Calvinismo

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La croce ugonotta, simbolo del calvinismo

Quello che oggi è indicato sotto il nome di calvinismo è una dottrina cristiana sorta nel XVI secolo nell'ambito della Riforma protestante a seguito dell'opera e della predicazione di Giovanni Calvino. Le chiese che seguono la dottrina calvinista sono spesso chiamate Chiese riformate, sebbene il termine sia talvolta utilizzato per indicare l'insieme più vasto delle chiese protestanti. Le chiese calviniste condividono le principali dottrine del cristianesimo e delle altre chiese, in particolare per quanto riguarda l'unità e trinità di Dio e la natura divina di Gesù Cristo, così come formulate nei primi concili ecumenici e fissate nel credo niceno-costantinopolitano. Il calvinismo si differenzia dalla Chiesa cattolica ma anche dal luteranesimo per le sue particolari visioni dottrinali, come ad esempio la presenza reale ma solo spirituale di Cristo nell'Eucaristia, il principio regolatore del culto e la proibizione di adorare immagini religiose[1][2].

Il termine "calvinismo" venne coniato ed utilizzato dai luterani per indicare quelli che seguono la dottrina di Calvino; molte denominazioni all'interno della Riforma preferiscono comunque utilizzare il termine "riformate" per differenziarsi dai calvinisti veri e propri[3][4]. A partire dalla controversia arminiana, i riformati (cioè i cristiani protestanti che si distinguono dai luterani) si sono divisi in calvinisti e arminiani; ad ogni modo, dal momento che gli arminiani e i calvinisti rappresentano due scuole di pensiero diverse, oggi il termine "riformato" (con il quale gli arminiani non si sono mai identificati) è diventato sinonimo di "calvinista"[5][6].

Le aree europee dove il calvinismo ha avuto la maggiore diffusione sono la Svizzera (con Ginevra e Zurigo come centri più importanti), la Francia (dove però non riuscì a prevalere), l'Olanda, la Scozia, l'Ungheria e alcuni principati della Germania, sebbene nei territori dell'Impero sia diventata religione ammessa, al pari del luteranesimo, solo dopo la guerra dei trent'anni. In Italia ha aderito al protestantesimo riformato la Chiesa Valdese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

XV secolo[modifica | modifica wikitesto]

I primi riformatori che poi avrebbero influito sulla teologia di Calvino furono Huldrych Zwingli, Martin Bucer, Volfango Capitone, Giovanni Ecolampadio e Guillaume Farel (quest'ultimo fu collaboratore di Calvino). Sebbene fossero di scuole di pensiero diverse, condividevano principi di base come la suprema autorità delle Sacre Scritture, che poi avrebbe portato ad una più ampia elaborazione semantica del battesimo e della Santa cena da parte di Calvino, conosciuta come "teologia dell'Alleanza" (i due sacramenti sono segni visibili della salvezza eterna promessa da Dio). Altro fatto importante è la concordanza tra i suddetti teologi riguardo alla totale assenza della presenza materiale di Gesù nell'Eucaristia (quindi il rifiuto della transustanziazione). Inoltre tutti loro credevano che la salvezza era esclusivamente resa possibile dalla grazia di Dio (si nota quindi l'influenza di Lutero e Melantone[7]), e che Dio salva solo gli esseri umani che Lui decide di salvare (concetto ripreso anche da Calvino).

XVI secolo[modifica | modifica wikitesto]

Giovanni Calvino, Heinrich Bullinger, Wolfgang Musculus e Andreas Hyperius appartengono alla seconda generazione di teologi riformatori. Con il suo Institutio christianae religionis, pubblicato nel 1536, Calvino divenne il riformatore più influente e famoso della sua epoca[8]. Verso la metà del XVI secolo, le chiese riformate iniziarono a catalogare e ufficializzare le proprie credenze ed opinioni in confessioni di fede, documenti costituzionali che plasmeranno la futura definizione del cristianesimo riformato.

Assertion of Liberty of Conscience by the Independents of the Westminster Assembly of Divines, di J.R. Herbert, 1847, palazzo di Westminster

Il Consensus Tigurinus riuscì a raggruppare in un'unica chiesa gli zwingliani e i seguitori del memorialismo di Bullinger; quest'ultimo credeva che la Cena del Signore era solo un memoriale del sacrificio di Gesù e che nelle specie del pane e del vino non ci fosse la presenza materiale ma neanche quella spirituale di Cristo. Calvino lasciò perdere le opinioni di Bullinger e si rifece a quelle del compianto Zwingli, secondo cui nell'Eucaristia c'è la presenza reale e spirituale. Ad ogni modo, il Consensus Tigurinus mostra chiaramente comeall'epoca le diverse interpretazioni non guastassero l'unità delle chiese riformate dei primi tempi. La stabilità e crescita della teologia riformata fecero da contrasto con l'amara controversia sopportata dai luterani prima che venisse pubblicata la Formula della Concordia nel 1579[9].

Il programma riformatore di Calvino, dopo aver raggiunto la Francia, si espanse anche in Belgio e in Olanda. Il calvinismo venne adottato come religione di Stato nell'Elettorato del Palatinato grazie a Federico III, il quale portò alla formulazione del Catechismo di Heidelberg nel 1563. Questo e la Confessione di fede belga posero le basi per la nascita del primo sinodo della Chiesa riformata olandese nel 1571.

In seguito alcuni riformatori, sia calvinisti che simpatizzanti, si diressero verso l'Inghilterra (Martin Bucer, Pietro Martire Vermigli e Jan Łaski) e la Scozia (John Knox) per diffondere la Riforma. Durante la rivoluzione inglese i calvinisti puritani produssero la celeberrima Confessione di fede di Westminster, pilastro costituzionale del presbiterianesimo nelle terre anglofone. Stabilitosi in Europa, il calvinismo si diffuse anche in Nord America, Sudafrica e Corea[10][11].

Calvino non visse abbastanza per vedere la sua opera riformatrice trasformarsi in un movimento missionario internazionale, ma la sua morte contribuì alla propagazione delle proprie idee e della sua chiesa al di fuori della Svizzera, superando estremi limiti e stabilendo nuove comunità riformate in vari paesi del mondo, ognuna delle quali con le proprie caratteristiche distintive[12].

Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

Gli scritti di Calvino diffusero l'idea di una chiesa "correttamente" riformata in varie zone d'Europa. Il calvinismo divenne la religione maggiormente praticata in Scozia e in Olanda (grazie a William Ames, Wilhelmus à Brakel e Theodorus Jacobus Frelinghuysen) e in varie parti della Germania (Caspar Oleviano e Zaccaria Ursino), soprattutto quelle più vicine ai confini olandesi.

Anche in Transilvania e Ungheria il calvinismo venne adottato da gran parte della popolazione, dal momento che in queste terre i nobili proteggevano i teologi riformatori e la Riforma stessa; oggi vivono circa 3,5 milioni di ungheresi calvinisti in tutto il mondo[13]. Fu molto influente anche in Polonia, Lituania e Scandinavia, in particolar modo per ciò che riguarda la Svezia, dove tuttavia si preferì adottare il luteranesimo con il sinodo di Uppsala del 1593[14].

Molti dei coloni inglesi diretti verso il New England erano calvinisti, puritani inclusi; gli Ugonotti sopravvissuti alla repressione cattolica in Francia e i coloni olandesi nella Nuova Amsterdam; gli scozzesi dell'Ulster presbiteriani, sistematisi negli Appalachi. I coloni olandesi di religione calvinista furono tra l'altro i primi europei a colonizzare il Sudafrica nel XVII secolo, dove si divisero in Boeri e Afrikaner.

La Sierra Leone venne a sua volta colonizzata dagli scozzesi presbiteriani provenienti dalla Nuova Scozia, la maggior parte dei quali figli di africani liberati che erano entrati tra le milizie dell'Impero britannico durante la guerra di indipendenza americana.

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

L'Italia è stata la patria di molti importanti calvinisti, gran parte dei quali si rifugiarono a Ginevra. Il nome sicuramente da ricordare è quello di Giovanni Diodati, traduttore della Bibbia, nato a Ginevra nel 1576, da una famiglia lucchese fuggita in Svizzera a causa della persecuzione religiosa.

La Chiesa Valdese aderisce al protestantesimo riformato dal 1532 e, benché trasformatasi nel corso del tempo, rimane tuttora la più importante testimonianza calvinista nel panorama religioso italiano.

La casa editrice Claudiana stampa importanti classici del calvinismo. Diverse altre case editrici evangeliche propongono opere del calvinismo classico.

Teologia[modifica | modifica wikitesto]

Qual è l'essenza del calvinismo? Molti hanno cercato di rispondere a questa domanda in modi diversi, di solito sulla base dei loro particolari presupposti teologici o filosofici. Dato che il calvinismo è una struttura di pensiero pluriforme che cerca di interpretare l'intera realtà da un punto di vista cristiano, cercare di sintetizzarlo in poche parole è estremamente difficile. Ciò nonostante, per comprenderlo almeno in parte e ridurlo ad un formato ragionevole, è necessario tentare una qualche forma di analisi e di sintesi.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cinque punti del calvinismo, Institutio christianae religionis e Teologia federale.

Il principio formale del calvinismo: la Bibbia[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto di Giovanni Calvino, opera di Ary Scheffer del 1858

Il principio formale del calvinismo è la Bibbia, fonte della dottrina di Giovanni Calvino. Egli, forse più di ogni altro riformatore del XVI secolo, sosteneva un concetto molto alto della Bibbia, insistendo che essa è "parola di Dio", la quale porta la rivelazione di Dio all'umanità in documenti scritti su ispirazione dello Spirito Santo. Essi, però, non prevedono tutte le controversie che sarebbero sorte su questa dottrina e non sviluppano tutte le varie teorie della rivelazione e dell'ispirazione della Bibbia formulate dai calvinisti nel XIX e nel XX secolo. Eppure essi si attenevano fermamente all'idea che la Bibbia è l'unica regola infallibile di fede e di condotta. In questo tutti i maggiori riformatori protestanti erano concordi.

Sulla base di questa persuasione, il calvinismo insiste sul fatto che la Bibbia è la sola fonte di conoscenza che sia stata data su Dio, la sua volontà e le sue opere. Sebbene la creazione e la provvidenza senza dubbio rivelino la potenza e la divinità di Dio, sia la natura che l'essere umano si sono così corrotti a causa del peccato che non possono più essere considerati strumenti adeguati per l'auto-manifestazione di Dio. Essi, inoltre, non rivelano nulla sulla redenzione in Cristo. Solo una rivelazione diretta di Dio attraverso le parole e le azioni dei profeti, degli apostoli e soprattutto in Cristo, "parola vivente di Dio", come registrata nella Bibbia, è possibile avere una piena rivelazione di Dio.

Rivelando Dio, la Bibbia darebbe pure la vera comprensione ed interpretazione dell'essenza e condizione dell'essere umano. Essa informa, prima di tutto, che l'essere umano è creatura di Dio, che deve adempiere a tutti i doveri e responsabilità che Dio gli ha imposto. È così che la Bibbia al tempo stesso dice al credente che cosa debba credere su sé stesso e ciò che debba credere su Dio. Essa, inoltre, mette in evidenza che, proprio perché vi è discontinuità fra l'essere di Dio e quello della creatura umana, la conoscenza delle cose di Dio non può che essere parziale e alla fin fine avvolta nel mistero, mistero che nemmeno la Bibbia può dissipare del tutto. L'essere umano, cercando di comprendere la rivelazione biblica su sé stesso e sul suo rapporto con Dio, in ultima analisi deve accettarla per fede.

Questo non vuol dire che l'essere umano cada così in qualche forma di quietismo o di misticismo. La Bibbia è la carta fondamentale dell'azione del cristiano. Prima di tutto nelle questioni riguardanti il culto che a Dio è dovuto, le Scritture sono autorità finale, perché in esse Dio dice ai Suoi figli in che modo Egli desidera essere da loro accostato. Inoltre, le Scritture informano l'essere umano come esso debba vivere e condursi in questo mondo, in rapporto sia alle risorse materiali che alle altre persone. La Bibbia infine, afferma, in modo ispirato, quale sia lo scopo e proposito ultimo della creatura umana nel mondo di Dio. È così che nel Calvinismo la Bibbia occupa una posizione assolutamente centrale come fonte del pensiero e dell'azione del cristiano.

Il principio materiale del calvinismo: la sovranità di Dio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sovranità di Dio.
Interno di una chiesa calvinista in un dipinto di Emmanuel de Witte del 1660. Le chiese calviniste sono rinomate per il fatto di essere semplici e prive di decorazioni.

Dall'insegnamento biblico deriva ciò che potremmo chiamare il principio materiale del calvinismo, cioè la sovranità di Dio. Alcuni credono che sia questo il vero cuore del calvinismo, e per certi versi lo è. Il calvinista crede che il pensiero centrale nelle Scritture è che il Dio trino, un Dio in tre Persone, è totalmente indipendente ed assolutamente autosufficiente. Nell'ambito del rapporto intercorrente fra le tre Persone dell'Essere di Dio, Dio è espresso completamente e pienamente. L'essere umano non può in alcun modo comprendere ciò che questo significhi, se non Dio sia completamente e pienamente sovrano su quanto si ponga fuori da Sé. Non esiste alcunché Gli sia comparabile: Egli è totalmente e completamente assoluto.

Tutto ciò che si pone nell'universo spazio-temporale, incluso lo spazio ed il tempo stessi, quindi, esiste solo grazie alla decisione creativa ed azione provvidenziale di Dio. Egli ha fatto ogni cosa. Questo significa che tutto ciò che esiste è diverso da Lui e subordinato a Lui. Il Calvinista non può in alcun modo accettare l'idea che l'universo spazio-temporale sia un'emanazione del divino o parte di Dio stesso. Né crede che una volta creato (come sostengono i deisti) questo funzioni automaticamente con delle leggi naturali innate. L'esistenza continua e l'operatività dell'universo, incluse le azioni libere delle creature umane, sono sostenute e determinate, istante dopo istante dalla provvidenza misteriosa ed onnipotente di Dio. Per poter comprendere veramente la scienza naturale e la storia, quindi, è il Dio sovrano a dover essere il punto di riferimento ultimo secondo il quale devono essere interpretate. Come direbbe lo stesso Calvino, tutte le cose devono essere guardate sub specie aeternitatis (nella prospettiva dell'eternità).

Nel realizzare i Suoi propositi ultimi, Dio permette alla creatura umana di peccare, sebbene essa commetta peccato per propria volontà e desiderio, alienandosi da Dio. Al tempo stesso Dio, nella Sua grazia, si propone di redimere l'essere umano dal peccato e portarlo alla gloria. Dal principio della storia, quindi, vi sono due principi che esistono in maniera conflittuale: il peccato e la redenzione, l'alienazione e la riconciliazione. Questi due principi sono rivelati molto chiaramente nell'Antico Testamento e giungono a compimento nell'opera redentrice di Gesù Cristo, il Figlio di Dio incarnato, sul Calvario. Da quel tempo in poi il conflitto si è esteso nel tempo: Dio lo Spirito Santo chiama efficacemente il Suo popolo fuori dal regno di questo mondo nel Regno di Dio, per essere il Suo popolo sulla terra.

Queste persone sono coloro che Dio ha eletto in Gesù Cristo da ogni eternità, non perché prevedesse la loro fede o giustizia, ma solo a causa della Sua grazia e del Suo amore. Nessuno si volgerebbe con ravvedimento e con fede a Dio, a causa della corruzione della sua natura peccaminosa, se Dio lo Spirito Santo prima non lo rigenerasse per poterlo fare. Cristo, quindi, muore e risorge affinché i Suoi eletti siano riconciliati con Dio. Dio accorda loro il dono dello Spirito Santo ed essi irresistibilmente e sicuramente giungono alla fede in Gesù Cristo e in questa vita si conformano sempre di più a Sua immagine. Per il calvinismo la riconciliazione con Dio dipende interamente da Dio e dalla Sua grazia eterna e sovrana. È questo il motivo per cui l'eletto non potrà mai andare perduto o scadere dalla grazia, ma persevererà fino alla fine.

Il principio etico di base del calvinismo[modifica | modifica wikitesto]

Per coloro che accolgono la posizione suddetta, il principio biblico della sovranità di Dio implica pure un principio etico di base. Proprio perché Dio è sovrano, Signore e Creatore di ogni cosa, tutte le creature umane sono responsabili di servirlo in questa vita in tutto ciò che fanno. È la sovranità di Dio che rende la creatura umana veramente responsabile. Inoltre, fin dal principio, Dio ha affidato all'essere umano la responsabilità di agire nella creazione come il grande profeta, re e sacerdote. Egli deve "interpretare" la creazione, come possedimento di Dio, per condurla nella lode e nel culto di Dio e per governarla per Dio. A questo fine Dio ha dato alla creatura umana il mandato creazionale di governare, sottomettere e riempire la terra. Questo implica sia lo sviluppo delle sue risorse fisiche e l'organizzazione della società umana per questo proposito ed obiettivo.

A causa della sua alienazione da Dio, però, l'essere umano ha fallito nell'adempiere alle sue responsabilità, cercando di usare le sue risorse fisiche ed umane per il suo proprio piacere, comodo e gloria. Risultato di questo è stato sia la perversione e la contaminazione della buona creazione di Dio. Sebbene l'essere umano abbia sviluppato di fatto la creazione e le sue ricchezze, incluse le proprie abilità, di solito tende ad abusarne, persino per la distruzione dei suoi pari. Il cristiano, d'altro canto, riconoscendo le proprie responsabilità di fronte a Dio, vede il suo dovere nell'uso e nello sviluppo sia della creazione materiale e dei propri doni per il bene della società e per la gloria di Dio. È questa la sua vocazione nella vita.

Il principio ultimo del calvinismo: la gloria di Dio[modifica | modifica wikitesto]

Il fine ultimo o principio ultimo del calvinismo è la gloria di Dio. Creazione e redenzione non hanno per fine ultimo nostra soddisfazione e piacere. L'evangelizzazione, il servizio sociale e altre attività simili non dovrebbero essere intese per il beneficio ultimo della creatura umana, ma per dare gloria al Dio trino. A servizio di Dio su questa terra, il cristiano si prefigge di manifestare la maestà, la potenza e la grazia di Dio, glorificare Dio in ogni cosa. Il cristiano non guarda alle cose che fa semplicemente come qualcosa che gli sia richiesto, come semplici attività terrene, ma come qualcosa che deve tornare a credito della lode di Dio per tutta l'eternità.

Elaborazioni successive[modifica | modifica wikitesto]

Stampa rappresentante il Sinodo di Dordrecht

Sebbene questo sistema sia stato reso esplicito da Calvino nei suoi scritti, esso è stato ulteriormente elaborato (spesso nel contesto di controversie) nell'ultima parte del XVI secolo e in parte riassunto nei Canoni del Concilio di Dordrecht (1618) in ciò che comunemente sono stati chiamati i "cinque punti del calvinismo":

  • Depravazione totale della creatura umana (la creatura umana è totalmente contaminata dal peccato tanto che tutto ciò che fa ne è inficiato e condizionato).
  • Elezione incondizionata (Dio ha predestinato dall'eternità chi sarebbe stato oggetto della grazia salvifica indipendentemente da qualsiasi loro merito, per solo Suo insindacabile e giusto beneplacito).
  • Redenzione limitata o particolare (Cristo è morto ed ha guadagnato la salvezza soltanto per coloro che Dio ad essa ha designato);
  • Grazia irresistibile (gli eletti sono attirati a Cristo e Lo abbracciano con fede in modo irresistibile);
  • Perseveranza dei santi (gli eletti giungeranno alla salvezza in modo certo e non possono scadere dalla grazia).

La principale distinzione tra Calvinismo e Luteranesimo sussiste in materia di dottrina della Santa Cena. Se, infatti, per Lutero e i suoi seguaci l'ascolto della Parola e la Santa Cena avrebbero eguale importanza nella vita del cristiano e della comunità, nell'interpretazione calvinista la Parola assume maggior rilievo della Santa Cena, la cui rilevanza non è, tuttavia, disconosciuta.

Le confessioni di fede riformate pubblicate dopo il 1618 pure esprimono queste dottrine, sebbene le pongano nel contesto più ampio dell'universale sovranità di Dio. Ciononostante, molti noti teologi come James Ussher (1581-1656), John Davenant (1576-1641), John Cameron (1579-1625) ed altri, insegnavano la redenzione generale.

Contributi ed effetti nella civiltà occidentale[modifica | modifica wikitesto]

Il calvinismo, negli ultimi 400 anni, ha esercitato una vasta influenza su ogni aspetto della vita del mondo occidentale, anche se spesso il suo reale impatto è stato misconosciuto.

Teologia. Come potremmo aspettarci, il contributo del calvinismo è stato più ovvio nel campo della teologia e della vita ed azione cristiana. Si potrebbe stilare una lunga lista di teologi, predicatori e riformatori dei passati 400 anni. Ricordiamo, per esempio, John Owen, Thomas Boston, George Whitefield, William Wilbeforce, Anthony Ashley-Cooper (settimo conte di Shaftesbury), Abraham Kuyper, Charles Hodge, Benjamin B. Warfield, John Gresham Machen, Karl Barth e molti altri dalla forte posizione calvinista. Nessuno di loro mai ha sostenuto l'idea che la religione fosse qualcosa da tenersi separata dalla loro vita nel mondo. Essi vedevano il Calvinismo come qualcosa che abbraccia il tutto della vita, che influenza ogni sfera del pensiero e dell'azione.

Scienze naturali. Il calvinismo, sin dall'inizio, pure ha avuto un'influenza considerevole sullo sviluppo delle scienze naturali. Pierre de la Ramée, Ambroise Paré (Pareto), Bernard Pallissy, Francis Bacon (Bacone), John Napier di Merchistoun, ed altri nei primi giorni della rivoluzione scientifica, pure erano calvinisti, e molti scienziati dal XVII secolo hanno sostenuto questa posizione teologica, credendo che Dio, con la Sua provvidenza sostiene tutta la natura secondo le Sue leggi e le Sue strutture. È per questo che l'essere umano può comprenderle ed usarle in questo mondo.

Politica. Dal tempo di John Knox in Scozia e dell'ammiraglio Gaspard de Coligny in Francia, per tutta la rivoluzione puritana in Inghilterra nel XVII secolo, fino ad Abraham Kuyper e Herman Dooyeweerd in Olanda, come pure Émile Doumergue in Francia nel XIX e XX secolo, i calvinisti hanno pure avuto un ruolo importante nel cercare di sviluppare ed applicare una concezione cristiana della politica e dello stato. Credendo che Cristo è "Signore dei signori e Re dei re", hanno cercato di portare sia governanti che governati a riconoscerlo come Colui verso il quale sono responsabili. Al tempo stesso essi hanno insistito, come lo stesso Calvino che il dispotismo o l'oligarchia, a causa della natura peccaminosa dell'essere umano, conduce solo all'oppressione, ma che la democrazia regolata dalle leggi fornisce la sola vera organizzazione politica che può garantire la giustizia e la libertà. Proprio per questo punto di vista, è stato il calvinismo a fornire la base del moderno costituzionalismo.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sovranità delle sfere.
Presbiterio del Grande Tempio di Lione. Come in molte altre chiese calviniste viene fortemente enfatizzata l'importanza del pulpito e dell'altare.

Arte. Anche nell'Arte il calvinismo ha avuto un considerevole effetto. Non solo Calvino, con l'uso che faceva della lingua francese ha fatto molto per stabilirla su solide fondamenta, ma anche l'uso che ne ha fatto Clement Marot, Beza, ed altri per preparare il Salterio cantato in lingua volgare per il culto, ha stimolato l'interesse del Protestantesimo nella poesia. Sotto la sua influenza sono comparsi Salmi in musica e in metrica in molte lingue, fra cui l'inglese, l'olandese, l'italiano e l'ungherese. Le prime opere di John Milton riflettono questo stimolo, come pure fanno William Cowper, Willem Bilderdijk e molti altri. Nelle arti figurative i cosiddetti "piccoli maestri calvinisti" nell'Olanda del XVII secolo e molti altri che li seguono in Francia, Inghilterra ed America, sono stati influenzati dal punto di vista calvinista. Da un punto di vista certamente più negativo, l'iconoclastia calvinista comportò notevoli perdite in opere d'arte (in particolare statue e vetrate) che furono distrutte tra il 1520 e il 1530.

All'origine del capitalismo?. È diventato comune l'associare il calvinismo alla nascita del capitalismo, a causa della sua dottrina sulla vocazione, sulla sua insistenza sulla necessità di lavorare in modo duro e diligente, come pure la moderazione in ogni cosa ed il risparmio. Max Weber, sociologo tedesco, seguito da Richard Henry Tawney, Ernst Troeltsch e molti altri, hanno proposto questa particolare interpretazione. C'è senza dubbio una certa misura di verità in questo (lavorare diligentemente, vivere in modo moderato e risparmiare, il tutto per la gloria di Dio, è indubbiamente una prospettiva biblica sul lavoro). L'insistenza però sul fatto che il calvinismo ponga troppo l'accento sulla proprietà privata, la pratica dell'interesse bancario e l'approccio razionale all'attività economica che conduce allo sfruttamento del lavoratore, mettendo così le basi per un capitalismo senz'anima, manca del tutto di evidenze storiche ed è ancora da comprovare. Alcuni hanno giustamente osservato come, di fatto, sono stati gli avversari del calvinismo a favorire e sviluppare il capitalismo.

Tra passato e futuro[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi 400 anni il calvinismo ha conosciuto un'evoluzione della maggior parte delle chiese riformate storiche, nel pieno spirito dell'idea di riforma, sulla base delle concezioni liberali, democratiche, di tolleranza e di laicità dello stato, del secolo dei lumi e della Rivoluzione Francese. In questo quadro sono state aperte nuove prospettive dello studio e dell'interpretazione del testo biblico, in senso storico. L'evoluzione in tal senso implica anche un rapporto non conflittuale verso i progressi tecnici e scientifici.

Nel 1970 è nata l'Alleanza Mondiale delle Chiese Riformate (World Alliance of Reformed Churches, WARC), che raccoglie oltre 200 chiese calviniste riformate, presbiteriane e congregazionaliste. L'unica chiesa italiana facente parte dell'alleanza è la Chiesa Valdese.

Una parte dei calvinisti ha invece aderito alle nuove forme di religiosità evangelicale, diffuse particolarmente negli Stati Uniti, e che si incentrano su di una lettura fondamentalista della Bibbia, rifiutando le interpretazioni non letterali.

Attualmente le chiese calviniste o riformate di tutto il mondo si riuniscono in associazioni come la World Communion of Reformed Churches, come comprende 80'000'000 di membri in 211 denominazioni membre, di stampo liberale e moderno[15][16]; ci sono poi organizzazioni che si rifanno all'ortodossia e al coservatorismo del calvinismo delle origini, riunite in federazioni come la World Reformed Fellowship, l'International Conference of Reformed Churches oppure, per ciò che riguarda gli Stati Uniti, l'United Reformed Churches in North America.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Schaff, Philip. "Protestantism". New Schaff-Herzog Encyclopedia of Religious Knowledge IX. pp. 297–299.
  2. ^ Muller, Richard A. (2006). Dictionary of Latin and Greek Theological Terms: Drawn Principally from Protestant Scholastic Theology (1st ed.). Baker Book House. pp. 320–321.
  3. ^ Hägglund, Bengt (2007). Teologins Historia.
  4. ^ Muller, Richard A. (2004). "John Calvin and later Calvinism". In Bagchi, David; Steinmetz, David C. The Cambridge Companion to Reformation Theology. New York: Cambridge University Press.
  5. ^ "Reformed Churches". Christian Cyclopedia.
  6. ^ Gonzalez, Justo L. The Story of Christianity, Vol. Two: The Reformation to the Present Day (New York: Harpercollins Publishers, 1985; reprint – Peabody: Prince Press, 2008) 180
  7. ^ Muller 2004, pp. 131–132.
  8. ^ Muller 2004, p. 132.
  9. ^ Muller 2004, p. 135.
  10. ^ Holder 2004, pp. 246–256; McGrath 1990, pp. 198–199.
  11. ^ "Touched by Devotion in South Korea | Article | Christian Reformed Church". Crcna.org. 2010-10-04. Retrieved 2013-12-05.
  12. ^ Pettegree 2004, p. 222.
  13. ^ "Address data base of Reformed churches and institutions". Reformiert-online.net. 2006-02-16. Retrieved 2013-12-05.
  14. ^ "The Reformation In Germany And Scandinavia". Vlib.iue.it. Retrieved 2013-12-05.
  15. ^ "Theology and Communion". Wcrc.ch. Retrieved 2013-12-05.
  16. ^ "Member Churches". Wcrc.ch. Retrieved 2013-12-05.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pietro Bolognesi, Leonardo De Chirico, Andrea Ferrari, Marchirolo, Dizionario di teologia evangelica, Va, EUN 2007, pp. 105–107.
  • Bagchi, David V. N.; Steinmetz, David Curtis, eds. (2004), The Cambridge Companion to Reformation Theology, Cambridge: Cambridge University Press.
  • Cottret, Bernard (2000) [1995], Calvin: Biographie, Translated by M. Wallace McDonald, Grand Rapids, Michigan: Wm. B. Eerdmans
  • Furcha, E. J., ed. (1985), Huldrych Zwingli, 1484–1531: A Legacy of Radical Reform: Papers from the 1984 International Zwingli Symposium McGill University, Montreal: Faculty of Religious Studies, McGill University.
  • Holder, R. Ward (2004), "Calvin's heritage", in McKim, Donald K., The Cambridge Companion to John Calvin, Cambridge: Cambridge University Press.
  • McGrath, Alister E. (1990), A Life of John Calvin, Oxford: Basil Blackwell.
  • Muller, Richard A. (2004). "John Calvin and later Calvinism". In Bagchi, David; Steinmetz, David C. The Cambridge Companion to Reformation Theology. New York: Cambridge University Press.
  • Philip Benedict: Christ’s Churches Purely Reformed. A Social History of Calvinism. Yale University Press, New Haven, Connecticut u. a. 2002.
  • Deutsches Historisches Museum Berlin (Hrsg.): Calvinismus. Die Reformierten in Deutschland und Europa. Sandstein Verlag, Dresden 2009.
  • Philip S. Gorski: The Disciplinary Revolution. Calvinism and the Rise of the State in Early Modern Europe. University of Chicago Press, Chicago u. a. 2003.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Correnti principali[modifica | modifica wikitesto]

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