Luigi XIV di Francia

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Luigi XIV
Re di Francia e Navarra
Ritratto di Luigi XIV, di Hyacinthe Rigaud (1701).
Regno 14 maggio 16431 settembre 1715
Incoronazione 7 giugno 1654
Nome completo Louis-Dieudonné
Nascita Saint-Germain-en-Laye, Francia
5 settembre 1638
Morte Versailles, Francia
1 settembre 1715
Predecessore Luigi XIII di Francia
erede Luigi, il Grande Delfino
Successore Luigi XV di Francia
Consorte Maria Teresa di Spagna
Françoise de Maintenon
Figli Luigi, il Grande Delfino
Anna Elisabetta
Maria Anna
Maria Teresa
Filippo
Luigi Francesco
Casa reale Borbone
Dinastia Capetingi
Padre Luigi XIII di Francia
Madre Anna d'Austria

Luigi XIV di Borbone (Saint-Germain-en-Laye, 5 settembre 1638Versailles, 1 settembre 1715) fu il terzo re di Francia e di Navarra della casata dei Borbone, regnò dal 14 maggio 1661 fino alla sua morte. Fu chiamato il Re Sole (in Francese Le Roi Soleil) o Re Luigi il Grande (in francese Louis Le Grand). Primogenito di Luigi XIII di Francia e di Anna d'Austria che era figlia del re Filippo III di Spagna. Il suo regno (più di settantadue anni) rappresenta il più lungo regno documentato d'Europa.

Rafforzò l'influenza della Francia in Europa e nel mondo, combattendo tre grandi conflitti; ma oltre che militarmente, la cultura francese fu sovrana in Europa durante il suo lungo regno. Convinto assertore di una monarchia di tipo assolutistico, regnò comunque sempre nell'interesse della Francia.

Indice

[modifica] Biografia

[modifica] Le origini e la famiglia

Luigi XIV ritratto da bambino

Figlio di Luigi XIII di Francia ed Anna d'Austria; la sua nascita apparve straordinaria e molto strana, essendo avvenuta dopo 23 anni di matrimonio trascorsi senza che la regina avesse partorito alcun figlio o figlia. La nascita fu considerata eccezionale e miracolosa, tanto che il padre gli conferì il nome di Louis Dieudonné, poiché la sua nascita fu vista come una grazia del Cielo. Aveva compiuto appena cinque anni quando il re suo padre morì. Luigi ereditò il trono di Francia, e fu nominata reggente la madre, che gestì il potere assieme al Primo Ministro, il Cardinale Mazzarino. Questi resse le sorti della Francia per molti anni e fu così influente che solo alla sua morte avvenuta il 9 marzo 1661, Luigi poté assumere effettivamente i pieni poteri.

Gli antenati di Luigi XIV provenivano dall'élite delle classi regnanti europee. Il genealogista C. Carretier ha tracciato in un suo studio una linea completa in otto generazioni dell'albero famigliare di Luigi XIV ed ha stabilito le seguenti percentuali di nazionalità di sangue: 36% spagnolo, 28% francese, 11% tedesco e 8% italiano, oltre ad alcune intrusione slave, inglesi, savoiarde e lorenesi.[1] Suoi nonni paterni erano Enrico IV di Francia e Maria de' Medici, che erano rispettivamente francese e italiana, mentre entrambi i suoi nonni materni provenivano dalla nobile casata degli Asvburgo in quanto erano Filippo III di Spagna e Margherita d'Austria. Così facendo egli poté vantare tra i propri antenati personalità di grande spicco come l'Imperatore Carlo V del Sacro Romano Impero e Federico Barbarossa. Egli era anche pronipote di Filippo II di Spagna, discendente della Regina Isabella di Castiglia e di Ferdinando II d'Aragona, monarchi cattolici di spagna. Egli discendeva anche dal fondatore della prima dinastia regnante di Russia, quella vichinga di Rurik, ma era discendente anche di Carlo il Forte, Duca di Borgogna, del poeta Carlo, Duca di Orleans e di Giovanni delle Bande Nere, ultimo dei grandi condottieri rinascimentali di Toscana. Egli era discendente anche di Ugo Capeto, dato questo rilevantissimo ai fini della sua legittimazione alla reggenza del trono francese.

Luigi XIII e sua moglie anna ebbero inoltre un secondo figlio, Filippo, duca d'Orleans, nato nel 1640. Luigi XIII, però, prima di morire, si premurò che anna non governasse sola come reggente per il figlio primogenito Luigi XIV ma che si avvalesse di un consiglio di reggenza a cui venne comunuque messa a capo sino a che il figlio non raggiunse la maggiore età.

[modifica] I primi anni di governo sotto tutela e la Fronda

Il 14 maggio 1643, Luigi XIII morì il parlamento francese annullò una parte del testamento del defunto monarca e proclamando che il consiglio di reggenza fosse l'unico posto a tutela del governo di Luigi XIV, grazie al potere del Cardinale Mazzarino.

L'Europa dopo la Pace di Westfalia del 1648

La Guerra dei Trent'anni, che già aveva avuto le proprie prime avvisaglie durante il regno di Luigi XIII, terminò nel 1648 con la Pace di Westfalia, fatta dai trattati di Münster e Osnabrück ai quali lavorò lo stesso Mazzarino. Questa pace, tra le altre cose, assicurò l'indipendenza dell'Olanda dalla Spagna, diede maggiore autonomia ai principi del Sacro Romano Impero e concesse alla Svezia il controllo delle foci dei fiumi Oder, Elba e Weser, oltre a dare il via ufficialmente alla costituzione del Reichstag. Questo rimarcò l'apogeo della potenza svedese e l'influenza della Germania negli affari europei. Ad ogni modo fu la Francia ad ottenere il maggior numero di vantaggi: l'Impero cedette alla Francia l'intera Alsazia e gli stessi principati che si trovavano in quest'area divennero soggetti a protettorato francese, gettando le basi per la futura fondazione della Lega del Reno nel 1658 che porterà ad un sempre crescente diminuzione del potere imperiale.

Negli anni finali della Guerra dei Trent'anni in Francia scoppiò una guerra civile meglio conosciuta col nome di Fronda, che effettivamente mise seriamente in crisi la stabilità della riuscita della pace di Westfalia. I Frondeurs, originariamente, erano insorti contro il Re a protezione dei diritti feudali dell'aristocrazia francese contro il crescente accentramento del potere statale guidato dal Cardinale Mazzarino, che per di più aveva proseguito la politica di Richelieu suo predecessore nel far crescere la Corona a spese della nobiltà e del parlamento. L'opposizione della vecchia aristocrazia conservatrice si scaglià anche contro la nobiltà di toga (Noblesse de Robe), cioè i "nuovi nobili" creati dal re perché detentori di cariche pubbliche di rilievo o perché avevano acquistato il titolo nobiliare, fatto questo che indignava profondamente i ricchi proprietari terrieri figli dell'aristocrazia storica. Nel 1648 il Cardinale Mazzarino chiese di abolire le tassazioni per i membri del Parlamento di Parigi, un corpo giudiziario composto in gran parte da nobili e da personaggi dell'alto clero. I membri del parlamento non solo si rifiutarono di sottoscrivere questo atto, ma ordinarono anche che il decreto finanziario promosso da Mazzarino venisse pubblicamente bruciato. Mazzarino, rafforzato dalla notizia della vittoria di Luigi II di Borbone, Principe di Condé, alla Battaglia di Lens, diede quindi ordine di arrestare alcuni membri del parlamento come dimostrazione della rinnovata forza sui rivoltosi, ma la cittadinanza di Parigi insorse contro il governo. Dopo che i frondeurs avevano fatto irruzione nel palazzo reale, Anna ed il piccolo Luigi XIV decisero di lasciare Parigi e di trasferire altrove l'intera corte. Poco dopo la Pace di Westfalia pose fine agli scontri in Francia.

Ritratto di Luigi come vincitore della Fronda nelle vesti di Giove. Ritratto del 1655 attualmente conservato nella Reggia di Versailles.

Dopo la prima fronda (Fronde parlementaire, 1648-1649), scoppiò una seconda Fronde, che coinvolse i rappresentanti dell'aristocrazia (Fronde des princes, 1650-1653). Questa seconda fase vide l'insurrezione totale delle classi agiate, il che provocò danni anche maggiori della prima dal momento che fu un periodo di sordidi intrighi e trame nascoste. Essa era condotta dagli aristocratici che protestavano contro la centralizzazione del potere. Questa Fronde venne guidata dai più alti nobili in vista nella Francia dell'epoca, tra cui molti parenti dello stesso Re Luigi XIV: Gastone d'Orleans, suo primo cugino, Anna d'Orleans, duchessa di Montpensier (la Grande Mademoiselle), Armando di Borbone, principe di Conti, Anna Genoveffa di Borbone-Condé, duchessa di Longueville ed Enrico II d'Orleans, duca di Longueville, oltre a Francesco di Vendome, duca di Beaufort e i discendenti di altre dinastie nobili francesi come Federico Maurizio de La Tour d'Auvergne, duca di Bouillon, e suo fratello il famoso maresciallo di Francia, Henri de La Tour d'Auvergne, visconte di Turenna, oltre a Marie de Rohan-Montbazon, duchessa di Chevreuse e François VI, duca de La Rochefoucauld. Con la maggiore età di Luigi XIV e la sua successiva incoronazione, i Frondeurs, persero le loro pretese di rivolta in quanto miravano quasi esclusivamente a costituire loro stessi il comitato di reggenza del re e non a spodestarlo dal trono. La fronda si concluse ufficialmente nel 1653, quando Mazzarino fece il suo ritorno trionfale in Francia dopo un periodo di esilio.

[modifica] Il regno autocratico e le riforme

Luigi XIV, Re di Francia, in un ritratto del 1661.

Alla morte del Cardinale Mazzarino, suo primo ministro, nel 1661, Luigi XIV assunse personalmente il controllo delle redini del governo.

La sua ascesa riportò ordine nell'amministrazione dello stato francese, ma allo stesso tempo le casse dello stato si trovavano alla soglia della bancarotta. Luigi XIV eliminò Nicolas Fouquet, sovrintendente alle finanze, commutando l'esilio perenne promosso dal parlamento, in un imprigionamento a vita, abolendo per sempre l'ufficio della sovrintendenza ai fondi statali da lui ricoperto. Jean-Baptiste Colbert venne nominato Controllore Generale delle Finanze nel 1665. Inoltre egli si premurò di dimostrare che Fouquet aveva sottratto illegalmente del denaro alle casse dello stato per costruire l'opulento castello di Vaux-le-Vicomte, sua residenza ufficiale, il che lo discreditò sull'opinione pubblica.

Colbert ad ogni modo ridusse il debito nazionale con una più efficente tassazione. Le sue tasse principali includevano gabelle, taglie, tasse terriere e doganali. Queste ultime in particolare vennero ampiamente sfruttate da Colbert per promuovere il commercio e l'industria francese costringendo le imprese nazionali a produrre per lo stato, scoraggiando le importazioni che aumentavano i costi generali: egli promosse nello specifico le seterie di Lione grazie anche alla famosa Manifattura Gobelins, che da allora sino ad oggi produce raffinatissima tappezzeria e bellissimi arazzi. Egli incoraggiò anche la venuta in francia di artigiani ed artisti da tutta l'europa come vetrieri da Murano, fabbri dalla Svezia e carpentieri navali dall'Olanda. In questo modo egli vide scendere sempre più la dipendenza della Francia dai beni importati dall'estero, incrementando nel contempo le esportazioni che fecero aumentare anche i soldi delle casse dello stato.

Luigi XIV e la sua famiglia dipinti come divinità romane in un dipinto del 1670 di Jean Nocret. Da sinistra a destra: Enrichetta Maria di Francia, Filippo I, duca di Orléans ("Monsieur"), la figlia del duca Maria Luisa d'Orleans, la moglie del duca Enrichetta Anna Stuart, la madre di Luigi XIV Anne d'Austria, Luigi XIV, suo figlio Luigi il delfino di Francia, la regina Maria Teresa di Spagna e Anna Maria d'Orleans, duchessa di Montpensier ("la Grande Mademoiselle").

Le Tellier e Louvois ebbero un ruolo importante nelle azioni di governo di Luigi XIV in questo periodo, raccogliendo lo spirito della corte e dell'esercito. Era ormai finito il tempo in cui i generali disobbedivano ai progetti della corte e del governo centrale dal momento che essi non erano più sottoposti al governo dei piccoli signorotti, ma combattevano unicamente per il re. Louvois, in particolare, si prodigò personalmente per l'innovazione dell'esercito, disciplinandolo e dotandolo di nuove armi, contribuendo così all'innalzamento del morale della truppa che ebbe effetti positivi per gli scontri che si susseguirono durante la reggenza del trono da parte di Luigi XIV.

Luigi stesso si premurò di introdurre anche alcune riforme legali. Questo si riflette nella pubblicazione della Grande Ordonnance de Procédure Civile del 1667, conosciuta anche col nome di Code Louis, che era un codice di procedura civile valido ed uniforme per tutta la Francia, il primo ad essere creato. Esso riguardava i campi più svariati come il battesimo, il matrimonio, le sepolture, la compilazione dei registri di stato (opposti ai registri della chiesa). Il Codice Luigi giocò quindi un ruolo rilevante nella storia legale delal Fran cia e gettò le basi per il futuro Codice Napoleone che Napoleone Bonaparte promulgherà agli inizi dell'Ottocento, il quale sarà a sua volta la base essenziale per la costituzione del diritto moderno. Egli, inoltre, ebbe il grande vantaggio di unificare la legge francese che in precedenza si suddivideva come da tradizione in due parti: al nord vigeva la Consuetudine (insieme di leggi non scritte appurate per abitudine), mentre al sud vigeva ancora il Diritto Romano (ormai però considerato antiquato e fortemente frainteso).

Un'altro dei documenti legislativi famosi pubblicati da Luigi XIV fu il Grande Ordonnance sur les Colonies del 1685, conosciuto anche col nome di Code Noir. Egli vietò la schiavitù e garantì comunque la proibizione della separazione delle famiglie nella stessa comunità.

[modifica] Luigi XIV patrono delle arti

Dipinto del 1667 raffigurante Luigi XIV come patrono delle belle arti.

Malgrado la sua attenzione all'economia nazionale, Luigi XIV diede prova di essere anche capace di spendere grandi quantità di denaro, supportando gli artisti che lavoravano al suo comando per rendere sempre più potente la monarchia francese anche sotto l'aspetto dell'immagine pubblica. Egli fondò l'Académie Française e la pose sotto il proprio patronato. Fu sotto il suo periodo di governo che fiorirono scrittori come Molière, Jean Racine e Jean de La Fontaine i cui lavori hanno grande influenza sino ai nostri giorni. Egli fu patrono anche di molti altri artisti come i pittori Charles Le Brun, Pierre Mignard, Antoine Coysevox e Hyacinthe Rigaud i cui lavori acquisirono ben presto fama in tutta Europa. Sotto l'aspetto della musica, promosse artisti come Jean-Baptiste Lully, Jacques Champion de Chambonnières e François Couperin, i quali per molto tempo furono d'esempio ad altri musicisti europei.

Luigi XIV ordinò inoltre la costruzione del complesso militare conosciuto come l'"Hôtel des Invalides" come casa di riposo per militari ed ufficiali che avessero servito fedelmente nelle armi sotto il suo comando e che fossero divenuti infermi per ferite di guerra o che fossero anziani. Fu questo luogo a divenire uno dei pionieri della farmacia internazionale.

Il colonnato del Louvre.

Egli ampliò inoltre il Palazzo del Louvre, così come altre residenze reali. Originariamente egli aveva proposto per questo progetto Gian Lorenzo Bernini come architetto, progetto che però poi fu considerato eccessivo perché comportava la pressoché totale distruzione dell'edificio esistente.

Nel giugno del 1686, su consiglio della sua moglie segreta, Françoise d'Aubigné, marchesa di Maintenon, egli siglò le lettere patenti per la creazione dell'Istituto di Saint-Louis a Saint-Cyr per le "povere figlie della nobiltà" di età compresa tra i sette e i venti anni.[2] L'istituto comprese ben presto circa 250 ragazze che però dovevano dimostrare di avere quattro quarti di nobiltà per parte di padre, il che faceva di questa scuola ad ogni modo un istituto elitario.

[modifica] Le prime guerre nei Paesi Bassi

Luigi XIV in ritratto del 1673

Dopo la morte dello zio e suocero di Luigi XIV, Re Filippo IV di Spagna, nel 1665, il figlio di questi divenne erede del trono spagnolo col nome di Carlo II. Luigi XIV era tra i pretendenti del Ducato di Brabante, uno dei territori dei Paesi Bassi governato dal Re di Spagna (ereditato per merito delle copiose parentele di Carlo V, Imperatore del Sacro Romano Impero), dal momento che egli era divenuto il marito di Maria Teresa di Spagna, sorellastra di Carlo II di Spagna. Ad ogni modo, il Trattato dei Pirenei, concluso nel 1659 tra Francia e Spagna, aveva espressamente richiesto che Maria Teresa di Spagna rinunciasse ufficialmente alle proprie pretese sulla corona spagnola in cambio del pagamento della somma di 500.000 scudi. Luigi disse che la somma non era mai stata pagata e la Francia, che godeva di grande considerazione dopo il rafforzamento della vittoria delle guerre della fronda e della guerra dei trentanni, ottenne il Ducato di Brabante.

L'area dei Paesi Bassi era però molto contrastata e Luigi XIV se ne accorse molto presto. La figura politica più importante dell'Olanda dell'epoca, Johan de Witt, Gran Pensionario, era spaventato dalle ambizioni di Guglielmo II d'Orange, un principe olandese che mirava a privare lo stesso De Witt del supremo potere sulla repubblica.

Scioccate dalla rapidità dei successi della Francia, le Province Unite olandesi, accantonarono momentaneamente la loro diffidenza verso gli inglesi e conclusero un patto di alleanza con Gran Bretagna e Svezia dando origine alla Triplice Alleanza (1668) in funzione chiaramente anti-francese.

La Triplice Alleanza, ad ogni modo, non durò a lungo. Nel 1670, Carlo II d'Inghilterra, decise di entrare in alleanza con la Francia e siglò il Trattato di Dover; i due regni, assieme ad alcuni principi dell'area del Reno, dichiararono guerra alle Province Unite olandesi nel 1672, dando il via alla Guerra franco-olandese. La rapida invasione ed occupazione di gran parte delle province dei Paesi Bassi, consentì a Guglielmo III di riprendersi parte del potere su De Witt. Egli, infatti, si alleò con la Spagna e con il Sacro Romano Impero. Questo fatto portò l'Inghilterra a siglare il Trattato di Westminster nel 1674, proclamando la pace tra Gran Bretagna e Paesi Bassi e siglando nel contempo il matrimonio tra Guglielmo III e Maria, nipote del Re Carlo II d'Inghilterra.

Con una firma come questa (autografa su un documento conservato in Vaticano), Luigi XIV firmò i numerosi trattati che compresero la guerra contro l'Olanda

Malgrado queste controverse politiche di alleanza, la guerra continuò con grandi vittorie da parte della Francia. Nel giro di una settimana, nel 1674 il territorio spagnolo della Franca Contea passò sotto il controllo francese; nel frattempo il principe di Condé sconfisse il grosso delle armate combinate di Austria, Spagna e Paesi Bassi, mentre il Principe di Orange, con la Battaglia di Seneffe, impedì che quegli stessi contingenti discendessero sino a Parigi, minacciando la capitale; egli si guadagnò così la fiducia francese. Nell'inverno del 1674-1675 il maresciallo di Turenna vinse in Alsazia contro il celebre feldmaresciallo imperiale Raimondo Montecuccoli, attraversando quindi il Reno e prendendo l'intera provincia che era stata rioccupata dopo la Pace di Westfalia del 1648. Dopo una serie di altre vittoriose operazioni militari, Luigi XIV assediò e catturò Ghent, azione che spinse Carlo II ed il parlamento inglese a evitare di dichiarare guerra alla Francia in quel momento, dal momento che Luigi XIV si trovava in una posizione superiore sul tavolo dei negoziati internazionali. Dopo sei anni di scontri, l'Europa era ormai esausta e iniziarono i negoziati di pace che si conclusero nel 1678 con la Pace di Nimega. Se Luigi XIV venne costretto a cedere alle Provincie Unite tutti i territori conquistati con la forza, ottenne d'altro canto molti villaggi e città nell'area dei Paesi Bassi spagnoli e riottenne la Francia Contea.

Moneta d'argento di Luigi XIV del 1674. Diritto, iscrizione latina LVDOVICVS XIIII D[EI] GRA[TIA] ("Luigi XIV, per grazia di Dio"). Rovescio, iscrizione latina FRAN[CIÆ] ET NAVARRÆ REX 1674 ("Re di francia e Navarra, 1674").

La Pace di Nimega aumentò ulteriormente l'influenza della Francia in Europa, ma non riuscì a soddisfare le mire di Luigi XIV. Il re licenziò il proprio ministro Simon Arnauld, marchese di Pomponne, nel 1679, visto come insicuro nelle sue azioni e troppo pesantemente compromesso con gli alleati. Luigi XIV, decise quindi di non avvalersi più solo delle armi per ottenere i territori che gli servivano, ma decise anche di utilizzare la legge e la diplomazia: a causa dell'ambiguità dei trattati del tempo, Luigi XIV fu in grado di avanzare delle pretese sui territori ceduti in precedenza e sulle terre che formalmente gli appartenevano.

Il Re di Francia era intenzionato ad impadronirsi di territori come il Lussemburgo per laposizione strategica offensiva e difensiva sulla linea di demarcazione tra Francia ed Impero, così come era interessato all'area di Casale Monferrato, che gli avrebbe aperto la strada d'accesso al fiume Po, facendolo penentrare quindi nel pieno dell'Italia settentrionale. L'altro desiderio grandei di Luigi XIV era quello di impadronirsi di Strasburgo, importantissimo avamposto strategico utilizzato già in passarto dalle armate imperiali come linea d'entrata per invadere la Francia. Strasburgo si trovava nella regione dell'Alsazia, ma non era stata ceduta dagli Asburgo assieme al resto della regione proprio per l'importanza militare che questa città ricopriva.

[modifica] Al culmine della potenza

Negli anni '80 del Seicento Luigi XIV raggiunse il culmine della propria potenza ed influenza nell'Europa e nel mondo.

[modifica] Politica estera

Ambasceria siamese del re Narai a Luigi XIV nel 1686, guidata da Kosa Pan. Dipinto di Nicolas Larmessin.
L'ambasciata persiana da Luigi XIV nel 1715.

Nella sfera degli affari esteri fuori dai confini dell'Europa, l'impero coloniale francese si estendeva in America, Asia ed Africa, mentre le relazioni diplomatiche toccavano nazioni ancora remote per il XVII secolo come il Siam (attraverso l'ambasciatore Alexander de Chaumont), India e Persia. L'alleanza con l'Impero Ottomano giunse nel 1669 guidata da Suleiman Aga, rinnovando l'antica alleanza franco-ottomana.[3] L'esploratore René-Robert de La Salle diede il nome, nel 1682, all'area del bacino del fiume Mississipi nel nord america, chiamandolo "Louisiana" in onore di Luigi XIV, mentre i gesuiti francesi ed i missionari erano presenti regolarmente alla corte dell'Imperatore Kangxi in Cina. In Francia, Luigi XIV ricevette una visita del gesuita cinese Michael Shen Fu-Tsung dall'inizio del 1684,[4] e dopo alcuni anni poté addirittura disporre di un bibliotecario e traduttore cinese stabilmente alla sua corte, di nome Arcadio Huang.[5][6] Le relazioni con la Persia ripresero a pieno ritmo nel 1715, l'anno della morte stessa del re.

[modifica] Affari interni

Luigi XIV nel 1684

Negli affari interni, Luigi XIV riuscì a far divenire la Corona francese sempre più potente e gloriosa a scapito dell'aristocrazia e del clero. Egli si prodigò per supportare il gallicanesimo, una dottrina che limitava l'influenza del Papa in Francia, e dispose la costituzione dell'Assemblea del Clero a partire dal novembre del 1681. Fu quello però solamente un atto di vago buonismo, in quanto già dal 1682 l'assemblea venne sciolta anche se il monarca francese impose l'accettazione della "Dichiarazione del clero di Francia", che metteva in contrasto ancora una volta il potere del re di Francia con quello del Papa. I vescovi, però, non potevano lasciare la Francia senza un assenso reale e nessun ufficiale di governo poteva essere scomunicato per atti commessi mentre si trovava in carica. Inoltre il medesimo documento dispose che non ci si potesse appellare al Papa senza l'assenso del Re. Il Re ad ogni modo accettò le leggi ecclesiastiche in Francia, anche se le bolle papali e le disposizioni pontifice in Francia vennero dichiarate nulle senza l'assenso del monarca. La dichiarazione non venne accettata ovviamente dal Papa.[7]

Luigi ottenne anche una grande influenza sulla nobiltà francese coinvolgendola nell'orbita del suo palazzo di Versailles. Egli calcolò che spendendo la maggior parte dell'anno tra le feste della sua corte, sotto il suo diretto controllo, essi non si sarebbero curati dei loro affari politici e non avrebbero tramato opposizioni contro la Corona. Solo rimanendo in contatto costante con lui, quindi, i nobili avrebbero potuto ottenere i privilegi necessari per mantenere il loro stile di vita. Luigi XIV dal canto suo intratteneva i visitatori con opere di straordinario lusso, ricchezza e opulenza al fine appunto di addomesticare questa nobiltà, soprattutto dopo l'esperienza delle fronde che avevano animato i primi anni del suo regno.

La Cour royale e la Cour de marbre al Castello di Versaille, reggia fatta espressamente costruire da Luigi XIV

Luigi XIV viene soprattutto ricordato per aver fatto costruire il Palazzo di Versailles, originariamente una palazzina di caccia che venne per suo volere convertita in uno spettacolo palazzo reale che si distinse ben presto come uno dei maggiori monumenti mai costruiti al mondo. Il palazzo attuale è rimasto pressoché lo stesso che vide Luigi XIV a lavori completati, ad eccezione della cappella che venne ricostruita ed ampliata nel Settecento. Egli trasferì ufficialmente tutta quanta la sua corte in questo palazzo dal 6 maggio 1682. Luigi aveva molte ragioni per voler creare un simbolo del proprio potere così unico e stravagante, per spostare significatamente la sede stessa della monarchia dalla pericolosa Parigi verso le campagne del villaggio di Versailles. Anche se è luogo comune ritenere che Luigi XIV odiasse Parigi, si può dire che ad ogni modo non mancò di abbellirla con monumenti gloriosi aiutandone lo sviluppo.[8]

Versailles era tutto il potere della Francia in quanto non solo il re vi viveva ma qui avevano sede tutti i ministeri e i principali organi di governo che non dipendessero dal parlamento che non a caso era stato lasciato a Parigi, dal momento che con l'autocrazia di Luigi XIV esso aveva solo un valore ipotetico e formale.[8] I nobili qui vivevano di pettegolezzi, giochi, feste, tanto cibo e bevande, oltre ovviamente a quegli immancabili privilegi che Luigi XIV stesso creava per accattivare l'attenzione del pubblico aristocratico e farlo anche entrare in lotta segreta al suo interno. Vi erano privilegi come quello di reggere la candela al re mentre questi si recava nella sua stanza da letto, o ancora quello di sedere a tavola col re o di assistere alla sua vestizione mattutina.

Un pamphlet inglese che critica Luigi XIV e Mehmed IV per i loro rispettivi ruoli nella Battaglia di Vienna del 1683 ("Senza l'aiuto della più cattolica delle maestà/ Contro il più anticristiano dei monarchi").
Il doge di Genova a Versailles il 15 maggio 1685
Reparation faite à Louis XIV par le Doge de Gênes.15 mai 1685 by Claude Guy Halle, Château de Versailles

Dal 1685, Luigi raggiunse effettivamente l'apogeo del suo potere. Il Sacro Romano Impero, uno dei principali antagonisti economici e politici della Francia, si trovava impegnato nella guerra contro l'Impero ottomano nella Grande Guerra turca, che iniziò nel 1683 e si concluse sedici anni più tardi. Luigi XIV comunicò ai turchi che egli non avrebbe mai combattuto al fianco dell'Imperatore Leopoldo I del Sacro Romano Impero.[9] Questo fatto rassicurò ed incoraggio i turchi a non rinnovare la Pace di Vasvár siglata vent'anni prima con l'Austria ed a muoversi all'offensiva dell'Impero.[10] Il Gran Visir ottomano prese quindi Vienna ma all'ultimo momento Giovanni III Sobieski, Re di Polonia, guidò le proprie armate alla vittoria al fianco degli imperiali nella famosa Battaglia di Vienna del 1683. Venne così siglata anche la Pace di Ratisbona il 15 agosto 1684, con la quale Luigi XIV acquisì il controllo di molti territori di confine con la Germania per proteggere il proprio stato dalle invasioni esterne. Dopo aver scacciato l'avanzata ottomana a Vienna, l'Imperatore non fu tranquillo dall'avere la spina nel fianco dei turchi così vicini e lasciò che Luigi XIV annettesse tali territori.

La regina Maria Teresa di Spagna, moglie di Luigi XIV, morì nel 1683, il che gli diede occasione di spaziare finalmente con le sue molte amanti.

[modifica] Revocazione dell'Editto di Nantes

Luigi XIV nel 1685, l'anno in cui revocò l'Editto di Nantes.

Madame de Maintenon, in origine protestante, si era convertita al cattolicesimo in gioventù ed era poi divenuta una strenua persecutrice dei protestanti stessi. Gli storici ritengono oggi che dietro le persecuzioni religiose perpetrate da Luigi XIV vi fosse stata sicuramente la mano di questa sua amante che avrebbe fomentato i sentimenti di odio antireligioso. Luigi XIV revocò quindi l'Editto di Nantes firmato da Caterina de' Medici, Regina di Francia, nel 1598, col quale si garantiva libertà di culto agli ugonotti. La vera ragione che stava dietro a questa mossa politica era però un'altra: Luigi XIV come tutti gli altri europei (cattolici o protestanti che fossero), sapeva che per costruire uno stato unitario era assolutamente necessario che vi fosse una sola religione in tutto lo stato e la religione cattolica era la più utile anche per intessere le sue relazioni diplomatiche con gli altri paesi e con la corte pontificia.

[modifica] Politica

Voltaire definì il regno di Luigi XIV, "le grand siècle". Durante il suo regno la Francia fu la dominatrice e il modello culturale dell'intera Europa insieme all'Inghilterra, come attestano le opere ispirate alla reggia di Versailles in tutta Europa, dal Castello di Drottningholm (Svezia) alla Reggia di Caserta.

La frase che gli viene spesso attribuita, "L'état, c'est moi!" ("Lo Stato sono io!"), è molto probabilmente apocrifa, giacché il suo regno fu contrassegnato da grandi progressi nel diritto pubblico proprio nella distinzione tra la persona fisica del re e lo Stato, mentre più veritiera appare l'altra frase celebre attribuitagli sul letto di morte: "Je m'en vais, mais l'État demeurera toujours" (Io me ne vado, ma lo Stato resterà sempre).

[modifica] La grandeur

Si deve al Re Sole la trasformazione della monarchia francese in monarchia assoluta, ma in funzione di una precisa strategia volta a ridurre il potere della nobiltà, sempre pronta a interferire con i suoi intrighi nelle scelte politiche della Corona. Luigi si impegnò a indebolire la nobiltà di spada anche prendendo a servizio suo o del palazzo alcuni suoi esponenti e creando così i presupposti per una nobiltà di corte, totalmente fine a se stessa, parassita dell'ambiente regio e schiava dell'"etichetta", una sorta di "gerarchia" in voga allora nella reggia per cui più si era vicini al Re nel servirlo più si saliva di etichetta. Questa sua scelta strategica trovò la propria manifestazione architettonica nella costruzione della nuova reggia a Versailles, che aveva l'ulteriore vantaggio di evitare eventuali rivolte cittadine contro il palazzo reale, come era avvenuto negli anni della Fronda.

Luigi XIV fu così il vero inventore della categoria della grandeur francese, e perciò rimane assai amato dai francesi. D'altra parte, la grandeur ebbe alti costi, di guerre e di pace. Questi costi portarono infatti all'applicazione di pesanti imposte sul mondo contadino e sulla provincia. Secondo lo storico Alexis de Tocqueville, la trasformazione dei nobili in cortigiani, insieme alla crescita di una borghesia che poteva sì pensare ed esprimersi, ma non aveva accesso al potere politico, furono alla radice dell'instabilità politica, sociale ed economica che sfociarono nella Rivoluzione francese.

[modifica] Politica amministrativa

In ambito amministrativo tolse man mano potere ai vecchi governatori provinciali, che tuttavia non esautorò, e sovrappose ad essi degli intendenti, non in gran numero e quasi tutti provenienti dall'aristocrazia e dalla nobiltà di toga.

Gli intendenti erano una nuova figura amministrativa e rimasero in pianta stabile anche dopo la morte del Re Sole; avevano una dipendenza fortemente centralizzata che tuttavia persero col passare dei tempi e dei regnanti.

[modifica] Il rapporto con la Chiesa cattolica

Allo stesso modo procedette nei riguardi della Chiesa di Roma: la chiesa cattolica francese fu fortemente sostenuta, ma nella sua versione gallicana; e fece approvare nel 1682 dall'assemblea dei vescovi francesi, i quattro principi secondo cui:

  • Il Papa non aveva autorità sul potere temporale e il re non era soggetto alla Chiesa in materia di cose civili.
  • Il Concilio Generale aveva autorità sul Papa.
  • Le antiche libertà della Chiesa francese erano inviolabili.
  • Il giudizio del Papa non era inconfutabile.

Nel 1685 poi, appena morto il Ministro Colbert che li proteggeva, Luigi pensò bene di liberarsi dei protestanti (in Francia chiamati ugonotti) revocando l'Editto di Nantes (revoca curiosamente motivata con il pretesto che in Francia non esistevano più protestanti) con l'Editto di Fontainebleau, il che però provocò un esodo di categorie fortemente produttive verso l'Olanda, l'Inghilterra e soprattutto verso il Brandeburgo, nucleo della Prussia, che ebbe risultati negativi sull'economia francese sia direttamente, sia sul piano della concorrenza internazionale.

Alla questione gallicana e a quella anti-ugonotta se ne aggiunse un'altra, la persecuzione della minoranza giansenista, che tra l'altro portò alla distruzione del monastero di Port-Royal des Champs nel 1710.

[modifica] Politica economica

Il braccio destro di Luigi XIV fu per molti anni Jean-Baptiste Colbert, controllore delle finanze dello Stato, la seconda carica più importante dopo quella regia; egli era fautore del mercantilismo. Colbert favorì in ogni modo le esportazioni ed incentivò vari campi produttivi, come ad esempio beni di lusso, ma per contro fece salire a livelli proibitivi i dazi sulle importazioni; ben presto questo protezionismo eccessivo, che favoriva la produzione di beni nazionali, portò la Francia ad essere però esclusa dai traffici commerciali europei e quindi al fallimento della politica commerciale di Colbert.

In definitiva egli non seguì altro disegno se non quello di ostacolare le nazioni che facevano del commercio la loro arma vincente (come le province Unite olandesi). Il Re era solito prendere le più importanti decisioni (l'avvio o meno di una guerra, l'aumento delle imposte, ecc.) coadiuvato, anche se l'ultima parola rimase sempre a lui, dalle tre cariche statali principali, ossia i ministri degli Esteri, della Finanza e della Guerra.

[modifica] Politica estera

Poco interessato alle imprese coloniali, Luigi condusse invece varie guerre a carattere dinastico: la Guerra di Devoluzione, la Guerra Olandese, la Guerra della Grande Alleanza e la Guerra di successione spagnola. Alla fine della Guerra di successione spagnola sul trono di Spagna era salito suo nipote Filippo V di Spagna, non per diretti meriti del Re Sole ma per scelta (in realtà fu il Papa ad indirizzarlo su quella strada) dello sfortunato Carlo II d'Asburgo, morto nel 1700 a quarant'anni.

[modifica] Matrimonio e figli

Dalla moglie Maria Teresa di Spagna ebbe sei figli che morirono tutti prima di lui:

[modifica] Amanti e figli

La prima amante ufficiale di Luigi, Louise de La Vallière, con i figli avuti dal re.

Luigi XIV ebbe molte amanti, alcune delle quali esercitarono un grande ascendente sugli intrighi politici ma anche sulla cultura del loro tempo, tra cui Françoise Athénaïs de Rochechouart de Montermart, marchesa di Montespan e Françoise d'Aubigné, marchesa di Maintenon († 1719) che aveva lavorato presso di lui come governante, e che il re sposò in segreto dopo la morte della regina, nel 1683.

A Versailles fece allestire scale segrete per raggiungere più facilmente le sue amiche. Queste relazioni, che irritavano fortemente il partito dei devoti e moralisti di corte tra i quali il precettore del Gran Delfino, Jacques Bénigne Bossuet, ebbero fine solo dopo il matrimonio con Madame de Maintenon.

Dalle amanti ebbe i seguenti figli illegittimi (molti dei quali successivamente legittimati):

  • da Claudia de Vins des Œillets:
    • Luisa di Maisonblanche(..?) (16761718)
  • da Maria Angelica de Scorailles de Roussille, duchessa di Fontanges (†1681)
    • una figlia

[modifica] Il problema della successione

I problemi legati alla successione ed il cattivo stato di salute intristirono gli anni finali del suo regno.

Nel 1711 era morto il Gran Delfino; oltretutto, l'anno seguente ci fu un focolaio di vaiolo di cui morirono Luigi, duca di Borgogna (figlio del Gran Delfino) assieme alla moglie Maria Adelaide di Savoia e al loro figlio maggiore, il duca di Bretagna. Rimaneva, unico principe di sangue reale erede legittimo di Luigi XIV, il figlio minore del duca di Borgogna, Luigi, duca d'Angiò, divenuto poi re come Luigi XV.

Degli altri due figli del Gran Delfino, uno, re di Spagna con il nome di Filippo V di Spagna, dovette rinunciare alla successione al trono di Francia in forza della Guerra di successione spagnola, (Trattato di Utrecht del 1713) e l'altro, Carlo, morì anch'egli prima di Luigi XIV.

Il re decise allora di estendere il diritto di successione a due dei sette figli avuti dalla Montespan, Luigi Augusto di Borbone, Duca del Maine (1670-1736), e Luigi Alessandro, Conte di Tolosa (1678-1737), anche per impedire che salisse al trono suo nipote Filippo II d'Orléans (che comunque ebbe la reggenza per il piccolo Luigi XV).

Luigi XIV morì di cancrena, derivante dalla gotta contratta nell'ultimo periodo della sua vita, dopo 72 anni e 100 giorni di regno. Gli successe il pronipote Luigi, Duca d'Angiò con il nome di Luigi XV; poiché aveva solo cinque anni, fu posto sotto la reggenza (fino alla maggiore età nel 1723), del duca Filippo II d'Orléans, nipote e genero del defunto Re Sole.

Pare che, alla notizia della sua morte, la Francia intera esultò e festeggiò, accendendo dei fuochi di gioia; il suo feretro, trasportato a Saint Denis, fu oltraggiato da sputi e fango che lanciava la folla: il suo regno era stato troppo lungo per poterlo rimpiangere.

[modifica] Il problema della continuità nell'ancient règime

Molti storici si sono interroggati sulla questione della continuità nel regno di Luigi. La domanda che si pongono è se egli sia riuscito a portare avanti una politica vicina alla definizione di stato moderno e quindi sia riuscito a rinchiudere (figuratamente) i nobili all'interno della reggia di Versailles o se al contrario i nobili abbiano costretto il re a farsi mantenere all'interno del favoloso edificio.

Quest'ultimo punto è sicuramente più vicino allo storico americano Campbell che ritiene i metodi di Luigi XIV più vicini ad una rifeudalizzazione che ad una progressione e non solo; egli ritiene anche che il sovrano abbia influito nelle scelte del ministro delle finanze Colbert, il quale, per timore del sovrano, sarebbe stato costretto ad arginare la fallace economia di corte che era stata portata avanti, a discapito delle innovazioni economiche e amministrative da egli pensate. Sempre secondo Campbell, quindi, Colbert sarebbe stato dimenticato in fretta dal popolo invece di essere ricordato come benefattore, quale era. La tesi contrapposta a questa è quella che riguarda un ammodernamento dell'amministrazione attraverso il controllo dei nobili.


[modifica] Onorificenze

Gran Maestro dell'Ordine dello Spirito Santo - nastrino per uniforme ordinaria

Gran Maestro dell'Ordine dello Spirito Santo

Gran Maestro dell'Ordine di San Michele - nastrino per uniforme ordinaria

Gran Maestro dell'Ordine di San Michele

Gran Maestro dell'Ordine di San Luigi - nastrino per uniforme ordinaria

Gran Maestro dell'Ordine di San Luigi

[modifica] Albero genealogico

Regno di Francia
Borbone

Enrico IV (1589 - 1610)
Luigi XIII (1610 - 1643)
Luigi XIV (1643 - 1715)
Luigi XV (1715 - 1774)
Luigi XVI (1774 - 1792)
Luigi XVII
Luigi XVIII (1814 - 1824)
Carlo X (1824 - 1830)
Luigi XIV di Francia Padre:
Luigi XIII di Francia
Nonno paterno:
Enrico IV di Francia
Bisnonno paterno:
Antonio di Borbone-Vendôme, re di Navarra
Trisnonno paterno:
Carlo IV di Borbone-Vendôme, duca di Borbone
Trisnonna paterna:
Francesca di Alençon
Bisnonna paterna:
Giovanna III di Navarra
Trisnonno paterno:
Enrico II di Navarra
Trisnonna paterna:
Margherita d'Angoulême
Nonna paterna:
Maria de' Medici, regina di Francia
Bisnonno paterno:
Francesco I de' Medici, granduca di Toscana
Trisnonno paterno:
Cosimo I de' Medici, granduca di Toscana
Trisnonna paterna:
Eleonora di Toledo
Bisnonna paterna:
Giovanna d'Austria
Trisnonno paterno:
Ferdinando I del Sacro Romano Impero
Trisnonna paterna:
Anna Jagellone
Madre:
Anna d'Austria
Nonno materno:
Filippo III di Spagna
Bisnonno materno:
Filippo II di Spagna
Trisnonno materno:
Carlo V d'Asburgo
Trisnonna materna:
Isabella d'Aviz (1503-1539)
Bisnonna materna:
Anna d'Austria
Trisnonno materno:
Massimiliano II del Sacro Romano Impero
Trisnonna materna:
Maria di Spagna
Nonna materna:
Margherita d'Austria-Stiria
Bisnonno materno:
Carlo II d'Austria
Trisnonno materno:
Ferdinando I del Sacro Romano Impero
Trisnonna materna:
Anna Jagellone
Bisnonna materna:
Maria Anna di Wittelsbach
Trisnonno materno:
Alberto V di Baviera
Trisnonna materna:
Anna d'Asburgo

[modifica] Luigi XIV nella cultura popolare

[modifica] Letteratura

Luigi XIV è un personaggio descritto da Alexandre Dumas nel ciclo di romanzi di "Richelieu e Mazzarino":

[modifica] Cinema

Il Re Luigi XIV è comparso nei seguenti film:

[modifica] Galleria

[modifica] Note

  1. ^ Genealogist C. Carretier calculated Louis XIV's ancestry to the eighth generation, finding his ancestry to be approximately 36% Spanish, 28% French, 11% German and 8% Italian, the rest being Slavic, English, Savoyard and Lorrainian.(Template:Fr icon Carretier, Christian, Les Cinq Cent Douze Quartiers de Louis XIV, Angers-Paris1980, )
  2. ^ Buckley, Veronica. Madame de Maintenon: The Secret Wife of Louis XIV. London: Bloomsbury, 2008
  3. ^ Faroqhi, p.73 The Ottoman Empire and the World Around it [1]
  4. ^ The Meeting of Eastern and Western Art Page 98 by Michael Sullivan (1989) ISBN 0520212363 [2]
  5. ^ Barnes, Linda L. (2005) Needles, Herbs, Gods, and Ghosts: China, Healing, and the West to 1848 Harvard University Press ISBN 0674018729, p.85
  6. ^ Mungello, David E. (2005) The Great Encounter of China and the West, 1500-1800 Rowman & Littlefield ISBN 074253815X, p.125
  7. ^ Errore nell'uso delle note: Marcatore <ref> non valido; non è stato indicato alcun testo per il marcatore CatEn
  8. ^ a b Louis de Rouvroy, duc de Saint-Simon. Historical Memoirs of the Duc de Saint-Simon, volume 1 1691-1709: The Court of Louis XIV
  9. ^ The Siege of Vienna by John Stoye, p.53 [3]
  10. ^ The Balkans since 1453 by Leften Stavros Stavrianos, p.171 [4]

[modifica] Bibliografia

  • Philippe Beaussant, Anche il Re Sole sorge al mattino. Una giornata di Luigi XIV , Roma, Fazi, 2002.
  • Guido Gerosa, Il Re Sole , Milano, Mondadori, 1998 . ISBN 8804471816
  • Emmanuel Le Roy Ladurie, L' ancien régime. Vol. 1: Il trionfo dell'Assolutismo. Da Luigi XIII a Luigi XIV (1610-1715), Bologna, Il Mulino, 2000.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni


Predecessore: Re di Francia
Successore:
Luigi XIII 14 maggio 1643 - 1° settembre 1715 Luigi XV I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
Luigi XIII {{{data}}} Luigi XV

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