Breslavia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Breslavia
distretto
Wrocław
Breslavia – Stemma Breslavia – Bandiera
Breslavia – Veduta
Localizzazione
Stato Polonia Polonia
Voivodato POL województwo dolnośląskie COA.svg Bassa Slesia
Amministrazione
Starosta Rafał Dutkiewicz
Territorio
Coordinate 51°07′N 17°02′E / 51.116667°N 17.033333°E51.116667; 17.033333 (Breslavia)Coordinate: 51°07′N 17°02′E / 51.116667°N 17.033333°E51.116667; 17.033333 (Breslavia)
Altitudine 111 m s.l.m.
Superficie 293 km²
Abitanti 632 996 (2010)
Densità 2 160,4 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 50-041 a 54-612
Prefisso (+48) 71
Fuso orario UTC+1
Targa DW
Cartografia
Mappa di localizzazione: Polonia
Breslavia
Sito istituzionale

Breslavia (in polacco Wrocław[?·info] [ˈvrɔtswaf], in tedesco Breslau[1], in ceco Vratislav) è una città della Polonia di 640.000 abitanti della Polonia sud-occidentale, la quarta del paese per popolazione, capoluogo del voivodato della Bassa Slesia e capitale storica della Slesia. La città ha fatto parte della Germania ininterrottamente dal 1741 fino al termine della seconda guerra mondiale, nel 1945.

Importante porto sul fiume Oder, sorge al centro di una ricca regione agricola. Sede di un'arcidiocesi, è il centro culturale ed economico della regione nonché polo importante nel settore della meccanica e dell'industria metallurgica.

Dal 1945 al 1998 è stata capoluogo del Voivodato di Breslavia, oggi sostituito dal voivodato della Bassa Slesia.

Breslavia è stata una delle città di UEFA EURO 2012. Nel 2016 sarà capitale europea della cultura e capitale mondiale del libro. Inoltre, ospiterà i Giochi mondiali nel 2017.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il fiume Oder

Breslavia è situata nel sud-ovest della Polonia, nella regione della Slesia. La città è attraversata dal fiume Oder, e dai suoi affluenti: Bystrica, Oława, Sleza e Widawa. L'Oder, si divide a sud della città, formando la confluenza della vecchia Oder (Stara Odra), e diversi altri canali. Il fiume crea numerose isole tra cui: l'isola Piasek, Ostrów Tumski, Kępa Mieszczańska, isola Bielarska, isola Słodowa, isola Tamka, isola Młyńska e altre isole minori. L'intera area della città si trova nella pianura della Slesia (Nizina Śląska), ad un'altezza media di 100 m s.l.m. A sud-ovest della città sorge la catena montuosa dei Sudeti.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Breslavia è situata nella zona del clima temperato, inoltre è soggetta all'influenza del clima oceanico e del clima continentale. La città per gran parte dell'anno, è sotto l'influenza di masse d'aria polari, provenienti dal mar Baltico, e quelle polari continentali. La media annua della temperatura, è di 9,0 °C, il mese più freddo è gennaio con la media di -4 °C, mentre il mese più caldo è luglio con la media di 25 °C. La media mensile della pressione atmosferica, varia dai 999,6 hPa ad aprile ai 1003,6 hPa a ottobre. Le precipitazioni variano da 79 mm a luglio, ai 30 mm a febbraio. I temporali in media si verificano 25 volte all'anno, mentre le nevicate in media si verificano 35 volte all'anno.

La massima temperatura è stata registrata il 31 luglio del 1994 con 37,9 °C, invece la più bassa temperatura venne registrata l'8 gennaio del 1985 con -30,0 °C.

Tabella temperature e precipitazioni: Medie mensili

Breslavia[2] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) -1,2 0,3 8,6 13,6 19,4 22,0 23,8 23,9 19,1 13,8 7,0 3,6 0,9 13,9 23,2 13,3 12,8
T. min. mediaC) -7,5 -6,6 -0,3 2,8 7,4 10,8 12,4 12,0 8,8 4,6 0,2 -2,4 -5,5 3,3 11,7 4,5 3,5
Precipitazioni (mm) 27 23 30 37 57 79 91 64 51 38 37 34 84 124 234 126 568
Giorni di pioggia 14 12 14 11 13 14 13 12 12 11 15 16 42 38 39 38 157

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma della città dal 1530

Il nome della città, molto probabilmente deriva dal nome di Vratislaus I, duca di Boemia, che nel X secolo, regnava sulla città temporaneamente, e secondo la leggenda, è il fondatore di Breslavia. Un'altra possibilità, è che il nome sia stato dato in onore di duca tribale della Silesia, o di un antico governante della città chiamato Vratislav. Il nome polacco "Wrocław", è l'abbreviazione di un vecchio nome slavo: "Wrócisław", "Wrócisław" o "Vratislaw". La prima annotazione del nome, risale all'anno 1000, nella Cronaca di Tietmaro di Merseburgo, in Latino Thietmari Merseburgensis episcopi Chronicon, con il nome di Wrotizlava. Dei nomi più semplificati, vennero attribuiti a partire dal 1175 come: Wrezlaw, Prezla e Breslaw. Nei documenti Boemi in Latino la città era chiamata: Wratislavia o Vratislavia. In questo periodo, era anche usato il nome nel medio alto tedesco Prezla, poi trasformato a metà del XIV secolo nel nuovo alto tedesco Preßlau, la forma del nome in seguito diventò Breslau ed iniziò a sostituire le versioni precedenti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Età antica[modifica | modifica wikitesto]

Già dai tempi antichi questa zone era stata abitata, come è emerso dalla mappatura di Claudio Tolomeo, il quale in un'antica mappa degli anni 142-147, riportò un insediamento chiamato Budorigum. Il fatto però non è certo, alcuni ipotizzano che si tratti dell'antico borgo di Breslavia, mentre molti altri, identificano questo insediamento con la vicina città di Brzeg.

La città di Breslavia nacque come roccaforte boema all'incrocio di due vie commerciali, la Via Regia e la Via dell'Ambra nell'attuale zona di Ostrów Tumski.

Età medievale[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Sant' Egidio del XIII secolo

Durante il Medioevo il controllo di Breslavia, passò di mano in mano tra la Boemia (fino al 992, poi dal 1038 al 1054), il Regno di Polonia dal (992 al 1038 e dal 1054 al 1202) e, dopo la frammentazione del Regno di Polonia, sotto la dinastia dei Piast nel Ducato di Slesia. Uno degli eventi più importanti della città è stata la fondazione della diocesi di Breslavia dal re polacco Boleslao I nell'anno 1000. In seguito la città subì un intenso periodo di attività economica, che portò alla sua espansione sull'isola Piaskowa, e poi sulla riva sinistra del fiume Oder. Durante la sovranità polacca della città, vi si insediarono le prime comunità dei tedeschi che sarebbe poi diventato il gruppo etnico dominante nei secoli successivi, boemi, ebrei e dei valloni. Nel 1163 Breslavia divenne la capitale del Ducato di Slesia.

Nel 1241 la città subì l'invasione da parte dei Tartari, per costringere i Tartari a ritirarsi, Breslavia venne data a fuoco. La maggior parte della popolazione sopravvisse, e in seguito la città venne ricostruita nell'attuale zona della piazza centrale. Invece la sua fondazione originale, Ostrów Tumski, divenne il centro religioso della città. Dopo l'invasione Tartara della città, la popolazione tedesca prevalse sulla popolazione polacca.

Nel 1261 venne istituito il consiglio comunale e nel 1262 la città adottò i Diritti di Magdeburgo. In seguito la città subì un intenso sviluppo e divenne un importante centro del commercio nella Slesia. Nel 1474 Breslavia entrò a far parte della Lega anseatica. Il controllo sulla città da parte della dinastia dei Piast rimase, ma il diritto del consiglio comunale di governare autonomamente aumentò. Nel 1335, Breslavia, insieme a quasi tutte le città della Slesia, venne incorporata nel Regno di Boemia, poi insieme ad una parte della Slesia nel Sacro Romano Impero. Tra il 1342 e il 1344, due incendi distrussero gran parte della città.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

L'importanza delle entrate derivanti dal commercio provocò due rivolte: la prima nel 1382 quando il clero istituì il monopolio sulla birra, la seconda nel 1418, quando ci fu la rivolta contro gli abusi del consiglio comunale, terminata poi con l'intervento dell'imperatore Alberto II. Il 5 giugno del 1443, la città venne colpita dal terremoto, con una forza stimata di circa 6 gradi della scala Richter con epicentro a nord della città.

Breslavia nel XVII secolo

La Riforma protestante raggiunse Breslavia nel 1518 e, nel 1523, John Hess impose il rito protestante nella città. Tuttavia, dal 1526 la Slesia fu governata dalla Chiesa cattolica della Casa d'Asburgo. La guerra dei trent'anni comportò la fine dell'età d'oro per la città, quando Breslavia fu occupata dalle truppe sassoni e svedesi. Fu inoltre gravemente colpita dalla peste, perdendo 18 000 dei 40 000 cittadini.

L'imperatore Rodolfo II istituì la Controriforma cattolica, incoraggiando gli ordini a stabilirsi nella città. Dal 1610 con i Francescani, seguita dai Gesuiti, Cappuccini e infine delle Orsoline nel 1687. Alla fine della Guerra dei trent'anni, Breslavia rimaneva ancora una delle poche città della Slesia a restare protestante. Dopo la pace di Vestfalia, la città cercò di riacquistare la propria prosperità, ma la ricrescita, però, fu molto lenta. Nel 1702 l'imperatore Leopoldo I, fondò il Collegio dei Gesuiti poi diventata Università di Breslavia.

Durante le guerre della Slesia, la Guerra di successione austriaca e la Guerra dei sette anni, Breslavia ne venne toccata in misura molto limitata. Dopo la cessione della Slesia da parte dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria nel 1763 e la seguente annessione al Regno di Prussia, comportò la perdita di tutti i privilegi precedentemente concessi alla città. Come ricompensa, Federico II nominò Breslavia città reale, facendola diventare la terza residenza del monarca dopo Berlino e Königsberg (oggi Kaliningrad).

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Durante le guerre napoleoniche, Breslavia venne occupata dall'esercito della Confederazione del Reno, dal 6 dicembre 1806 al 7 gennaio 1807. Nel 1813, il re Federico Guglielmo III di Prussia, tenne un discorso a Breslavia per annunciare la decisione di allearsi con l'Impero russo contro Napoleone Bonaparte durante le guerre napoleoniche, richiamando il popolo a combattere contro i francesi. La città divenne il centro del movimento di liberazione contro Napoleone, con volontari provenienti da tutta la Germania, riuniti a Breslavia.

Le opere di riqualificazione urbana napoleoniche portarono maggiore prosperità alla Slesia e, in particolare, a Breslavia. Le fortificazioni vennero rimosse e ciò permise alla città di ampliarsi e di estendersi oltre i suoi vecchi limiti. Breslavia divenne un importante nodo ferroviario e centro industriale. Nel 1821, l'Arcidiocesi di Breslavia fu liberata da Gniezno provincia ecclesiastica e Breslavia divenne un vescovato a sé stante.

Piazza del Mercato nel 1900

Dopo l'unificazione della Germania del 1871, Breslavia diventò la sesta città più grande dell'Impero tedesco. Tra il 1860 e il 1910, la sua popolazione triplicò. Nel 1919, dopo la prima guerra mondiale, Breslavia divenne la capitale della neonata Provincia della Bassa Slesia. I confini della città vennero nuovamente ampliati: tra il 1925 e il 1930 la popolazione arrivò fino a 600.000 abitanti. Nel giugno 1930, Breslavia ospitò la Kampfspiele Deutsche, un evento sportivo per gli atleti tedeschi, poiché la Germania, dopo la prima guerra mondiale, era stata esclusa dai Giochi Olimpici.

Durante la Repubblica di Weimar, la comunità polacca svolgeva messe in lingua polacca nella chiesa di Sant'Anna e dal 1921 nella chiesa di San Martino. Inoltre furono aperte alcune istituzioni polacche come il consolato polacco, la scuola polacca e biblioteca polacca. Nell'agosto del 1920, dopo le rivolte nella Slesia, il consolato polacco e scuola furono distrutte, mentre la biblioteca polacca venne data alle fiamme da una folla. Molti polacchi scelsero di trasferirsi in Polonia, è ciò portò ad un calo della popolazione polacca a Breslavia fino al 0,5% nel 1922.

Breslavia durante l'Impero tedesco era stata una solida roccaforte per il liberalismo di sinistra. Con l'avvento del Nazionalsocialismo la città divenne una delle più forti sostenitrici della politica nazista che, nelle elezioni del 1932, ricevettero il 44% dei voti, il terzo più alto totale in tutta la Germania.

Dopo la presa del governo tedesco da parte di Adolf Hitler nel 1933, i nemici politici del nazismo furono perseguitati e le loro istituzioni chiuse o distrutte, la Gestapo incominciò le persecuzioni contro gli studenti polacchi ed ebrei, comunisti, socialdemocratici e sindacalisti. Nel 1938, i nazisti distrussero il centro culturale polacco. Molti dei 10.000 ebrei ancora rimasti e residenti nella città, così come i nemici del Terzo Reich furono inviati nei campi di concentramento dove vennero uccisi durante l'Olocausto. Una rete di campi di concentramento e campi di lavoro forzato venne costruita intorno alla città, usando la forza lavoro dei prigionieri ebrei e polacchi per servire le aziende industriali, tra cui FAMO, Junkers e Krupp.

Per la maggior parte della seconda guerra mondiale, i combattimenti non influenzarono Breslavia. Nel 1941, la minoranza polacca ancora sopravvissuta in città, così come i lavoratori forzati polacchi, organizzarono un gruppo di resistenza denominato "Olimp". Mentre la guerra continuava, a Breslavia giunsero i profughi delle città tedesche bombardate, in particolare da Dresda. E, più tardi, i profughi provenienti da est, facendo arrivare la popolazione della città quasi a un milione di abitanti.

Nel febbraio 1945 l'Armata Rossa si avvicinò alla città. Il Gauleiter Karl Hanke, aveva dichiarato Breslavia una fortezza che avrebbe resistito a tutti i costi. Hanke, tolse il divieto di evacuazione di donne e bambini quando ormai era già troppo tardi. Durante l'evacuazione scarsamente organizzata nel gennaio 1945, 18.000 persone morirono a causa del freddo. Alla fine dell'assedio di Breslavia, gran parte della città era stata distrutta o danneggiata. Si stima che circa 40.000 civili giacevano morti nelle rovine di case e fabbriche. Dopo un assedio di quasi tre mesi, Hanke si arrese il 6 maggio del 1945, pochi giorni prima della fine della guerra. Nel mese di agosto i sovietici misero la città sotto il controllo dei tedeschi antifascisti.

Tuttavia, insieme a quasi tutta la Slesia, la città entrò a far parte della Polonia, come stabilito della Conferenza di Potsdam. Il nome polacco Wrocław divenne la denominazione ufficiale. C'erano state discussioni tra gli alleati per posizionare il confine polacco-tedesco a sud, sul fiume Nysa Kłodzka. Ciò avrebbe significato che alla Germania post-bellica sarebbe stato permesso di mantenere circa la metà della Slesia, tra cui anche Breslavia. Nonostante ciò, i Sovietici insistettero sul confine a ovest, sul fiume Nysa Łużycka, giustificando l'idea come ricompensa al popolo polacco, vittima delle atrocità ingiustificate da parte dei tedeschi.

Nell'agosto del 1945 la città contava una maggioranza di 189.500 cittadini tedeschi su 17.000 cittadini polacchi. Ben presto, gran parte degli abitanti tedeschi fuggì o venne espulsa con la forza tra il 1945 e il 1949, furono insediati nelle zone di occupazione alleate nella Germania Ovest. Una piccola minoranza tedesca rimase in città e dovette affrontare un comitato speciale di verifica che giudicava il loro comportamento durante la guerra. La popolazione polacca era aumentata sino a raggiungere il 75% della popolazione. Il reinsediamento dei polacchi nel dopoguerra fu in gran parte causato dalle deportazioni forzate dagli ex territori polacchi ad ovest della linea Curzon, annessi all'Unione Sovietica. Molti di questi provenivano dalla città di Leopoli (Lviv).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Wroclaw18395.jpg
Ingrandisci
Vista panoramica di Breslavia

Rynek di Breslavia e Piazza Solny[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rynek di Breslavia.

Il Rynek di Breslavia è il cuore della città, pieno di vita a qualsiasi ora del giorno e della notte. La superficie della piazza lo rende uno dei più grandi progetti urbanistici di questo tipo esistenti in Europa. Al centro si trovano il Fondaco dei Tessuti ed il Municipio (Ratusz), monumento unico nel suo genere dall'architettura gotica e rinascimentale europea. Tutto il Rynek di Breslavia è circondato dai palazzi borghesi, edificati a partire dal tardo Medioevo, fra cui quelli più preziosi sono il Palazzo All'insegna di Sette Elettori, il Palazzo all'insegna del Sole d'Oro nonché Jaś e Małgosia (Hänsel e Gretel).

La piazza adiacente plac Solny è famosa in quanto era utilizzata per il commercio del sale, utilizzato per la conservazione degli alimenti. Attualmente vi si commerciano fiori, 24 ore su 24.

Università di Breslavia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Università di Breslavia.

Al centro del più grande complesso barocco della città, costituito dall'antico Collegio e dalla Chiesa dei Gesuiti, si trova l'Università di Breslavia, la quale nel 2002 ha festeggiato il suo 300º anniversario. Dentro l'edificio principale si trova il Museo dell'Università di Breslavia con l'Aula Leopoldina, perla del barocco della Bassa Slesia.

Ostrów Tumski[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ostrów Tumski (Breslavia).

La parte più antica della città è Ostrów Tumski. Circondata dalle acque dell'Oder e costituita dal vecchio borgo, racchiude splendidi monumenti architettonici. I più grandiosi tra essi sono quelli non danneggiati durante la guerra: le gotiche Cattedrale di san Giovanni Battista e la Collegiata di Santa Croce.

Panorama di Racławice[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Panorama di Racławice.
La rotonda di Panorama Racławicka in Breslavia

Il Panorama di Racławice è l'unica rappresentazione della battaglia di Racławice del 4 aprile 1794. La tela è l'opera di due pittori polacchi: Jan Styka e Wojciech Kossak e fu dipinta negli anni 1893-1894 per la città di Leopoli. Le sue dimensioni sono di 15 x 120 metri ed è situata in un edificio di forma cilindrica appositamente eretto, occupandone tutta la parete interna.

Orto botanico[modifica | modifica wikitesto]

L'Orto botanico di Breslavia fu fondato nel 1811 come Istituto Scientifico dell'Università. Le piante provengono da ambienti naturali e da orti botanici di tutto il mondo. Fra tante curiosità dell'Orto di particolare interesse è la sezione geologica del giacimento di carbone fossile.

Parco Szczytnicki[modifica | modifica wikitesto]

Il Parco Szczytnicki è il più grande e il più antico parco della città, fu fondato nel 1785. La sua attrattiva principale rimane il Giardino Giapponese, fondato nel 1913 e ampliato più volte. Il suo fascino sta nell'originalità della struttura e delle composizioni floreali, grazie a cui in ogni stagione il giardino sembra diverso, mentre gli elementi dell'architettura giapponese restano invariati.

Sala del Centenario[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sala del Centenario.

Il Palazzo del Centenario (Hala Stulecia) è unanimemente considerato una delle più grandi opere dell'architettura mondiale del XX secolo. Progettato dall'architetto Max Berg, fu costruito nel 1913 in occasione dell'Esposizione Internazionale connessa al centesimo anniversario della vittoriosa battaglia di Lipsia. Dal luglio del 2006 è stato iscritto nella Patrimonio dell'umanità UNESCO. Adiacente alla sala è ubicata la fontana multimediale.

Cimitero militare italiano[modifica | modifica wikitesto]

Cimitero dove sono sepolti soldati italiani catturati dai tedeschi dopo la Battaglia di Caporetto il 24 ottobre 1917.

Stadio Comunale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadion Miejski (Breslavia).

Situato nella parte occidentale della città e costruito appositamente per ospitare tre gare della fase a gironi di Euro 2012. La capienza è di 44.308 posti. L'inaugurazione a livello internazionale è avvenuta l'11 novembre 2011 con l'incontro amichevole tra Polonia e l'Italia, con la vittoria di quest'ultima per 2-0.

Oggi lo stadio ospita la società calcistica di prima divisione nel campionato polacco il Śląsk Wrocław.

Sky Tower[modifica | modifica wikitesto]

Sky Tower è il più alto grattacielo dell'intera Polonia, alto 212 metri adibito all'uso residenziale/commerciale.

Gli gnomi[modifica | modifica wikitesto]

Un tipico gnomo su un marciapiede

Simbolo di Breslavia sono gli gnomi, che ebbero in un recente passato valenza politica. Agli inizi degli anni ottanta gli slogan anticomunisti scritti sui muri da Alternativa Arancione, movimento di opposizione, venivano cancellati per ordine delle autorità governative, così al loro posto iniziarono ad apparire graffiti di gnomi con l'intento di ridicolizzare il potere. Oggi per la città è possibile trovare curiose statuine che ne rappresentano diversi tipi (macellaio, prigioniero, guardiano, lavatore ed altri). Esistono anche delle mappe per localizzare gli Gnomi dislocati in città, che alcuni ritengono essere poco meno di 200.

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

L'evoluzione demografica di Breslavia: dal 1819 al 2010

Divisione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

I quartieri di Breslavia

La città di Breslavia è suddivisa in cinque quartieri:

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Teatro dell'opera
Teatro delle Bambole

Breslavia è uno dei più grandi centri culturali e di intellettuali in Polonia, con secoli di tradizione. Vi si trovano numerosi teatri, musei, cinema e gallerie d'arte. La città offre ai suoi residenti e ai turisti una vasta gamma di attività culturali - dalla musica classica a progetti nel campo dell'arte moderna. Vetrina culturale della città sono diventati i festival musicali di rilevanza internazionale (per esempio: Wratislavia Cantans, Jazz nad Odrą, Przegląd Piosenki Aktorskiej). La città è famosa per il suo gran numero di discoteche e pub. La maggior parte si trova nella città vecchia e nel centro della città. Ogni anno a maggio vi si svolge la festa della buona birra (Festiwal Dobrego Piwa).

Il 21 giugno 2011 Breslavia è stata scelta come Capitale europea della cultura nel 2016.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

La città di Breslavia ospita numerosi musei con opere di grande valore artistico, culturale e storico.

I principali musei della città sono:

  • Museo Nazionale di Breslavia (Muzeum Narodowe we Wrocławiu)
  • Museo Comunale di Breslavia (Muzeum Miejskie Wrocławia)
  • Museo dei Principi Lubomirski (Muzeum Książąt Lubomirskich we Wrocławiu)
  • Museo di Storia Naturale di Breslavia (Muzeum Przyrodnicze we Wrocławiu)
  • Museo Geologico di Breslavia (Muzeum Geologiczne we Wrocławiu)
  • Museo di Mineralogia di Breslavia (Muzeum Mineralogiczne we Wrocławiu)
  • Museo Farmaceutico di Breslavia (Muzeum Farmacji we Wrocławiu)
  • Museo delle Poste e Telecomunicazioni di Breslavia (Muzeum Poczty i Telekomunikacji we Wrocławiu)
  • Museo Arcivescovile di Breslavia (Muzeum Archidiecezjalne we Wrocławiu)
  • Museo dell'Università di Breslavia (Muzeum Uniwersytetu Wrocławskiego)

Teatri[modifica | modifica wikitesto]

A Breslavia vi si trova un gran numero di teatri e gruppi teatrali, i più importanti teatri della città sono:

  • Teatro dell'opera di Breslavia (Opera Wrocławska)
  • Teatro delle Bambole (Teatr Lalek)
  • Teatro Polacco (Teatr Polski)
  • Teatro Contemporaneo (Teatr Współczesny)

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Sky Tower

Le industrie principali della città, sono nel campo ferroviario e dell'elettronica. Negli ultimi anni la città di Breslavia ha eseguito una politica attiva per attrarre gli investitori stranieri dal settore high-tech. Dopo il 1989, Breslavia divenne un importante centro finanziario e ospita diverse istituzioni bancarie come: Bank Zachodni WBK, Lukas Bank, Getin Bank ed Europejski Fundusz Leasingowy.

Le principali aziende presenti a Breslavia:

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Politecnico, edificio principale
Politecnico, edificio C13

La città di Breslavia è il secondo centro universitario (dopo Varsavia) in Polonia.

I principali atenei della città sono:

Oltre agli atenei statali, a Breslavia vi si trova un gran numero di università private e centri di ricerca.

Altre istituzioni culturali:

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Breslavia ha una rete stradale molto bene sviluppata. A sud della città vi si trova l'autostrada A4, che consente un collegamento rapido a ovest con Dresda e Berlino, e ad est con la Slesia, Cracovia e con l'Ucraina. Inoltre la città è attraversata a ovest dall'autostrada A8 (tangenziale di Breslavia) la quale costituisce un collegamento tra l'autostrada A4 e la Superstrada S8 (in costruzione).

Fluviale[modifica | modifica wikitesto]

Fin dal Medioevo il fiume Oder è stato usato per trasportare merci. La città dispone di un porto fluviale, inoltre vi è una serie di canali artificiali costruiti tra il XIX secolo e il XX secolo, muniti di chiuse per contrastare il dislivello dell'acqua.

Aereo[modifica | modifica wikitesto]

L'Aeroporto di Breslavia-Niccolò Copernico, in termini di numero di passeggeri è attualmente il quinto aeroporto polacco, ma in termini di volume delle operazioni di volo è sul quarto posto dopo Varsavia, Cracovia e Danzica. Nel 2007 ha gestito 1 270 825 passeggeri su linee nazionali e internazionali, diventando il quinto aeroporto polacco dopo gli aeroporti di Varsavia, Cracovia, Katowice e Danzica.

Tram[modifica | modifica wikitesto]

I primi tram furono introdotti nel 1877, i quali erano vagoni trainati dai cavalli. Nel 1893 vennero sostituiti dai primi tram elettrici, negli anni successivi la linea venne ampliata ed elettrificata. Durante la seconda guerra mondiale la linea non venne danneggiata particolarmente ma la maggior parte dei tram non potette più essere adibita all'uso. Il 22 luglio 1945 la linea tornò in funzione anche se non completamente. Nel dopoguerra venne istituita la MPK Wroclaw l'attuale gestore dell'intera linea di Breslavia.

Attualmente la compagnia MPK opera con 432 tram, su una rete di 258,2 km di binari con 382 fermate.

Treno interurbano alla Stazione Centrale

Bus[modifica | modifica wikitesto]

Il sistema di trasporti pubblici tramite autobus di Breslavia, è composto da 86 linee giornaliere e 13 linee notturne. La maggior parte degli autobus è gestita dalla MPK Wrocław, con 759 veicoli su 89 linee cittadine. Inoltre vi sono presenti operatori privati come: DLA Wrocław, la quale opera su tratte urbane ed interurbane, Polbus PKS Wrocław su tratte interurbane e Sevibus Wrocław.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La prima linea a raggiungere Breslavia fu la Oberschlesische Eisenbahn nel 1842, lo sviluppo della rete ferroviaria venne eseguito in più fasi. In primo luogo la costruzione della rete fu affidata a numerose società private, le quali collaborarono scoordinate fra di loro, costruendo stazioni proprie e usando scartamenti differenti. Nei primi anni sessanta dell'Ottocento il governo della Prussia nazionalizzò le ferrovie, unificando anche la rete ferroviaria della città.

La Stazione Centrale è la terza stazione più grande della Polonia, dopo Varsavia e Cracovia. La città dispone inoltre di numerose stazioni minori, rendendo la rete ferroviaria della città la seconda dopo Varsavia per numero di stazioni. Breslavia è un importante nodo per il traffico internazionale, nazionale e regionale. Da qui partono treni diretti verso le principali città polacche e per la Germania. La stazione e l'esterno hanno subito un rinnovamento in occasione dell'Euro 2012 di calcio tenutosi a Breslavia e in altre città della Polonia e Ucraina.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Breslavia è sede di molte società sportive. La più celebre società calcistica della città è Śląsk Wrocław, una delle squadre più forti della Polonia, di prima divisione nel campionato polacco e campione delle stagioni 1977 e 2012. La società Śląsk Wrocław ha sede nel nuovo Stadio Comunale, il quale ospitò alcuni incontri dei Europei di calcio 2012. Inoltre vi si trova lo Stadio olimpico di Breslavia, costruito nel 1926 ospitò i Kampfspiele Deutsche, un evento sportivo organizzato per gli atleti tedeschi, a causa del divieto di partecipazione della Germania nei giochi olimpici 1920-1924. Ogni anno nella città si tiene la maratona di Breslavia (Wrocław Maraton).

Nel 2014 a Breslavia si svolgerà il Campionato mondiale di pallavolo maschile.

Persone legate a Breslavia[modifica | modifica wikitesto]

Città gemellate[modifica | modifica wikitesto]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Denominazione ufficiale nel periodo 1741-1918: Königliche Haupt - und Residenzstadt Breslau ("regia capitale e città residenziale di Breslavia"); nel periodo 1918-1945: Hauptstadt Breslau
  2. ^ World Weather Information Service. URL consultato il 27-02-2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


Polonia Portale Polonia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Polonia