Diocesi di Liegi
| Diocesi di Liegi Dioecesis Leodiensis Chiesa latina |
|
|---|---|
| Suffraganea dell' | arcidiocesi di Malines-Bruxelles |
| Vescovo | Aloysius Jousten |
| Vescovi emeriti | Albert Jean Charles Ghislain Houssiau |
| Sacerdoti | 524 di cui 402 secolari e 122 regolari 1.335 battezzati per sacerdote |
| Religiosi | 168 uomini, 579 donne |
| Diaconi | 74 permanenti |
| Abitanti | 1.023.506 |
| Battezzati | 700.000 (68,4% del totale) |
| Superficie | 3.862 km² in Belgio |
| Parrocchie | 525 |
| Eretta | IV secolo |
| Rito | romano |
| Santi patroni | Lamberto di Maastricht (17 settembre) |
| Indirizzo | 25 Rue de l'Évêché, B-4000 Liège, Belgique |
| Sito web | Liege.diocese.be |
| Dati dall'Annuario Pontificio 2005 * * | |
| Chiesa cattolica in Belgio | |
La diocesi di Liegi (in latino: Dioecesis Leodiensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Malines-Bruxelles. Nel 2004 contava 700.000 battezzati su 1.023.506 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Aloysius Jousten.
Indice |
[modifica] Territorio
La diocesi comprende la provincia di Liegi.
Sede vescovile è la città di Liegi, dove si trova la cattedrale di San Paolo. A Malmedy e a Eupen sorgono le ex cattedrali dedicate rispettivamente ai Santi Pietro, Paolo e Quirino e a San Nicola.
Il territorio è suddiviso in 525 parrocchie.
[modifica] Storia
È la più antica diocesi del Belgio. Fu fondata nel IV secolo da san Servazio che ne fissò la sede a Tongres. Successivamente, verso la metà del VI secolo, la sede fu trasferita a Maastricht. Agli inizi dell'VIII secolo, Uberto di Liegi spostò la sede a Liegi, la città dove aveva subito il martirio il suo predecessore, Lamberto. A partire dall'XI secolo fu un principato vescovile.
[modifica] Le origini
La prima capitale della diocesi fu Tongres, a nord ovest di Liegi. Il suo territorio confinava originariamente con la diocesi di Treviri, passando poi al confine con Colonia; ma dopo la prima metà del XIV secolo, Tongres ricevette un'organizzazione autonoma. L'estensione amministrativa della Civitas Tungrorum, rimase praticamente immutato sino al 1559: a nord confinava con la diocesi di Utrecht, a est con Colonia, a sud con la diocesi di Treviri e con quella di Reims, ad ovest con il vescovato di Cambrai. La diocesi di Tongres si estese in Francia, acquisendo ben presto Chimay, Stavelot, Aquisgrana, Gladbach e Venlo, dalle rive del Semois sino a Ekeren, presso Anversa, all'isola di Tholen e oltre Moerdijk, includendo popolazioni di lingua romanza e tedesca. Nel 1559, le sue 1636 parrocchie vennero raggruppate in 8 arcidiaconie e ventotto concilii provinciali.
Tracce dei vescovi di Tongres appartengono al I secolo, ma il primo vescovo certo fu san Servazio, insediatosi nella sede episcopale dal 344 o dal 345, il quale assistette al Concilio di Rimini (359–360), e morì nel 384(?). L'invasione del 406 mise in ginocchio la diocesi, e la sua ripresa richiese molto tempo. La conversione dei Franchi iniziò sotto Falco (prima metà del VI secolo) e continuò sotto San Domiziano, San Monulfo e San Gondulfo (VI-VII secolo). San Monulfo costruì una sontuosa chiesa sopra la tomba di San Servazio, presso la quale i suoi successori stabilirono la loro residenza. Durante l'intero VII secolo i vescovi dovettero combattere il paganesimo. Sant'Amando (647–650), scoraggiato, abbandonò la sede episcopale e si dedicò alla costruzione di monasteri. San Remaculo (650–660) fece la stessa cosa. San Teodardo (660–669) morì martire.
San Lamberto (669–700) completò la conversione dei pagani; probabilmente attorno al 705 venne assassinato a Liegi (chiamata a quel tempo Vicus Leudicus) per la strenua difesa che aveva dimostrato verso i beni della chiesa contro l'avarizia dei signori vicini, e venne adorato popolarmente come un martire già poco dopo la sua morte. Il suo successore, Sant'Uberto, costruì una basilica per raccogliere le sue reliquie, la quale divenne il primo vero nucleo della città, e la residenza dei vescovi venne fissata definitivamente a Liegi.
Questi vescovi, ad ogni modo, continuarono ad usare il titolo di vescovi di Tongres e di Liegi. Agilberto (768–784) e Gerbaldo (785–810) vennero entrambi destinati a questa sede da Carlo Magno. Hartgar costruì il primo palazzo episcopale. Il Vescovo Franco, che aveva sconfitto i Normanni, venne celebrato dal poeta irlandese Sedulius Scottus. Stefano (908–920), Riccardo (920–945), Ugo (945–947), Faraberto (947–958) e Ratiero vennero tratti dal locale monastero. Stefano, scrittore e compositore, indebitò la chiesa per le feste, in particolare per quelle dedicata alla Santa Trinità. Rathier fece del vescovato un notevole centro di cultura. Eraclio, che occupò la sede nel 959, costruì quattro nuove chiese, un monastero e due chiese collegiate e inaugurò un periodo di ricchezza e di cultura nella diocesi, dovuto anche all'introduzione dell'arte orafa nel Vescovato.
[modifica] Il Principato Vescovile
| Per approfondire, vedi la voce Principato vescovile di Liegi. |
I domini della chiesa di Liegi andarono incrementandosi con le donazioni dei principi locali e delle acquisizioni dei suoi vescovi. Notgero (972–1008), per assicurare alla sua sede l'autorità feudale sulla contea di Huy venne proclamato egli stesso principe. Questo status venne mantenuto poi anche dai suoi successori sino alla Rivoluzione Francese: da quel momento sino all'VIII secolo il principato vescovile di Liegi, con una giurisdizione temporale meno estesa di quella spirituale, riuscì a mantenere la propria indipendenza, anche se di fatti si trovava ad essere parte del Sacro Romano Impero. Questa indipendenza virtuale fu dovuta in gran parte all'abilità dei vescovi della diocesi, sotto i quali il principato di Liegi, posto tra Francia e Germania, seppe giocare ruoli importanti nella politica internazionale tra i due stati. Notgero, il fondatore del principato, fu inoltre il secondo fondatore della città sotto l'aspetto religioso. Ricostruì la cattedrale di San Lamberto e il palazzo episcopale, terminando la chiesa collegiata di San Paolo, iniziata da Eraclio, aiutando la costruzione delle chiese della santa Croce e di san Dionigi, le altre due chiese collegiate ed erigendo una chiesa a san Giovanni Evangelista. Questo vescovo rafforzò inoltre la suddivisione parrocchiale della città. Fu anche uno dei primi a diffondere l'osservanza del precetto della festività di Ognissanti, che egli autorizzò nella sua diocesi. Ma una delle caratteristiche fondamentali del governo di Notgero fu lo sviluppo che riservò all'educazione (a seguito anche delle iniziative già prese da Eraclio): grazie a questi due vescovi ed a Wazone, Liegi riuscì a ricoprire un ruolo fondamentale non solo politicamente, ma anche per quanto riguarda la cultura generale e la letteratura, nello specifico. Balderico di Looz (1008–18), Wolbodo (1018–21), Durando (1021–25), Reginardo (1025–38), Nitardo (1038–42), il già citato Wazo e Teoduino (1048–75) sostennero valorosamente l'eredità di Notgero. Le scuole riuscirono a formare valenti studenti, e diedero alla Chiesa cattolica papi come Stefano IX e Niccolò II.
Sotto la reggenza di Enrico di Verdun (1075–91) venne istituito un tribunale (il cosiddetto tribunal de la paix) per prendere atto e correggere le "...chi infrangeva la legge di Dio". Otbert (1091–1119) estese il territorio del principato ottenendo la Signoria di Bouillon. Si pose inoltre sotto la protezione di Enrico IV del Sacro Romano Impero, che morì da lui assistito. La violenta morte di Enrico di Namur (1119–21) gli fece guadagnare la venerazione come martire. Alessandro di Juliers (1128–34) ricevette a Liegi il Papa, L'Imperatore e San Bernardo. L'episcopato di Raoul di Zachringen venne contraddistinto dalla presenza del riformatore Lambert le Bègue, che è ritenuto il fondatore delle prime comunità semi-monastiche. Un nuovo periodo di splendore culturale si ebbe quando le scuole di Liegi iniziarono la loro collaborazione con l'Università di Parigi, e la diocesi riuscì a fornire a quell'università molti dei suoi migliori dottori come, ad esempio, Guglielmo di Saint-Thierry, Gerardo di Liegi, Goffredo di Fontaines. Algero di Liegi (1055–1131), conosciuto anche col nome di Algero di Cluny o Algerus Magister, che fu un importante intellettuale del periodo. Fu il primo diacono della chiesa di san Bartolomeo a Liegi. Verso la fine della sua vita si ritirò nel monastero di Cluny.
Alberone I di Leuven venne eletto vescovo di Liegi nel 1191, ma l'imperatore Enrico VI, con l'espediente che l'elezione era contestabile, diede la sede a Lotario di Hochstadt. L'elezione di Alberone venne confermata dal Papa, ed egli venne consacrato, ma venne assassinato a Reims, nel 1192, da tre cavalieri tedeschi. Il probabile mandante di questo gesto fu con tutta probabilità l'Imperatore, ma la vittima venne infine canonizzata. Nel 1195, Albert de Cuyck (1195–1200) riconobbe formalmente i diritti della popolazione di Liegi. Nel XII secolo, il capitolo della cattedrale assunse una posizione di fondamentale importanza nella relazione con il vescovo, e iniziò a giocare un ruolo importante nella storia del principato.
Gravi furono i contrasti tra nobili e popolo, nei quali il vescovo intervenne di frequente, tra XIII e XIV secolo, per culminare, nel secolo successivo, con la distruzione della città episcopale. Durante la reggenza di Roberto di Thourotte, o di Langres (1240–46), San Giuliano — un religioso di Cornillon — si mantenne una visione fortemente religiosa, incrementando il culto per la festa della Santissima Trinità. Il vescovo approvò l'idea della festa, ma la sua morte prevenne lo svolgersi dei festeggiamenti. Il completamento dell'opera venne affidata al priore dei domenicani di Liegi, Ugo di Saint-Cher, che ritornò in città come legato papale. Ugo, nel 1252, svolse le festività. Giovanni di Troyes, che, era stato eletto arcidiacono di Liegi, venne eletto papa col nome di Urbano IV, stabilì la sede della festa nella chiesa di san Tommaso ed estese l'osservanza della festa del Corpus Domini all'intera Chiesa cattolica. Un altro arcidiacono di Liegi, divenne papa con il nome di Gregorio X, e depose l'indegno Enrico di Gueldres (1247–74). Nel 1366, la contea di Loon venne annessa al vescovato che includeva quindi gran parte dell'attuale provincia belga del Limburgo.
Carlo V completò in seguito l'unione delle Diciassette Province negli anni quaranta del XVI secolo, e formalmente egli controllò anche il principato. Nominò Eberhard von der Mark (1505–38) come reggente della sede episcopale. Erardo fu un illuminato protettore delle arti. Combatté decisamente la riforma protestante, linea che mantennero anche i suoi successori, e nella quale si distinse in particolar modo Gerardo di Groesbeeck (1564–80). Con l'obiettivo di assistere Liegi in questa battaglia, papa Paolo IV, con la bolla papale Super Universas (12 maggio 1559), riorganizzò le circoscrizioni ecclesiastiche dei Paesi Bassi. Questo cambiamento ebbe notevoli effetti a spese della diocesi di Liegi; molte delle sue parrocchie furono cedute a vantaggio dell'erezione delle diocesi di Roermond, Boscoducale e Namur, e alcune porzioni del suo territorio furono comprese nell'arcidiocesi di Malines e nella diocesi di Anversa, entrambe di nuova erezione. Il numero di diaconati interni alla diocesi di Liegi venne ridotto a tredici.
Gran parte dei vescovi del XVIII secolo erano di origine straniera e molti possedevano diversi vescovati. Le loro frequenti assenze diedero libero sfogo ai feudi di Chiroux e Grignoux ai quali Massimiliano Enrico di Baviera (anche arcivescovo di Colonia, 1650–88) diede un freno con un editto del 1681. A metà del XVIII secolo le idee degli enciclopedisti francesi giunsero a Liegi; il vescovo de Velbruck (1772–84), incoraggiò la loro diffusione e questo spianò sicuramente la strada alla "Rivoluzione di Liegi", che esplose nella città episcopale il 18 agosto 1789, durante la reggenza del vescovo de Hoensbroech (1781–92).
[modifica] La moderna diocesi
Infine il territorio del vescovato venne unito alla Francia, seguendo il destino di molte altre province della regione del Belgio. La diocesi stessa scomparve con la Rivoluzione Francese. La fine del principato venne decretata nel 1801 dal Concordato firmato da Napoleone Bonaparte e da papa Pio VII. La nuova diocesi, eretta il 10 aprile 1802, includeva i due dipartimenti dell'Ourte e della Meuse-Inférieure, oltre ad alcune parrocchie della Forêts. Era incorporata nella diocesi una porzione della diocesi di Roermond, che fu soppressa. Nel 1818, la diocesi perse una parte del proprio territorio, ceduta alla Prussia.
Dopo la nascita del Regno dei Paesi Bassi la diocesi comprese le province di Liegi e del Limburgo. Il 6 maggio 1838, il margravio Van Bommel, divise la Provincia di Liegi in due decanati. Nel 1839, la diocesi perse le parrocchie situate nella regione del Limburgo.
Il 2 giugno 1840 cedette una porzione del suo territorio a vantaggio dell'erezione dei vicariati apostolici del Lussemburgo (oggi arcidiocesi) del Limburgo (oggi diocesi di Roermond).
Il 30 luglio 1921, in virtù della bolla Ecclesiae universae di papa Benedetto XV, fu eretta la diocesi di Eupen e Malmedy con i territori dell'arcidiocesi di Colonia che il Trattato di Versailles del 1919 aveva assegnato al Belgio, e contestualemnte la nuova sede fu unita aeque principaliter a Liegi. Nel 1925 la diocesi fu definitivamente soppressa e il suo territorio incorporato nella diocesi di Liegi.
Dal 15 gennaio al 2 marzo 1933 la Vergine apparve ad una bambina undicenne di Banneux. Negli anni seguenti questo villaggio diventerà meta di pellegrinaggi e dopo la Seconda guerra mondiale il santuario mariano più importante del Belgio.
Il 31 maggio 1967, le parrocchie di lingua olandese della diocesi si riunirono nella diocesi di Hasselt. L'attuale diocesi di Liegi, suffraganea dell'arcidiocesi di Malines-Bruxelles, è composta da 525 parrocchie con 543 sacerdoti ed una popolazione di circa 1.023.506 abitanti (secondo dati del 2003), a maggioranza (Valloni) di lingua francese; la minoranza appartiene alla comunità germanofona del Belgio. L'odierno territorio della diocesi coincide con la provincia di Liegi.
[modifica] Cronotassi dei vescovi
[modifica] Vescovi di Tongres
- Materno † (circa 313 - ?)
- San Servazio di Tongres † (338 - 384)
- Agricola †
- Ursicino †
- Designato †
- Renato †
- Supplicio †
- Quirilio †
- Eucherio †
- Falco † (circa 500 - ?)
- Domiziano † (535 - 549)
[modifica] Vescovi di Maastricht
- Monulfo † (558 - ?)
- Betulfo † (novembre 614 - circa 623 espulso)
- Perpetuo †
- Ebregesilo †
- Giovanni Agnus † (circa 627 - 646/647 deceduto)
- Sant' Amando † (circa 647 - circa 650 dimesso)
- San Remaclo † (circa 652 - 662 dimesso)
- Teodaro † (circa 662 - 668/669 deceduto)
- San Lamberto † (circa 669 - 17 settembre 705 deceduto)
[modifica] Vescovi di Liegi
- Sant'Uberto † (circa 708 - 30 maggio 727 deceduto)
- Floreberto † (728 - giugno 746 deceduto)
- Fulcherio † (circa 747 - 765)
- Agilfredo † (765 - circa 784)
- Gerobaldo † (787 - 18 ottobre 809 deceduto)
- Walkaldo † (810 - 6 aprile 836)
- Pirardo † (836 - 8 luglio 840 deceduto)
- Ircaro † (841 - 29 settembre 855 deceduto)
- Franco † (856 - 13 gennaio 903 deceduto)
- Stefano di Tongern † (903 - 18 giugno 920 deceduto)
- Riccardo (Manfredi) † (920 - 23 luglio 945 deceduto)
- Ugo † (945 - 23 gennaio 947 deceduto)
- Floreberto † (947 - 28 ottobre 953 deceduto)
- Raterio † (954 - 956 deposto)
- Balderico † (956 - 29 luglio 959 deceduto)
- Ebracardo † (959 - 27 ottobre 971 deceduto)
- Notgerio † (23 aprile 972 - 8 aprile 1008 deceduto)
- Balderico di Looz † (4 settembre 1008 - 30 luglio 1018 deceduto)
- SanWolbodo † (1018 - 30 aprile o 21 agosto 1021 deceduto)
- Durante † (1021 - 23 gennaio 1025 deceduto)
- Reginardo † (1025 - 5 dicembre 1037 deceduto)
- Nitardo † (1039 - 16 agosto 1042 deceduto)
- Azzo o Wazone † (1042 - 8 luglio 1048 deceduto)
- Teodorico † (luglio 1048 - 23 giugno 1075 deceduto)
- Enrico di Tull † (1076 - 31 maggio 1091 deceduto)
- Otberto † (1092 - 8 luglio 1117 deceduto)
- Federico di Namur † (1119 - 27 maggio 1121 deceduto)
- Alberone di Löwen † (1121 - 1º gennaio 1128 deceduto)
- Alessandro di Jülich † (18 marzo 1128 consacrato - 6 luglio 1135 deceduto)
- Alberone di Namur † (22 marzo 1136 - 26 marzo 1145 deceduto)
- Enrico van der Leyen † (24 giugno 1145 consacrato - 6 ottobre 1164 deceduto)
- Alessandro di Orle † (1164 - 9 agosto 1167 deceduto)
- Rodolfo di Zähringen † (1167 - 5 agosto 1191 deceduto)
- Sant'Alberto di Lovanio † (8 settembre 1191 - 23 novembre 1192 deceduto)
- Alberto von Cuyk † (18 settembre 1194 - 1º febbraio 1200 deceduto)
- Ugo Pierrepont † (3 marzo 1200 - 12 aprile 1229 deceduto)
- Giovanni di Rumigny † (17 aprile 1229 - 1º maggio 1238 deceduto)
- Guglielmo di Savoia † (4 giugno 1239 - 3 ottobre 1239 deceduto)
- Roberto de Thourotte † (3 agosto 1240 - 16 ottobre 1246 deceduto)
- Enrico di Geldern † (10 ottobre 1247 - 3 luglio 1274 deposto)
- Giovanni d'Enghien † (28 luglio 1274 - 24 agosto 1281 deceduto)
- Giovanni delle Fiandre † (9 giugno 1282 - 14 ottobre 1292 deceduto)
- Sede vacante (1292-1295)
- Ugo di Chalon † (12 dicembre 1295 - 11 dicembre 1301 nominato arcivescovo di Besançon)
- Adolfo di Waldeck † (1º settembre 1301 - 12 dicembre 1302 deceduto)
- Teobaldo di Bar † (13 marzo 1303 - 13 maggio 1312 deceduto)
- Adolfo de la Marca † (16 aprile 1313 - 3 novembre 1344 deceduto)
- Engelberto de la Marca † (25 febbraio 1345 - 15 aprile 1364 nominato arcivescovo di Colonia)
- Giovanni di Arkel † (15 aprile 1364 - 1º luglio 1378 deceduto)
- Arnoldo di Hoorn † (1378 - 8 marzo 1389 deceduto)
- Teodorico de Marca † (5 giugno 1389 - ? dimesso)
- Giovanni di Baviera-Hennegau † (3 marzo 1390 - 28 maggio 1418 dimesso)
- Giovanni von Wallenrode † (30 maggio 1418 - 28 maggio 1419 deceduto)
- Giovanni di Heinsberg † (20 settembre 1419 - 22 novembre 1455 dimesso)
- Ludovico di Borbone † (7 aprile 1456 - 30 agosto 1482 deceduto)
- Giovanni di Hoorn † (17 dicembre 1483 - 19 dicembre 1505 deceduto)
- Eberhard von der Mark † (25 febbraio 1506 - 18 marzo 1538 deceduto)
- Cornelius von Berghes † (18 marzo 1538 succeduto - 16 agosto 1544 dimesso)
- Giorgio d'Austria † (16 agosto 1544 succeduto - 5 maggio 1557 deceduto)
- Robert von Berghes † (5 maggio 1557 succeduto - 22 luglio 1563 dimesso)
- Gerhard von Groesbeck † (23 febbraio 1565 - 28 dicembre 1580 deceduto)
- Ernesto di Baviera † (3 aprile 1581 - 17 febbraio 1612 deceduto)
- Ferdinando di Baviera † (17 febbraio 1612 succeduto - 13 settembre 1650 deceduto)
- Massimiliano Enrico di Baviera † (13 settembre 1650 succeduto - 3 giugno 1688 deceduto)
- Jean Louis d'Elderen † (15 novembre 1688 - 1º febbraio 1694 deceduto)
- Giuseppe Clemente di Baviera † (29 settembre 1694 - 12 novembre 1723 deceduto)
- Georg Ludwig von Berghes † (27 settembre 1724 - 4 dicembre 1743 deceduto)
- Giovanni Teodoro di Baviera † (12 febbraio 1744 - 27 gennaio 1763 deceduto)
- Charles Nicolas d'Oultremont † (4 maggio 1764 - 22 ottobre 1771 deceduto)
- Franz Karl von Velbrück † (30 marzo 1772 - 30 aprile 1784 deceduto)
- César Constantin François de Hoensbroeck † (20 settembre 1784 - 3 giugno 1792 deceduto)
- François Antoine Marie Constantin de Méan et de Beaurieux † (24 settembre 1792 - 29 novembre 1801 dimesso)
- Jean-Évangéliste Zäpfel † (29 aprile 1802 - 17 ottobre 1808 deceduto)
- Henri Henrard, O.F.M.Conv. † (17 ottobre 1808 - 23 settembre 1814 dimesso)
- Sede vacante (1814-1829)
- Cornelis Richard Anton van Bommel † (15 novembre 1829 consacrato vescovo - 7 aprile 1852 deceduto)
- Theodor Joseph de Montpellier † (27 settembre 1852 - 26 agosto 1879 deceduto)
- Victor Joseph Douterloux † (26 agosto 1879 - 20 agosto 1901 deceduto)
- Martin-Hubert Rutten † (16 dicembre 1901 - 17 luglio 1927 deceduto)
- Louis-Joseph Kerkhofs † (17 luglio 1927 succeduto - 7 dicembre 1961 ritirato)
- Guillaume-Marie van Zuylen † (7 dicembre 1961 succeduto - 17 marzo 1986 ritirato)
- Albert Houssiau (17 marzo 1986 - 9 maggio 2001 ritirato)
- Aloys Jousten, dal 9 maggio 2001
[modifica] Statistiche
La diocesi al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 1.023.506 persone contava 700.000 battezzati, corrispondenti al 68,4% del totale.
| anno | popolazione | sacerdoti | diaconi | religiosi | parrocchie | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| battezzati | totale | % | numero | secolari | regolari | battezzati per sacerdote |
uomini | donne | |||
| 1970 | 900.000 | 1.016.131 | 88,6 | 1.298 | 980 | 318 | 693 | 2 | 461 | 515 | |
| 1980 | 800.000 | 1.007.490 | 79,4 | 1.010 | 787 | 223 | 792 | 31 | 304 | 1.819 | 518 |
| 1990 | 780.000 | 993.060 | 78,5 | 848 | 659 | 189 | 919 | 66 | 256 | 1.239 | 523 |
| 1999 | 700.000 | 1.017.805 | 68,8 | 689 | 480 | 209 | 1.015 | 72 | 276 | 801 | 505 |
| 2000 | 700.000 | 1.016.762 | 68,8 | 650 | 465 | 185 | 1.076 | 74 | 247 | 762 | 525 |
| 2001 | 700.000 | 1.020.077 | 68,6 | 629 | 445 | 184 | 1.112 | 75 | 247 | 743 | 525 |
| 2002 | 700.000 | 1.023.506 | 68,4 | 624 | 440 | 184 | 1.121 | 74 | 250 | 743 | 525 |
| 2003 | 700.000 | 1.023.506 | 68,4 | 543 | 421 | 122 | 1.289 | 76 | 175 | 609 | 525 |
| 2004 | 700.000 | 1.023.506 | 68,4 | 524 | 402 | 122 | 1.335 | 74 | 168 | 579 | 525 |
[modifica] Fonti
- Annuario pontificio del 2005 e precedenti, riportati su www.catholic-hierarchy.org alla pagina [1]
- (FR) Sito ufficiale della diocesi
- (EN) Scheda della diocesi su www.gcatholic.com
- (LA) Pius Bonifacius Gams, Series episcoporum Ecclesiae Catholicae, Leipzig 1931, pp. 248-250
- (LA) Konrad Eubel, Hierarchia Catholica Medii Aevi, vol. 1, pp. 301-302; vol. 2, p. 175; vol. 3, p. 222; vol. 4, p. 219; vol. 5, pp. 241-242; vol. 6, p. 258
- (LA) Bolla Super universas, in Bullarum diplomatum et privilegiorum sanctorum Romanorum pontificum Taurinensis editio, Vol. VI, pp. 559-565
- (LA) Bolla Ecclesiae universae, AAS 13 (1921), p. 467
- (FR) P. C. Boeren, Les évêques de Tongres-Maestricht, in Revue d'histoire de l'Église de France, Année 1976, Volume 62, Numéro 168, pp. 25-36
[modifica] Voci correlate
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