Corepiscopo

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Un corepiscopo è un grado gerarchico del clero cristiano al di sotto del vescovo. Il nome corepiscope o corepiscopo (pl. corepiscopi) deriva dal greco Χωρεπίσκοπος e significa vescovo rurale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

I corepiscopi sono per prima menzionati da Eusebio nel II secolo. [1] Inizialmente, sembra che esercitassero funzioni episcopali regolari nei loro distretti rurali, ma dal tardo III secolo essi furono soggetti alla città ovvero ai vescovi metropolitani. Il Sinodo di Ancyra (314) specificamente proibiva loro di ordinare diaconi e preti. Il Concilio di Sardica ([343]) decretava che nessun corepiscopo sarebbe stato consacrato laddove un prete sarebbe di per sé stato sufficiente, [1] e così gradualmente i corepiscopi nella gerarchia della Chiesa bizantina sparirono del tutto. [2]

Le prime menzioni di corepiscopi nella Chiesa occidentale risalgono al V o VI secolo, principalmente in Germania (specialmente in Baviera) e nei territori dei franchi, sparendo dall'XI o XII secolo. [3] Nella Chiesa occidentale il corepiscopo veniva trattato come un vescovo ausiliare, e come regola non aveva nessun territorio fisso o sede sua propria. Gradualmente questa figura sparì come carica, sostituito dall'arcidiacono che amministrava una delle suddivisioni della diocesi.

Nella casata regnante di Kakheti nella Georgia medievale, il titolo di corepiscopo (k'orepiskoposi o k'orikozi) divenne secolare e fu sostenuto da molti principi di quella provincia. [4]

Pratica attuale[modifica | modifica sorgente]

Entrambe le Chiese, sia cattolica che ortodossa, hanno ancora corepiscopi. In alcune Chiese ortodosse orientali, il "corepiscopo" è un nome alternativo dato al vescovo ausiliare. Per le Chiese cattoliche greco-melchita [2] e altre orientali, il corepiscopo è una forma onorifica simile a monsignore.

Le Chiese di tradizione siriaca, vale a dire le Chiese ortodossa siriaca, assira orientale, la cattolica siriana, la cattolica caldea, la ortodossa indiana, la cattolica siro-malabarese, la cattolica siro-malankarese, la siro-giacobita malankarese ancora conservano l'ufficio, chiamadolo corepiscopa o coorepiscopa. In queste Chiese, il corepiscopa veste in modo quasi identico al vescovo e spesso serve come suo rappresentante in varie cerimonie liturgiche onde conferirne solennità.

Nella Chiesa maronita, il corepiscopo è simile ma non identico a un vescovo ausiliare. Come il vescovo, un corepiscopo viene consacrato, e può indossare paramenti vescovili inclusa la mitria e il pastorale. [5] Un corepiscopo maronita ha il potere di conferire gli ordini minori (lettorato e il suddiaconato), ma non il diaconato o il sacerdozio. [6] L'ufficio di protosincello (equivalente al vicario generale delle diocesi occidentali) viene spesso tenuto da un corepiscopo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Michael T. Ott, Chorepiscopi.
  2. ^ a b (EN) Corepiscopo? Vescovo - AmericanCatholic.org
  3. ^ (EN) Jean Gaudemet, Chorepiscopus, Enciclopedia del medioevo, Routledge, 2000, p. 294, ISBN 1-57958-282-6.
  4. ^ (EN) Rapp, Stephen H. (2003), Studi riguardanti la storiografia georgiana medievale: testi antichi e contesti eurasiatici, p. 397. Peeters Publishers, ISBN 90-429-1318-5
  5. ^ (EN) Father Elia of St. Sharbel's named a chorbishop. (5 agosto 2001) Catholic Post. Consultato il 20-08-2006.
  6. ^ (EN) Chorbishop visits local Maronite congregation (5 febbraio 2003) Denver Catholic Register. Consultato il 20-08-2006.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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