Sud-est asiatico

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Il Sud-est asiatico è una regione geografica dell'Asia situata a sud della Cina e a nord dell'Australia, tra l'Oceano Indiano e l'Oceano Pacifico. In base alla ripartizione del mondo effettuata dalle Nazioni Unite, il Sud-est asiatico è una delle macroregioni in cui è divisa l'Asia.[1]

██ Sud-est asiatico (Macroregione ONU)

Essa include 11 Stati:

Oltre a tali stati sono geograficamente considerate parte del sud-est asiatico anche le Isole Andamane, un gruppo di isole nel Golfo del Bengala politicamente dipendenti dall'India.

Tutti gli stati sopra elencati, fatta eccezione per Timor Est, sono membri dell'ASEAN: un'organizzazione nata per promuovere la cooperazione fra gli stati membri dell'unione e per accelerare il progresso economico della regione.

Il Sud-est asiatico può essere diviso in due ulteriori regioni: l'Indocina (Birmania, Cambogia, Laos, Thailandia, Vietnam) e l'Insulindia (Brunei, Timor Est, Indonesia, Filippine, Malesia, Singapore)

Territorio e ambienti[modifica | modifica wikitesto]

L'Asia sudorientale si estende tra India e Cina, tra l'Oceano Indiano e quello Pacifico. La regione, composta da undici stati, è formata dalla grande penisola dell'Indocina e da una miriade di isole sparse in direzione sud est quasi fino all'Australia. La penisola Indocinese è occupata da diverse catene montuose giovani che rappresentano il prolungamento del sistema himalayano. Di esse fanno parte i monti Annamiti lungo la costa orientale, e i monti Arakan, ai margini occidentali. Da questi rilievi scendono alcuni fiumi importanti che hanno dato origine ad ampie pianure alluvionali; alcuni sfociano nell'Oceano Indiano altri nel Pacifico.

L'estremità meridionale dell'Indocina è costituita dalla Malacca. Le numerosissime isole formano degli arcipelaghi, i maggiori dei quali sono quello indonesiano e quello delle Filippine. La zona è altamente sismica, numerosi vulcani attivi sono distribuiti in gran parte delle isole. A sud e a est gli arcipelaghi sono fiancheggiati da profonde fosse oceaniche che testimoniano lo sprofondamento della crosta oceanica nello scontro tra le due placche continentali, pacifica e asiatica.

Le temperature sono elevate e le piogge abbondanti, in particolare in Indonesia e nella parte meridionale della penisola Indocinese. Altrove le piogge sono portate dal monsone estivo. Lungo le coste sono diffuse le foreste di Mangrovie.

Popolazione e identità regionali[modifica | modifica wikitesto]

La regione costituisce una sorta di ponte tra il continente asiatico e l'Oceania ed è sempre stata anche un'area di passaggio tra India e mondo cinese. Infatti le lingue parlate sono molteplici. Le religioni più diffuse sono l'islam, il buddismo e il cattolicesimo.

L'area ospita oltre 540 milioni di abitanti. Le maggiori concentrazioni si hanno lungo il corso dei fiumi più importanti dove sorgono grandi villaggi agricoli dediti alla risicoltura. Infatti, il clima caldo, l'abbondanza di piogge e la naturale fertilità dei terreni hanno sempre favorito la crescita del riso. La sua coltivazione intensiva nei delta dei fiumi determina la presenza di molte risaie. Negli ultimi anni la regione ha subito grandi trasformazioni, anche culturali. In seguito alla crescita del turismo e al trasferimento sul suo territorio di imprese straniere contribuiscono ad innalzare il tenore di vita e i modelli di consumo occidentali.

L'economia[modifica | modifica wikitesto]

La regione è generalmente arretrata in termini economici ed essenzialmente legata alla produzione agricola, principalmente destinata a soddisfare il consumo locale oltre che a costituire una delle prime voci nell'esportazione, per esempio, del riso. Proprio per regolamentare la produzione e il prezzo del cereale, nel 2008 i maggiori produttori mondiali di riso, fra cui Tailandia, Vietnam, Cambogia, Laos e Birmania hanno immaginato la creazione di una organizzazione sovranazionale chiamata OREC (Organisation of Rice Exporting Countries, organizzazione dei Paesi esporatoti di riso) e il cui obiettivo è il miglioramento della produzione e dell'efficienza delle piantagioni di riso.[2][3]

Sono molto diffuse le piantagioni commerciali fra cui la coltura del caucciù e della palme da olio. Notevoli sono le risorse forestali che vivono però una fase di continua riduzione a causa della conversione in aree agricole. Infine l'area è ricca di giacimenti petroliferi, di carbone, rame e stagno. La delocalizzazione in quest'area è stata favorita dalla sua posizione strategica, e dalla presenza di una manodopera numerosa, poco costosa, disciplinata, preparata ed efficiente. Alcuni indicatori sociali del Sud-est asiatico, come le alte percentuali di mortalità infantile e di analfabetismo, mostrano però in modo inequivocabile le condizioni di grave arretratezza di questi paesi.

L'Indonesia, con i suoi 240 milioni di abitanti, è il più grande Stato del Sud-est asiatico e il più grande Paese musulmano del mondo: è stato insieme a Filippine, Tailandia, Malesia e Singapore Paese fondatore della associazione ASEAN ed è oggi mebro del G20. Protagonista di un grande processo di transizione di successo, l'Indonesia si è trasformata da Paese in grande difficoltà in seguito alla crisi finanziaria asiatica della fine degli anni '90, in una nazione stabile, con un PIL pro capite raddoppiato in sei anni e l'inserimento di diritto del Paese nel numero di Nazioni a medio reddito con un conseguente innalzamento del suo rating da parte delle principali agenzie internazionali. [4]

Singapore, nonostante ridotte dimensioni geografiche e la mancanza di risorse naturali, è una delle quattro cosiddette "tigri dell'Asia insieme a Hong Kong, Taiwan e Corea del Sud,[5] e un Paese fortemente sviluppato inserito fra i centri finanziari e logistici di importanza mondiale: dotato di servizi di altissimo livello, infrastrutture modernissime e di un sistema bancario e creditizio all’avanguardia, Singapore è diventata, grazie all’elevato livello tecnologico delle proprie produzioni e alla sua posizione nodale per i traffici marittimi, il centro nevralgico per l’intera area asiatica nei settori ad alto valore aggiunto come le biotecnologie, la chimica farmaceutica e l’elettronica avanzata.[6] Grazie alla sua posizione è il

Le Filippine hanno visto nel 2010 una crescita del 7,6% seguita da un rallentamento che pone il Paese asiatico a una crescita del 3,9% nel 2011 in seguito al crollo delle esportazioni di beni e servizi del Paese. La crescita ha avuto una ripresa nel 2012, con un'espansione del PIL del 6,8% e del 7,2% nel 2013. I consumi degli abitanti dell'arcipelago, che rappresentano oltre il 70% del PIL, rimangono in crescita costante. Nel quadro delle esportazioni Le Filippine hanno migliorato del 3,6% rispetto al 2013 con un'ulteriore espansione del 6% nel 2014-15 e una previsione di crescita intorno al 5% annuo dal 2018. Sul fronte dei salari e dell'occupazione rimane un surplus di offerta di lavoro che genera un limitato aumento medio annuo dei salari reali. Con una bilancia commerciale in deficit, l'ampio avanzo proveniente dai trasferimenti, conseguenza dei forti afflussi di rimesse dei lavoratori residenti all'estero mantiene il saldo del Paese in positivo.[7]

Il turismo è considerato un fattore chiave nello sviluppo della regione.[8] Il settore turistico pesa il 9% dell'intero prodotto interno lordo thailandese,[9] in Cambogia nel 2006 il 15%.[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Composition of macro geographical (continental) regions, geographical sub-regions, and selected economic and other groupings su ONU, http://unstats.un.org. URL consultato il maggio 2015.
  2. ^ Riso, a Giakarta i paesi produttori cercano una strategia per evitare crisi su Borsa Merci Telematica Italiana, http://web.bmti.it. URL consultato il maggio 2008.
  3. ^ About OREC su OREC, http://www.orecinternational.org. URL consultato il 25 maggio 2015.
  4. ^ AA.VV., Indonesia: mercato emergente dalle grandi prospettive (PDF) su ICE, www.ice.it. URL consultato il 25 maggio 2015.
  5. ^ Tigri asiatiche su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 25 maggio 2015.
  6. ^ QUADRO MACROECONOMICO - II SEMESTRE 2012 su Ambasciata d'Italia a Singapore. URL consultato il 25 maggio 2015.
  7. ^ Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Quadro macroeconomico (FILIPPINE) su Info Mercati Esteri, http://www.infomercatiesteri.it, marzo 2014. URL consultato il 25 maggio 2015.
  8. ^ http://pub.unwto.org:81/WebRoot/Store/Shops/Infoshop/Products/1240/1240-1.pdf Background overview of The National Seminar on Sustainable Tourism Resource Management], Phnom Penh, 9–10 giugno 2003
  9. ^ Travel & Tourism - Economic Impact 2014 - Thailand, WTTC. URL consultato il 25 maggio 2015.
  10. ^ WDI Online

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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