Pentecoste

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Pentecoste
Giotto di Bondone 088.jpg
Tipo di festa religiosa
Data cinquantesimo giorno dopo la Pasqua
Religione Ebraismo, Cristianesimo
Oggetto della celebrazione Rivelazione di Dio sul Sinai (ebraismo); discesa dello Spirito Santo (Cristianesimo)
Feste correlate Pasqua
Altri nomi Festa dello Spirito Santo, pascha rosatum

Pentecoste (in greco antico πεντηκοστή [ἡμέρα], traslitterato in pentecosté [heméra], cioè "cinquantesimo [giorno]"), è una festa della tradizione ebraica, nella quale rappresentava una festa di ringraziamento. La civiltà cristiana celebra l’effusione dello Spirito Santo, dono del Risorto, e la nascita della Chiesa.

Nella religione cristiana, cade nel cinquantesimo giorno dopo Pasqua (da cui il nome), di domenica, ed è quindi una festa mobile, dipendente dalla data della Pasqua.

La Pentecoste nell'ebraismo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Shavuot.

Nell'ebraismo la Pentecoste è una delle tre festività, dette Shalosh regalim (tre pellegrinaggi), denotanti feste di pellegrinaggio - a Gerusalemme.

L'origine della festa è ebraica e si riferisce allo Shavuot (letteralmente: settimane), celebrato sette settimane dopo La Pasqua ebraica, iniziando a contare dal secondo giorno di Pasqua, il 16 di Nisan. La festività ebraica era legata alle primizie del raccolto e alla rivelazione di Dio sul Monte Sinai, dove Dio ha donato al popolo ebraico la Torah. Le sette settimane corrispondono al periodo dell'Omer, un periodo di lutto in memoria di disgrazie accadute al popolo di Israele che termina con la festa di Lag Ba Omer, e Shavuot vuole essere una festa gioiosa per il dono della Torah.

La lettura cristiana dell'Antico Testamento[modifica | modifica sorgente]

Affresco devozionale su muro esterno, raffigurate il miracolo della Pentecoste a Donnas (Valle d'Aosta)

Ebrei e cristiani, pur considerando sacri gli stessi libri (rispettivamente Tanakh e l'Antico Testamento), nel corso della storia si sono allontanati reciprocamente nella lettura che ne hanno fatto. Gli studiosi cristiani rileggono nella maniera seguente la festa di Pentecoste dell'Antico Testamento:

Il termine Pentecoste[modifica | modifica sorgente]

Il termine Pentecoste, utilizzato dagli ebrei di lingua greca[1], si riferisce alla festa, conosciuta nell'Antico Testamento come "festa della mietitura e delle primizie" (Es 23,16), "festa delle settimane" (Es 34,22; Dt 16,10; 2 Cr 8,13), "giorno delle primizie" (Nm 28,26), e definita più tardi ’asereth o ’asartha, cioè "assemblea solenne" e, probabilmente, "festa conclusiva": Pentecoste è la festa per la fine del raccolto e della stagione che segue la Pasqua.

Il giorno della celebrazione[modifica | modifica sorgente]

Pentecoste cade il cinquantesimo giorno dal "giorno dopo il sabato" di Pasqua, secondo quanto dice Lv 23,11. L'interpretazione di questo passo fu prontamente discussa e, al tempo di Gesù, esistevano due pareri riguardo al giorno in cui doveva cadere la festa.

  • La maggior parte dei dottori (e gran parte della popolazione) sosteneva, citando Lv 23,7, che il sabato a cui ci si riferisce nel versetto 11 fosse il primo giorno degli Azzimi, il 15 di Nisan.
  • I Sadducei, e più tardi anche i caraiti, ritenevano che s'intendesse il sabato che cadeva durante i sette giorni degli Azzimi[2].

Quale opinione sia più vicina al reale significato del versetto non ci è dato saperlo; la diatriba è ancora presente ma gli ebrei celebrano Shavuot cinquanta giorni dopo il 16 di Nisan.

L'aspetto agricolo[modifica | modifica sorgente]

Come l'offerta di un covone d'orzo segnava l'inizio della stagione del raccolto, così l'offerta di un pane prodotto con il grano nuovo ne segnava il termine. Questo non significa che Pentecoste, originariamente, fosse una semplice festa agricola; ma dimostra che la legge mosaica si rivolgeva ad una popolazione agricola, adattandosi perfettamente ai suoi particolari bisogni ed abitudini.

La celebrazione del dono della legge[modifica | modifica sorgente]

Dal termine dei tempi biblici, un significato completamente nuovo, mai apparso nelle Scritture, venne attribuito dagli ebrei a questa festa: Pentecoste commemorava il dono della Legge sul monte Sinai, come raccontato da Es 19,1, sostituendo la festività che ricordava il cinquantesimo giorno dell'uscita dall'Egitto.

Questa attribuzione, attestata da diversi Padri della Chiesa[3], è giunta fino ad alcuni moderni libri liturgici ebraici, dove la festività è descritta come "il giorno del dono della Legge" (Maimonide More Neb., iii, 41).

Seguendo questa interpretazione, gli ebrei moderni passano la vigilia della festa leggendo la Legge o altre Scritture appropriate. Nella diaspora la festa dura due giorni, un'eredità questa dovuta alla difficoltà con cui gli ebrei della diaspora riuscivano ad accertare esattamente in che giorno il mese iniziava in Erez Israel (Talmud, Trattato Pesach, lii,1; Rosh hashsh, v,1).

Durante il giorno di Pentecoste non era permesso il lavoro servile (Lv 23,21).

I sacrifici[modifica | modifica sorgente]

L'offerta sacrificale consisteva in due forme di pane lievitato fatto con due decimi di efa, oppure farina prodotta con il grano nuovo (Lv 23,17; Es 24,22). Il pane lievitato non poteva essere posto sopra l'altare (Lv 2,11) ed era solamente presentato (alla lettera "sollevato"); una forma di pane veniva data al Sommo sacerdote, l'altra veniva divisa tra i sacerdoti, che ne mangiavano dentro ai recinti sacri.

Venivano offerti anche due agnelli dell'anno, come sacrificio di pace, e un capro per l'espiazione dei peccati, insieme all'olocausto di sette agnelli senza difetto, un vitello e due arieti (Lv 23,18-19). Il numero delle vittime offerte in olocausto durante la festa è diverso da quello citato in Nm 28,26-31. Gli ebrei moderni considerano i due regolamenti come supplementari[4].

L'aspetto sociale[modifica | modifica sorgente]

La festa era un'occasione per gioiose riunioni sociali (Dt 16,1), e possiamo dedurre dal Nuovo Testamento che, come per la Pasqua, un gran numero di ebrei provenienti da tutte le parti del mondo raggiungevano Gerusalemme per parteciparvi (At 2,5-11).

La festa di Pentecoste nella cristianità[modifica | modifica sorgente]

Miracolo di Pentecoste, Fidelis Schabet, 1867
Pentecoste: miniatura da Les Très Riches Heures du duc de Berry

All'interno del gruppo dei discepoli di Gesù Cristo, seguendo quanto narrato in Atti 2,1-11 la Pentecoste ha perso il significato ebraico per designare invece la discesa dello Spirito Santo, che viene come la nuova legge donata da Dio ai suoi fedeli, e come la nascita della Chiesa cominciando dalla comunità di Gerusalemme, o "comunità gerosolimitana" (At 2,42-48).

La ricorrenza di tale evento è diventata un appuntamento fisso del calendario liturgico, è detta anche Festa dello Spirito Santo e conclude le festività del Tempo pasquale.

Che Pentecoste sia nata nel periodo apostolico è dichiarato nel settimo frammento attribuito a Sant'Ireneo. In Tertulliano (De bapt. xix) la festa appare già ben definita. Il pellegrino gallico ci dà un resoconto dettagliato del modo solenne in cui veniva osservata a Gerusalemme (Peregrin. Silviæ, ed. Geyer, iv). Le Costituzioni Apostoliche (V, xx, 17) dicono che Pentecoste dura una settimana, ma in Occidente l'ottava si cominciò a celebrare in periodo più tardivo. In Berno di Reichenau (+ 1048) appare che era discusso ai suoi tempi se Pentecoste dovesse avere o no un'ottava.

In passato i catecumeni che non potevano essere battezzati a Pasqua venivano battezzati durante la vigilia di Pentecoste, e per questo le cerimonie del sabato vigilia di Pentecoste erano simili a quelli del Sabato santo. La festa della Pentecoste - Domenica di Pentecoste, incluso il "Lunedì di Pentecoste", quale giornata festiva a tutti gli effetti civili - è festeggiata con particolare rilevanza nell'Europa occidentale: Germania, Austria, Spagna, Svizzera, Belgio, Francia, Olanda e Lussemburgo. In tutto l'Alto Adige, compreso il capoluogo Bolzano, anche il Lunedì di Pentecoste è ufficialmente giorno festivo. Nel Regno Unito è chiamata Whitsun, contrazione di White Sunday (domenica in bianco), a causa delle vesti bianche indossate da coloro che venivano battezzati durante la vigilia.

In passato durante l'intera settimana i tribunali non si riunivano e il lavoro servile era vietato. Il concilio di Costanza (1415) limitò tale proibizione ai primi tre giorni della settimana. Il riposo sabbatico del martedì fu abolito nel 1771, e in molte zone di missione anche quello del lunedì, fino ad essere abrogato per l'intera Chiesa da papa Pio X nel 1911. Prima della riforma liturgica il grado liturgico del lunedì e del martedì della settimana di Pentecoste era doppio di prima classe.

Liturgia di Pentecoste[modifica | modifica sorgente]

La celebrazione liturgica della Pentecoste sembra risalire al I secolo, benché non ci sia prova che venisse osservata, a differenza della Pasqua; il versetto di 1 Cor 16,8 probabilmente si riferisce alla festa ebraica.

Attualmente la liturgia la celebra nel grado di solennità.

L'Ufficio di Pentecoste aveva prima della riforma liturgica un solo Notturno durante l'intera settimana dell'ottava. A Terza viene cantato il Veni Creator invece del solito inno, perché è all'ora terza che discese lo Spirito Santo.

La Messa di Pentecoste ha una sequenza, il Veni Sancte Spiritus attribuita a Papa Innocenzo III o più probabilmente a Stefano di Langhton arcivescovo di Canterbury.

Il colore dei paramenti è rosso, simbolo dell'amore dello Spirito Santo o delle lingue di fuoco.

Devozione[modifica | modifica sorgente]

Date di Pentecoste[modifica | modifica sorgente]

Date della Pentecoste, 2002-2020
Anno Cattolicesimo Ortodossia
2002 19 maggio 23 giugno
2003 8 giugno 15 giugno
2004 30 maggio
2005 15 maggio 19 giugno
2006 4 giugno 11 giugno
2007 27 maggio
2008 11 maggio 15 giugno
2009 31 maggio 7 giugno
2010 23 maggio
2011 12 giugno
2012 27 maggio 3 giugno
2013 19 maggio 23 giugno
2014 8 giugno
2015 24 maggio 31 maggio
2016 15 maggio 19 giugno
2017 4 giugno
2018 20 maggio 27 maggio
2019 9 giugno 16 giugno
2020 31 maggio 7 giugno

La Festa di Pentecoste è festa mobile, nel senso che la sua data dipende dalla data della Pasqua e dal relativo calcolo della Pasqua. Essendo la Pasqua celebrata in date diverse dalle varie confessioni cristiane, di conseguenza anche la Pentecoste è celebrata in date diverse dalle tradizioni occidentali ed orientali del Cristianesimo.

Usanze odierne dei vari paesi[modifica | modifica sorgente]

Ancora nel XIX secolo esisteva in Italia l'uso di far piovere dall'alto sui fedeli, durante la messa di Pentecoste, dei petali di rose rosse, per evocare la discesa dello Spirito Santo. Per questo la festività prese il nome anche di "Pasqua rosata", che conserva tuttora in alcune zone del centro e del sud dell'Italia,[5], o di Pascha rosatum. A Massaquano il martedì di Pentecoste si svolge la plurisecolare Festa della Madonna: al rientro la processione si conclude con la copiosa pioggia di petali di rose ed è obbligatorio avere sulla tavola a pranzo la pastiera, dolce pasquale, proprio perché la Pentecoste è detta Pasqua rosata. In Alto Adige, inoltre, la domenica dopo il Corpus Domini si festeggia il "Sacro Cuore". Si svolgono processioni religiose con bande musicali e compagnie di "Schützen". Nella serata della domenica del Sacro Cuore sulle cime dei monti vengono accesi dei fuochi a forma di croci e cuori: i fuochi del Sacro Cuore.

Il termine italiano Pasqua rossa deriva dal colore rosso dei paramenti sacri usati a Pentecoste.

In Francia era uso suonare le trombe durante il culto, per ricordare il suono del potente vento che aveva accompagnato la discesa dello Spirito Santo.

In Inghilterra la folla s'intratteneva con corse di cavalli.

Durante i Vespri di Pentecoste, nella Chiesa d'Oriente, si formò l'usanza dello speciale rito della genuflessione, accompagnato dalla lunga preghiera poetica e dai salmi[6].

Durante la festa di Pentecoste i russi portano in mano fiori e rami verdi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tb 2,1; 2 Mac 12,32; Giuseppe Flavio, Antichità giudaiche, III,x,6; ecc.
  2. ^ Talmud, Trattato Menach, x,1-3; Chagiga, ii,4.
  3. ^ San Gerolamo, Epistole, lxxviii,12, P.L. XLII,707; Sant'Agostino, Contra Faustum, xxxii,12, P.L. XXII,503; San Leone Magno, De Pentecoste, I, P.L. LIV, 400.
  4. ^ Giuseppe Flavio, Ant., III,X,6; Talmud, Trattato Menach, iv,2,5.
  5. ^ Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione ecclesiastica, 103 volumi, 1840-1861, volume 27, Venezia 1844.
  6. ^ Cf. Maltzew, Fasten-und Blumen Triodion, p. 898 contenente l'intero rito greco-ortodosso; cf. anche Baumstark, Jacobit. Fest brevier, p. 255.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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