Settanta discepoli

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Icona dei Settanta Discepoli.

Per settanta discepoli (o settantadue discepoli, o settanta apostoli) si intendono i primitivi seguaci di Gesù Cristo menzionati nel Vangelo secondo Luca 10:1-24, unico testo della Bibbia a riportare che Gesù li aveva nominati e inviati in coppie in missione.

Nella cristianità occidentale si tende a riferirsi a essi come discepoli, nella cristianità orientale come apostoli. Secondo l'originale greco, un apostolo è mandato in missione e un discepolo è uno studente; in ogni caso, le due tradizioni divergono sull'accezione della parola apostolo.

Nella Chiesa ortodossa, il 4 gennaio ricorre la festività dedicata ai settanta discepoli, chiamata Sinassi dei settanta apostoli. A ognuno dei settanta, inoltre, è riservata una commemorazione individuale nell'arco dell'anno liturgico.

Elenco dei settanta[modifica | modifica wikitesto]

Ippolito di Roma era un discepolo di Ireneo di Lione, a sua volta discepolo di Policarpo di Smirne, a sua volta di Giovanni evangelista. Sui settanta apostoli è uno scritto attribuito a lui con riserva, in cui è riportato un elenco dei discepoli.

La tradizione ortodossa si basa sull'esistenza di un resoconto di Doroteo, vescovo di Tiro, del III secolo; la versione pervenuta ai giorni nostri è dell'VIII secolo.

Secondo i redattori della Catholic Encyclopedia, «queste liste sono sfortunatamente prive di valore».

Secondo Eusebio di Cesarea, all'epoca della nascita del Cristianesimo non esisteva alcun elenco, e nella sua Storia ecclesiastica riporta tra i settanta solo Barnaba, Sostene, Cephas, Mattia, Taddeo e Giacomo, fratello del Signore.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]