Afrikaner

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Afrikaner
Luogo d'origine Sudafrica, Namibia, Swaziland, Zimbabwe
Popolazione 3.600.000 (circa)
Lingua Afrikaans
Religione Protestantesimo, Calvinismo
Distribuzione
Sudafrica Sudafrica 3.000.000
Flag of the United Kingdom.svg Regno Unito 100.000
Flag of Namibia.svg Namibia da 80.000 a 183.000
Zambia Zambia 48.000
Australia Australia 40.000
Nuova Zelanda Nuova Zelanda 25.000
Paesi Bassi Paesi Bassi 25.000
Belgio Belgio 15.000
Argentina Argentina 11.879
Brasile Brasile da 2.000 a 10.000
Kenya Kenya 3.500

Il termine afrikaner si riferisce ai membri della popolazione dell'Africa meridionale (soprattutto Sudafrica e Namibia) di pelle bianca, estrazione calvinista ugonotta olandese, francese, belga o tedesca e che parlano l'afrikaans, una lingua derivata principalmente dall'olandese del XVII e XVIII secolo, che oggi integra prestiti dai linguaggi africani e dalla lingua inglese.

Il termine afrikaner comprende diverse comunità di bianchi di lingua afrikaans. Il suo primo utilizzo risale al 1707 ma non venne usato ampiamente fino a dopo la guerra Anglo-Boera agli inizi del XX secolo. Prima di allora le varie comunità bianche di lingua afrikaans erano conosciute come boeri, trek-boers, Olandesi del Capo (quelli che vivevano nella zona della Penisola del Capo) o voortrekkers. Si pensa che il termine Afrikaner sia stato usato per distinguere, all'interno della popolazione bianca, quelli di lingua afrikaans da quelli di lingua inglese.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origini[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Capo di Buona Speranza.

Gli Afrikaner (ampiamente noti fino al XX secolo come boeri, dall'olandese boer, "contadino") discendono principalmente dai coloni calvinisti bianchi che occuparono il Capo di Buona Speranza durante il periodo di amministrazione (1652-1795) della Compagnia Olandese delle Indie Orientali (Vereenigde Oostindische Compagnie o VOC) e nel susseguente periodo di amministrazione britannica.

La Colonia del Capo, che nacque come stazione di rifornimento per la VOC, fu fondata dagli olandesi nel 1652. Nel 1688 il numero dei coloni aumentò per l'arrivo di un piccolo gruppo di Ugonotti francesi. Le file degli afrikaner vennero inoltre ingrossate da nuovi coloni provenienti da altre regioni d'Europa come la Scandinavia e le isole britanniche. Si calcola inoltre che il 5-7% dei primi coloni fossero di origine non europea.

Great Trek[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Voortrekker.
Il Grande Trek Boero

Negli anni 1830 e 1840 una stima di 12.000 pionieri Boeri (Voortrekker) penetrò nei territori del futuro Natal, nelle province del Transvaal e dello Stato Libero di Orange, allo scopo di mettersi fuori dalla portata dell'autorità britannica, per sfuggire alle implacabili guerre di confine, al colonialismo britannico e alle sue politiche di anglicizzazione, e per allentare la pressione su una frontiera sovraffollata, nella quale la terra stava diventando scarsa. Mentre alcuni storici sostengono che questa serie di migrazioni, in seguito note come Great Trek, venne causata perché i Boeri non furono d'accordo con le restrizioni britanniche sulla schiavitù, è un dato di fatto che molti di questi "Boeri-marcianti" (coltivatori migranti, semi-nomadi) non possedevano schiavi, contrariamente ai loro più ricchi cugini della parte occidentale del Capo, che non emigrarono né presero parte al Great Trek. La vasta maggioranza dei Voortrekkers erano "Boeri-marcianti" provenienti dalla parte orientale del Capo, che erano impegnati nella pastorizia. Cionondimeno, la promulgazione britannica dell'Ordinanza 50, nel 1828, che garantiva pari diritti davanti alla legge per tutte le "persone libere di colore", fu un fattore del malcontento Boero, come è ben documentato in numerose fonti contemporanee; le varie repubbliche dalla vita breve fondate dai Voortrekkers avrebbero tutte racchiuso la disuguaglianza razziale nelle loro costituzioni.

Il Great Trek fu principalmente il risultato del "cedimento della diga" formata dalla repressione delle migrazioni di popolazione e dalle pressioni sulla popolazione, quando la migrazione ad est dei "Boeri-marcianti" giunse a una fermata virtuale per almeno tre decenni. Anche se alcuni "Boeri-marcianti" si spinsero oltre il fiume Orange in periodi precedenti.

Un gruppo di Voortrekker, guidato da Piet Retief e Gerhard Maritz, migrò nel Natal e giunse in una zona sotto il controlli del re Zulu Dingane, fratello di Shaka, fondatore dell'Impero Zulu. Retief inviò al re una lettera in cui indicava la volontà di vivere in pace con il popolo Zulu. Dingane, temendo le capacità militari dei Voortrekker, promise loro la terra in cui vivere in cambio di capi di bestiame. Dingane si convinse che Retief stesse preparando un attacco armato contro lui stesso ed organizzò un piano per uccidere i coloni: durante una festa Retief, Maritz e metà dei coloni che li avevano seguiti nel Natal vennero trucidati dai guerrieri Zulu.

La leadership dei Voortrekker fu assunta da Andries Pretorius che vendicò le uccisioni nella battaglia di Blood River, il 16 dicembre 1838, nella quale sconfisse i guerrieri Zulu nonostante l'inferiorità numerica. Nel 1839 venne fondata la Repubblica di Natalia, in seguito annessa dal Regno Unito nel 1843.

La vittoria degli uomini di Pretorius aprì le porte ad ulteriori conquiste territoriali dei Voortrekker che grazie alla loro superiorità nella tecnologia militare, sopraffecero le forze locali con relativa facilità, e vi formarono diverse piccole Repubbliche Boere in aree fuori dal controllo britannico, senza un governo centrale.

Stati boeri[modifica | modifica sorgente]

Ritirandosi nell'interno del continente i 35.000 Boeri emigranti costituirono alcuni stati in forma repubblicana, alcuni di effimera esistenza.

  • Repubblica del Transvaal (Zvid Afrikaanse Republiek o Transvaal Republiek) si costituì nel 1848, sotto la guida di Marthinus Wessel Pretorius, con capitale Pretoria dal 1855. Annessa dagli Inglesi, nel 1852 è riconosciuta indipendente; da allora con una serie di guerre contro gli Zulù terminate solo nel 1877, e contro gli altri piccoli staterelli boeri, riuniti nella Zvid Afrikaans Respublick (1856), andò ampliandosi in estensione fino a raggiungere i circa km². 286.053. Nel 1877 ci fu un secondo tentativo di annessione inglese, ma dal 1881, dopo varie sconfitte inglesi, fu di nuovo indipendente. Una insurrezione guidata nel 1896 fallisce e la Gran Bretagna deve risarcire di danni il governo di Pretoria. Lo stato è annesso alla Colonia del Capo nel 1900.
  • Repubblica di Utrecht (Republiek Utrecht), fondata nel 1852, venne annessa l'8 maggio 1858 alla Repubblica di Lydenburg.
  • Repubblica di Lydenburg (Republiek Lydenburg), fondata nel 1856, venne annessa nel 1860 alla Repubblica del Transvaal.
  • Repubblica di Stellaland (Stellaland Republiek), creata il 26 luglio 1882, con capitale Vryburg, unita con la Repubblica di Goshen il 6 agosto 1883 (dando vita agli Stati Uniti di Stellaland, venne dapprima invasa dai britannici e successivamente abolita nell'agosto 1885.
  • Repubblica di Goshen (Goshen Republiek), fondata nell'ottobre 1882, unita a Stellaland nell'agosto 1883, ne seguì le sorti fino all'abolizione nel 1885.
  • Nuova Repubblica (Nieuwe Republiek), esistente dal 16 agosto 1884 al 20 luglio 1888 quando venne annessa alla Repubblica del Transvaal.
  • Piccolo Stato Libero (Klein Vrystaat), esistente dal 10 marzo 1886 al 2 maggio 1891 quando venne annessa alla Repubblica del Transvaal.

Guerre boere[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi guerre boere.

I Boeri stabilirono stati indipendenti in quello che oggi è il Sudafrica: il Natal/Transvaal (la Repubblica Sudafricana) e lo Stato Libero di Orange. Il desiderio inglese di estendere il loro impero coloniale nelle aree Boere portò a due Guerre Boere nel 1880-1881 e nel 1899-1902, che finirono con l'inclusione delle aree Boere nelle colonie britanniche. A seguito dell'annessione britannica delle Repubbliche Boere, la creazione dell'Unione del Sud Africa, nel 1910, andò in qualche modo nella direzione della sfumatura delle differenze tra coloni britannici e Afrikaner. La maggioranza nera, comunque, venne esclusa dalla pari partecipazione negli affari della nazione fino al 1994 a causa della politica di apartheid (il termine in lingua afrikaans che significa "segregazione") attuata della dirigenza politica sudafricana.

Il nazionalismo e l'apartheid[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Apartheid.
Un cartello dell'epoca dell'apartheid, in doppia lingua inglese e afrikaans

Nel XX secolo, l'attrito politico e culturale fra gli afrikaner e i sudafricani di origine inglese si andò inasprendo. Durante la seconda guerra mondiale, molti gruppi politici afrikaner si opposero in modo netto all'intervento sudafricano a fianco degli Alleati, spesso esprimendo in modo piuttosto esplicito la loro simpatia per il nazionalsocialismo hitleriano. Sebbene queste posizioni non riuscissero a diventare predominanti e influenzare il ruolo del Sudafrica nel conflitto, esse emersero in modo netto nel secondo dopoguerra, in cui la scena politica sudafricana venne a essere dominata dai nazionalisti del National Party. Furono i governi di questo partito a instaurare il regime segregazionista noto come apartheid. Dopo la caduta del regime negli anni novanta, e l'estensione del voto ai neri sudafricani, il peso politico degli afrikaner fu notevolmente ridimensionato, così come il consenso degli stessi afrikaner verso i partiti che li avevano rappresentati nella seconda metà del secolo (molti dei quali presero nettamente posizione contro le violazioni dei diritti umani perpetrate dal National Party e rivelate dalla Commissione per la Verità e la Riconciliazione voluta dal primo governo Mandela).

Lingua[modifica | modifica sorgente]

L'afrikaans, lingua parlata dagli afrikaaner, si è col tempo distinta dal neerlandese parlato dai primi coloni. Dalla fine del XVII secolo la lingua usata alla colonia del capo sviluppò differenze nella pronuncia e nell'accento e anche, sia pur in misura minore, nella sintassi e nel vocabolario, benché le due lingue siano ancora abbastanza simili da essere mutuamente comprensibili. I coloni di lingua francese e tedesca si adattarono presto all'utilizzo del neerlandese prima e dell'afrikaans in seguito. Mentre il neerlandese rimase la lingua officiale il nuovo dialetto, spesso detto "kaap nederlands" (olandese del Capo) si sviluppò come lingua separata nel XIX secolo. Nel 1925 l'afrikaans ha sostituito il neerlandese originale come lingua ufficiale della Repubblica del Sudafrica.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Hermann Giliomee, The Afrikaners. Biography of a Nation, Londra, C. Hurst & Co. Ltd., 2003, ISBN 1-85065-714-9.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]