Unni

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L'estensione delle spedizioni unne, dalle steppe dell'Asia centrale alla Germania e dal mar Baltico al mar Nero

Gli Unni erano un popolo guerriero nomade probabilmente di stirpe turco-mongola proveniente dall'Asia Centrale che giunse in Europa nel IV secolo. Secondo fonti locali della loro zona d'origine, gli Unni sarebbero stati padroni incontrastati di tutta l'Asia Centrale dal tardo I secolo alla metà del V secolo.

Il nucleo originario forse risale a una tribù della Cina occidentale nota col nome di Xiongnu 匈奴 (probabilmente una variante arcaica e': 玁狁 Xiǎnyǔn, ma può darsi che tale designazione si riferisca a tribù completamente diverse) che durante la dinastia Han 漢 (206 a.C.-220 d.C.), fondò un regno nelle regioni a nord dell'impero cinese sconfiggendo nel 162 a.C. gli Yuezhi (cinese: Yuèzhī 月氏). Il potere degli Xiongnu, si indebolì durante i secoli seguenti e alla fine si scisse in due gruppi, uno dei quali, i Xiongnu Meridionali, migrò verso occidente attraverso la valle dell'Ili dopo essere stato sconfitto dai cinesi, stabilendosi lungo il corso del Volga, invadendo i territori degli Alani (in cinese: Ālánliáo 阿蘭聊), degli Ostrogoti e dei Visigoti. I Xiongnu Occidentali invece rimasero sotto l'influenza politica dell'impero cinese.

Indice

[modifica] Origini

Da quando Joseph de Guignes nel XVIII secolo ha identificato gli Unni con gli Hsiung-nu, il dibattito sulle loro origini asiatiche si è acceso. Recenti ricerche hanno mostrato che nessuna delle grandi confederazioni di guerrieri della steppa era etnicamente pura e, a rendere le cose più difficili, molti clan affermavano di essere Unni basandosi semplicemente sul prestigio del loro nome; o era attribuito da estranei che li descrivevano con comuni caratteristiche, presunti luoghi d'origine o reputazione. Sebbene sia molto difficile risalire ad un luogo di origine degli Unni, sembra che all'inizio il nome designasse un prestigioso gruppo di guerrieri della steppa la cui origine etnica è sconosciuta.

In alcuni antichi scritti si sostiene che gli Unni erano collegati agli Xiongnu o Hsiung-nu, un gruppo nomade che si trovava nell'attuale Mongolia[1] ai tempi della dinastia Han. Addirittura, un principato unno che comprendeva i territori delimitati dal Fiume Talas, dai Monti Altaj e dal Fiume Tarim arruolò come mercenari un gruppo di soldati capaci di combattere "uniti come le squame del pesce", in base a quanto scritto dalle cronache cinesi, nel 36 a.C., provenienti dalle regioni orientali di confine del Regno dei Parti: ci sono fondati indizi che tali mercenari furono legionari romani presi prigionieri dai Parti tra il 53 a.C. (disfatta di Crasso a Carre) ed il 36 a.C. (disfatta di Marco Antonio). Se effettivamente la situazione stesse in questi termini, legionari romani, in seguito catturati dai cinesi, avrebbero combattuto per gli avi di coloro che furono i protagonisti della caduta dell'Impero romano d'Occidente mezzo millennio più tardi[1]. Comunque, l'identificazione degli Unni, (xiongren in moderno mandarino) con tale gruppo nomade è, per quanto plausibile, carente di prove.

« "Sulla spinosa querelle relativa alla complessa origine degli Unni, ritenuti generalmente di stirpe mongolide, si è ora propensi a prendere atto che i dati posseduti non risultino chiarificatori, in quanto basati in larga misura su considerazioni etimologiche [ … che] non solo rappresenterebbero realtà storiche diverse, ma sarebbero anche linguisticamente scollegati tra loro […].

È tuttavia legittimo chiedersi da dove mosse, come ultima sede, il popolo che travolse Alani e Goti.

La “fase formativa” degli Unni sembra fosse avvenuta in un’area collocabile tra il lago d’Aral e il Mar Caspio; poi essi avrebbero aggirato il Caspio a settentrione restando a nord della catena del Caucaso per occupare un immenso territorio fino alla palude Meotide intorno al Mar d’Azov, ricordata anche da Ammiano Marcellino (Res gestae, XXXI, 2)" (tratto da: Silvia Blason Scarel, Attila e gli Unni, Catalogo mostra itinerante, Gruppo archeologico aquileiese, L’Erma di Bretschneider, 1995, p. 16-17) »

Gli Unni non devono essere confusi con gli Aparni ("Unni Bianchi")[2] di Procopio, in quanto si tratta di un ramo culturale e fisico completamente diverso, né con i Chioniti (gli Unni rossi, probabilmente i Kian-yun dei cinesi)[3] che comparvero sulla scena in Transoxiana nel 320, guidati dal re Kidara.

[modifica] Storia

[modifica] III-V secolo

Dioniso Periegete parla di popoli che potrebbero essere gli Unni che vivevano lungo il Mar Caspio attorno al 200, e inoltre nel 214, Choronei Mozes nella sua "storia dell'Armenia" presenta gli Hunni vicino ai Sarmati e prosegue descrivendo come catturarono la città di Balk (Kush in armeno) in un periodo tra il 194 e il 214, spiegando perché i greci chiamavano quella città Hunuk. Senza la presenza degli Xiongnu, la Cina visse un secolo di pace, interrotto quindi dalla famiglia Liu di Unni Tiefu che tentò di ristabilire la sua presenza nella Cina occidentale. Ad ovest, i Romani invitarono gli Unni ad ovest dell'Ucraina, alla colonizzazione della Pannonia nel 361 e 372, sotto il governo del loro capo Balimir, così che essi sconfissero gli Alani. Ad est invece, all'inizio del V secolo, Tiefu Xia è l'ultima dinastia degli Unni nella Cina orientale, mentre sono presenti gli Alchon e gli Huna in Afghanistan e Pakistan. Da qui in poi, decifrare la storia degli Unni e dei loro successori diventa più semplice per via degli eventi relativamente bene documentati da fonti bizantine, armene, iraniane, indiane e cinesi.

Fino al VI secolo è sopravvissuto il principato unno di Yue-Pan in Asia centrale nell'orbita Sogdiana.

[modifica] Unni europei

Una miniatura raffigurante un assedio degli Unni a una città. Da notarsi gli anacronismi nelle armi e negli edifici cittadini

Non fu improvvisa la comparsa degli Unni in Europa nel Quarto Secolo, e loro non erano interessati al continente finché nel 361 i Romani li invitarono a stabilirsi in Pannonia. Kama Tarkhan era un loro re-antenato leggendario, ed il nome non appare correlato a nessun sovrano Xiongnu. Se questo mitico re è esistito, il suo reame si estendeva dalle steppe di Kuban fino alla Battriana.

La calata delle orde nomadi degli Unni sulle pianure dell'Ucraina e della Bielorussia avvenne tra il 374 ed il 376 e si concretizzò come il classico "Effetto domino cinese": vennero travolti dapprima Sarmati, Alani, Ostrogoti, Sciri, Rugi (Battaglia del fiume Erac) e, quindi, Visigoti, Eruli, Gepidi, Burgundi, Franchi, Svevi, Vandali ed Alamanni, i quali tra il 378 ed il 406 si abbatterono in massa sull' Impero Romano d'Occidente, disintegrandolo nel giro d'una settantina d'anni e creando, al suo posto, i Regni Romano - Barbarici.. Nel frattempo un gruppo di Unni misto ad Avari, a Turchi e a Bulgari, staccatosi dall'orda principale, aveva messo a ferro e fuoco l'Impero Sasanide di Persia, stanziandosi nelle regioni comprese tra il Lago Balkash ed il Fiume Indo, ed invadendo l'India stessa.

Nel V secolo gli Unni costituirono un regno nell'Europa centrorientale, e come gli orientali Xiongnu, incorporarono gruppi di popolazioni tributarie. Nel caso europeo, Alani, Gepidi, Sciri, Rugi, Sarmati, Slavi e specialmente le tribù gotiche, vennero tutti uniti sotto la supremazia militare della famiglia degli Unni. Guidati dai re Rua, Attila e Bleda, gli Unni si rafforzarono molto. Attila (406-453) apparteneva alla famiglia reale. Nel 432 gli Unni avevano un tale potere che lo zio di Attila, il re Ruga, riceveva un consistente tributo dall'impero. Ottennero la supremazia sui loro rivali, molti dei quali altamente civilizzati, grazie alla loro abilità militare, mobilità e ad armi come l'arco Unno.

Attila, che succedette allo zio, dapprima regnò con il fratello Bleda, ma nel 445 lo fece uccidere, unificò le tribù unne e, ponendosi alla loro guida, nel 447 avanzò nell'Illiria devastando gran parte dei territori tra il mar Nero e il mar Mediterraneo e costringendo gli abitanti a prestare servizio nel suo esercito. Nel 447 sconfisse l'imperatore bizantino Teodosio II, ma non riuscì a espugnare Costantinopoli poiché il suo esercito non era esperto nelle tecniche d'assedio. Tuttavia, Teodosio fu costretto a cedere parte del territorio a sud del Danubio e a pagare agli Unni un tributo annuale.

Un contingente di Ostrogoti (goti orientali) fu costretto ad arruolarsi nell'esercito unno e nel 451 Attila invase la Gallia insieme a Genserico, re dei Vandali. Nella battaglia dei Campi Catalaunici (situati tra Châlons e le Argonne) subì una sconfitta da parte dell'esercito romano guidato dal generale Flavio Ezio che, alleato con i Visigoti (goti occidentali), a loro volta guidati da Teodorico I (419-451), costrinsero gli Unni a ritirarsi fino al Reno.

Nel 452, Attila, ancora sotto gli effetti della pesante sconfitta, invase l'Italia saccheggiando e distruggendo Aquileia, Milano, Padova e altre città, il suo esercito era però decimato da fame e malattie. In Italia, infatti, stava infuriando un'epidemia di colera e di malaria e la Pianura Padana non era in grado di dar sostentamento all'orda[4] barbarica. Attila, a sua volta debilitato e temendo l'arrivo di aiuti dall'Impero di Oriente, accettò la tregua propostagli da un'ambasceria di Valentiniano III, guidata dal Papa Leone I che gli andò incontro presso il Mincio.

Attila morì nel 453 mentre stava preparando una nuova invasione dell'Italia. La causa del decesso pare esser attribuibile ad un'emorragia cerebrale (in base a quanto attestato dai cronisti del tempo, ripresi dal goto Jordanes (500 - 570), Attila era soggetto a sanguinamenti), occorsa durante la notte in cui sposò la principessa Krimhilda, abbreviato poi con Ildiko. Venne sepolto un paio di giorni dopo non lontano dalla capitale del suo regno (in realtà un campo trincerato in legno) nella pianura ungherese. Il suo corpo venne posto in tre sarcofagi: il più interno in legno, racchiuso da un secondo in argento puro e da un terzo in oro massiccio. Lo seguirono nella tomba tutte le sue ricchezze, il suo cavallo,[5] le mogli, i servi ed anche gli schiavi che scavarono la fossa, per precauzione, dimodoché nessuno fosse in grado di rivelare il luogo esatto della sepoltura (... "Ed un silenzio di morte avvolse il sepolcro la notte medesima, accomunando allo stesso tempo il morto ed i becchini", ebbe a scrivere Jordanes)[2].

Durante l'invasione dell'Italia gli abitanti di Aquileia si rifugiarono sulle isole, paludi e lagune affacciate sull'Adriatico dando luogo all'insediamento che divenne in seguito la città di Venezia.

Le lotte per la successione, seguite alla morte di Attila, dissolsero la potenza degli Unni. I Gepidi guidati da re Ardarico, spezzarono infine il potere degli Unni nella Battaglia del fiume Nedao (454).

La memoria dell'invasione degli Unni è stata trasmessa oralmente fra le tribù germaniche, ed è una componente importante nella Völsunga Saga e Hervarar Saga, in norvegese antico, e nel Nibelungenlied, in antico germanico. Tutte ritraggono gli eventi di questo periodo di migrazioni, avvenute circa un millennio prima della loro trascrizione. Nella Hervar Saga, i Goti hanno i loro primi contatti con gli arcieri unni, e si incontrano in un'epica battaglia sulle rive del Danubio. Nella Völsunga Saga e in Nibelungenlied, re Attila (Atli in Norvegese e Etzel in Germanico) sconfigge il re franco Sigisberto I (Sigurðr o Siegfried) e il re burgundo Gontran I (Gunnar or Gunther) ma è successivamente assassinato dalla regina Crimilde (Gudrun o Kriemhild), sorella di quest'ultimo e moglie di Attila.

[modifica] Avari

Una situazione caotica seguì all'ascesa al potere degli Avari in Europa dopo il 550. La dinastia avara Onoghur (580-685) ha mischiato il patrimonio avaro-bulgaro ma il nome deriva, probabilmente, da "Unno". Il nome "Ungheria" usato oggi deriva da Onogur.

[modifica] Successione dei re Unni

352 - ? Kama Tarkhan
 ? - 370 Balamber (Valamir?)
370 - 380 Alypbi
c. 390? - c. 411 Uldin (Khan degli Unni Occidentali)
 ? - 412 Donatus (Khan degli Unni del Mar Nero Orientale e oltre)
c. 411 Charaton
 ? - ? Octar
432 Rua (Rugila)
c. 437 - c. 444 Bleda
c. 437 - 453 Attila (Idil)
453 - c. 454 Ellac
c. 457 Tuldila
 ? - 469 Dengizich
 ? - < 469 Hernach (Ernakh)
tardo V secolo Tingiz
tardo V secolo Belkermak
c. 490 Djurash
c. 500 Tatra
 ? Boyan Chelbir
inizio 500 - metà 500 Sandilch (Khan degli Utriguri).
Divisione in Utriguri, orde del Don orientale, e Kutriguri, orde del Don occidentale
560 Zabergan (Khan dei Kutriguri)
c. 565 - c. 600 Bayan (Avar Khagan) 1 (degli Avari)

[modifica] Cronologia degli Hsiung-nu / Unni asiatici

La seguente cronologia è ricavata in parte da documentazione storica cinese e in parte da ricerche di paleoantropologia della Siberia.

1200 a.C. Gli Unni attraversano il deserto di Gobi. Comparsa della cultura karasukiana nel Sayan-Altai
III secolo a.C. Gli Unni nella sfera di influenza dei Tung-Hu
209 a.C. Sottomissione dei Sien-pi e dei Wu-huan.
208 a.C. vittoria degli Unni di Mao-tun sugli Yueh-chi
203 a.C. Gli Unni sottomettono i Kiang (tibetani)
202 a.C. Spedizione nel Sayan-Altai, sottomissione dei Ting-Ling, dei Kipcaki ed altre tribù
201-200 a.C. Spedizione cinese degli Unni in Cina. Gli Unni accerchiano un esercito cinese presso Pai-teng
198 a.C. Pace tra Unni e cinesi Han
197 a.C. Guerra tra Unni e Yueh-chi
165 a.C. Vittoria degli Unni sugli Yueh-chi. Migrazione degli Yueh-chi al di al' del Tien-Shan e dei Wusun nella pianura dei Sette fiumi (Semirecie).
158 a.C. Incursioni unne in Cina
157 a.C. Gli Unni riconoscono l'indipendenza dei Wusun
152 a.C. Trattato tra Unni e Cina per libertà di commercio
133 a.C. Incursioni Unne in Cina
129 a.C. Disfatta dei Cinesi
126 a.C. Muore Kiun-chen, suo fratello Yi-chi-sie si proclama Shan-yu degli Unni
125 a.C. Gli Unni prendono le fortezze di Yu-meng e Sho-fang
123 a.C. Disfatta cinese per mano degli Unni
90 a.C. Spedizione Unna nel Ho-si
86 a.C. Gli Unni cacciano i Cinesi dal Che-shi
80 a.C. Guerra contro i Wusun
72 a.C. Terribile incursione dei Wusun. Il Che-shi si dà di nuovo agli Unni. Fallito contrattacco contro i Wusun e i Cinesi
67 a.C. Gli Unni perdono il Che-shi
64 a.C. Fallita spedizione degli Unni nel Che-shi contro i Cinesi
62 -61 a.C. Incursioni dei Ting-ling nelle terre degli Unni
57-54 a.C. Guerra civile tra gi Unni, vinta dallo Shan-yu Chi-chi.
49 a.C. Chi-chi sconfigge Wusun e sottomette Ugri e Ting-ling.

[modifica] Riferimenti in epoca moderna

Nel 27 luglio 1901, durante la Ribellione dei Boxer in Cina, il Kaiser Guglielmo II diede l'ordine di "far ricordare il nome tedesco in Cina per un migliaio di anni, così che nessun cinese oserà mai anche solo guardare male un tedesco". Questo discorso, in cui Guglielmo invocava la memoria degli Unni del V secolo, si accoppiava al Pickelhaube, l'elmetto indossato dall'esercito tedesco fino al 1916, una reminiscenza degli elmetti degli antichi Unni (e ungheresi), fece nascere, specialmente da parte dei britannici, la pregiudiziosa usanza di dare dei soprannomi ai tedeschi durante la Prima Guerra Mondiale. Questa usanza venne rinforzata dalla propaganda alleata durante la guerra, che cercava di infondere odio verso i tedeschi evocando l'idea che fossero selvaggi brutali.

[modifica] Note

  1. ^ Se questa ipotesi è corretta, si può supporre che i proto-Unni siano da identificarsi con la siberiana cultura di Karasuk.
  2. ^ Gli Aparni sono probabilmente da identificarsi con gli Sparnioi della confederazione dei Dahae menzionati da Strabone nella Geografia. Si noti che i Parti, prima di invadere la Persia e fondare la dinastia Arsacide, si chiamavano Parni. Gli Aparni potrebbero dunque essere Iranici.
  3. ^ È stato suggerito che i Chioniti/Kian-Yun (ma si trova anche Kyan-hun, Jankun, Giankun, Giangun, vedi Cultura di Taštyk) siano gli ultimi discendenti della cultura di Afanasevo e dunque sarebbero indoeuropei occidentali come i Tocari.
  4. ^ La parola orda viene spesso riferita agli Unni con una valenza semantica decisamente ma è interessante sapere che il sostantivo è perfettamente adeguato, significano ordu in lingua turca "esercito".
  5. ^ Le sepolture di guerrieri con il loro cavallo era pratica usuale in numerose popolazioni nomadi, fra cui gli Avari.
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