Partito Nazionale (Sudafrica)

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Partito Nazionale
National Party
Stato Sudafrica Sudafrica
Fondazione 1914 (originario)
1951 (nuovo)
Dissoluzione 2005 (una parte confluisce nell'ANC e un'altra nell'AD)
Sede Città del Capo, Capo Occidentale
Ideologia 1914-1989
Nazionalismo afrikaner,
Supremazia bianca/Apartheid,
Repubblicanesimo
1989-2005
Nazionalismo afrikaner,
Conservatorismo liberale,
Conservatorismo
Collocazione 1914-1989
Destra/Estrema destra
1989-2005
Centro-destra
Colori Arancione, verde e blu

Il Partito Nazionale (National Party, in afrikaans Nasionale Party, NP) è stato un partito sudafricano nazionalista di destra. NP venne fondato nel 1951 dalla fusione tra il Partito Nazionale Riunificato (HNP) e il Partito Afrikaner (AP). L'HNP si considerava erede diretto del Partito Nazionale fondato nel 1914 e confluito nel 1934 nel Partito Unito. A sua volta l'Ap era nato da una scissione del Partito del Popolo, fondato da James Barry Munnik Hertzog ex leader del partito nazionale.

NP è stato al governo del Sudafrica dal 4 giugno 1948 al 9 maggio 1994. I suoi obiettivi politici includevano l'istituzione di una repubblica, l'apartheid e la promozione della cultura afrikaner. I suoi sostenitori venivano chiamati "nazionalisti" o nats. Il partito fu ufficialmente sciolto nel 2005.

Il Partito Nazionale originario[modifica | modifica sorgente]

Il Partito Nazionale fu fondato da un gruppo di nazionalisti afrikaner a Bloemfontein nel 1914, poco dopo la nascita dell'Unione Sudafricana. Giunse al potere per la prima volta nel 1924, con la guida di James Barry Munnik Hertzog. Il governo Hertzog si adoperò per ridurre l'influenza politica dei coloured (meticci) concedendo nel 1930 il diritto di voto alle donne bianche ma non a quelle "di sangue misto"[1]. Nel 1934, Herzog accettò la fusione del Partito Nazionale con il partito rivale, il Partito Sudafricano di Jan Smuts; la coalizione prese il nome di Partito Unito.

Il Partito Nazionale Purificato[modifica | modifica sorgente]

La destra del partito, guidata da Daniel Francois Malan, diede luogo a una scissione fondando il Partito Nazionale Purificato (HNP).

Il Partito Nazionale Riunificato[modifica | modifica sorgente]

Nel 1940, HNP si fuse con la corrente nazionalista del Partito Unito guidata dall'ex leader dell'NP J. B. M. Hertzog e con il Partito Fascista Sudafricano di Johannes von Moltke, dando vita al Partito Nazionale Riunificato (RNP). L'opposizione all'intervento nella Seconda guerra mondiale fu usato dal partito per fomentare sentimenti anti-britannici nella popolazione afrikaner. Alle elezioni del 1948 RNP si alleò con il Partito Afrikaner. La Coalizione RNP-AP ottenne il 41,6% dei consensi, contro il 51,6% della coalizione Partito Unito - Partito Laburista Sudafricano. Grazie al sistema elettorale, però, i nazional-afrikaner ottennero 79 seggi contro i 71 seggi dei nazional-laburisti.

Appena giunto al governo, RNP iniziò a implementare la politica dell'apartheid. Nel 1951, il Bantu Self-Government Act di fatto cancellò la cittadinanza delle popolazioni nere, per le quali vennero istituiti degli "stati indipendenti" fantoccio detti homeland o bantustan. In questo modo, la popolazione bianca divenne la maggioranza di fatto del Sudafrica. Coerentemente, i tre seggi parlamentari riservati ai rappresentanti neri furono aboliti. Nello stesso 1951, RNP e AP si fusero dando vita al Partito Nazionale.

Il Partito Nazionale[modifica | modifica sorgente]

NP vinse tutte le elezioni dell'epoca dell'apartheid. Era sostenuto soprattutto dagli afrikaner, ma anche da parte degli inglesi sudafricani[2]. Raggiungeva percentuali di voto comprese fra il 50% e il 65%, con l'opposizione bianca suddivisa in tanti partiti minori.

Ai coloured venne concesso di votare in Sudafrica, e di eleggere quattro rappresentanti, che però dovevano essere bianchi. In seguito, con il Separate Representation of Voters Act del 1968, anche questa rappresentanza venne eliminata, in favore di un concilio parzialmente eletto che aveva lo scopo di "consigliare" il governo. Ciò nonostante nel 1969, il partito subì la scissione del Partito Nazionale Rifondato del Sudafrica. Gli scissionisti, tra cui c'era anche Albert Hertzog, figlio dell'ex leader J.B.M.Hertzog, accusavano il partito di non applicare con sufficiente serietà il programma di apartheid. Nello stesso periodo, l'Africa del Sudovest (oggi Namibia) venne incorporata nel Sudafrica come quinta provincia, sebbene questo passaggio non fosse riconosciuto dal resto del mondo. Anche in Namibia venne instaurato il regime dell'apartheid e dei bantustan. La nuova provincia ebbe sette parlamentari a rappresentarla; la popolazione della provincia, di origine principalmente tedesca, sostenne il National Party. Un altro obiettivo importante del National Party fu raggiunto nel 1960 con il referendum che portò allo scioglimento dei legami fra il Sudafrica e la monarchia britannica, al ritiro dal Commonwealth e alla nascita della repubblica. Tutte queste riforme rafforzarono politicamente NP, eliminando l'influenza elettorale dei neri e dei meticci. Il partito ottenne percentuali via via più favorevoli per tutto l'arco di tempo che va dal 1948 al 1977. Il 1977 fu l'anno di massimo successo; il partito ottenne 134 dei 165 seggi del parlamento.

Declino[modifica | modifica sorgente]

A partire dall'inizio degli anni ottanta, anche a seguito delle crescenti pressioni internazionali, il presidente P.W. Botha del National Party iniziò a modificare la propria linea politica. Furono legalizzati i matrimoni misti e i partiti politici multirazziali. Botha costituì anche camere del parlamento dedicate ai coloured e agli indiani; tuttavia, i neri rimasero ai margini di questa ondata di riforme liberali. Le organizzazioni che sostenevano i diritti dei neri sudafricani rimasero illegali e i loro leader (per esempio Nelson Mandela) rimasero in prigione.

Il perdurare dell'isolamento del Sudafrica sulla scena internazionale portò Botha a ritirarsi sia dall'incarico di leader del partito che da quello di presidente. Fu sostituito da F.W. de Klerk. Pur essendo un conservatore, de Klerk decise di negoziare con la comunità nera. Alle elezioni del 1987 NP ottenne il 52,2% dei voti, che calarono al 48,1% alle politiche del 1989. Nel 1990 venne legalizzato l'ANC, e Mandela fu rilasciato dopo 27 anni di prigione. Nel 1992, un referendum diede a de Klerk i pieni poteri nella negoziazione con Mandela. In quel contesto venne stesa una nuova costituzione.

Fine dell'apartheid, il Nuovo Partito Nazionale e lo scioglimento[modifica | modifica sorgente]

Nel 1994 si tennero le prime elezioni multirazziali. L'ANC ottenne il 62,6% dei consensi e NP, secondo partito, conquistò il 20,3%. NP entrò a far parte del Governo di Unità Nazionale fino al 1997, per diventare in seguito ufficialmente un partito di opposizione. Nello stesso anno il partito cambiò nome in Nuovo Partito Nazionale, prendendo le distanze dalle politiche del passato. Alle elezioni del 1999 NNP ottenne solo il 6,8% dei voti e 28 seggi, divenendo il quarto partito politico del Paese. Alle successive politiche del 2004, NNP ottenne appena l'1,6% e 7 seggi. Il 9 aprile 2005, il partito si sciolse.

Leader[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ [Accadde oggi] 1930,in Sudafrica diritto di voto alle donne bianche | Ladyblitz
  2. ^ Elections in South Africa

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]