Aeque principaliter

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Aeque principaliter (traduzione: "ugualmente importanti") è un'espressione latina usata dalla Santa Sede per indicare l'unione di due (o più) diocesi, quando, per evitare questioni di predominanza, viene loro attribuita pari importanza.

Più raro è il caso in cui dopo l'unione le diocesi conservano disparità di importanza e quella meno importante diviene sede di concattedrale. Un caso simile fu quello dell'unione tra le diocesi di San Marco Argentano e di Bisignano stabilita il 27 giugno 1818 dalla bolla De utiliori di papa Pio VII.[1]

Spesso si è arrivati all'unione di più diocesi aeque principaliter dopo che le stesse erano state precedentemente unite in persona episcopi.

L'unione aeque principaliter si distingue in genere da quella in persona episcopi, perché viene sancita da una bolla pontificia, che può determinare una nuova denominazione nella sede (per esempio Diocesi di Atri e Penne oppure Arcidiocesi di Acerenza e Matera); mentre l'unione in persona episcopi si forma con la semplice nomina del vescovo.

Esempi di diocesi unite aeque principaliter[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (LA) Bolla De utiliori, in Bullarii romani continuatio, Tomo XV, Romae 1853, pp. 56-61