Granducato di Lituania

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Granducato di Lituania
Granducato di Lituania – Bandiera Granducato di Lituania - Stemma
Granducato di Lituania - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome ufficiale Lietuvos Didžioji Kunigaikštystė
Lingue parlate Lituano
Bielorusso, Slavo antico, Polacco
Capitale Vilnius
Politica
Forma di governo Monarchia
Re Lituania
Nascita XII secolo con Mindaugas
Causa Dissoluzione del dominio mongolo
Fine 1795
Causa Dissoluzione della Confederazione polacco-lituana
Territorio e popolazione
Religione e società
Religioni preminenti Paganesimo Cristianesimo ortodosso Cattolicesimo
Religioni minoritarie Luteranesimo, Ebraismo
Evoluzione storica
Succeduto da Russia Impero Russo
Flag of Prussia 1892-1918.svg Prussia
Flag of the Habsburg Monarchy.svg Austria

Il Granducato di Lituania (in lituano: Lietuvos Didžioji Kunigaikštystė, in bielorusso: Вялі́кае Кня́ства Літо́ўскае (ВКЛ), in ucraino: Велике Князівство Литовське (ВКЛ), in polacco: Wielkie Księstwo Litewskie) fu uno stato dell'Europa orientale esistito tra i secoli XII e XVIII.

Fu fondato dai lituani pagani del Baltico nella seconda metà del XII secolo, e si espanse subito oltre i confini dell'area iniziale dell'insediamento lituano, annettendo grandi porzioni del Rus' di Kiev. Copriva i territori dell'attuale Lituania, Bielorussia, Ucraina, Transnistria e parti della Polonia e della Russia, durante il periodo della massima estensione del XV secolo.

Accettando l'Unione di Krewo del 1386, il Granducato di Lituania effettuò un'unione personale con il Regno di Polonia. Con l'Unione di Lublino del 1569, il Granducato si unì in una confederazione, la Confederazione Polacco-Lituana, nella quale il Granducato aveva un governo, esercito, leggi e moneta separati. Nel 1795 la Confederazione fu sciolta con la spartizione tra Russia Imperiale, Prussia e Austria.

Il Granducato di Lituania era uno stato baltico che si espanse nel vuoto di potere lasciato dalla caduta dei mongoli. Diventò in seguito uno stato multinazionale, con differenze etniche e religiose. Le genti pagane baltiche, che in seguito si convertirono al cattolicesimo, chiamarono lituane le terre acquisite della Rutenia che nel XVIII secolo si separarono nelle nazioni bielorussa e ucraina ed erano ortodosse. In seguito, a causa delle politiche ducali nacque nelle terre rutene una Chiesa uniata, ora quasi estinta a causa delle persecuzioni imperiali russe del XVIII e XIX secolo.

Tra le altre popolazioni, nel Granducato vivevano polacchi, ebrei, armeni, tedeschi ecc., che contribuivano alla vita politica e culturale. Il carattere multinazionale dello stato e la filosofia cosmopolita della sua élite dopo il XIV secolo fece scoppiare un dibattito sulla legalità della nazione della Lituania nel XIX e XX secolo. Questo dibattito coinvolse prevalentemente storici polacchi, russi, lituani e bielorussi e assunse un carattere sovranazionale; la questione raggiunse il suo picco durante le guerre per l'indipendenza dal 1917 al 1920, e contribuì a molte dispute locali, come ad esempio quella che riguardava la linea Curzon e la politica della Lituania centrale.

L'espansione del Granducato di Lituania nella moderna Rutenia Bianca nei secoli successivi rese la sua cultura simile a quella lituana. Entrambe le popolazioni, i predecessori degli attuali abitanti delle moderne Lituania e Bielorussia, chiamavano se stessi Lituani nelle loro lingue native (rispettivamente lietuviai in lituano e litviny in bielorusso). In quel tempo, Lituano aveva un doppio significato: il primo era 'abitante del Granducato di Lituania', mentre l'altro significava 'persona di lingua lituana'. Questi lituani vivevano nella regione della moderna Lituania, ma anche nella Prussia Orientale e in gran parte della moderna Bielorussia.

Nella Prussia Orientale era usato per riferirsi principalmente alla minoranza lituana, mentre nelle terre slave del Granducato era più comune il primo uso. In Bielorussia, gli abitanti si consideravano lituani, mentre gli altri popoli come gli ucraini si definivano ruteni. Ad ogni modo, il numero dei nobili che si definivano lituani diminuì quando subentrò la cultura e la lingua polacca; la maggior parte della nobiltà del Granducato si considerò allora polacca. Dal XIX secolo, il termine lituano rimase associato solo alle persone di lingua lituana. I bielorussi, che ebbero un risveglio nazionale in quel periodo, iniziarono a considerarsi una nazione differente.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Antico forte a Kernavė. Ora nella Lista del Patrimonio mondiale dell'UNESCO
Rovine del castello di Kaunas
Il castello di Trakai. Trakai fu uno dei principali centri del Granducato di Lituania
Parte superiore del Castello di Vilnius. Vilnius diventò capitale permanente della Lituania nel 1323

Il Granducato di Lituania iniziò la sua crescita durante il regno del Granduca Mindaugas (o Mindoŭh in bielorusso) iniziato nel 1238. Mindaugas fu battezzato nel 1252 e incoronato Re di Lituania nel 1253 (nel 1260 abbandonò il cristianesimo). La Lituania fu proclamata regno la prima volta. Il 12 settembre 1263, Mindaugas fu ucciso (con i suoi due giovani figli) e il periodo successivo fu caratterizzato da lotte tra di Duchi della Lituania, ma lo stato sopravvisse e si espande sia ad est che a sud, incorporando molte parti della Rutenia. L’espansione raggiunse il suo apogeo sotto i Gediminas (in bielorusso “Hiedzimin”), che crearono un forte governo centralizzato e crearono un impero che si estendeva dal Mar Nero al Mar Baltico.

I Gediminas nel 1323 ristabilirono Vilnius come capitale permanente, al posto di Trakai. La facilità con cui la Lituania costruì il suo impero è da accreditare alle capacità tecniche e tattiche dei Granduchi, ma anche alla debolezza dei principati della Rutenia. La Lituania era nella posizione ideale per controllare gli Slavi dell’est. Mentre quasi tutti gli stati attorno furono sconfitti e saccheggiati dai Mongoli, la Lituania non fu mai raggiunta. L'espansione della Lituania fu quindi anche incoraggiata dallo scarso controllo dei Mongoli sui territori da loro conquistati (La Rutenia non fu mai incorporata direttamente nel Khanato dell'Orda d'Oro, bensì fu sempre uno stato vassallo in base ad un debole trattato d’indipendenza). Lo stato Lituano non fu creato solo in base alla forza militare, la sua esistenza dipese sia dalla diplomazia che dalle armi. Molte città furono annesse non perché sconfitte ma in base ad accordi che ne sancivano lo stato di vassalli della Lituania.

Visto che molte di queste erano già suddite o del Khanato dell'Orda d'Oro o della Moscovia la loro scelta non fu di perdere l’indipendenza ma semplicemente quella di cambiare "padrone". Questo esempio è visibile per la città di Velikij Novgorod che mai attaccata da armate lituane entrò nella sfera d'influenza della Lituania. Questo controllo fu anche facilitato da disordini interni alla città che voleva liberarsi dalla sottomissione alla Moscovia. Questo modello di costruzione dello stato risultò però molto instabile. Il cambio della politica interna della città, la sottrasse dal controllo lituano, e questo capitò anche con altre città della Rutenia, oltre che con Novgorod.

"Cristianizzazione della Lituania del 1387", olio di Jan Matejko, 1889, Castello Reale di Varsavia.

La Lituania raggiunse l'apice con Vitoldo, che regnò dal 1392 al 1430. Vitoldo fu uno dei più famosi regnanti del Granducato di Lituania. Fu granduca dal 1401 al 1430, principe di Grodno dal 1370 al 1382 e Principe di Luc'k dal 1387 al 1389. Vitoldo era figlio di Kęstutis, cugino di Jogaila, che diventò Re di Polonia come Ladislao II, e nonno di Basilio II di Russia. Nel 1410 Vitoldo stesso comandò le forze del granducato nella Battaglia di Grunwald, che finì con una decisiva vittoria polacco-lituana. Vitoldo riportò sviluppo economico nel paese e introdusse molte riforme: il Granducato divenne più centralizzato, e i principi locali con legami dinastici al trono furono rimpiazzati con governatori leali a Vitoldo. I governatori erano ricchi proprietari terrieri, e formavano la base della nobiltà lituana. Durante il regno di Vitoldo iniziarono a formarsi le famiglie Radziwiłł e Goštautas, che in seguito diventarno molto influenti nella politica.

La velocità di espansione della Moscovia mise subito questa regione in conflitto con la Lituania, infatti, dopo l'annessione del Principato di Novgorod nel 1478, la Moscovia era diventata indiscutibilmente la principale potenza dell'Europa nord-orientale. Tra il 1492 e il 1508, Ivan III di Russia si impadronì di una parte della Rutenia appartenente alla Lituania. La perdita della regione e le continue pressioni dovute all'espansione della Russia portarono nel Granducato la paura della dissoluzione dello stato della Lituania, che fu pertanto costretta a stringere una più forte alleanza con la Polonia, con la quale rimase unita nella Confederazione Polacco-Lituana, con l'Unione di Lublino del 1569. Il Granducato di Lituania mantenne molti diritti all'interno della confederazione (inclusi il governo separato, l'esercito e l'economia separati) fino alla Costituzione di maggio della Polonia del 1791.

Le lingue ufficiali del Granducato di Lituania erano il ruteno (indicato anche come Vecchio Bielorusso dai bielorussi e come slavo del governo dai lituani), il latino e il polacco. Fino al 1697, la prima era usata nelle leggi scritte e per la corrispondenza con gli stati orientali; il latino era usato per trattare con gli stati occidentali e nel 1697 il polacco sostituì il ruteno come lingua ufficiale. Anche se l'uso della lingua lituana nel governo dello stato dopo Vitoldo e Jogaila (figli rispettivamente di Kęstutis e Algirdas) è contestabile, si sa che il Re di Polonia e Granduca di Lituania Alessandro I poteva capire e parlare il lituano. Dopo di lui non si hanno prove valide dell'uso della lingua.

Inoltre, all'epoca non era presente il nazionalismo, e i nobili che migravano da un posto all'altro si adattavano alla nuova località, adottando la religione e la cultura locali. Quindi, quei nobili lituani che si mossero in aree slave, con le generazioni ne assunsero la cultura. Non esistono informazioni disponibili su quale lingua parlassero questi nobili nella vita quotidiana. Alla nascita dello stato, i lituani etnici costituivano il 70% della popolazione. Con l'acquisizione di nuovi territori slavi, questa parte scese al 50% e più tardi al 30%. Altre etnie importanti erano gli ebrei e i tatari. Nel periodo del tardo Granducato, gli slavi costituivano la maggioranza, e le lingue slave erano usate per scrivere le leggi. Questo è il motivo per cui il tardo Granducato di Lituania viene spesso definito come una nazione slava, come Polonia, Russia ecc.

Esercito[modifica | modifica wikitesto]

Battaglia di Grunwald. Le figure centrali sono quelle di Ulrich von Jungingen e Vitoldo.

Nonostante la fondamentalmente pacifica acquisizione lituana di gran parte dei suoi possedimenti ruteni, il Granducato poteva fare affidamento sulla forza militare se necessario, ed era l'unica potenza dell'Europa Orientale che poteva contrastare efficacemente l'Orda d'Oro. Quando quest'ultima cercò di impedire l'espansione lituana venne spesso respinta. Nel 1333 e nel 1339 i lituani sconfissero grandi forze mongole che cercavano di strappare Smolensk alla sfera d'influenza lituana.

Anche quando vittoriosi, i mongoli raramente ebbero il potere per fermare a lungo la Lituania. Ad esempio, una grossa vittoria nel 1399, ritardò solo brevemente il diffondersi del controllo lituano fino al Mar Nero. A causa dell'influenza lituana i mongoli non poterono esercitare il dominio militare sulla Russia nord-occidentale, e in parte per questa ragione Smolensk, Pskov, Novgorod, e Polacak furono alcune delle poche grandi città che non vennero mai depredate dai mongoli.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa di Sant'Anna e la Chiesa del Monastero Bernardino a Vilnius
La Chiesa di San Giorgio (1487) a Kaunas

Dopo il battesimo nel 1252 e l'incoronazione nel 1253 di Re Mindaugas, la Lituania venne riconosciuta come uno stato cristiano fino al 1260, quando Mindaugas sostenne una rivolta nel Kurland e (secondo l'ordine teutonico) rinunciò alla cristianità. Fino al 1387, i nobili lituani professavano una loro religione, che era un credo pagano basato sulla deificazione dei fenomeni naturali. I lituani etnici erano molto devoti alla loro fede. I credi pagani dovevano essere profondamente radicati per sopravvivere alla forte pressione dei missionari e delle potenze straniere. Fino al XVII secolo restarono in vita rituali del vecchio credo, come nutrire le bisce o portare cibo sulle tombe degli antenati.

I territori delle odierne Bielorussia e Ucraina, così come i duchi di queste regioni, comunque, erano fermamente cristiani ortodossi (cattolici greci dopo l'Unione di Brest). Anche se le credenze pagane in Lituania erano sufficientemente forti da sopravvivere a secoli di pressioni degli ordini militari e missionari, alla fine soccombettero. Nel 1387, la Lituania si convertì al cattolicesimo, mentre gran parte delle terre rutene rimasero ortodosse. Ci fu un tentativo di polarizzare gli ortodossi dopo l'Unione di Brest nel 1596, col quale i cattolici greci ortodossi riconobbero l'autorità papale e il catechismo cattolico, ma preservarono la liturgia ortodossa.

(per ulteriori informazioni sulla religione indigena lituana si veda Romuva)

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

L'Università di Vilnius e la Chiesa di San Giovanni

Una delle più vecchie università dell'Europa Orientale, l'Università di Vilnius, venne fondata da Stefan Batory, Re di Polonia e Granduca di Lituania, nel 1579. Grazie al lavoro dei gesuiti durante la controriforma, l'università si sviluppò ben presto in uno dei più importanti centri scientifici e culturali della regione, e come più importante centro scientifico del Granducato di Lituania.

Eredità[modifica | modifica wikitesto]

Secondo alcuni storici (specialmente in Russia), uno degli effetti cruciali del dominio lituano furono le divisioni etniche tra gli abitanti dell'ex Rutenia Kievana. Da questo punto di vista, la creazione del Granducato di Lituania giocò un ruolo importante nella divisione degli slavi orientali. Dopo la conquista mongola della Rutenia, i mongoli tentarono di tenere uniti gli slavi orientali e riuscirono a conquistare gran parte delle terre rutene.

Il primo libro stampato in lingua lituana Le semplici parole del Catechismo (di Martynas Mažvydas). Il libro venne dedicato al Granducato di Lituania.

Le tribù prussiane (di origine baltica) stavano attaccando la Masovia, e questo fu il motivo per cui il Duca Corrado di Masovia invitò l'Ordine Teutonico a insediarsi vicino all'area occupata dai prussiani. I combattimenti tra prussiani e Cavalieri Teutonici diedero alle più distanti tribù lituane il tempo di unirsi. A causa dei forti nemici a sud e a nord, lo stato lituano di nuova formazione si concentrò soprattutto sugli sforzi militari e diplomatici di espansione ad est.

Lo Statuto del Granducato di Lituania

Il resto delle ex terre rutene (principati della Bielorussia) si unì al Granducato di Lituania fin dall'inizio, altre terre dell'Ucraina divennero vassalle della Lituania in seguito. La soggiogazione degli slavi orientali da parte di due potenze creò differenze sostanziali che persistono ancora oggi. Secondo questa affermazione, mentre sotto la Rutenia Kievana esistevano sostanziali differenze regionali, fu l'annessione lituana di gran parte della Rutenia meridionale e occidentale che portò alla divisione permanente tra ucraini, bielorussi e russi.

Questa asserzione è altamente controversa, poiché sulle stesse basi si può sostenere che la ragione della creazione di stati russi separati fu data dal fatto che il Granducato di Mosca rimase sotto il l'influenza politica e culturale mongola. Da questo punto di vista, la ragione delle divisioni tra gli abitanti della Rutenia fu l'influenza mongola sulla Moscovia, piuttosto che quella lituana su altre parti della Rutenia. Oltre a ciò, le divisioni etniche e linguistiche tra gli abitanti della Rutenia non vennero iniziate dalle divisioni di quest'area tra mongoli e lituani, e sono più vecchie della creazione del Granducato di Lituania.

Infine, fino al XX secolo, le frontiere etniche e linguistiche tra ucraini, bielorussi e russi non coincidevano con alcun confine politico. A prescindere da quanto detto sopra, la Lituania fu un regno sotto Mindaugas I, che venne incoronato condizionatamente dall'autorità di papa Innocenzo IV nel 1253. Gediminas e Vitoldo assunsero anch'essi il titolo di re, anche se non vennero incoronati. Un tentativo fallito di restarurare il regno venne fatto nel 1918 dal principe tedesco Urich.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rowell, S.C. Lithuania Ascending a pagan empire within east-central Europe,. Cambridge: Cambridge University Press, 1994.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]