Anania di Damasco

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Sant'Anania
Anania restituisce la vista a San Paolo (1631), di Pietro da Cortona
Anania restituisce la vista a San Paolo (1631), di Pietro da Cortona

martire

Nascita Damasco, I secolo a.C.
Morte Eleutheropolis, I secolo d.C.
Venerato da Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Ricorrenza 25 gennaio

Anania (Damasco, I secolo a.C.Eleutheropolis, I secolo) sarebbe stato un discepolo di Gesù, vescovo di Damasco, responsabile della conversione di Paolo di Tarso e martirizzato; per questo considerato santo.

Agiografia[modifica | modifica sorgente]

Il martirio di Anania in una miniatura del Menologio di Basilio II
La cripta ricavata nella casa di Anania, a Damasco

Tradizionalmente Anania è indicato tra i settanta discepoli che furono inviati a predicare nel mondo, la cui missione è ricordata da Luca 10 (La Parola è Vita)[1].
Inoltre Anania fu il discepolo che fece recuperare la vista a Paolo di Tarso e poi lo battezzò:

  • Atti Degli Apostoli[2], Capitolo 9, versetti 10-19:

10 C'era a Damasco un discepolo di nome Anania. Il Signore in una visione gli disse: "Anania!". Rispose: "Eccomi, Signore!".
11 E il Signore a lui: "Su, va' nella strada chiamata Diritta e cerca nella casa di Giuda un tale che ha nome Saulo, di Tarso; ecco, sta pregando
12 e ha visto in visione un uomo, di nome Anania, venire a imporgli le mani perché recuperasse la vista".
13 Rispose Anania: "Signore, riguardo a quest'uomo ho udito da molti quanto male ha fatto ai tuoi fedeli a Gerusalemme.
14 Inoltre, qui egli ha l'autorizzazione dei capi dei sacerdoti di arrestare tutti quelli che invocano il tuo nome".
15 Ma il Signore gli disse: "Va', perché egli è lo strumento che ho scelto per me, affinché porti il mio nome dinanzi alle nazioni, ai re e ai figli d'Israele;
16 e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome".
17 Allora Anania andò, entrò nella casa, gli impose le mani e disse: "Saulo, fratello, mi ha mandato a te il Signore, quel Gesù che ti è apparso sulla strada che percorrevi, perché tu riacquisti la vista e sia colmato di Spirito Santo".
18 E subito gli caddero dagli occhi come delle squame e recuperò la vista. Si alzò e venne battezzato,
19 poi prese cibo e le forze gli ritornarono. Secondo la tradizione Anania evangelizzò a Damasco dove fu anche vescovo e poi si trasferì a Eleutheropolis, dove nel corso del I secolo fu martirizzato.

Per Anania la circoncisione non era elemento essenziale per la conversione al giudaismo, in senso lato, sovvertendone così uno dei principi fondamentali[3].

Secondo la scrittore inglese di origini ebraiche, Hyam Maccoby, studioso delle religioni giudaica e cristiana, Anania fu il padre del capo dei rabbini di Gerusalemme, al tempo della distruzione del Tempio, Joshua ben Hananiah.

Culto[modifica | modifica sorgente]

Le reliquie di san Anania sono attualmente conservate a Roma nella basilica di San Paolo fuori le mura, tranne la testa, donata dal re di Boemia, Carlo IV, alla cattedrale di San Vito di Praga.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ = Dal vangelo secondo Luca
  2. ^ = Atti_degli_Apostoli
  3. ^ S. Mazzarino, L'impero romano, pg 152, cfr bibliografia

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Alfonso Anania - Antonella Carri - Lilia Palmieri - Gioia Zenoni, Siria, viaggio nel cuore del medio oriente, 2009, Polaris, p. 155-156.
  • Santo Mazzarino, L'impero romano, Milano, Mondadori, 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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