Dopoguerra

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Per dopoguerra si definisce il periodo successivo ad una guerra. Solitamente si pone l'accento sulle problematiche causate dalla guerra (crisi sociali ed economiche) e sulle conseguenze politiche e geografiche che il conflitto inevitabilmente determina.

Quando si parla di dopoguerra, ci si può riferire:

[modifica] Primo dopoguerra

Con primo dopoguerra, ci si riferisce al periodo successivo alla prima guerra mondiale, nel quale si sono affermati il fascismo in Italia e il nazismo in Germania.

Per approfondire, vedi la voce Conseguenze della prima guerra mondiale.

Al termine della prima guerra mondiale l'Italia ne esce vittoriosa ma con il ritiro di essa dal Patto di Londra non ebbe alcun profitto territoriale ed economico. Questa vittoria venne definita da Gabriele D'annunzio una vittoria mutilata. Gabriele d'Annunzio non condividendo la scelta del governo italiano si impadronisce di Fiume (citta' al tempo di cui nel patto di Londra non si era deciso nulla e quindi libera) militarmente con 9000 soldati dopo aver disobbedito agli ordini del governo italiano. Questo offrì un'avventura supplementare al suo esercito. Inoltre ,da amante dello spettacolo e della massa inscena qual era, il il poeta soldato e in più elaborò quasi tutta la coreografia ripresa poi dal fascismo. Intanto l'economia era sull'orlo della bancarotta. I debiti dello stato erano più che triplicati. La prima conseguenza fu quella del rincaro dei prezzi dei generi alimentari a causa della guerra e questo mise ancora più in ginocchio la popolazione. La differenza economica tra borghesi e operai andava sempre più assottigliandosi. Ai lavoratori l'attività riformista svolta dai sindacati non bastava più. I cittadini invocavano una rivoluzione dei bolscevichi come in Russia. Nel 1919 nasce il Partito popolare italiano (P.P.I.),e l'evento è importante perché vede il rientro a pieno dei cattolici nella scena politica italiana. Questo partito guidato da Don Sturzo andava contro ad alcuni ideali socialisti ma aveva come interesse le esigenze dei ceti deboli. I socialisti che erano dalla parte degli operai incitavano comunque alla calma ma i lavoratori esplosero occupando fabbriche e attuando scioperi che la borghesia tentò di remprimere con qualunque mezzo. La rivolta dei sovversivi rossi risultò un fallimento. Nel 1920 rientra alla guida del governo Giovanni Giolitti che fece in modo di far sbollire da sè le sommosse, questo avvenne nel giro di poco tempo. Nel novembre del 1920 risolse anche il problema spinoso di dell'Istria e di Fiume. Istria divenne una città italiana e Fiume restò città libera.

[modifica] Secondo dopoguerra

Con secondo dopoguerra, ci si rifere al periodo sucessivo alla seconda guerra mondiale.

Per approfondire, vedi le voci Conferenza di Jalta, Processo di Norimberga, Piano Marshall e Guerra Fredda.
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