Compagnia olandese delle Indie orientali

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La Compagnia Olandese delle Indie Orientali (in olandese Vereenigde Geoctroyeerde Oostindische Compagnie, abbreviato in VOC) è stata una compagnia commerciale olandese attiva nei territori coloniali olandesi in Asia dal 1602 al 1800.

Il logo della Compagnia Olandese delle Indie Orientali

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione[modifica | modifica wikitesto]

La VOC fu costituita il 20 marzo 1602 con un capitale sociale di 6.459.840 fiorini[1] sottoscritto dalle sei Camere olandesi (Amsterdam, Middelburg, Enkhuizen, Delft, Hoorn e Rotterdam) quando il governo le garantì il monopolio delle attività commerciali nelle colonie in Asia, dopo che la ribellione delle Province Unite contro la Spagna (1572) e il passaggio del Portogallo sotto la dominazione spagnola (1580) avevano chiuso ai mercanti olandesi i porti di rifornimento tradizionali (Cadice e Lisbona), costringendoli a procurarsi le spezie direttamente all'origine.

Espansione e monopolio olandese[modifica | modifica wikitesto]

Mappa anacronistica delle colonie olandesi. In verde scuro i territori occupati dalla Compagnia olandese delle Indie Occidentali tra XVII e XVIII secolo; in verde chiaro quelli occupati dalla Compagnia olandese delle Indie Orientali tra XVII e XVIII secolo; in giallo le acquisizioni del XIX secolo. A parte i territori degli odierni stati di Indonesia e Suriname, tutte le altre acquisizioni olandesi, sulla costa atlantica del Nord America (Nuova Olanda), sulla costa del Brasile di Nord-Est (Brasile olandese), in Sudafrica, le basi in India, Ceylon, Formosa, sono state perdute dagli Olandesi prima del 1815. IL Belgio è rimasto in unione personale con il sovrano dei Paesi Bassi dal 1815 al 1830

Alla Compagnia era stato concesso il monopolio per ventun anni dei traffici olandesi tra il Capo di Buona Speranza e lo Stretto di Magellano, nonché l'autorità di edificare fortilizi, stipulare trattati e muovere guerra. Nella prima metà del XVII secolo la Compagnia prese piede nell'arcipelago delle Molucche (Amboina nel 1605, Banda nel 1609) dove la sottomissione dei principati marittimi di Ternate, Tidore e Batjam portò al culmine la sua potenza.
La successiva estromissione di francesi ed inglesi le permise di installarsi nel mar di Giava, di occupare Bantam e di fondare Batavia (1619).

Un vascello della VOC al suo arrivo a Cape Town

La penetrazione proseguì più a occidente con l'impianto di case di commercio a Johore e Malacca nel 1641, con la fondazione di basi sulla costa indiana del Malabar nel 1661, con l'invio di mercanti nel Borneo settentrionale nel 1665 e di missioni a Formosa. Il trattato di Breda (1667) sancì l'esistenza di un impero coloniale olandese d'oriente costituito da una serie di basi commerciali fortificate dal capo di Buona Speranza (1652) a Timor, passando per lo scalo persiano di Bandar Abbas. La situazione di assoluto monopolio di cui la Compagnia godeva nel commercio di alcuni prodotti permise agli azionisti di realizzare profitti altissimi, con un dividendo del 22% nell'arco della sua esistenza con punte del 132,5% nel 1610 e del 37,5% nel 1619, malgrado cospicui reinvestimenti per rafforzare la compagnia dal punto di vista militare ed economico[2].

Declino e soppressione[modifica | modifica wikitesto]

Tuttavia alla fine del Seicento la sua potenza cominciò a scemare, sia per la concorrenza francese e inglese, sia per la cattiva amministrazione, sia per le ingenti spese militari dovute alle frequenti ribellioni indigene. Persi numerosi stabilimenti nel corso della quarta guerra anglo-olandese (1780-1784), e ceduti i restanti agli alleati britannici dopo l'invasione dell'Olanda da parte delle armate rivoluzionarie nel 1794, nel 1798 la Compagnia cessò i traffici e fu sciolta due anni dopo lasciando i propri resti allo stato olandese.

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Sede della VOC ad Amsterdam

La Compagnia Olandese delle Indie Orientali nacque dalla fusione di otto compagnie minori dietro le pressioni degli Stati generali olandesi che desideravano porre ordine tra le innumerevoli società di navigazione e coagulare le proprie risorse per strappare al Portogallo il monopolio commerciale dei mari delle Indie. La Compagnia era composta da 6 Camere (Kamers) fondatrici. Il suo organo esecutivo era costituito dagli Heeren XVII, i direttori, scelti in seno a una assemblea di 60 rappresentanti degli azionisti con una presenza fissa di otto delegati della Camera di Amsterdam e quattro provenienti dalla Zelanda (Paesi Bassi). Il capitale iniziale fu in seguito diviso in piccole azioni rapidamente sottoscritte e successivamente rastrellate dagli stessi direttori, che assunsero così una posizione oligarchica. Per il governo delle terre coloniali acquisite la Compagnia creò un'amministrazione stabile, con sede a Batavia, facente capo a un governatore generale assistito da un Consiglio delle Indie composto da sedici membri.

Struttura governativa territoriale[modifica | modifica wikitesto]

La sede del governo generale della Compagnia era a Batavia sull'isola di Giava (ora Giacarta, Indonesia). I territori coloniali progressivamente conquistati erano direttamente annessi dalla compagnia oppure si creava una sorta di pesante protettorato sugli stati indigeni alleati. Le cosiddette Indie olandesi erano organizzate in governatorati soggetti a quello generale di Batavia.

Altri avamposti coloniali erano nelle Indie Orientali Olandesi divenute poi Indonesia, così come sulle Isole delle Spezie (Molucche) costituiti da fattorie commerciali, empori o protettorati.

Governatori generali delle Indie Orientali[modifica | modifica wikitesto]

  • Pieter Both 1609
  • Gerard Reynst 1614
  • Laurens Reaal 1616
  • Jan Pieterszoon Coen 1618
  • Pieter de Carpentier 1623
  • Jan Pieterszoon Coen 1627
  • Jacque Specz 1629, reggente
  • Hendrik Brouwer 1632
  • Anthony van Diemen 1636
  • Cornelius van de Lijn 1645
  • Carel Reyniersz 1650
  • Joan Maetsuycker 1653
  • Rijklof van Goens 1678
  • Cornelis Speelman 1681
  • Johannes Camphuijs 1684
  • Willem van Outhoorn 1691
  • Johan van Hoorn 1704
  • Abraham van Riebeeck 1709
  • Christoffel van Swoll 1713
  • Henricus Zwaardecroon 1718
  • Matheus de Haan 1725
  • Dirk Durven 1729
  • Dirk van Cloon 1732
  • Abraham Patras 1735
  • Adriaan Valckenier 1737
  • Johannes Thedens 1741
  • Gustaaf W. van Imhoff 1743
  • Jacob Mossel 1750
  • P.A. van der Parra 1761
  • Jeremias van Riemsdijk
  • Reinier de Klerk 1777
  • William A. Alting 1780
  • Pieter van Overstraeten 1796
  • Johannes Siberg 1801
  • Albert H. Wiese 1805
  • Herman W. Daendels 1808
  • Jan W. Janssens 1811
  • Thomas Stamford Raffles vicegovernatore inglese 1811
  • John Febdall vicegovernatore inglese 1816
  • dal 1816 commissari generali reali e governatore regi

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Marzio A. Romani - Il commercio mondiale nel Seicento in La Storia UTET (edizioni Mondadori) Vol. 8 pagina 487
  2. ^ Marzio A. Romani - op. cit. pag. 489/490

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Le navi della VOC dal sito Il filo di Arianna

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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