Hrodna

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Hrodna
comune
(BE) Гро́дна
(RU) Гродно
Hrodna – Stemma Hrodna – Bandiera
Hrodna – Veduta
Localizzazione
Stato Bielorussia Bielorussia
Voblasc' Hrodna
Distretto Hrodna
Territorio
Coordinate 53°40′N 23°50′E / 53.666667°N 23.833333°E53.666667; 23.833333 (Hrodna)Coordinate: 53°40′N 23°50′E / 53.666667°N 23.833333°E53.666667; 23.833333 (Hrodna)
Altitudine 100 m s.l.m.
Superficie 80 km²
Abitanti 317 000 (2005)
Densità 3 962,5 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale BY - 230xxx
Prefisso +375-15
Fuso orario UTC+2
Targa 4
Cartografia
Mappa di localizzazione: Bielorussia
Hrodna
Sito istituzionale
Hrodna in un dipinto del XVI secolo

Hrodna (inin bielorusso: Гро́дна?; in russo: Гро́дно?, traslitterato: Grodno; in polacco: Grodno; in lituano: Gardinas) è una città della Bielorussia, al confine con la Polonia. La città, che è posta sul fiume Nëman e conta 317.000 abitanti, è abitata da una consistente minoranza polacca (25%).

Nomi[modifica | modifica wikitesto]

La città di Hrodna è stata nota per tutto il XX secolo con il corrispondente esonimo russo Гро́дно (Grodno). Dall'indipendenza della Bielorussia il nome ufficiale della città è quello bielorusso, Hrodna.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La città venne citata per la prima volta nel 1128 e si dice fosse stata fondata dai Lituani che la chiamarono Gardinas ("il posto delle capre"). Dopo l'occupazione da parte del Principe di Halicz nel XIII secolo, venne occupata dal principe lituano Trojden. La città, difesa da mura di legno, venne più volte assediata durante le guerre interne lituane e dai Cavalieri Teutonici. Questi ultimi, al comando di Konrad Wallenrode la assediarono l'ultima volta nel 1398. Successivamente i Cavalieri Teutonici, definitivamente sconfitti nella battaglia di Grunwald dalle truppe polacco-lituane, cessarono di essere un pericolo per la città, ove si insediò il principe Vitoldo, cugino del re di Polonia e granduca di Lituania Ladislao II Jagellone, che vi costruì un castello in muratura di stile gotico. La città, ormai appartenente al Regno di Polonia e Granducato di Lituania, venne molto amata dal re Stefan Batory, che fece ricostruire il castello reale in stile rinascimentale dando l'incarico all'architetto Scoto da Parma. Re Batory morì a Grodno nel 1586. Per volontà del re Jan III Sobieski, Grodno venne elevata al rango di terza capitale della Repubblica dei due Popoli (nome ufficiale del regno di Polonia e Granducato di Lituania) a partire dal 1678. Infatti una riunione del Sejm ogni tre si teneva a Grodno (le altre due capitali erano Varsavia e Vilnius).

Nel 1793 si riunì per l'ultima volta il Sejm per approvare l'ultima suddivisione della Polonia e nel 1795 vi morì Stanisław August Poniatowski, ultimo re di Polonia e granduca di Lituania. Dopo la sconfitta dell'insurrezione di Tadeusz Kościuszko, la città entrò a far parte dell'Impero russo, come capoluogo della Gubernija di Grodno a partire dal 1802. Nel 1812 la città fu liberata per un breve periodo da Napoleone. I cittadini di Grodno parteciparono numerosi alle insurrezioni polacche del 1800.

Durante la prima guerra mondiale Grodno fu più volte al centro di operazioni militari e venne depredata dalle truppe tedesche. Dal 1918 al 1919 fece parte della Repubblica di Lituania ma, nel 1920, in virtù del trattato di Riga, che concludeva la guerra russo-polacca, fu occupata dalla Polonia. La città contava circa 60.000 abitanti dei quali polacchi (60%), ebrei (37%), lituani e bielorussi (3%). Nel 1939 la città veniva attaccata da divisioni corazzate sovietiche, alleate della Germania Nazista. L'assedio di Grodno, passato alla storia come la "Battaglia di Grodno" iniziò il 20 settembre 1939. La città era difesa da circa 2000 persone, per la gran maggioranza poliziotti, postini, ragazzi e ragazze dei licei e boy scout. La città si arrese dopo 3 giorni di lotta casa per casa il 22 settembre, data nella quale veniva incorporata nell'Unione Sovietica secondo quanto stabilito nel patto Molotov-Ribbentrop.

Durante l'occupazione sovietica vennero chiuse tutte le scuole polacche e le autorità sovietiche si abbandonarono a massacri e deportazioni in massa.[senza fonte] Dal 1941 al 1944 la città fu occupata dai Nazisti, i quali massacrarono l'intera popolazione ebraica della città che prima della guerra contava oltre 20.000 persone.[1] Nel 1945 ritornò ad essere occupata dai Sovietici, sotto il cui dominio rimase fino alla caduta dell'Unione Sovietica nel 1991. Da allora è parte della Repubblica di Bielorussia.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Di particolare interesse sono il Castello Reale, la chiesa della Fara, la cattedrale cattolica di San Francesco Saverio e la sinagoga grande corale (in corso di restauro).

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Come raggiungere Hrodna[modifica | modifica wikitesto]

In auto o in treno: da Minsk Hrodna è raggiungibile in autobus o treno, da Vilna in Lituania in autobus e da Białystok in Polonia in autobus.
In aereo: l'aeroporto di Hrodna è collegato con i voli delle compagnie aeree bielorusse Belavia Belarusian Airlines e Gomelavia con Minsk, Kaliningrad, Homel', Mahilëŭ e con i voli charter con l'Europa.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Hrodna[modifica | modifica wikitesto]

Città gemellate[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra principale della città è il Futbol'ny Klub Nëman Hrodna.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Shmuel Spector, Bracha Freundlich. Lost Jewish Worlds: The Communities of Grodno, Lida, Olkieniki, Vishay, Jerusalem: Yad Vashem, 1996; Serge Klarsfeld, Documents concerning the destruction of the Jews of Grodno 1941-1944. New York, N.Y: Beate Klarsfeld Foundation, 1985; and Jewish Virtual Libray.

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