Diocesi di Metz

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Diocesi di Metz
Dioecesis Metensis
Chiesa latina
Cathédrale Saint-Etienne de Metz.facade ouest.jpg
Blason fr Bishop of Metz.svg  
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Jean-Christophe André Robert Lagleize
Vescovi emeriti Pierre René Ferdinand Raffin, O.P.
Sacerdoti 443 di cui 381 secolari e 62 regolari
1.871 battezzati per sacerdote
Religiosi 116 uomini, 758 donne
Diaconi 49 permanenti
Abitanti 1.023.447
Battezzati 829.000 (81,0% del totale)
Superficie 6.226 km² in Francia
Parrocchie 649
Erezione III secolo
Rito romano
Cattedrale Santo Stefano
Indirizzo 15 Place Sainte-Glossinde, B.P. 10690, 57019 Metz CEDEX 1, France
Sito web catholique-metz.cef.fr
Dati dall'Annuario Pontificio 2005 * *
Chiesa cattolica in Francia
L'odierno palazzo episcopale di Metz, ospitato nell'antica abbazia Sainte-Glossinde, fondata nel VII secolo.
L'antico palazzo episcopale, iniziato nel XVIII secolo, ma mai ultimato; sequestrato durante la rivoluzione, venne trasformato in un mercato coperto.
La basilica Notre-Dame-de-Bon-Secours a Saint-Avold.

La diocesi di Metz (in latino: Dioecesis Metensis) è una sede della Chiesa cattolica immediatamente soggetta alla Santa Sede. Nel 2004 contava 829.000 battezzati su 1.023.447 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Jean-Christophe André Robert Lagleize.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi comprende il dipartimento francese della Mosella.

Sede vescovile è la città di Metz, dove si trova la cattedrale di Santo Stefano.

Il territorio è suddiviso in 649 parrocchie, raggruppate in 5 zone (Metz, Thionville, Saint-Nabor, Château-Salins/Sarrebourg e Sarreguemines/Bitche) e 25 arcipreture.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi di Metz fu probabilmente eretta verso la fine del III secolo; l'antica tradizione, attestata dai cataloghi episcopali già nell'VIII secolo, riconosce come primo vescovo san Clemente. Tuttavia i primi vescovi non godono di riscontri storici sicuri, fino ad uno dei due Vittorio, la cui firma si trova nel documento redatto nel 346 con il quale, nello pseudo-concilio di Colonia, un gruppo di vescovi fece sua la decisione del concilio di Sardica a favore di sant'Atanasio; e ad Esperio, che prese parte al sinodo di Clermont nel 535.

Divodurum era la capitale e il centro amministrativo del popolo celtico dei Mediomatrici nella provincia romana della Gallia Belgica prima, come testimoniato dalla Notitia Galliarum dell'inizio del V secolo.[1] Dal punto di vista religioso, come di quello civile, Metz dipendeva dalla provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Treviri, sede metropolitana provinciale.

L'VIII e il IX secolo furono un periodo di splendore, soprattutto durante gli episcopati di san Crodegango e di Drogo, figlio di Carlo Magno, in cui si moltiplicarono le parrocchie urbane e i monasteri sottoposti alle regole di san Colombano e di san Benedetto. Crodegango, legato pontificio per il regno dei Franchi, legò il suo nome soprattutto all'istituzione di una regola canonicale, alla riforma della liturgia e della musica sacra.

A partire dal 945 i vescovi di Metz esercitarono il potere temporale sulla città e sul contado di Metz. Dal 955 il feudo ecclesiastico fu sottratto all'autorità dei duchi di Lorena e posto sotto la protezione diretta dell'imperatore, che esercitava il diritto di elezione dei nuovi vescovi insieme con il capitolo.

Nel XII secolo il vescovo Bertram separò l'amministrazione spirituale da quella temporale e concesse alla città di Metz i privilegi di libero comune, ritirandosi a Vic-sur-Seille, in una residenza costruita nel feudo ecclesiastico.

Nel 1224 Giovanni d'Aspromonte fu il primo vescovo ad essere eletto esclusivamente dal capitolo.

Dopo Giorgio di Baden, morto dal 1484, furono eletti vescovi francesi fino al 1871. Fino al 1607 la cattedra vescovile rimase appannaggio della casa dei duchi di Lorena.

Dopo la pace di Vestfalia del 1648, il territorio di Metz entrò a far parte del regno di Francia. I re ritennero che il concordato di Worms non era più applicabile per la diocesi di Metz ed in forza del concordato di Bologna (1516) iniziarono a nominare i vescovi, che però non furono riconosciuti dalla Santa Sede. Questa situazione di conflittualità fu risolta nel 1664 quando Luigi XIV ottenne da papa Alessandro VII il privilegio di nominare i vescovi di Metz, privilegio confermato nel 1668.

Nel 1661, durante l'episcopato di Franz Egon von Fürstenberg fu istituito il seminario diocesano; l'attuale edificio fu costruito durante l'episcopato di Claude de Saint Simon nel 1745-1748; lo stesso vescovo nel 1736 assunse il titolo di principe-vescovo.

Durante la rivoluzione, l'ultimo principe-vescovo, il cardinale Louis de Montmorency-Laval (1761-1802) dovette lasciare la propria sede per fuggire in Germania.

In seguito al concordato, con la bolla Qui Christi Domini del 29 novembre 1801 la diocesi acquisì una nuova fisionomia, con un territorio costituito dai dipartimenti della Mosella, delle Ardenne e di Forêts (corrispondente in larga parte al Lussemburgo), e contestualmente divenne suffraganea dell'arcidiocesi di Besançon. Il vescovo Pierre-François Bienaymé suddivise amministrativamente la diocesi in 90 parrocchie e 1.251 parrocchie ausiliari.

Il progetto di concordato del 1817 prevedeva la riduzione del territorio diocesano al solo dipartimento della Mosella, ma questo progetto non andò in porto. Nel 1822 il dipartimento delle Ardenne fu annesso alla restaurata arcidiocesi di Reims. L'anno successivo il territorio diocesano di Metz fu ulteriormente ridotto con la cessione dell'antico dipartimento di Forêts alla diocesi di Namur. In seguito a questi cambiamenti territoriali, la diocesi rimase con 30 parrocchie e 418 parrocchie ausiliarie.

Nel 1871, a seguito della guerra franco-prussiana del 1870, la diocesi entrò a far parte dell'Impero di Germania; rimasero tuttavia invariate, per un tacito accordo tra Germania e Santa Sede, le disposizioni cultuali del concordato del 1801. Contestualmente la diocesi acquisì i distretti di Sarrebourg e Château-Salins che divennero tedeschi ed erano appartenuti alla diocesi di Nancy; in compenso cedette alla stessa diocesi il distretto di Briey che era rimasto francese.

Il 14 giugno 1874 in forza del decreto Rem in ecclesiastica della Congregazione Concistoriale la diocesi divenne immediatamente soggetta alla Santa Sede. In seguito il Kulturkampf determinò la scomparsa di molte delle istituzioni cattoliche di Metz.

Dopo la prima guerra mondiale il territorio della Lorena tornò alla Francia: a causa di ciò, il vescovo, di origini tedesche, Willibrord Benzler, dovette dare le dimissioni.

Per la sua particolare evoluzione storica, a differenza del resto del territorio nazionale, ove vige il regime di separazione fra Stato e Chiesa, nella diocesi di Metz è ancora in vigore il concordato del 1801. Ciò comporta, per esempio:

  • che i vescovi di questa sede vengono nominati dal Presidente della Repubblica francese e ricevono l'istituzione canonica da parte della Santa Sede; la data ufficiale di nomina è quella della pubblicazione congiunta nel Giornale Ufficiale della Repubblica Francese e sull'Osservatore Romano;
  • che l'insegnamento della religione è obbligatorio nelle scuole primarie e secondarie;
  • che i preti della diocesi ricevono dallo Stato lo stipendio paragonabile a quello dei dipendenti pubblici di categoria A.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Il più antico catalogo episcopale di Metz è contenuto nel sacramentario di Drogo e fu redatto in versi attorno al 776 durante l'episcopato di Angilramo. Successivamente, a partire da questo catalogo originario, vennero scritti altri cataloghi che aggiornarono quello primitivo con l'aggiunta delle date di decesso (IX secolo) e degli anni complessivi di episcopato (XI secolo).[2]

  • San Clemente † (fine III secolo)
  • San Celeste
  • San Felice I †
  • San Paziente †
  • Vittore I †
  • Vittore II † (menzionato nel 346)[3]
  • San Simeone †
  • Sabbazio †
  • Rufo †
  • Adelfio †
  • Firmino †
  • Leonzio †
  • Sant'Autore † (menzionato nel 451)[4]
  • Eplezio †
  • Urbizio †
  • Bonolo †
  • Terenzio †
  • Gonsolonio †
  • San Romano †
  • San Fronimio †
  • San Grammazio †
  • Sant'Agatimbero †
  • Esperio † (menzionato nel 535)
  • San Villico † (menzionato nel 550 circa)
  • San Pietro † (menzionato prima del 581)
  • Aigulfo o Agiulfo † (menzionato nel 601)
  • Sant'Arnoaldo
  • San Pappolo †
  • Sant'Arnolfo † (dopo l'8 ottobre 614[5] - dopo il 627 dimesso)
  • San Goerico † (circa 627 - dopo il 636)
  • San Godo † (menzionato nel 645/650)
  • San Clodolfo † (menzionato nel 659)
  • Sant'Abbo † (prima del 667 - dopo il 693 o 694)
  • Aptato †
  • Felice II †
  • San Sigibaldo † (? - 26 ottobre circa 741 deceduto)
  • San Crodegango † (30 settembre 742 consacrato - 6 marzo 766 deceduto)
    • Sede vacante (766-768)
  • Sant'Angilramo † (25 settembre 768 - 26 ottobre 791 deceduto)
    • Sede vacante (791-815)
  • Gandolfo II † (inizio dell'816 - 7 settembre 822 deceduto)
  • Drogo † (30 giugno 823 consacrato - 8 dicembre 855 deceduto)
    • Sede vacante (855-858)
  • Avvenzio † (7 agosto 858 consacrato - 31 agosto 875 deceduto)
  • Wala † (marzo o aprile 876 - 11 aprile 882 deceduto)
  • Roberto I † (22 aprile 883 consacrato - 2 gennaio 917 deceduto)
  • Vigerico † (gennaio 917 - 19 febbraio[6] 927 deceduto)
  • Venerabile Benno di Einsiedeln † (927 - 929 dimesso)
  • Adalbéron I di Bar † (929 - 25 o 26 aprile 964 deceduto)
  • Thierry I † (dicembre 964 - 7 settembre 984 deceduto)
  • Adalbéron II dell'Alta Lorena † (16 ottobre 984 consacrato - 14 dicembre 1005 deceduto)
  • Thierry II di Lussemburgo † (1006 - 29 aprile 1047 deceduto)
  • Adalbéron III di Lussemburgo † (1047 - 12 novembre 1072 deceduto)
  • Hermann † (1073 - 4 maggio 1090 deceduto)
    • Burchard † (1090) (vescovo eletto)
  • Poppon di Borgogna † (1090 - 1103 deceduto)
  • Adalbéron IV † (1103 - 1117 deposto)
  • Théoger di San Giorgio † (1118 - 29 aprile 1120 deceduto)
  • Étienne di Bar † (1120 - 29 dicembre 1163 deceduto)
  • Thierry III di Bar † (1164 - 8 agosto 1171 deceduto)
    • Hugues di Clermont † (1171) (vescovo eletto)
  • Frédéric di Pluyvoise † (2 settembre 1171 - 1173 deposto)
  • Thierry IV di Lorena † (1173 - 1179 deposto)
  • Bertram † (13 aprile 1180 - 6 aprile 1212 deceduto)
  • Conrad di Scharfenberg † (prima del 23 gennaio 1213 - 24 marzo 1224 deceduto)
  • Giovanni d'Aspromonte † (17 novembre 1224 - 10 dicembre 1238 deceduto)
  • Jacques di Lorena † (gennaio 1239 - 24 ottobre 1260 deceduto)
  • Philippe di Lorena-Florenges † (1261 - 1264 dimesso)
  • Guillaume di Traisnel † (12 febbraio 1264 - 4 gennaio 1269 deceduto)
  • Laurent di Leistenberg † (1270 - 1279 deceduto)
  • Jean delle Fiandre † (7 ottobre 1279 - 9 giugno 1282 nominato vescovo di Liegi)
  • Bouchard di Avesnes-Hennegau † (9 giugno 1282 - 29 novembre 1296 deceduto)
  • Gérard di Rehlingen † (24 aprile 1297 - 30 giugno 1302 deceduto)
  • Renaud di Bar † (19 settembre 1302 - 4 maggio 1316 deceduto)
  • Henri del Viennois † (4 maggio 1319 - dopo il 24 novembre 1324 dimesso)
  • Louis di Poitiers-Valentinois † (26 agosto 1325 - 17 agosto 1327 deceduto)
  • Adhémar de Monteil † (21 agosto 1327 - 12 maggio 1361 deceduto)
  • Jean III di Vienne † (15 novembre 1361 - 13 agosto 1365 nominato vescovo di Basilea)
  • Thierry V Bayer di Boppard † (13 agosto 1365 - 18 gennaio 1383 deceduto)
  • Beato Pierre di Lussemburgo † (10 febbraio 1384 - 5 luglio 1387 dimesso)
  • Raoul di Coucy † (13 agosto 1387 - 20 marzo 1415 nominato vescovo di Noyon)
  • Conrad II Bayer di Boppard † (20 marzo 1415 - 20 aprile 1459 deceduto)
  • Georges di Baden † (2 luglio 1459 - 11 ottobre 1484 deceduto)
  • Henri di Lorena-Vaudemont † (16 maggio 1485 - 26 luglio 1501 dimesso)
    • Henri di Lorena-Vaudemont † (26 luglio 1501 - 20 ottobre 1505 deceduto) (amministratore apostolico)[7]
  • Jean di Lorena † (20 ottobre 1505 - 10 maggio 1550 deceduto)[8]
  • Charles di Lorena I † (10 maggio 1550 succeduto - 22 aprile 1551 dimesso)
  • François Beaucaire de Péguillon † (16 dicembre 1555 - 1568 dimesso)
  • Louis di Guisa † (2 giugno 1568 - 29 marzo 1578 deceduto)
  • Charles di Lorena II † (18 luglio 1578 - 24 novembre 1607 deceduto)
  • Anne de Perusse d'Escars de Giury, O.S.B. † (10 settembre 1608 - 19 aprile 1612 deceduto)
  • Georges d'Aubusson de la Feuillade † (3 giugno 1669 - 12 maggio 1697 deceduto)
  • Henri Charles du Cambout de Coislin † (11 novembre 1697 - 28 novembre 1732 deceduto)
  • Claude de Saint Simon † (15 febbraio 1734 - 28 febbraio 1760 deceduto)
  • Louis-Jean de Montmorency-Laval † (6 aprile 1761 - 1801 deposto)[10]
  • Pierre-François Bienaymé † (4 maggio 1802 - 9 febbraio 1806 deceduto)
  • Gaspard-André Jauffret † (26 agosto 1806 - 12 maggio 1823 deceduto)
  • Jacques-François Besson † (24 novembre 1823 - 23 luglio 1842 deceduto)
  • Paul Dupont des Loges † (27 gennaio 1843 - 18 agosto 1886 deceduto)
  • François Fleck † (18 agosto 1886 succeduto - 28 ottobre 1899 deceduto)
  • Karl Heinrich Johannes Willibrord Benzler, O.S.B. † (21 settembre 1901 - 31 luglio 1919 dimesso)
  • Jean-Baptiste Pelt † (1º agosto 1919 - 10 settembre 1937 deceduto)
  • Joseph-Jean Heintz † (4 marzo 1938 - 30 novembre 1958 deceduto)
  • Paul Joseph Schmitt † (30 novembre 1958 succeduto - 1987 ritirato)
  • Pierre Raffin, O.P. (4 agosto 1987 - 27 settembre 2013 ritirato)
  • Jean-Christophe André Robert Lagleize, dal 27 settembre 2013

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 1.023.447 persone contava 829.000 battezzati, corrispondenti all'81,0% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 660.000 705.000 93,6 1.056 860 196 625 196 2.996 660
1970 860.000 994.081 86,5 972 777 195 884 341 2.144 770
1980 912.000 1.019.000 89,5 804 655 149 1.134 3 273 1.614 683
1990 826.000 1.027.000 80,4 616 497 119 1.340 18 205 1.292 686
1999 848.000 1.047.000 81,0 507 424 83 1.672 43 156 950 649
2000 853.000 1.053.000 81,0 504 418 86 1.692 45 152 920 649
2001 829.000 1.023.447 81,0 499 418 81 1.661 49 146 891 659
2002 829.000 1.023.447 81,0 466 390 76 1.778 48 140 849 649
2003 829.000 1.023.447 81,0 467 395 72 1.775 49 131 826 649
2004 829.000 1.023.447 81,0 443 381 62 1.871 49 116 758 649

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Monumenta Germaniae Historica, Chronica minora, I, p. 556.
  2. ^ I cataloghi sono riportati per intero da Louis Duchesne, secondo il quale sono inattendibili, per gravi problemi anacronistici, gli anni di episcopato assegnati ai vescovi, soprattutto del V-VII secolo (cfr. pp. 51-52).
  3. ^ Il Vittore presente allo pseudo-concilio di Colonia del 346 è uno dei due presenti consecutivamente nei cataloghi episcopali di Metz.
  4. ^ Una tradizione leggendaria, risalente all'VIII secolo, colloca Autore durante l'invasione degli Unni nel 451; secondo Louis Duchesne è probabile che questo vescovo abbia assistito ad una delle invasioni barbare del V secolo, ma non necessariamente quella di Attila.
  5. ^ Al concilio di Parigi celebrato in questo giorno non era presente alcun vescovo di Metz, segno che in quel periodo la sede era ancora vacante.
  6. ^ Così Gallia christiana; secondo i cataloghi, morì il 1º marzo.
  7. ^ A causa della minore età di Giovanni di Lorena, a cui aveva ceduto la diocesi, fu nominato amministratore apostolico fino al decesso.
  8. ^ Il 24 gennaio 1530 si era dimesso, lasciando la diocesi al nipote Nicola di Lorena; ma non avendo questi l'età canonica per essere intronizzato sulla sede di Metz, continuò ad amministrare la diocesi. Quando Nicola optò per il matrimonio, Giovanni continuò a reggere la diocesi fino al decesso.
  9. ^ I vescovi che seguono furono nominati dal re, ma mai confermati dalla Santa Sede.
  10. ^ Non accettò di dimettersi, come impostogli dalla bolla pontificia Qui Christi Domini, si rifugiò in Germania, dove morì nel 1808.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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