Chiese di Rito orientale

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All'interno della Chiesa cattolica le Chiese sui iuris o Riti orientali sono chiese particolari, interne alla Chiesa universale, distinte per forme di culto liturgico e pietà popolare, disciplina sacramentale (cfr. Orientalium Ecclesiarum, 12-18) e canonica (si distinguono il Codice di Diritto Canonico e il Codice dei Canoni delle Chiese Orientali), terminologia e tradizione teologica. L'autonomia a cui si riferisce l'espressione sui iuris è stata riconosciuta, fra l'altro, dal concilio Vaticano II nel decreto Orientalium Ecclesiarum concernente le "chiese particolari" o "riti orientali".

Diversamente dalle "famiglie" o "federazioni" di Chiese formate dal riconoscimento mutuo di corpi ecclesiali distinti (come la Comunione Anglicana o la federazione luterana mondiale), la Chiesa Cattolica si considera un'unica Chiesa incarnata in una pluralità di chiese locali o particolari, essendo "una realtà ontologicamente e temporalmente preesistente ad ogni Chiesa individuale particolare"[1]

Pertanto, essendo in piena comunione con il Papa e quindi fra loro, le Chiese sui iuris rendono presente in ciascuna di esse, in ciascuna loro porzione (diocesi ed eparchia), e nel loro insieme, l'unica Chiesa cattolica.

Attualmente esistono 24 Chiese sui iuris in piena comunione con la Chiesa di Roma. Di seguito è l'elenco di tutte le chiese cattoliche suddivise per tradizione liturgica.

Le chiese[modifica | modifica sorgente]

Chiesa Uniate[modifica | modifica sorgente]

Chiesa uniate è la denominazione comunemente usata per indicare le chiese dell'Oriente europeo che tra il XV ed il XVI secolo sono tornate in comunione con la Chiesa cattolica. Riconoscono pertanto l'autorità giurisdizionale del vescovo di Roma e ne condividono la fede e la teologia, ma conservano strutture, disciplina, tradizioni e liturgia proprie del Rito bizantino, similmente alla Chiesa ortodossa, sebbene presentando differenze sostanziali, secondo una formula già indicata dal Concilio di Firenze.

In particolare prende il nome di Chiesa uniate quella sorta in seguito all'Unione di Brest, (1596) nell'ambito dell'Unione tra il regno di Polonia e il Granducato di Lituania. L'Unione di Lublino nel 1569 aveva comportato uno stretto vincolo tra il Regno di Polonia (che era cattolico) alla Lituania propriamente detta (anch'essa cattolica) e anche ai territori da quest'ultima dipendenti, abitati da popolazioni slave di religione greco-ortodossa. Il compromesso fu appunto di ottenere un'unità religiosa nell'ambito dell'obbedienza romana, mantenendo però i rituali bizantini.

In seno alla Chiesa cattolica, in modo ricorrente, nacque, però una diffidenza per la Chiesa uniate. In particolare i gesuiti, che pure con Piotr Skarga avevano difeso la Chiesa uniate, si impegnarono per riportare nell'ambito del rito latino i cattolici di quei territori.

Analogamente nel corso del XVII secolo i cristiani orientali che dimoravano nei territori soggetti al Regno di Ungheria adottarono sostanzialmente la stessa formula: dogmi cattolici, obbedienza al papa di Roma, ma conservazione del rito bizantino: nel 1646 gli ortodossi della Rutenia subcarpatica e nel 1698 quelli della Transilvania

Il termine Chiesa uniate venne da allora usato per indicare i cattolici della Chiesa greco-cattolica rutena oltre a quelli della Chiesa greco-cattolica ucraina, e a volte veniva non correttamente applicato a tutti i cattolici di rito orientale delle 15 chiese di rito bizantino.

La Santa Sede nel 1927 incaricò la Congregazione per le Chiese orientali di elaborare un codice canonico per loro riservato.

Il termine uniate in alcune lingue e in alcune culture aveva, però, assunto una valenza spregiativa e i documenti del Concilio Vaticano Secondo lo evitano accuratamente.

In ambito ortodosso non mancano tuttora le polemiche. [2]

Chiese[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica su alcuni aspetti della Chiesa intesa come comunione" del 28 maggio 1992 da parte della Congregazione per la dottrina della fede tratta dal sito ufficiale del Vaticano
  2. ^ Psicopatologia dell'Uniatismo nei confronti degli uniati

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