Repubblica delle Sette Province Unite

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Repubblica delle Sette Province Unite
Portale:Portali Visita il [[Portale:|Portale ]]
Repubblica delle Sette Province Unite - Bandiera
Repubblica delle Sette Province Unite - Stemma
(dettagli) (dettagli)

Descrizione generale
Nome completo: Repubblica delle Sette Province Unite dei Paesi Bassi
Nome ufficiale: Republiek der Zeven Verenigde Nederlanden
Lingua ufficiale: Olandese
Lingue:
Capitale: L'Aia
Forma politica
Forma di stato: Stato federale
Forma di governo: Repubblica
 :
Nascita: 26 luglio 1581
Causa: Guerra degli ottant'anni e Unione di Utrecht
Fine: 19 gennaio 1795
Causa: invasione francese
Territorio e popolazione
Bacino geografico: Paesi Bassi
Territorio originale: Olanda e Zelanda
Province: Olanda, Zelanda, Utrecht, Gheldria, Overijssel, Frisia, e Groninga
Religione e Società
Religioni preminenti: calvinismo, cattolicesimo
Religione di stato: calvinismo

Evoluzione storica
Preceduto da:
Succeduto da:
Diciassette Province Repubblica Batava

La Repubblica delle Sette Province Unite (in olandese Republiek der Zeven Verenigde Nederlanden) fu una Repubblica che sorse fra il 1581 ed il 1795 nei territori che oggi costituiscono i Paesi Bassi. Essa è nota anche come Repubblica delle Sette Province Unite dei Paesi Bassi (Republiek der Zeven Verenigde Nederlanden) o semplicemente come Province Unite.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Le origini

Fino alla fine del XV secolo l'area dei Paesi Bassi (termine con cui all'epoca si indicavano anche il Belgio ed il Lussemburgo) consisteva di vari ducati, contee e vescovati indipendenti, spesso (ma non sempre) facenti formalmente parte del Sacro Romano Impero.

Per via di una serie di manovre dinastiche, guerre o trattati, all'inizio del XVI secolo tutti questi piccoli Stati (noti come le Diciassette province) finirono nelle mani dell'imperatore Carlo V, della famiglia degli Asburgo, che nel 1556 li lasciò in eredità al figlio Filippo II, re di Spagna.

[modifica] La lotta per l'indipendenza

Per reprimere la ribellione Filippo II inviò nei Paesi Bassi Fernando Alvarez de Toledo, duca d'Alba, il quale instaurò un regime di terrore, processando e condannando per tradimento almeno ottomila persone. Dopo aver sconfitto le truppe di Guglielmo d'Orange, riuscì a porre sotto controllo le province meridionali. La ribellione continuò nelle province del Nord. La guerra cambiò fisionomia quando una flotta di ribelli calvinisti, chiamati Gueux de mer (mendicanti del mare), assalì e conquistò la citta di Brielle. Gli sforzi centralizzatori di Filippo II (che miravano ad eliminare le tradizionali autonomie delle varie città), uniti alla forte tassazione ed al suo appoggio alla persecuzione dei protestanti da parte della Chiesa Cattolica portarono nel 1568 ad una rivolta, che fu l'inizio della cosiddetta Guerra degli ottant'anni. Alle perpetrate angherie di Filippo II rispose l'unione delle Province settentrionali e meridionali dei Paesi Bassi con la Pacificazione di Gand (o Unione di Gand). Questa fu la prima ed ultima storica unione tra le due parti del paese (che in realtà era sommariamente diviso in tre: a Nord le Sette Province, al centro le terre Generali, tra le cui città vi era Gand, e a Sud i Paesi Bassi spagnoli, gli attuali Belgio e Lussemburgo), e fu il "gioiello di Guglielmo d'Orange". Gioiello che però tradì le aspettative delle parti che lo componevano a causa principalmente di dissidi religiosi nel suo interno: le province del Nord abbracciavano il Calvinismo, meritocratico e intransigente, mentre quelle del Sud erano in prevalenza cattoliche. A seguito del reciproco divieto di professare le rispettive religioni l'Unione di Gand si scisse in due altre Unioni: quella di Utrecht a Nord e quella di Arras a Sud. Le due Unioni non combattevano lo stesso nemico, almeno ufficialmente, in quanto le province del sud restavano formalmente fedeli a Filippo II ed alla sua guida illuminata. Inizialmente le Province Unite, guidate da Guglielmo I di Orange cercarono di scegliersi un sovrano, ma due esperimenti falliti con il duca Francesco d'Angiò (1581-1583) e con il conte di Leicester (1585) convinsero le Province a diventare ufficialmente una Repubblica (1588), per quanto la famiglia degli Orange-Nassau vi giocasse un ruolo preminente.

[modifica] Espansione e declino delle Province Unite

Il XVII secolo è noto come il "secolo d'oro" (gouden eeuw) della storia dei Paesi Bassi, che nonostante la lotta per l'indipendenza contro la Spagna furono capaci di iniziare una forte espansione coloniale e commerciale (ad es. in India, in Indonesia e nelle Americhe). Tuttavia questa rapida espansione fu fermata da una serie di guerre sfortunate contro l'Inghilterra ed i suoi alleati, e nel XVIII secolo la supremazia commerciale e marittima olandese declinò rapidamente.

La Repubblica delle Province Unite durò tuttavia fino al 1795, quando le forze rivoluzionarie francesi invasero il paese e proclamarono la cosiddetta Repubblica Batava; dopo circa 20 anni di dominio francese, nel 1813 i Paesi Bassi riacquistarono l'indipendenza, trasformandosi tuttavia in una monarchia sotto la stessa casa di Orange da cui provenivano buona parte degli statolder dell'epoca repubblicana. Il nuovo stato creato ebbe la funzione di stato cuscinetto a nord della Francia.

[modifica] Politica

La Repubblica consisteva di sette province (Olanda, Zelanda, Utrecht, Gheldria, Overijssel, Frisia, e Groninga), il paesaggio di Drenthe (una zona rurale senza lo status di provincia) e dei cosiddetti "territori della generalità" (circa corrispondenti alle attuali province del Limburgo e del Brabante Settentrionale). Le sette province avevano ciascuna un proprio governo, costituito da un'assemblea elettiva (gli Stati Provinciali) con a capo il gran pensionario, che si occupava di materia economica, e uno statolder (reggente), che in caso di guerra assumeva il comando delle province e godeva di privilegi simili a quelli di un sovrano.

Esse erano formalmente indipendenti l'una dall'altra, ma inviavano rappresentanti ai cosiddetti 'Stati Generali', che avevano sede all'Aia e che provvedevano a governare i territori della generalità (ma non la Drenthe, che sotto questo aspetto era autonoma) ed alla politica estera e di difesa della Repubblica.

In teoria, gli statolder erano diversi in ciascuna provincia ed erano eletti dagli Stati Provinciali; tuttavia generalmente essi venivano scelti all'interno di pochissime famiglie nobili, in primo luogo gli Orange-Nassau. Inoltre lo statolder di Olanda diventava automaticamente il reggente anche di Utrecht e della Zelanda, e spesso (a cominciare già da Guglielmo I) anche le altre province nominavano la stessa persona come statolder.

Nel 1747 fu deciso di nominare un unico statolder per tutta la Repubblica e di rendere ereditaria la carica; con questa riforma le Province Unite si trasformarono in pratica in una monarchia costituzionale, per quanto continuassero a proclamarsi una repubblica. Quest'ultima decisione fu uno dei numerosi episodi della lunga lotta fra i sostenitori degli statolder (generalmente noti come Orangisti) ed i cosiddetti "patrioti", che si opponevano alla strisciante trasformazione in monarchia dello stato olandese.

[modifica] Ripartizione amministrativa

  • Province
    • 1. Contea d'Olanda (Amsterdam), invia 3 deputati agli Stati Generali del'Aja
    • 2. Contea di Zelanda (Middelburg), invia 2 deputati
    • 3. Signoria di Frisia (Leeuwarden), invia 2 deputati
    • 4. Contea di Overijssel (Deventer), invia 1 deputato
    • 5. Signoria di Groninga (Groninga), invia 1 deputato
    • 6. Ducato di Gheldria (Nimega), invia 2 deputati
    • 7. Signoria di Utrecht (Utrecht), invia 1 deputato

[modifica] Voci correlate

Strumenti personali