Repubblica delle Sette Province Unite

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Repubblica delle Sette Province Unite
Repubblica delle Sette Province Unite – Bandiera Repubblica delle Sette Province Unite - Stemma
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Motto: Concordia res parvae crescunt
Repubblica delle Sette Province Unite - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica delle Sette Province Unite dei Paesi Bassi
Nome ufficiale Republiek der Zeven Verenigde Nederlanden
Lingue ufficiali olandese
Lingue parlate basso sassone, frisone e olandese
Capitale L'Aia
Altre capitali Amsterdam
Politica
Forma di Stato Stato federale
Forma di governo Repubblica
Organi deliberativi Stati Generali della Repubblica delle Sette Province Unite
Nascita 26 luglio 1581 con Guglielmo I d'Orange
Causa Guerra degli ottant'anni e Unione di Utrecht
Fine 19 gennaio 1795 con Guglielmo V di Orange-Nassau
Causa invasione francese
Territorio e popolazione
Bacino geografico Paesi Bassi
Territorio originale Olanda e Zelanda, Utrecht, Gheldria, Overijssel, Frisia, e Groninga
Popolazione 1.500.000 nel 1600 ca.
Economia
Valuta fiorino
Religione e società
Religioni preminenti calvinismo
Religioni minoritarie cattolicesimo, ebraismo
Repubblica delle Sette Province Unite - Mappa
Evoluzione storica
Preceduto da Flag of Cross of Burgundy.svg Diciassette province
Succeduto da Flag of the Batavian Republic.svg Repubblica Batava

La Repubblica delle Sette Province Unite (Republiek der Zeven Verenigde Nederlanden /repyˈbli:k dər ˈzeˑɪ̯vən fər'ʔeˑɪ̯nɪɣdə ˈneˑɪ̯dərˌlɑndən/ in olandese; letteralmente «Repubblica dei Sette Paesi Bassi Uniti») fu la Repubblica esistente fra il 1581 e il 1795 nei territori che oggi costituiscono i Paesi Bassi.

Essa è nota anche come Repubblica delle Sette Province Unite dei Paesi Bassi.[senza fonte]

Nell'epoca in cui questo Stato esisteva, in italiano era chiamato Repubblica delle Province Unite o semplicemente Province Unite.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Fino alla fine del XV secolo l'area dei Paesi Bassi (termine con cui all'epoca si indicavano anche il Belgio e il Lussemburgo) consisteva di vari ducati, contee e vescovati indipendenti, spesso (ma non sempre) facenti formalmente parte del Sacro Romano Impero.

All'inizio del XVI secolo tutti questi piccoli Stati (noti come le Diciassette province) finirono nelle mani dell'imperatore Massimiliano I, della famiglia degli Asburgo, attraverso il matrimonio con Maria di Borgogna, figlia di Carlo il Temerario.

Nel 1556 passarono dai domini imperiali a quelli spagnoli, data l'abdicazione di Carlo V (1556) che li lasciò in eredità al figlio Filippo II, re di Spagna.

La lotta per l'indipendenza[modifica | modifica sorgente]

Per reprimere una serie di ribellioni scoppiate nel 1566, il re di Spagna Filippo II inviò nei Paesi Bassi Fernando Álvarez de Toledo, terzo duca d'Alba, il quale instaurò un regime di terrore attraverso l'istituzione di un organo di giustizia speciale chiamato Consiglio dei torbidi, con il quale processò e condannò per tradimento almeno ottomila persone. Dopo aver sconfitto le truppe di Guglielmo I d'Orange, riuscì a porre sotto controllo le province meridionali. La ribellione continuò comunque nelle province del Nord. La guerra cambiò fisionomia quando una flotta di ribelli calvinisti, chiamati Gueux de mer (mendicanti del mare), assalì e conquistò la città di Brielle.

Gli sforzi centralizzatori di Filippo II (che miravano ad eliminare le tradizionali autonomie delle varie città), uniti alla forte tassazione e al suo appoggio alla persecuzione dei protestanti da parte della Chiesa cattolica portarono nel 1568 ad una rivolta, che fu l'inizio della cosiddetta Guerra degli ottant'anni. Alle perpetrate angherie di Filippo II rispose l'unione delle Province settentrionali e meridionali dei Paesi Bassi con la Pacificazione di Gand (o Unione di Gand). Questa fu la prima e ultima storica unione tra le due parti del paese (che in realtà era sommariamente diviso in tre: a Nord le Sette Province, al centro le terre Generali, tra le cui città vi era Gand, e a Sud i Paesi Bassi spagnoli, gli attuali Belgio e Lussemburgo), e fu il "gioiello di Guglielmo d'Orange". Gioiello che però tradì le aspettative delle parti che lo componevano a causa principalmente di dissidi religiosi nel suo interno: le province del Nord abbracciavano il Calvinismo, meritocratico e intransigente, mentre quelle del Sud erano in prevalenza cattoliche. A seguito del reciproco divieto di professare le rispettive religioni l'Unione di Gand si scisse in due altre Unioni: quella di Utrecht a Nord e quella di Arras a Sud. Le due Unioni non combattevano lo stesso nemico, almeno ufficialmente, in quanto le province del sud restavano formalmente fedeli a Filippo II e alla sua guida illuminata. Inizialmente le Province Unite, guidate da Guglielmo I di Orange cercarono di scegliersi un sovrano, ma due esperimenti falliti con il duca Francesco d'Angiò (1581-1583) e con il conte di Leicester (1585) convinsero le Province a diventare ufficialmente una Repubblica (1588), per quanto la famiglia degli Orange-Nassau vi giocasse un ruolo preminente.

L'indipendenza delle Province Unite fu riconosciuta dalla Spagna, de facto, con la tregua di Anversa del 1609 con cui cessava lo stato di guerra fra Spagna e Province Unite, ma la prima non riconosceva ancora, formalmente, l'indipendenza delle seconde.

Il primo vero riconoscimento ufficiale della indipendenza delle Province Unite avvenne solo con la Pace di Vestfalia del 1648. Si trattava di una doppia indipendenza: da un lato la Spagna rinunciava definitivamente alle proprie pretese su quei territori; dall'altro le Province Unite ottenevano anche di non far più parte del Sacro Romano Impero.

Espansione e declino delle Province Unite[modifica | modifica sorgente]

Il XVII secolo è noto come il "secolo d'oro" (gouden eeuw) della storia dei Paesi Bassi, che nonostante la lotta per l'indipendenza contro la Spagna furono capaci di iniziare una forte espansione coloniale e commerciale (ad es. in India, in Indonesia e nelle Americhe). Tuttavia questa rapida espansione fu fermata da una serie di guerre sfortunate contro l'Inghilterra e i suoi alleati, e nel XVIII secolo la supremazia commerciale e marittima olandese declinò rapidamente.

La Repubblica delle Province Unite durò tuttavia fino al 1795, quando le forze rivoluzionarie francesi invasero il paese e proclamarono la cosiddetta Repubblica Batava; dopo circa 20 anni di dominio francese, nel 1813 i Paesi Bassi riacquistarono l'indipendenza, trasformandosi tuttavia in una monarchia sotto la stessa casa di Orange da cui provenivano buona parte degli statolder dell'epoca repubblicana. Il nuovo stato creato ebbe la funzione di stato cuscinetto a nord della Francia.

Politica[modifica | modifica sorgente]

La Repubblica consisteva di sette province (Olanda, Zelanda, Utrecht, Gheldria, Overijssel, Frisia, e Groninga), il paesaggio di Drenthe (una zona rurale senza lo status di provincia) e dei cosiddetti "territori della generalità" (circa corrispondenti alle attuali province del Limburgo e del Brabante Settentrionale). Le sette province avevano ciascuna un proprio governo, costituito da un'assemblea elettiva (gli Stati Provinciali) con a capo il gran pensionario, che si occupava di materia economica, e uno statolder (reggente), che in caso di guerra assumeva il comando delle province e godeva di privilegi simili a quelli di un sovrano.

Esse erano formalmente indipendenti l'una dall'altra, ma inviavano rappresentanti ai cosiddetti 'Stati generali', che avevano sede all'Aia e che provvedevano a governare i territori della generalità (ma non la Drenthe, che sotto questo aspetto era autonoma) e alla politica estera e di difesa della Repubblica.

In teoria, gli statolder erano diversi in ciascuna provincia ed erano eletti dagli Stati Provinciali; tuttavia generalmente essi venivano scelti all'interno di pochissime famiglie nobili, in primo luogo gli Orange-Nassau. Inoltre lo statolder di Olanda diventava automaticamente il reggente anche di Utrecht e della Zelanda, e spesso (a cominciare già da Guglielmo I) anche le altre province nominavano la stessa persona come statolder.

Nel 1747 fu deciso di nominare un unico statolder per tutta la Repubblica e di rendere ereditaria la carica; con questa riforma le Province Unite si trasformarono in pratica in una monarchia costituzionale, per quanto continuassero a proclamarsi una repubblica. Quest'ultima decisione fu uno dei numerosi episodi della lunga lotta fra i sostenitori degli statolder (generalmente noti come Orangisti) e i cosiddetti "patrioti", che si opponevano alla strisciante trasformazione in monarchia dello stato olandese.

Ripartizione amministrativa[modifica | modifica sorgente]

Con il trattato della Barriera (1715) hanno il diritto di presidiare alcune città del Paesi Bassi Austriaci fino al 1781: Gand, Ypres, Namur, Mons o Bergen, Tournai o Doornik, Warneton, Meenen, Knock, Furnes, Termonde o Tienen, Veurne. Altri centri occupati furono Emden e Leerot nella Frisia orientale (1600-1744), Emmerich, Rees, Wesel, Burik e Orsoy nella valle del Reno (1609-1672), Rijnberk (1633-72).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Israël, J.I. The Dutch Republic: Its Rise, Greatness, and Fall 1477–1806 Oxford: Clarendon Press, 1995
  • Reynolds, Clark G. Navies in History. Annapolis: Naval Institute Press, 1998
  • Schama, Simon The Embarrassment of Riches: An Interpretation of Dutch Culture in the Golden Age. New York: Random House USA, 1988
  • van der Burg, Martijn. "Transforming the Dutch Republic into the Kingdom of Holland: the Netherlands between Republicanism and Monarchy (1795-1815)," European Review of History (2010) 17#2, pp 151-170 online

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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