Mediomatrici

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Mediomatrici
Mappa delle tribù barbare (Nell'ovale rosso i Mediomatrici)

I Mediomatrici (greco: Μεδιομάτρικες)[1] erano un popolo gallico. L'attuale dipartimento francese della Mosella corrisponde a una parte del loro territorio. Uno dei loro oppidum era a Divodurum Mediomatricorum (Metz) alla confluenza della Seille e della Mosella sulle Hauts-de-Sainte-Croix; altri due esempi molto ben conservati si trovano a Pierrevillers - Rombas e a Vitry-sur-Orne.

Citazioni storiche[modifica | modifica sorgente]

Il primo a menzionare questo popolo è Cesare, nel Commentario redatto nel corso delle sue campagne in Gallia:

« Quanto al Reno, esso sorge presso i Leponti, abitanti delle Alpi, e attraversa rapidamente, in un lungo spazio, le terre dei Nantuati, degli Elvezi, dei Sequani, dei Mediomatrici, dei Triboci, dei Treveri»
(Cesare, De bello Gallico. iv, 10, 3.)

Il popolo dei Mediomatrici fornirà un contingente che farà parte dell'esercito di soccorso a Vercingetorige assediato ad Alesia

« Queste cose si compivano ad Alesia. Nel frattempo i Galli tengono un'assemblea dei capi in cui decidono di non chiamare alle armi, come voleva Vercingetorige, tutti gli uomini abili, ma di chiedere ad ogni popolo un contingente determinato, perché temevano che fosse impossibile, nella confusione di una tale moltitudine, mantenere la disciplina, distinguere le varie truppe, provvedere agli approvvigionamenti di grano. Ordinano agli Edui ed alle loro tribù clienti, Segusiavi, Ambivareti, Aulerci Brannovici, Blannovi 35.000 armati; egual numero agli Arverni insieme agli Eleuteti, Cadurci, Gabali e Vellavi che a quel tempo erano sotto il dominio degli Arverni; ai Sequani, Senoni, Biturigi, Santoni, Ruteni e Carnuti 12.000 ciascuno; ai Bellovaci 10.000 (ne forniranno solo 2.000); ai Lemovici 10.000; 8.000 ciascuno a Pittoni e Turoni, a Parisi ed a Elvezi; ai Suessoni, Ambiani, Mediomatrici, Petrocori, Nervi, Morini, Nitiobrogi ed agli Aulerci Cenomani, 5.000 ciascuno; agli Atrebati 4.000; ai Veliocassi, Viromandui, Andi ed Aulerci Eburovici 3.000 ciascuno; ai Raurici e Boi 2.000 ciascuno; 10.000 a tutti i popoli che si affacciano sull'Oceano e per consuetudine si chiamano genti Aremoriche, tra cui appartengono i Coriosoliti, i Redoni, gli Ambibari, i Caleti, gli Osismi, i Veneti, Lessovi e gli Unelli... »
(Cesare, De bello Gallico, vii, 75.)
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Conquista della Gallia e Battaglia di Alesia.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Dalla citazione precedente sembra che il loro territorio si estendesse dapprima dal nord delle Argonne al Reno. A sud, loro vicini erano i Leuci (Toul), ad ovest i Remi (Reims), e a nord-est i Treveri (presso Treviri). In un secondo tempo, verso il I secolo a.C., i Mediomatrici, sotto la pressione delle tribù germaniche, sono costretti a lasciare la Bassa Alsazia per lasciar spazio ai Triboci:

« Agli Elvezi, lungo i fianchi del Reno, succedono i Sequani e i Mediomatrici, e, in mezzo a questi due, i Triboci, popolo germanico che un tempo ha attraversato il fiume dalla sua patria. »
(Strabone, Geografia iv, 3, 4.)

Attività economiche[modifica | modifica sorgente]

Nella valle superiore della Seille, sfruttavano i giacimenti di Sale di cui facevano scambio economico. Si conoscono loti esemplari di monete mediomatriche. Le più antiche, in oro, sono imitazioni delle monete macedoni di Alessandro Magno. Altre sono in potin (lega di rame, stagno e piombo) o bronzo e rappresentano un cavallo con o senza cavaliere.

Vicende storiche[modifica | modifica sorgente]

Nel 52 a.C. i Mediomatrici inviarono un contingente de 5 000 uomini nell'armata destinata a soccorrere Vercingetorige ad Alesia.[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tolomeo. Geografia. II 8, 12 testo (EN) su LacusCurtius.
  2. ^ Cesare, De bello Gallico. vii, 75

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Bour, René. - Histoire de Metz. - Nouv. éd. - Metz : Ed. Serpenoise, 2000.
  • Fichtl, Stephan. - Oppida et occupation du territoire à travers l'exemple de la cité des Médiomatriques, in "Territoires celtiques... actes du 24e colloque international de l'AFEAF, Martigues, 1-4 juin 2000". - Paris : Éd. Errance, 2002.", p. 315 à 328.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]