Arcidiocesi di Mechelen-Bruxelles

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Arcidiocesi di Malines-Bruxelles
Archidioecesis Mechliniensis-Bruxellensis
Chiesa latina
Graote Markt en Sint-Rombouts.jpg
  AartsbisdomMechelenBrussel.png
Diocesi suffraganee
Anversa, Bruges, Gand, Hasselt, Liegi, Namur, Tournai
Arcivescovo metropolita e primate André-Joseph Léonard
Ausiliari Jean Kockerols, Jean-Luc Hudsyn, Léon Lemmens
Arcivescovi emeriti cardinale Godfried Danneels
Sacerdoti 1.812 di cui 670 secolari e 1.142 regolari
993 battezzati per sacerdote
Religiosi 1.448 uomini, 1.657 donne
Diaconi 88 permanenti
Abitanti 2.815.842
Battezzati 1.801.000 (64,0% del totale)
Superficie 3.635 km² in Belgio
Parrocchie 659 (37 vicariati)
Erezione 12 maggio 1559
Rito romano
Cattedrale San Rombaldo
Concattedrali San Michele e Santa Gudula
Santi patroni San Rombaldo (24 giugno)
Indirizzo Wollemarkt 15, B-2800 Mechelen, Belgie
Sito web www.kerknet.be
Dati dall'Annuario Pontificio 2014 * *
Chiesa cattolica in Belgio
La basilica di Nostra Signora a Scherpenheuvel-Zichem.

L'arcidiocesi di Malines-Bruxelles (in latino: Archidioecesis Mechliniensis-Bruxellensis) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica. Nel 2013 contava 1.801.000 battezzati su 2.815.842 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo André-Joseph Léonard.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

L'arcidiocesi comprende la provincia del Brabante Fiammingo, la provincia del Brabante Vallone e la regione di Bruxelles-Capitale; inoltre appartengono all'arcidiocesi otto comuni della provincia di Anversa, che costituiscono la maggior parte dell'arrondissement di Malines, ad eccezione dei cantoni di Lier e di Heist-op-den-Berg, che fanno parte della diocesi di Anversa.

La cattedrale arcivescovile è la chiesa di San Rombaldo a Malines (Mechelen). A Bruxelles la chiesa più importante è la concattedrale di San Michele e Santa Gudula, che si trova in centro a poca distanza dalla Grand Place.

Nel territorio si trovano sette basiliche minori: Nostra Signora di Hanswijk a Malines, Nostra Signora a Scherpenheuvel-Zichem, Nostra Signora della Consolazione a Vilvoorde, Sacro Cuore a Koekelberg, Nostra Signora della Pace e della Concordia a Wavre, San Martino a Halle e San Servazio a Grimbergen.

Il territorio si estende su 3.635 km² ed è suddiviso in 659 parrocchie, raggruppate in tre vicariati e 37 decanati. I tre vicariati coincidono con le suddivisioni linguistiche dell'arcidiocesi: il vicariato bilingue di Bruxelles, il vicariato del Brabante Vallone di lingua francese, e il vicariato del Brabante Fiammingo e Malines di lingua fiamminga. A capo di ogni vicariato è posto un vescovo ausiliare.

Provincia ecclesiastica[modifica | modifica wikitesto]

La provincia ecclesiastica di Malines-Bruxelles, istituita nel 1559, comprende come suffraganee tutte le diocesi del Belgio, e cioè:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel XVI secolo, per meglio contrastare la riforma protestante, nonché per risolvere annose questioni di carattere politico e linguistico, i Paesi Bassi e i Paesi Bassi del Sud subirono una sostanziale modifica della geografia ecclesiastica, che era rimasta immutata fin dall'epoca carolingia. Con la bolla Super universas del 12 maggio 1559, papa Paolo IV riorganizzò le circoscrizioni ecclesiastiche della regione ed istituì quattordici nuove diocesi, tra cui l'arcidiocesi di Malines, con territorio ricavato da quello delle diocesi di Cambrai e di Liegi. Originariamente ebbe come suffraganee le diocesi di Anversa, Bruges, Gand, Ypres, Boscoducale e Roermond, tutte erette in quella stessa data.

Papa Pio IV, con due speciali bolle, organizzò la nuova sede metropolitana di Malines. L'11 marzo 1561[1], con la bolla Ex iniuncto nobis,[2] definì i confini della nuova diocesi, il numero delle località che ne costituivano il territorio, e istituì il capitolo della cattedrale. Il giorno precedente, con la bolla Romanus Pontifex,[3] il pontefice assegnò come dotazione per il mantenimento dell'arcivescovo l'abbazia benedettina di Affligem. Con queste bolle, il pontefice riconobbe all'arcivescovo di Malines il titolo di primate del Belgio. Nel 1596 l'arcidiocesi fu suddivisa in undici decanati (doyennés): Malines, Bruxelles, Lovanio, Leeuw-Saint-Pierre, Leeuw-Saint-Léonard, Diest, Tirlemont, Alost, Grammont, Renaix e Oosterzele.[4]

Primo metropolita fu nominato il cardinale Antoine Perrenot de Granvella, che fu costretto all'esilio nel 1564 per i suoi stretti legami con il re spagnolo Filippo II. Il vero organizzatore della nuova arcidiocesi è stato Mathias Hovius, che introdusse la riforma voluta dal concilio di Trento, istituì il seminario arcivescovile, e fece pubblicare dai gesuiti il catechismo, che fu la base per l'istruzione religiosa dei fedeli fino al XX secolo.

La rivoluzione francese ebbe delle importanti conseguenze anche per l'arcidiocesi di Malines. L'occupante francese confiscò il palazzo arcivescovile che fu venduto; e il cardinale Joannes-Henricus von Franckenberg morì in esilio a Breda nel 1804. Il concordato del 1801 tra Napoleone e papa Pio VII normalizzò le relazioni tra la Chiesa e lo Stato. Con la bolla Qui Christi Domini del 29 novembre 1801, fu soppressa la diocesi di Anversa e il suo territorio annesso a quello di Malines, che si estendeva ora sui dipartimenti francesi, oggi non più esistenti, della Dyle e delle Due Nèthes.

Contestualmente la provincia ecclesiastica di Malines fu totalmente rivista, arrivando a comprendere le diocesi di Tournai, Gand, Namur, Liegi, Aquisgrana, Treviri e Magonza. Nel 1821 Malines perse le diocesi tedesche, e da allora la provincia ecclesiastica comprese solo le diocesi del Belgio.

Il 22 marzo 1803 cedette una porzione del suo territorio a vantaggio dell'erezione del vicariato apostolico di Breda (oggi diocesi). Il 27 maggio 1834 fu ristabilita la diocesi di Bruges come suffraganea di Malines.

Il cardinale Engelbert Sterckx fondò nel 1834 l'università cattolica di Malines, trasferita l'anno successivo a Lovanio, in sostituzione della vecchia università di Lovanio, fondata nel XV secolo e che ebbe tra i suoi più illustri rettori Giansenio.

Durante l'episcopato di Desiré-Félicien-François-Joseph Mercier si svolsero a Malines, tra dicembre 1921 e marzo 1925, le cosiddette conversazioni di Mechelen, volute e presiedute dal cardinale; furono una serie di cinque incontri informali tra esponenti della Chiesa Cattolica e della Chiesa Anglicana per esaminare i punti di accordo e quelli di disaccordo, finalizzata ad una possibile riunificazione tra le due Chiese.

L'8 dicembre 1961 in forza della bolla Christi Ecclesia di papa Giovanni XXIII ha ceduto un'altra porzione di territorio a vantaggio della restaurazione della diocesi di Anversa, suffraganea della diocesi madre, e nel contempo ha assunto il nome attuale.

Il cardinale Léon-Joseph Suenens fu uno dei grandi protagonisti del Concilio Vaticano II; a lui si deve inoltre la riorganizzazione dell'arcidiocesi in tre vicariati linguistici.

Il 31 maggio 1967 è stata eretta la diocesi di Hasselt, suffraganea di Malines-Bruxelles; contestualmente il territorio dell'arcidiocesi si è ampliato con l'aggiunta del comune di Landen sottratto alla diocesi di Liegi.[5]

Cronotassi degli arcivescovi[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

L'arcidiocesi al termine dell'anno 2013 su una popolazione di 2.815.842 persone contava 1.801.000 battezzati, corrispondenti al 64,0% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950  ? 3.093.819  ? 5.315 3.186 2.129  ? 4.546 16.202 895
1969  ? 2.326.496  ? 1.925 1.925  ? 6.780 658
1980 2.278.000 2.504.000 91,0% 3.541 1.554 1.987 643 68 2.408 6.474 657
1990 2.000.000 2.373.526 84,3% 2.513 1.273 1.240 795 89 1.778 4.965 687
1999 1.600.000 2.470.918 64,8% 2.216 1.067 1.149 722 95 1.586 3.750 677
2000 1.800.000 2.500.000 72,0% 2.165 1.022 1.143 831 105 1.654 3.534 677
2001 1.800.000 2.514.185 71,6% 2.120 977 1.143 849 101 1.528 3.380 677
2002 1.600.000 2.513.783 63,6% 2.076 934 1.142 770 105 1.525 3.274 677
2003 1.600.000 2.508.873 63,8% 2.053 911 1.142 779 100 1.477 3.139 677
2004 1.600.000 2.500.000 64,0% 2.034 892 1.142 786 98 1.452 2.972 678
2013 1.801.000 2.815.842 64,0% 1.812 670 1.142 993 88 1.448 1.657 659

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La maggior parte degli autori antichi errano nella datazione di questa bolla e di quella successiva. La Ex iniuncto nobis riporta come data: Datum Romae apud Sanctum Petrum, anno Incarnationis Dominicae MDLX quinto idus Martii, pontificatus nostri anno secundo; ossia: "Dato a Roma presso San Pietro, nell'anno dell'incarnazione del Signore 1560, quinto delle idi di marzo (=11 marzo), secondo anno del nostro Pontificato". Trattandosi dell'anno dell'incarnazione, che inizia il 25 marzo, l'11 marzo non può che corrispondere all'anno 1561 del computo odierno.
  2. ^ Testo della bolla in Gallia christiana, Instrumenta, coll. 427-437.
  3. ^ Testo della bolla in Gallia christiana, Instrumenta, coll. 437-440.
  4. ^ Claessens, op. cit., p. 37.
  5. ^ (LA) Bolla Qui christianorum.
  6. ^ Non poté mai prendere possesso della sua sede per l'opposizione del governo francese; l'arcidiocesi fu governata dai vicari generali Joseph Forgeur e Jean-François-Ghislain Huleu. Claessens, op. cit., vol. II, p. 240.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]