 4:30 troviamo un riferimento alla confermazione come "sigillo":

« E non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio, col quale foste segnati per il giorno della redenzione. »

Nella Lettera agli Ebrei 6:1-3 troviamo la confermazione fra le "fondamenta" della fede:

« Perciò, lasciando da parte l'insegnamento iniziale su Cristo, passiamo a ciò che è più completo, senza gettare di nuovo le fondamenta della rinunzia alle opere morte e della fede in Dio, della dottrina dei battesimi, dell'imposizione delle mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno. Questo noi intendiamo fare, se Dio lo permette. »

Nel Nuovo Testamento vi è una differenza chiara fra l'imposizione delle mani per la confermazione e quella per l'ordinazione sacerdotale. Nel primo caso, citiamo gli Atti degli Apostoli 9:17:

« Allora Anania andò, entrò nella casa, gli impose le mani e disse: «Saulo, fratello mio, mi ha mandato a te il Signore Gesù, che ti è apparso sulla via per la quale venivi, perché tu riacquisti la vista e sia colmo di Spirito Santo »

Nel secondo caso, citiamo gli Atti degli Apostoli 13:2-3:

« Mentre essi stavano celebrando il culto del Signore e digiunando, lo Spirito Santo disse: "Riservate per me Barnaba e Saulo per l'opera alla quale li ho chiamati". Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani e li accomiatarono. »

La confermazione viene vista chiaramente nell'episodio riguardante Simon Mago negli Atti degli Apostoli 8:8-24:

« Anche Simone credette, fu battezzato e non si staccava più da Filippo. Era fuori di sé nel vedere i segni e i grandi prodigi che avvenivano. Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samaria aveva accolto la parola di Dio e vi inviarono Pietro e Giovanni. Essi discesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora sceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo. Simone, vedendo che lo Spirito veniva conferito con l'imposizione delle mani degli apostoli, offrì loro del denaro dicendo: "Date anche a me questo potere perché a chiunque io imponga le mani, egli riceva lo Spirito Santo". Ma Pietro gli rispose: "Il tuo denaro vada con te in perdizione, perché hai osato pensare di acquistare con denaro il dono di Dio. »

Riferimenti biblici[modifica | modifica wikitesto]

Riferimenti alla confermazione si trovano in vari libri dell'Antico Testamento. Vediamo ad esempio Gioele 1:

« Dopo questo, io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo »

Nel libro del profeta Ezechiele inoltre troviamo una chiara distinzione fra il battesimo (Ez 36,25) e la confermazione (Ez 36,27):

« Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati;

Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei statuti e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi. »

Nel Vangelo di Giovanni (14:26, 16:7-8) infatti Gesù così descrive l'effetto della confermazione:

« Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v'insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.

Ora io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò. E quando sarà venuto, egli convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio. »

Confronti dottrinali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cristianesimo e mitraismo.

Sebbene vi sia chi confronti le origini storiche della confermazione ad altre religioni quale il mitraismo, si tratta di studi non conclusivi giacché i confronti dottrinali sono resi difficili dalla scarsità ed eterogeneità delle fonti sul mitraismo, comunque molto posteriori a Cristo.

Pratica rituale e sacramentale[modifica | modifica wikitesto]

Nelle Chiese cattolica e ortodossa[modifica | modifica wikitesto]

Per le Chiese cattolica ed ortodossa, il sacramento, strumento di grazia, è un'occasione per il credente di ricevere l'"aiuto" divino nella propria vita di fede.

La confermazione fa parte, insieme al battesimo ed alla eucarestia, dei "sacramenti dell'iniziazione cristiana". Il battesimo incorpora il fedele alla Chiesa, il "popolo di Dio", l'eucarestia sostiene il fedele nel cammino verso la "città celeste", mentre è ancora in quella "terrena", la confermazione conferma l'impegno del credente nella fede e nell'essere testimone della Parola di Dio.

La confermazione è detta anche cresima. Il termine cresima come detto ha la stessa origine del termine Cristo, derivano infatti dalla parola greca "crisma", "unzione". Come Cristo è l'"unto", così la cresima è l'unzione del cristiano. Come Cristo è consacrato sacerdote, profeta e re, così con la cresima il cristiano è consacrato sacerdote, profeta e re. In questo senso si dice anche che la cresima renda "soldati di Cristo", espressione collegata con il rituale del buffettoche è un retaggio di investitura militaresca: come nell'esercito romano si dava la alapa militaris (uno schiaffo che simboleggiava una prima ferita), ripresa nelle investiture cavalleresche di "addobbamento", così il vescovo dava un piccolo buffetto sulla guancia destra, che resta tutt'oggi nel rituale.

Il rito della cresima differisce nella Chiesa cattolica latina ed in quelle orientali, sia cattoliche che ortodosse. In quelle orientali si ricevono, ancora neonati, contemporaneamente tutti e tre i sacramenti della iniziazione.

La Chiesa cattolica latina dispone che "il sacramento della confermazione venga conferito ai fedeli all'incirca all'età della discrezione, a meno che la Conferenza episcopale non abbia determinata un'altra età o non vi sia il pericolo di morte oppure, a giudizio del ministro, non suggerisca diversamente una grave causa" (canone 891 del codice di diritto canonico).

Le Chiese orientali (cattoliche e ortodosse), considerando questo sacramento come "effusione della grazia", ritengono opportuno conferirlo già ai neonati al momento del battesimo. I cattolici latini, invece, ritengono conveniente conferirlo quando la persona è consapevole di ciò che sta ricevendo, tanto da richiedere, di solito, un corso di catechesi di preparazione, che duri almeno un anno. In passato la Chiesa latina conferiva il sacramento della Cresima poco prima della "prima comunione", la prima volta in cui si partecipava all'eucarestia. Una pratica del genere viene ora riproposta dal sinodo dei vescovi per ristabilire l'ordine teologico dei primi tre sacramenti.

La Chiesa latina prevede anche la presenza di un padrino o madrina, cristiano già cresimato, che accompagni il "cresimando" a ricevere il sacramento, mentre le Chiese orientali, che conferiscono il sacramento subito dopo il battesimo, al quale è presente il padrino o madrina, non ritengono necessario legiferare sulla loro presenza anche alla cresima.

Nonostante queste diversità, entrambe le Chiese attribuiscono a questo sacramento una funzione identica. Del resto, prevedono che a conferire il sacramento sia il vescovo o un sacerdote autorizzato, che unge la fronte del cresimando, dopo aver chiesto allo stesso, o ai genitori in sua vece se neonato, di assumere l'impegno ad una vita cristiana coerente con i valori evangelici.

Sono state più volte contestate le recenti posizioni di molte conferenze episcopali che hanno deciso di restituire l'antica disciplina e di non ritardare più l'amministrazione del sacramento fino all'età di quattordici o sedici anni, come in recenti decenni avveniva con il risultato di fare del Sacramento quasi un rito di passaggio all'età adulta.

Chi interpreta il sacramento come solo o principalmente una professione di fede e di conferma della propria appartenenza ad una confessione religiosa (dando così alla parola "confermazione" un senso attivo di qualcosa compiuto dal cresimando) non vede di buon occhio la sua amministrazione, come si usa in alcuni paesi, a bambini di solo sette o otto anni.

Invece, nel contesto del sacramento, la Chiesa cattolica-romana interpreta la parola "confermazione" in senso passivo nei riguardi del cresimando e in senso attivo dello Spirito Santo per mezzo del rito: "Il sacramento della confermazione, che imprime il carattere e per il quale i battezzati, proseguendo il cammino dell'iniziazione cristiana, sono arricchiti del dono dello Spirito Santo e vincolati più perfettamente alla Chiesa, "corrobora coloro che lo ricevono" e li obbliga più strettamente ad essere con le parole e le opere testimoni di Cristo e a diffondere e difendere la fede" (canone 879 del Codice di diritto canonico).

Nel protestantesimo[modifica | modifica wikitesto]

Confermazione conferita ad una ragazza della Chiesa di Norvegia

Il rito della confermazione continua ad essere praticato nelle Chiese riformate e presbiteriane e, in genere, quelle che praticano il battesimo dei bambini. La sua legittimità biblica, però, e la pratica che se ne fa, viene sempre più spesso messa in questione. Esse affermano che:

  • la confermazione non è un sacramento, ma un antico rito della Chiesa che deriva dagli apostoli quando imponevano le mani su coloro che venivano battezzati;
  • in esso i candidati ratificano e confermano i voti fatti in loro nome da coloro che li hanno portati nella loro infanzia al Battesimo;
  • esso dà l'opportunità a coloro che sono stati battezzati nella loro infanzia di rinnovare e di confermare loro stessi i voti fatti al momento del battesimo;
  • in esso le persone, con un'aperta confessione di fronte agli uomini, riconoscono Gesù Cristo, il figlio di Dio, come loro Signore e salvatore ["Chiunque perciò mi riconoscerà, davanti agli uomini, io pure lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli. Ma chiunque mi rinnegherà davanti agli uomini, io pure lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli" (Matteo 10:32,33); …poiché se confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. Col cuore infatti si crede per ottenere giustizia e con la bocca si fa confessione, per ottenere salvezza" (Romani 10:9,10).
  • Hanno il dovere di fare questa confessione di fede tutti i cristiani che hanno raggiunto l'età della discrezione o responsabilità, che si rendono conto di essere peccatori e che senza ravvedimento verso Dio e fede nel nostro Signore Gesù Cristo, sono perduti.

Nella Chiesa anglicana la confermazione assume natura di rito "sacramentale", cioè non di sacramento vero e proprio, ma di pratica che attribuisce un bene spirituale al fedele. Il ramo "cattolico" dell'anglicanesimo attribuisce a tale istituto, però, un vero e proprio valore sacramentale.

La legittimità della confermazione è spesso posta in discussione, nelle chiese evangeliche, sotto diversi aspetti:

  1. la sua discutibile giustificazione biblica;
  2. il fatto che diventi spesso solo una tradizione che si pratica solo per consuetudine senza una reale persuasione di fede del candidato e quindi che le si attribuisca il valore solo di "rito di passaggio" indipendente da un autentico impegno nella vita cristiana (tipica la situazione di molti confermati che, dopo questa cerimonia "non si vedono più in chiesa");
  3. la necessità di spostarla in avanti nel tempo, per le chiese che "confermano" adolescenti troppo giovani per intenderne effettivamente la valenza.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Cattolica, Catechismo della Chiesa Cattolica, Città del Vaticano, 1992 (ISBN 88-209-1888-9)

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