Fernando Álvarez de Toledo

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Ritratto del Duca d'Alba, di Anthony More.

Fernando Álvarez de Toledo (nome completo Don Fernando Álvarez de Toledo y Pimentel), terzo duca d'Alba (Piedrahíta, 29 ottobre 1507Lisbona, 11 dicembre 1582) è stato un generale spagnolo, governatore del Ducato di Milano nel 1555, viceré del Regno di Napoli nel 1556 e governatore dei Paesi Bassi spagnoli dal 1567 al 1573.

Detto anche Duca D'Alba, soprannominato dai Protestanti olandesi il Duca di Ferro o persino il macellaio delle Fiandre, a causa della sua aspra crudeltà e i racconti delle atrocità commesse durante le operazioni militari condotte nelle Fiandre divenute parte del folclore olandese e inglese divennero uno degli aspetti su cui si basava la cosiddetta Leggenda nera dell'Inquisizione.

I primi successi militari[modifica | modifica sorgente]

Fu educato alla vita militare ad alla politica dal nonno, Fadrique Álvarez de Toledo e, sin da giovane prese parte, distinguendosi positivamente, alla Battaglia di Pavia nel 1525 e, ingaggiato dall'imperatore Carlo V, all'assedio di Tunisi nel 1535.

Dopo aver contribuito alla difesa di Perpignano dagli attacchi francesi, partecipò alla Battaglia di Mühlberg, il grande scontro campale del 1547 in cui il Sacro Romano Impero smantellò la cosiddetta Lega di Smalcalda; la vittoria delle armate di Carlo V sugli avversari fu resa possibile soprattutto grazie al suo decisivo apporto militare e il Principe Elettore di Sassonia, Giovanni Federico I, da lui sconfitto, fu condannato a morte come ribelle all'autorità imperiale.

In Italia: governatore di Milano e Viceré di Napoli[modifica | modifica sorgente]

Nel 1552, il duca fu chiamato a comandare l'esercito predisposto per l'invasione della Francia, impegnandosi in modo infruttuoso per molti mesi nell'assedio della città di Metz e, in seguito ai successi militari francesi in Piemonte fu nominato comandante in capo dell'intera armata imperiale in Italia, acquisendo di fatto un potere pressoché illimitato.

Nel 1555, di passaggio con le sue truppe per Milano fu nominato governatore del Ducato, considerando peraltro questo territorio come «escalón y puerta del reino de Nápoles»: a Napoli fu viceré dal febbraio 1556 quando era salito sul soglio pontificio Papa Paolo IV, suo nemico in guerra.

A Napoli il Duca d'Alba non fu molto presente a causa delle numerose assenze per le campagne militari e facendosi sostituire dal figlio Federico in qualità di luogotenente generale; tuttavia la sua amministrazione vicereale non fu caratterizzata da quegli eccessi che lo renderanno tristemente noto per la spregiudicata crudeltà durante il governatorato dei Paesi Bassi.

Dopo l'abdicazione di Carlo V, fu confermato nell'incarico dal nuovo imperatore Filippo II e fu frenato nella sua marcia verso Roma dopo la conquista di Campagna dagli ordini imperiali che condussero poi, nel 1559 alla Pace di Cateau-Cambrésis. A Parigi sposò per procura e in nome del suo sovrano, Elisabetta, figlia di Enrico II di Francia.

Ritratto del Duca d'Alba, Tiziano

In Olanda[modifica | modifica sorgente]

Filippo II che fu uno zelante persecutore di Protestanti, inviò nel 1567 il Duca d'Alba in Olanda a capo di un esercito di dodicimila uomini, conferendogli poteri assoluti per estirpare l'eresia protestante di quei territori; nel 1568 il Duca d'Alba, a capo di un corpo scelto di truppe spagnole entrò a Bruxelles dove istituì un tribunale speciale, il Tribunale dei Disordini ("Raad van Beroerten", che fu ribattezzato il famigerato Tribunale del Sangue), per la persecuzione degli eretici, che comminò migliaia di condanne a morte: avviò alla decapitazione anche notabili olandesi che si erano opposti al protestantesimo, come ventidue nobili locali, tra cui il conte di Egmont e Hornes, ricevendo così dure opposizioni anche dagli stessi Cattolici che mal digerirono alcune imposizioni fiscali.

Riportò grandi vittorie militari ai danni degli insorti olandesi guidati da Guglielmo I d'Orange (Jemmingen nel 1568, e Haarlem nel 1573) ma, dopo ben sette anni, lasciò il paese dopo averlo inondato di sangue e lasciando dietro di sé una reputazione di un uomo crudele e impietoso, più che di condottiero militare.

In Portogallo[modifica | modifica sorgente]

Tornato in Spagna, rimase per un periodo in disgrazia e fu esiliato in seguito ad un intrigo di corte ma, nel 1581 Filippo lo richiamò alla guida dell'esercito per inviarlo in Portogallo.

Il Duca d'Alba riuscì a sottomettere il paese lusitano sconfiggendo il principe di Crato che si era autoproclamato re: morì, poco dopo, nel 1582, all'età di 75 anni a Lisbona.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore III Duca d'Alba Successore
Fadrique Álvarez de Toledo y Enríquez 1531-1582 Fadrique Álvarez de Toledo
Predecessore Governatore del Ducato di Milano Successore
Ferdinando Gonzaga 1555-1556 Cristoforo Madruzzo
Predecessore Viceré di Napoli Successore Arms of Philip II of Spain as Monarch of Naples and Sicily.svg
Pedro Pacheco Ladrón de Guevara 15561558 Juan Manrique de Lara
Predecessore Governatore dei Paesi Bassi asburgici Successore
Margherita d'Austria 1567 - 1573 Luis de Zúñiga y Requesens

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