Principato vescovile di Liegi

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Principato di Liegi
Principato di Liegi – Bandiera Principato di Liegi - Stemma
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Principato di Liegi - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Principato Vescovile di Liegi
Nome ufficiale Principato Vescovile del Sacro Romano Impero di Liegi
Lingue parlate
Capitale Liegi
Politica
Forma di governo principato vescovile
Principe vescovo Principi Vescovi di Liegi
Nascita 985
Fine 1801
Causa Pace di Lunéville
Territorio e popolazione
Bacino geografico Belgio centrale ed orientale
Religione e società
Religioni preminenti Chiesa cattolica
Religione di Stato cattolicesimo
Evoluzione storica
Preceduto da Contea di Huy
Succeduto da Repubblica francese

Il Principato vescovile di Liegi era un antico stato ecclesiastico, nell'ambito del Sacro Romano Impero Germanico per circa otto secoli nel territorio dell'attuale Belgio centrale ed orientale. Alla fine del XVIII secolo venne sconvolto da un violento rivolgimento politico interno, noto come Rivoluzione di Liegi, che preluse alla successiva annessione alla Francia rivoluzionaria, che lo accorpò ai nuovi dipartimenti già parte dei Paesi Bassi austriaci. Tale stato di cose venne sancito dalla Pace di Lunéville, del febbraio 1801.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il territorio del Principato si stendeva lungo la Mosa belga, con l'eccezione delle regioni di Namur, di Dinant sino al territorio della contea di Looz. In tal modo esso formava una enclave all'interno dei Paesi Bassi meridionali, separando il Ducato del Lussemburgo ed il Ducato del Limburgo, posti a sud, dal resto dei Paesi Bassi meridionali, a nord.

Ad esso erano egualmente legati il Ducato di Buglione e la città di Maastricht, "codiretta" dal principe vescovo, prima con il Ducato del Brabante, poi (a partire dalla Guerra degli ottant'anni) con le Province Unite calviniste.

Il Principato comprendeva 23 "buone città" (in francese Bonnes Villes): Châtelet, Ciney, Couvin, Dinant, Fosses-la-Ville, Huy, Liegi, Thuin, Verviers, Visé, Waremme, Beringen, Bilzen, Bree, Hamont, Hasselt, Herk-la-Ville, Looz, Maaseik, Peer, Saint-Trond, Stokkem, Tongres. Liegi era divisa in 15 quartieri. V'erano poi diverse signorie allodiali.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini della diocesi[modifica | modifica sorgente]

Il martirio di San Lamberto

Le origini della diocesi sono molto antiche: è la più antica del Belgio, fondata nel IV secolo da san Servazio che ne fissò le sedi a Tongres e a Maastricht. Agli inizi dell'VIII secolo, Uberto di Liegi spostò la sede a Liegi, la città dove aveva subito il martirio il suo predecessore, Lamberto.

Nascita del Principato vescovile[modifica | modifica sorgente]

I domini della chiesa di Liegi andarono incrementandosi con le donazioni dei principi locali e delle acquisizioni dei suoi vescovi. Notgero (9721008), per assicurare alla sua sede l'autorità feudale sulla Contea di Huy ottenne la propria proclamazione a Principe vescovo. Ciò consentì ai suoi successori, pur con una giurisdizione temporale meno estesa di quella spirituale, di mantenere la propria indipendenza, pur nel quadro della lasca unità del Sacro Romano Impero.

Questa indipendenza virtuale fu dovuta in gran parte all'abilità dei vescovi della diocesi, sotto i quali il principato di Liegi, posto tra Francia e Germania, seppe giocare ruoli importanti nella politica internazionale tra i due stati. Una delle caratteristiche fondamentali del governo di Notgero fu lo sviluppo che riservò all'educazione (a seguito anche delle iniziative già prese da Eraclio): grazie a questi due vescovi ed a Wazo, Liegi riuscì a ricoprire un ruolo fondamentale non solo politicamente, ma anche per quanto riguarda la cultura generale e la letteratura, nello specifico. Balderico di Looz (100818), Wolbodo (101821), Durando (102125), Reginardo (102538), Nitardo (103842), il già citato Wazo, e Teoduino (104875) sostennero valorosamente l'eredità di Notgero. Le scuole riuscirono a formare valenti studenti, e diedero alla Chiesa cattolica papi come Stefano IX e Niccolò II.

La costruzione della Chiesa di San Martino ebbe inizio nel 965 sotto la reggenza di Eraclio
La cattedrale di san Paolo a Liegi fu la sede della cattedra vescovile sino al 1801

Sotto la reggenza di Enrico di Verdun (107591) venne istituito un tribunale (il cosiddetto tribunal de la paix) per prendere atto e correggere le "...chi infrangeva la legge di Dio". Otbert (10911119) estese il territorio del principato ottenendo la Signoria di Bouillon. Egli si pose inoltre sotto la protezione di Enrico IV di Franconia, che morì da lui assistito. Alessandro di Juliers (112834) ricevette a Liegi il Papa, l'Imperatore e San Bernardo. Un nuovo periodo di splendore culturale si ebbe quando le scuole di Liegi iniziarono la loro collaborazione con l'Università di Parigi, e la diocesi riuscì a fornire a quell'università molti dei suoi migliori dottori come, ad esempio, Guglielmo di Saint-Thierry, Gerardo di Liegi, Goffredo di Fontaines. Algero di Liegi (10551131), conosciuto anche col nome di Algero di Cluny o Algerus Magister, che fu un importante intellettuale del periodo.

Definizione dei diritti delle città[modifica | modifica sorgente]

Alberone I di Leuven venne eletto vescovo di Liegi nel 1191, ma l'imperatore Enrico VI, con l'espediente che l'elezione era contestabile, diede la sede a Lotario di Hochstadt. L'elezione di Alberone venne confermata dal Papa, ed egli venne consacrato, ma venne assassinato a Reims, nel 1192, da tre cavalieri tedeschi. Il probabile mandante di questo gesto fu con tutta probabilità l'Imperatore, ma la vittima venne infine canonizzata. Nel 1195, Albert de Cuyck (11951200) riconobbe formalmente i diritti della popolazione di Liegi. Nel XII secolo, il capitolo della cattedrale assunse una posizione di fondamentale importanza nella relazione con il vescovo, e iniziò a giocare un ruolo importante nella storia del principato.

Il perron di Liegi, un simbolo rappresentante i diritti della città acquisiti dal Principe-Vescovo

Gravi furono i contrasti tra nobili e popolo, nei quali il vescovo intervenne di frequente, tra XIII e XIV secolo, per culminare, nel secolo successivo, con la distruzione della città episcopale. Un altro arcidiacono di Liegi, divenne papa con il nome di Gregorio X, e depose l'indegno Enrico di Gueldres (124774). La Pace di Fexhe, siglata nel 1316, sotto la reggenza di Adolfo de la Marca (131344), regolò le relazioni tra i principi-vescovi e i loro sottoposti; ad ogni modo le discordie interne continuarono, e l'episcopato di Arnaldo di Hornes (137889) venne segnato dal trionfo del partito popolare. Nel 1366, la contea di Loon venne annessa al vescovato che includeva quindi gran parte dell'attuale provincia belga del Limburgo.

L'egemonia borgognona[modifica | modifica sorgente]

Dalla morte di Luigi II, conte delle Fiandre, nel 1384, i Paesi Bassi iniziarono la loro unificazione con i Paesi Bassi borgognoni. Anche se il principato rimase nominalmente indipendente, il Duca di Borgogna ebbe una sempre maggiore influenza sul governo del territorio della diocesi di Liegi. Luigi di Borbone (145682) venne posto sul trono di Liegi dalle macchinazioni politiche di Filippo il Buono. La Borgogna invase infine il principato. La distruzione di Dinant nel 1466, e di Liegi nel 1468, ad opera di Carlo il Grosso, segnarono la fine dell'ascesa democratica del principato.

L'egemonia degli Asburgo di Spagna[modifica | modifica sorgente]

Ritratto di Eberhard von der Mark vescovo dal 1506 al 1538, opera di Jan Cornelisz Vermeyen (150059)

Carlo V completò in seguito l'unione delle Diciassette Province negli anni quaranta del XVI secolo, e formalmente controllò anche il principato. Nominò Eberhard von der Mark (150538) come reggente della sede episcopale. Erardo fu un illuminato protettore delle arti. Combatté decisamente la riforma protestante, linea che mantennero anche i suoi successori, e nella quale si distinse in particolar modo Gerardo di Groesbeeck (156480). Con l'obiettivo di assistere Liegi in questa battaglia, papa Paolo IV, con la bolla Super Universas (12 maggio 1559), riorganizzò le circoscrizioni ecclesiastiche dei Paesi Bassi. Questo cambiamento ebbe notevoli effetti a spese della diocesi di Liegi; molte delle sue parrocchie furono cedute a vantaggio dell'erezione delle diocesi di Roermond, Boscoducale e Namur, e alcune porzioni del suo territorio furono comprese nell'arcidiocesi di Malines e nella diocesi di Anversa, entrambe di nuova erezione. Il numero di diaconati interni alla diocesi di Liegi venne ridotto a tredici.

L'egemonia degli Asburgo d'Austria[modifica | modifica sorgente]

La Cattedrale di San Lamberto e il palazzo vescovile dopo le ristrutturazioni del XVIII secolo

Gran parte dei vescovi del XVIII secolo erano di origine straniera e molti possedevano diversi vescovati. Le loro frequenti assenze diedero libero sfogo ai feudi di Chiroux e Grignoux ai quali Massimiliano Enrico di Baviera (anche arcivescovo di Colonia, 165088) diede un freno con un editto del 1681. A metà del XVIII secolo le idee degli enciclopedisti francesi giunsero a Liegi; il vescovo de Velbruck (177284), incoraggiò la loro diffusione.

Rivoluzione e cessazione del Principato[modifica | modifica sorgente]

Il 18 agosto 1789, un violento rivolgimento politico interno, noto come 'Rivoluzione di Liegi', costrinse all'esilio il vescovo de Hoensbroech (178192). Egli venne reinsediato, nel 1790, dagli eserciti dell'Imperatore Leopoldo II, giunti a reprimere la parallela Rivoluzione del Brabante.

Le rovine della cattedrale di san Lamberto durante la sua distruzione

Tale reinsediamento, tuttavia, non fu duraturo, in quanto, questi stessi eserciti vennero, pochi anni più tardi, sconfitti da quelli della Francia rivoluzionaria, che annesse il principato e lo accorpò ai nuovi dipartimenti già parte dei Paesi Bassi austriaci. L'ultimo Principe vescovo François-Antoine-Marie de Méan venne esiliato e la diocesi stessa dovette soccombere all'irreligiosità imposta dai vincitori.

La fine del principato venne sancita dai due trattati che seguirono ai trionfi napoleonici alla guerra della seconda coalizione: il Pace di Lunéville, del febbraio 1801 ed il Concordato firmato, lo stesso anno, da papa Pio VII.

Il palazzo dei principi-vescovi di Liegi

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (FR) Stanislas Borman, Les Seigneuries allodiales du Pays de Liège, avec une introduction historique, Liegi, J. Gothier, 1867. (anche in versione PDF, ex libris www.chokier.com).
  • (FR) Georges Hansotte, Les institutions politiques et judiciaires de la principauté de Liège aux Temps modernes, Bruxelles, Crédit Communal, 1987. In-8º broché, 355 p., (collection « Histoire », série in-8º, n° 73, 1987).
  • (FR) Il principato di Liegi nel XVIII secolo : una guida bibliografica.

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