Sud-est asiatico

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Il Sud-est asiatico è una regione geografica dell'Asia situata a sud della Cina e a nord dell'Australia, tra l'Oceano Indiano e l'Oceano Pacifico. In base alla ripartizione del mondo effettuata dalle Nazioni Unite, il Sud-est asiatico è una delle macroregioni in cui è divisa l'Asia.

██ Sud-est asiatico (Macroregione ONU)

Essa include 11 Stati:

Oltre a tali stati sono geograficamente considerate parte del sud-est asiatico anche le Isole Andamane, un gruppo di isole nel Golfo del Bengala politicamente dipendenti dall'India.

Tutti gli stati sopra elencati, fatta eccezione per Timor Est, sono membri dell'ASEAN: un'organizzazione nata per promuovere la cooperazione fra gli stati membri e per accelerare il progresso economico della regione.

Il Sud-est asiatico può essere diviso in due ulteriori regioni: l'Indocina (Birmania, Cambogia, Laos, Thailandia, Vietnam) e l'Insulindia (Brunei, Timor Est, Indonesia, Filippine, Malaysia, Singapore)

Territorio e ambienti[modifica | modifica sorgente]

L'Asia sudorientale si estende tra India e Cina, tra l'oceano Indiano e quello Pacifico. La regione, che comprende undici stati, è formata dalla grande penisola dell'Indocina e da una miriade di isole sparse in direzione sud est quasi fino all'Australia. La parte continentale, cioè la penisola Indocinese, è occupata da diverse catene giovani che rappresentano il prolungamento verso sud est del sistema himalayano. Di esse fanno parte i monti Annamiti lungo la costa orientale, e i monti Arakan, ai margini occidentali, la cui cima più elevata raggiunge i 3050 m. Da questi rilievi scendono alcuni fiumi importanti che hanno dato origine ad ampie pianure alluvionali; alcuni sfociano nell'oceano Indiano, come l'Irrawaddy, altri nel Pacifico, come il Mekong, il principale fiume dell'indocina, di cui bagna tutti gli stati.

L'estremità meridionale dell'Indocina è costituita dalla Malacca, una penisola lunga e stretta che si protende verso sud per oltre 110 km. Le numerosissime isole formano degli arcipelaghi, i maggiori dei quali sono quello indonesiano e quello delle Filippine. La zona è geologicamente giovane e altamente sismica; numerosi vulcani attivi con cime spesso superiori ai 3000 m, sono distribuiti in gran parte delle isole. A sud e a est gli arcipelaghi sono fiancheggiati da profonde fosse oceaniche che testimoniano lo sprofondamento della crosta oceanica nello scontro tra le due placche continentali, pacifica e asiatica.

Tutta la regione è inclusa nell'area climatica, equatoriale e tropicale. Le temperature sono quindi elevate e le piogge abbondanti, in particolare in Indonesia e nella parte meridionale della penisola Indocinese, dove il clima ha caratteristiche spiccatamente equatoriali. Altrove le piogge sono portate dal monsone estivo. In alcuni paesi le foreste pluviali coprono più della metà dell'intera superficie; lungo le coste sono diffuse le foreste di Mangrovie.

Popolazione e identità regionali[modifica | modifica sorgente]

Allungata tra oceano Indiano e oceano Pacifico, la regione costituisce una sorta di ponte tra il continente asiatico e l'Oceania ed è sempre stata anche un'area di passaggio tra India e mondo cinese. Per questo motivo ha assistito all'incontro e all'avvicendamento di popoli diversi che grazie alle numerosissime isole riuscivano a spostarsi ed a entrare in contatto tra loro. Dal punto di vista etnico, la popolazione rappresenta quindi un grande mosaico e le lingue parlate sono molteplici. Le religioni più diffuse sono l'islam, il buddismo e il cattolicesimo.

L'area ospita oltre 540 milioni di abitanti e nel complesso è densamente popolata. Le maggiori concentrazioni si hanno lungo il corso dei fiumi più importanti e nelle fasce costiere pianeggianti, dove sorgono grandi villaggi agricoli dediti alla risicoltura. Infatti, il clima caldo, l'abbondanza di piogge e la naturale fertilità dei terreni hanno sempre favorito la crescita del riso. La sua coltivazione intensiva nei delta dei fiumi, nelle pianure e sui pendii terrazzati delle colline determina la presenza di un paesaggio dominante, quello della risaia, e di insediamenti prevalentemente rurali. In alcuni stati, però, la percentuale di popolazione urbana è già notevolmente aumentata: è il caso dei microstati di Singapore e del Brunei, ma anche delle Filippine e della Malesia, dove si aggira sul 60%. In quest'area asiatica si trovano alcune delle grandi metropoli mondiali, come Giacarta, la capitale dell'Indonesia, e Bangkok, la capitale della Thailandia.

Negli ultimi anni la regione ha subito grandi trasformazioni, anche culturali. Ai modi di vita tradizionali si sono affiancati infatti, in seguito alla crescita del turismo di massa e al trasferimento sul suo territorio di imprese straniere, stili di vita e modelli di consumo occidentali, diffusi soprattutto tra i giovani e nelle città.

L'economia[modifica | modifica sorgente]

La regione è economicamente arretrata ed essenzialmente agricola. L'agricoltura è in gran parte destinata a soddisfare il consumo locale, ma la produzione di riso è così elevata che viene anche esportata. Sono molto diffuse, inoltre, le piantagioni commerciali, eredità del periodo coloniale; la più importante è senz'altro la coltura del caucciù, ma anche le palme da olio. Notevoli sono le risorse forestali. Ingenti, infine, sono anche le risorse minerarie, consistenti in giacimenti di petrolio, carbone, rame e soprattutto stagno. Negli ultimi decenni, tuttavia la regione è uscita dal ruolo limitato di produttrice ed esportatrice di materie prime e alcuni paesi hanno avviato lo sviluppo industriale grazie agli investimenti delle multinazionali straniere. Inizialmente queste vi hanno trasferito gli impianti destinati soltanto all'assemblaggio dei vari prodotti, poi anche industrie dei settori tecnologicamente più avanzati. La delocalizzazione in quest'area è stata favorita dalla sua posizione strategica, a cavallo tra regioni e continenti diversi, e dalla presenza di una manodopera numerosa, poco costosa, disciplinata, ma nello stesso tempo preparata ed efficiente. Inoltre i governi locali, generalmente autoritari, se da un lato hanno garantito stabilità politica e condizioni fiscali favorevoli, dall'altro non si sono preoccupati di fissare norme volte a tutelare l'ambiente o a impedire il saccheggio, a volte indiscriminato, delle risorse naturali.

Singapore può essere ormai considerato un paese sviluppato, con un'economia ricca e dinamica basata sul terziario, in particolare sulle funzioni del suo porto e sulle attività commerciali e finanziarie. Singapore fa parte delle quattro "tigri dell'Asia" insieme a Taiwan, Corea del Sud e Hong Kong. Grazie alla presenza di multinazionali statunitensi e inglesi ha un peso rilevante anche la produzione industriale. Un alto reddito pro capite, dovuto agli ingenti guadagni petroliferi, presenta anche Brunei. Vi sono poi alcuni paesi che, al contrario, dispongono di un reddito bassissimo e di un indice di sviluppo umano tra i più bassi del mondo: si tratta di Laos, Cambogia, Birmania e Timor Orientale, dove la popolazione vive ancora per oltre i 2/3 nelle campagne. Alcuni indicatori sociali, come le alte percentuali di mortalità infantile e di analfabetismo, mostrano in modo inequivocabile le condizioni di grave arretratezza di questi paesi.

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