Metz

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Metz
comune
Metz – Stemma Metz – Bandiera
(dettagli)
Metz – Veduta
Localizzazione
Stato Francia Francia
Regione Blason Lorraine.svg Lorena
Dipartimento Blason département fr Moselle.svg Mosella
Arrondissement Metz-Città
Cantone Cantoni di Metz-Città
Territorio
Coordinate 49°07′N 6°10′E / 49.116667°N 6.166667°E49.116667; 6.166667 (Metz)Coordinate: 49°07′N 6°10′E / 49.116667°N 6.166667°E49.116667; 6.166667 (Metz)
Altitudine 179 m s.l.m.
Superficie 41,93 km²
Abitanti 124 024[1] (2009)
Densità 2 957,88 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 57000, 57050, 57070
Fuso orario UTC+1
Codice INSEE 57463
Nome abitanti messins
Cartografia
Mappa di localizzazione: Francia
Metz
Sito istituzionale

Metz (pronuncia mɛs) è una città nel nord-est della Francia, capoluogo della regione della Lorena e del dipartimento della Mosella (57). Si trova alla confluenza della Mosella con il fiume Seille.

Il fotografo francese Yann Arthus-Bertrand catturò Metz dal cielo, dando una vista aerea e privilegiata della città e dei suoi dintorni.[2]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origini[modifica | modifica sorgente]

In tempi antichi Metz, allora conosciuta con il nome di Divodurum (la città dal "monte sacro"), era la capitale dei Mediomatrici, tribù celtica il cui nome, contratto in Mettis, è alle origini dell'attuale nome della città. Agli inizi dell'era cristiana, il sito era già occupato dai Romani. Metz divenne una delle città principali della Gallia, più popolata di Lutetia, ricca per merito delle sue esportazioni di vino e con uno dei più vasti anfiteatri della regione. All'incrocio di numerose strade militari, ed essendo anche una città molto ben fortificata, divenne presto di notevole importanza. Una tra le ultime roccaforti romane ad arrendersi alle tribù germaniche, fu conquistata da Attila nel 451, e infine passò, verso la fine del V secolo e attraverso pacifiche negoziazioni, nelle mani dei Franchi. Teodorico d'Austrasia la scelse come residenza nel 511; il successivo regno della regina Brunilde donò grande splendore alla città.

Sebbene le prime chiese cristiane siano state trovate all'esterno della città, l'esistenza all'interno delle mura dell'oratorio di Santo Stefano è provata fin dal V secolo. All'inizio del VII secolo, i più vecchi edifici monastici erano quelli di Santa Glossinde e San Pietro. Sotto i Carolingi, la città conservò la benevolenza dei dominatori, i cui troni di famiglia non erano lontani; Carlo il Calvo venne incoronato nella Basilica, e qui Ludovico il Pio e suo figlio Drogone sono sepolti.

Nell'843 Metz divenne la capitale del Ducato di Lorena, e vi si tennero svariati concili e adunanze politiche. Numerosi manoscritti cristiani, prodotto delle scuole di scrittura e pittura di Metz (ad esempio il famoso manoscritto "Trier Ada" e il Messale di Drogone, ad uso personale di un vescovo della casa reale) sono prove di vita intellettualmente attive e di un mecenatismo sontuoso nella Metz carolingia.

Nell'870 la città divenne parte del Regno Franco d'Oriente e appartenne, tra il 911 e il 925, alla Francia, come parte della Lorena. La crescente difficoltà dei vescovi nella città aumentò ancora quando Adalberto I (928-62) ottenne parte dei privilegi spettanti ai conti; fino al XII secolo, quindi, la storia della città è in pratica identica alla storia dei suoi Vescovi. Nel 1039 fu costruito uno splendido edificio che prese il posto della vecchia chiesa di Santo Stefano.

L'indipendenza comunale[modifica | modifica sorgente]

l'elezione nel 1055 di Almobert, primo Scabino di Metz

Nel XII secolo cominciarono gli sforzi dei cittadini per liberarsi dalla dominazione dei vescovi. Nel 1180 per la prima volta i cittadini si riunirono in una stretta corporazione, e nel 1207 i Tredecem iurati vennero nominati rappresentanti della municipalità, anche se erano ancora investiti direttamente dal vescovo. Il prelato aveva anche un'influenza di potenziale controllo nella selezione dell'ufficiale che presiedeva il comitato dei consiglieri, apparso per la prima volta nel secolo XI. I 25 rappresentanti inviati dai vari municipi mantenevano una posizione indipendente: nelle materie giuridiche essi aiutavano i Tredecem iurati e formavano l'elemento democratico del sistema di governo. Le altre autorità municipali venivano scelte dall'aristocrazia della città, ad esempio dalle cinque associazioni i cui membri erano scelti da famiglie ricche per proteggere gli interessi dei loro congiunti. L'altro corpo di rappresentanti, definiti una comune, apparve già dal 1297 ed era composto dal doppio dei membri che avevano i precedenti cinque "parlamenti". Facendo causa comune, le unioni delle famiglie più vecchie della città e la comune trovarono vantaggioso accrescere gradualmente i poteri della città in opposizione a quelli dei vescovi, e anche mantenere il controllo del governo della municipalità completamente nelle loro mani e al di fuori di quelle dei crescenti consorzi: in questo modo fino al XVI secolo Metz rimase una organizzazione puramente aristocratica. Nel 1300 questi gruppi si guadagnarono il diritto di essere eletti a capo consigliere comunale, durante il XIV secolo ottennero il diritto di eleggere i Tredecem iurati, mentre dal 1383 poterono coniare monete. La città dovette spesso lottare per difendere la propria libertà; nel periodo 1324-27 contro i Duchi del Lussemburgo e Lorena, come anche contro l'arcivescovo di Treviri; nel 1363 e 1365 contro la banda di mercenari inglesi comandati da Arnoldo di Cervola, nel XV secolo contro la Francia e i duchi di Borgogna, che cercarono di annettere Metz ai loro territori o quantomeno di esercitarvi un protettorato. I consorzi, che durante il XIV secolo avevano raggiunto una grande indipendenza, vennero completamente soppressi (1383): nel (1405) l'ultimo tentativo degli artigiani di impossessarsi, con la rivolta, del governo della città fu soffocato nel sangue.

L'annessione alla Francia[modifica | modifica sorgente]

Francesco I di Guisa, governatore di Metz

Nonostante mantenesse la propria indipendenza, anche se ad alto costo, e rimanesse, almeno esteriormente, parte dell'Impero tedesco, i cui governanti si preoccupavano comunque abbastanza poco di questa importante roccaforte di frontiera. Carlo IV nel 1354 e nel 1356 tenne svariate diete nella città, durante l'ultima delle quali venne promulgato il famoso statuto conosciuto come Bulla Aurea. La città sentiva comunque di occupare una posizione quasi di indipendenza tra la Francia e la Germania, e voleva più che altro cercare di evadere dagli obblighi di tasse a favore dell'Impero e la possibilità di partecipare alle diete. L'allontanamento tra Metz e gli stati germanici divenne sempre più evidente, e si giunse a una situazione per cui, durante le rivolte religiose e politiche del 1552 Metz si venne a trovare nel mezzo della guerra tra Carlo V e i principi insorti della Lega di Smalcalda. Con un accordo dei principi tedeschi, Maurizio di Sassonia, Filippo I d'Assia, Giovanni Alberto I di Meclemburgo-Schwerin e Giorgio Federico di Brandeburgo, con Enrico II di Francia, ratificato dal re francese a Chambord (15 gennaio), Metz venne ufficialmente trasferita alla Francia, le porte della città vennero aperte 3 mesi dopo, ed Enrico prese possesso della città come vicarius sacri imperii et urbis protector. Francesco I di Guisa, comandante della guarnigione, restaurò le vecchie fortificazioni e ne aggiunse di nuove, riuscendo con successo a resistere agli attacchi dell'imperatore da ottobre a dicembre 1552; Metz rimase così francese. Il riconoscimento dell'Impero della resa di Metz alla Francia arrivò alla conclusione della pace di Vestfalia. Con la costruzione della cittadella (1555-62) il nuovo governo si difese dai cittadini, scontentati dallo svolgersi degli eventi. Presto avvennero importanti modifiche interne. Al posto del precedente governo, c'era l'autorità del re di Francia, il cui rappresentante era il governatore. Il capo consigliere comunale, adesso scelto dal governatore, venne rimpiazzato (1640) da un Maggiore reale. Gli stessi consiglieri erano scelti dal governo nel totale dei residenti; nel 1633 la giurisdizione passò al Parlamento. I poteri dei Tredecem jurati furono ridotti, fino alla totale abolizione nel 1634, e rimpiazzati dal castaldo reale. Tra le città della Lorena, Metz ebbe una posizione preminente durante il possesso francese per due ragioni. In primo luogo, divenne una tra le più importanti fortezze grazie al lavoro di Vauban (1674) e Cormontaigne (1730), secondariamente divenne la capitale del potere temporale delle tre diocesi di Metz, Toul e Verdun, che la Francia aveva confiscato (1552) e, dopo la pace di Vestfalia, mantenuto. Nel 1633 fu creata per questa "provincia dei tre vescovi" (anche detta "Généralité des trois évêchés" o "intendenza di Metz") una suprema corte di giustizia e d'amministrazione, il Parlamento di Metz. Nel 1681 la Camera Reale, il cui dovere era di decidere quale feudo appartenesse alle tre diocesi che Luigi XIV reclamava per la Francia, venne aggiunta a questo Parlamento, che durò, attraversando anche un temporaneo scioglimento (1771-75), fino all'accomodamento finale dell'Assemblea Nazionale nel 1789, a cui seguì la divisione del territorio in dipartimenti e distretti. Metz divenne, in quell'occasione, capitale del dipartimento della Mosella, creato nel 1790. La rivoluzione portò grande scompiglio nella città per la cui posizione di confine, accomodando agevoli aiuti esteri, offrì rifugio a molti emigrati controrivoluzionari. Nelle campagne del 1814 e 1815 gli eserciti alleati assediarono due volte la città, senza riuscire a prenderla.

La Conquista tedesca[modifica | modifica sorgente]

Durante la guerra franco-prussiana del 1870-71 Metz fu la sede dei corpi della terza armata francese al comando di Bazaine. Egli stesso, dopo le battaglie di Colombey, Mars-la-Tour e Gravelotte fu assediato nella città (Assedio di Metz). L'esercito tedesco era comandato dal principe Federico Carlo di Prussia: dal momento che le sortite della guarnigione furono incapaci di rompere le linee tedesche, Metz fu costretta alla capitolazione il 27 ottobre. Circa 6000 ufficiali francesi e 170000 uomini furono fatti prigionieri. Con il Trattato di Francoforte nel 1871, Metz divenne città tedesca, e furono costruiti una guarnigione più importante e una fortezza più sicura. Nonostante la partenza di molti abitanti che si trasferirono in Francia per evitare di vivere sotto il dominio tedesco, Metz si espanse e si trasformò durante il periodo del giogo tedesco. Le fortificazioni a sud e a est vennero abbattute nel 1898, assicurando spazio per la crescita e lo sviluppo. Ci sono comunque ancora in città grandi edifici neo-romanici tipici dell'impero tedesco.

Le due Guerre[modifica | modifica sorgente]

In seguito all'armistizio con la Germania che concluse la prima guerra mondiale, l'esercito francese entrò a Metz nel novembre 1918 con grande felicità della popolazione, che era sempre rimasta legata alla Francia, e la città fu resa alla Francia con il Trattato di Versailles nel 1919.

Metz venne nuovamente annessa alla Germania tra il 1940 e il 1944 durante la seconda guerra mondiale, per esser poi liberata nel novembre 1944 dagli eserciti francese e americano.

Al giorno d'oggi, l'importanza militare della città è molto diminuita, ed è stata diversificata la base economica. L'espansione è comunque proseguita nei decenni recenti nonostante la crisi economica che ha colpito il resto della Lorena.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

  • Cattedrale di Santo Stefano. È una delle più belle e grandi cattedrali gotiche d'Europa. Venne costruita a partire dal 1220, sul luogo di due edifici precedenti, e terminata intorno al 1520. Famosa per le sue preziose vetrate, veri e propri muri di luce" che le hanno valso l'appellativo di Lanterne du Bon Dieu. Vennero realizzate dal XIV secolo al XVI secolo da grandi maestri loreni; tuttavia sono presenti anche lavori moderni su disegno di Marc Chagall.
  • Mura cittadine. Le prime mura furono di fondazione romana. Nel XIII vennero sostituite da una cinta più importante, lunga ben 7 chilometri, con 38 torri e aperta da 18 porte. Durante l'annessione tedesca, e in particolare fra il 1901 e il 1906, una gran parte delle mura, divenute inutili, vennero demolite per creare i nuovi viali intorno il centro città. Ne resta una parte di circa 1,5 chilometri compresa fra le Porte des Allemands e il Pont des Grilles.
Porte des Allemands, 1230 e 1445
  • Porte des Allemands. La Porta dei Tedeschi, aperta sulle mura medievali, costituisce la più importante vestigia della vecchia cinta muraria cittadina, e uno straordinario esempio di fortificazione medievale. Deve il suo nome ai Cavalieri teutonici o anche detti "frères hospitaliers de Notre-Dame-des-Allemands", che vi avevano fondato un ospedale in prossimità, poi distrutto da Carlo V durante l'assedio del 1552. Si compone di una doppia porta fortificata e da un ponte che scavalca il fiume Seille. Venne costruita a partire dal 1230 iniziando dalla porta verso la città, arcone ogivale serrato fra due torri semicircolari. Nel 1445 fu deciso di rafforzare la difesa del ponte con l'aggiunta di un'altra porta, verso la campagna, chiusa fra due possenti torrioni. Come attesta un'iscrizione gotica mutila posta sul torrione destro « Henry de Busdorf et de Ranconval fut de cet ouvraige maistre principal en 1445 », i lavori vennero eseguiti dall'architetto militare Henry de Busdorff.
  • Place d'Armes. La Piazza d'Armi costituisce il centro della città, dove vi prospettano gli edifici principali, dalla Cattedrale, al Municipio al Corpo di guardia. Venne aperta sventrando parte della città vecchia e abbattendo il chiostro della cattedrale e l'annesso palazzo dei canonici, per volere del maresciallo de Belle-Isle, governatore dei Trois-Évêchés di Metz, Toul e Verdun, che decise di costruire anche in città una Place Royale degna del tempo e che competesse con la Place Stanislas della vicina Nancy. I lavori furono affidati all'architetto Jacques-François Blondel che li eseguì fra il 1754 e il 1757, in un severo stile classico fortemente influenzato dallo spirito di Mansart.
  • Place Saint-Louis. La Piazza di San Luigi, è la più caratteristica della città, incentrata sul lungo lato occidentale formato da una sequenza di uniformi palazzetti eretti fra il XIV e il XVI secolo su portici dalle arcate irregolari. Fu dal XIII secolo luogo di fiere e mercati, dove i banchieri trovavano posto per le loro botteghe sotto i portici.
  • Maison des Têtes. La Casa delle Teste, deve il nome ai cinque busti di personaggi posti nella Pentafora rinascimentale della facciata. Venne costruita a partire dal 1529 per il ricco orefice Jean Aubry.
  • Église Saint-Pierre-aux-Nonnains. La chiesa, dedicata a San Pietro, risale alla fine del IV secolo. In Epoca romana l'edificio era utilizzato come palestra e integrato a un insieme termale. Nel VII secolo venne inglobato in un convento di Benedettini e trasformato in cappella. Intorno all'anno 1000 venne costruita la navata ottoniana.
l'Abbazia di San Vincenzo del 1248-1376
  • Église Saint-Eucaire, La Chiesa di Sant'Eucario, primo vescovo di Treviri, edificio romanico-gotico con torre nolare sulla crociera, eretto nei secoli XIII-XVI.
  • Église Saint-Maximin. La Chiesa di San Massimino, romanica venne eretta fra il XII e il XVI secolo. Sulla facciata un portale barocco venne aggiunto nel 1753 al posto del primo portale ogivale. All'interno sono alcune vetrate realizzate su cartoni del 1962 di Jean Cocteau.
  • Église Sainte-Ségolène. La chiesa di Santa Sigolena, venne eretta, su due edifici precedenti, nel 1250. Fra il 1447 e il 1500 fu intrapresi grandi lavori che ingrandirono notevolmente la navata e aggiunsero un portico gotico fiammeggiante sulla facciata. Altri lavori vennero effettuati alla fine del XIX secolo che videro la ricostruzione della facciata a torri con la conseguente perdita del portico.
  • Église Saint-Martin. La Chiesa, dedicata a San Martino di Tours venne eretta in stile gotico nei secoli XIII-XVI, su fondamenta gallo-romane. Nell'interno, a tre navate e preceduto da nartece, si conservano vetrate e affreschi del XVI secolo.
  • Place de la Comédie. Costituisce uno scenografico complesso settecentesco creato a partire dal 1732 in un'isola della Mosella. Sul lato meridionale si apre l'edificio del Teatro dell'Opera, che costruito fra il 1738 e il 1752, è uno dei primi teatri di Francia e il più antico ancora in funzione. Il lato nord è aperto sul braccio della Mosella e apre una vista sul fianco settentrionale della Cattedrale.
  • Esplanade. È un grande parco-passeggiata creato nel 1816 come prolungamento del giardino Boufflers del 1768. Si affaccia, come una grande terrazza, sulla Mosella.
  • il cimitero ebraico [1]
  • Centro Pompidou-Metz. Museo francese dedicato all'arte moderno e contemporaneo e alla creazione contemporanea, il centro Pompidou-Metz trasferisce in Lorena il modello e i valori del centro Pompidou di Parigi. Istituzione scientificamente e culturalmente autonoma, questo museo collabora con il museo nazionale d’arte moderno di Parigi (Musée national d’art moderne) che, con circa 65 000 opere possiede una delle due maggiori collezioni d’arte moderno e contemporaneo del mondo e la prima in Europa.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Metz[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Metz è anche il luogo storico della cultura della Mirabella in Lorena.

Metz è una delle quattro città del QuattroPolo di cooperazione urbana con Lussemburgo, Treviri e Saarbrücken. Sito dell'organizzazione

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

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