Volga

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Volga - Волга
Volga - Волга
il Volga a Uglič
Stato Russia Russia
Lunghezza 3 531 km
Portata media a Volgograd 8 060 m³/s
Bacino idrografico 1350000 km²
Altitudine sorgente 228 m s.l.m.
Nasce Rialto del Valdaj
57°15′31″N 32°28′22.01″E / 57.25861°N 32.47278°E57.25861; 32.47278
Sfocia Mar Caspio
45°50′30.01″N 47°58′17″E / 45.84167°N 47.97139°E45.84167; 47.97139Coordinate: 45°50′30.01″N 47°58′17″E / 45.84167°N 47.97139°E45.84167; 47.97139

Il Volga (in russo: Во́лга?, in tartaro İdel) è un fiume della Russia europea; è il più lungo fiume europeo ed è il cuore del più ampio bacino fluviale del vecchio continente (l'unico fiume europeo a superare il milione di Km²)[senza fonte]. Anticamente è stato conosciuto come Atil, Itil o Idil.

Il Volga ha le sue origini nel Rialto del Valdaj nella Russia nordoccidentale e sfocia nel mar Caspio, nella sua parte nordoccidentale, dopo 3.530 km di corso; prima della costruzione delle numerose dighe e la conseguente formazione dei bacini artificiali a monte delle stesse, la sua lunghezza era di 3531 km.[1]

Percorso[modifica | modifica sorgente]

Sorgenti e alto corso[modifica | modifica sorgente]

Il Volga a Tver'.

Nasce nella zona collinare del Rialto del Valdaj, nella zona occidentale dell'oblast' di Tver', ad una quota di 228 m sul livello del mare nei pressi del villaggio di Volgo-Verchov'e; il suo primo tratto ha il nome di Seližarovka, corso d'acqua di 36 km che esce dal lago Seliger. Si dirige dapprima verso sudest attraversando il Valdaj, prendendo successivamente direzione nordorientale qualche chilometro a valle della cittadina di Ržev, costeggiando a nord le alture di Mosca. Alcuni chilometri a monte della importante città industriale di Rybinsk, nell'oblast' di Jaroslavl', il fiume compie una decisa svolta prendendo nuovamente direzione sudorientale; la costruzione di un imponente sbarramento idroelettrico ha provocato in questo punto la formazione del bacino artificiale di Rybinsk, che interessa prevalentemente però i bacini degli affluenti Šeksna e Mologa, che confluiscono da sinistra. Il Volga prende da qui direzione mediamente est-sudest, scorrendo inizialmente fra sponde piuttosto alte, successivamente, a valle di Kostroma, assumendo il carattere di un fiume di pianura, largo e dalla corrente lenta; presso Gorodec il fiume incontra nuovamente un importante sbarramento idroelettrico, che ha originato il bacino di Gor'kij. La confluenza da sinistra della Oka segna il confine convenzionale fra l'alto e il medio corso.

La confluenza dell'Oka nel Volga a Nižnij Novgorod.

Le principali città toccate nell'alto corso, sono (da monte verso valle) Tver, Rybinsk, Jaroslavl', Kostroma, mentre la grande città di Niznij Novgorod sorge alla confluenza dell'Oka. Città di dimensioni minori, ma tuttavia di una certa rilevanza, sono invece Ržev, Konakovo, Dubna (una delle città del nucleare russo), Kimry, Uglič, Kinešma, le due città gemelle di Gorodec e Zavolž'e, Balachna e, a breve distanza dalla confluenza della Oka, Bor.

Oltre alla Oka, affluenti importanti dell'alto corso sono:

  • Šeksna e Mologa, affluenti di sinistra i cui bassi corsi sono interessati dal bacino di Rybinsk;
  • Tverca, che confluisce da sinistra a Tver';
  • Šoša, che confluisce da destra a monte di Konakovo;
  • Medvedica, che confluisce da sinistra a valle di Kimry;
  • Vazuza, affluente di destra che confluisce presso Zubcov;
  • Nerl', che confluisce da destra all'incirca nella stessa zona;
  • Kotorosl', affluente di destra che confluisce in corrispondenza della città di Jaroslavl';
  • Kostroma, tributario di sinistra che si unisce al Volga nei pressi della città omonima;
  • Nëmda, che sfocia da sinistra nel bacino di Gor'kij;
  • Unža, che confluisce da sinistra all'estremità settentrionale del bacino di Gor'kij.

Medio corso[modifica | modifica sorgente]

La ripida sponda destra del Volga nel suo medio corso.

Nel medio corso il Volga scorre con direzione mediamente est-sudest, attraversando la parte centrale della Russia europea; inizia ad osservarsi l'asimmetria che si manifesta in maniera più chiara nel basso corso, con la riva destra caratterizzata da sponde piuttosto alte a causa della presenza delle prime propaggini delle alture del Volga, contrapposta ad una sponda sinistra bassa.

La maggiore città toccata in questa sezione del corso è Kazan', città "milionaria" capitale della Repubblica Autonoma del Tatarstan; rilevante è anche la città di Čeboksary, capitale della Repubblica della Chuvashia. Altri centri urbani di qualche importanza, con popolazione dell'ordine delle decine di migliaia di abitanti, sono Lyskovo, Koz'modemjansk, Zelenodol'sk, Volžsk. Dopo Kazan' il Volga piega verso sud; alcune decine di chilometri dopo, la confluenza della Kama (il suo maggiore affluente), all'altezza del bacino di Samara segna il confine fra il medio e il basso corso.

Altri affluenti importanti del medio corso sono (da monte a valle):

  • Kerženec, proveniente dalla sinistra, che sfocia alcune decine di chilometri a valle di Nižnij Novgorod;
  • Sura, proveniente dalla destra;
  • Vetluga, il maggiore affluente di sinistra del medio corso;
  • Bol'šaja Kokšaga e Malaja Kokšaga (grande e piccola Kokšaga), provenienti entrambi dalla sinistra, sfociano nel Volga non lontano da Čeboksary, a breve distanza l'uno dall'altro;
  • Civil', tributario minore che confluisce poco a monte di Mariinskij Posad;
  • Ilet', tributario di sinistra che si unisce al Volga presso Volžsk;
  • Svijaga, rilevante tributario dalla destra idrografica, che confluisce poco a monte di Kazan';
  • Kazanka, affluente di sinistra che si unisce al Volga presso Kazan'.:)

Basso corso[modifica | modifica sorgente]

Il Volga a Ul'janovsk.

Dopo Kazan' il fiume assume direzione sud-sudovest, e riceve dalla sinistra idrografica la Kama, entrando nel suo basso corso e facendo il suo ingresso nella zona della steppa. Le sue rive sono in questo tratto marcatamente asimmetriche, a causa della struttura geologica della zona che vede la presenza di grandi faglie:[2] la destra idrografica è interessata dalla cintura continua di bassi rilievi delle alture del Volga, che digradano a "gradoni" verso il fiume in maniera anche abbastanza brusca, mentre la sinistra idrografica è completamente piatta e aperta ad oriente.

Il Volga forma in questo tratto numerosi bacini artificiali, originati dai poderosi sbarramenti costruiti in epoca sovietica a scopi idroelettrici. Al margine meridionale delle Alture del Volga, presso la città di Volgograd, il fiume prende nuovamente direzione sudorientale; in questo punto corre a distanza relativamente breve dal corso del Don, tanto da aver reso conveniente la costruzione di un canale di collegamento fra i due fiumi (canale Volga-Don). Dopo Volgograd il fiume entra nella parte terminale del suo corso, entrando nella Depressione Caspica; si distaccano da qui numerosi bracci secondari, il principale dei quali è l'Achtuba.

Il delta.

Nel suo basso corso il Volga tocca numerosissimi centri urbani, alcuni dei quali di rilevante importanza nel panorama russo. I principali sono Ul'janovsk, Togliatti, Samara, Saratov, Volgograd e, nel delta, Astrachan'; si tratta di città con popolazione superiore al mezzo milione di abitanti (Samara supera addirittura il milione), importanti centri industriali e commerciali della Russia europea, tutti capoluoghi delle rispettive unità amministrative.

La dissimmetria morfologica fa sì che gli affluenti importanti ricevuti nel basso corso confluiscano dalla sinistra idrografica; i principali sono:

  • Bol'šoj Čeremšan, che confluisce nel bacino di Samara;
  • Usa, piccolo affluente che confluisce anch'esso nel bacino di Samara;
  • Sok, che si unisce al Volga fra Togliatti e Samara;
  • Samara, che confluisce in corrispondenza della città omonima;
  • Bol'šoj (grande) e Malyj (piccolo) Irgiz, che confluiscono nel bacino di Saratov a breve distanza dalla cittadina di Vol'sk;
  • Tereška, l'unico affluente destro di rilievo del basso corso, che confluisce poco a monte di Saratov;
  • Eruslan e Bol'šoj Karaman, che confluiscono in corrispondenza del bacino di Volgograd.

Delta[modifica | modifica sorgente]

Il delta del Volga dal satellite.

L'ingresso della zona deltizia del Volga viene individuato, convenzionalmente, nel punto in cui si distacca il ramo deltizio Buzan, 46 km a nord di Astrachan'. L'intero delta ha una lunghezza di circa 160 km, si estende su una superficie di 12.000 km² ed è caratterizzato dalla presenza di oltre 500 bracci distinti, i principali dei quali sono, oltre alla Achtuba e al Buzan, Kamyzjak, Bachtemir, Staraja Volga (vecchia Volga) e Bolda.[1]

Regime[modifica | modifica sorgente]

Il Volga in veste invernale a Tver'

Il regime del Volga può essere considerato rappresentativo della media dei fiumi russi, con l'unica eccezione dei fiumi dell'estremo oriente russo e dell'estremo nord.[3] Su base annuale, i valori di portata media sono di circa 180 m³/s presso Tver', circa 1.100 presso Jaroslavl', circa 3.000 presso Nižnij Novgorod, salendo a 7.720 a Samara e 8.060 a Volgograd. Questi valori medi di portata corrispondono ad uno scarico annuale, nel mar Caspio, di circa 250 km³ di acqua.

L'andamento medio della portata del Volga vede i valori massimi annuali nella stagione primaverile (aprile-maggio), a causa dello scioglimento dei ghiacci e delle nevi di pianura su tutto il corso; viene liberata allora un'imponente massa d'acqua e la portata può salire allora fino a superare i 50.000 m³/s e, prima delle imponenti opere di regolamentazione, il livello delle acque poteva salire anche di 10-12 metri nel corso superiore e oltre i 16 nel corso inferiore.[3] In totale, nei due mesi primaverili viene scaricato circa il 60% della portata annuale.[3]

L'estate vede una rapida diminuzione della massa d'acqua trasportata; i massimi annui di precipitazione caratteristici dei climi continentali non riescono a controbilanciare l'elevata traspirazione della vegetazione e l'intensa evaporazione derivante dalle alte temperature, risultando in un minimo annuale di portata nei mesi centrali di luglio e agosto.

L'abbassamento delle temperature che si ha nei mesi autunnali (settembre e ottobre) produce un leggero incremento del deflusso, che torna tuttavia ad abbassarsi gradualmente con l'approssimarsi della stagione invernale, in cui si raggiunge un altro minimo annuo, dato dalla concomitanza della diminuzione delle precipitazioni atmosferiche e del congelamento del fiume. Il periodo di gelo è variabile: nell'alto corso va, in media, dalla fine di novembre a metà aprile, mentre nella zona del delta è più breve dal momento che interessa il periodo fra i primi di dicembre e la metà di marzo.

Portate medie mensili[modifica | modifica sorgente]

Portata media mensile (in m³/s)
Stazione idrometrica : Volgograd - bacino sotteso: 1.360.000 km² (1879-1984)

Bacino idrografico[modifica | modifica sorgente]

Il bacino idrografico del Volga copre una superficie di 1.360.000 km2, pari a circa un quarto della superficie complessiva della Russia europea, della quale occupa l'intera zona centrale estendendosi dalla Russia occidentale fino al pedemonte occidentale degli Urali. Si tratta di un territorio prevalentemente piatto e aperto, dove i rilievi, che tuttavia non mancano, sono ovunque rappresentati da colline di altezza molto modesta; il basso corso interessa la zona della depressione caspica, dove anzi le quote si portano sotto il livello medio degli oceani fino ad un massimo di 28 metri.

Quest'area è interessata da differenti ecosistemi; le zone più settentrionali del bacino sono comprese nella fascia della foresta boreale di conifere, che nelle zone più occidentali diventa foresta mista di latifoglie e conifere; il medio corso segna una sorta di confine fra la zona della steppa (a sud) e quella della taiga (a nord), mentre il basso corso si estende interamente nella zona della steppa, che diventa più arida mano a mano che si procede verso sud e aumentano le temperature estive; la zona del delta è situata in una zona di steppa arida che preannuncia il semideserto dell'Asia centrale.

Importanza economica[modifica | modifica sorgente]

Oltre che molto importante dal punto di vista storico, il fiume Volga è fondamentale anche dal punto di vista economico anche considerato che in ogni epoca precedente lo sviluppo delle ferrovie i fiumi sono stati l'unica via di comunicazione utilizzata in una nazione immensa e senza strade; il bacino del Volga è al giorno d'oggi l'area più popolata e vitale dell'intera federazione, "cuore" della parte più vitale della Federazione Russa e sede della gran parte delle sue città più antiche e importanti.

Nel medio bacino del Volga, nella zona della Repubblica Autonoma del Tatarstan, si trova un'importante zona di estrazione petrolifera, fatto questo che provoca anche un elevato tasso di inquinamento delle acque. La zona del delta, così come il vicino Mar Caspio, è famosa per la sua pescosità; Astrachan', sul delta, è il centro dell'industria del caviale.

Favorito in questo da un bacino pressoché totalmente pianeggiante, al Volga fa capo una complessa rete di canali, che consentono di raggiungere quasi ogni punto della Russia europea: il Canale Volga-Don e il Canale Mariinsk formano una via d'acqua continua navigabile che collega il Mar Bianco, il Mar Baltico, il Mar Caspio, il Mar d'Azov ed il Mar Nero; la costruzione del canale Mosca-Volga ha inserito anche la città di Mosca in questa immensa rete navigabile.

Lo sbarramento idroelettrico di Ivan'kovo.

Un altro aspetto di capitale importanza per la Russia moderna è dato dallo sfruttamento dell'enorme potenziale idroelettrico del fiume, cominciato negli anni dell'industrializzazione forzata voluta da Stalin a partire dagli anni trenta. Lungo il corso del fiume si trovano alcune tra le più grandi centrali idroelettriche russe, che hanno avuto come effetto la formazione di numerosi laghi artificiali. I più importanti di questi sono (da nord a sud) le riserve d'acqua di Rybinsk, Nižnyj Novgorod, Samara e Volgograd. L'impatto ambientale di queste opere colossali è stato ovviamente commisurato alle loro dimensioni: la continua interruzione del normale flusso d'acqua ha provocato rallentamenti della già non veloce corrente, con importanti ripercussioni sugli ecosistemi fluviali.

Il Volga nella storia[modifica | modifica sorgente]

Il basso corso del Volga, ritenuto la culla delle civiltà protoindoeuropee, era abitato fin dal I millennio a.C. da Sciti, Unni e altri popoli di ceppo turco; il fiume è citato dallo storico Tolomeo di Alessandria nella sua opera Geograpia (Libro 5, Capitolo 8, seconda mappa dell'Asia), dove lo chiama con l'appellativo Rha, antico nome che gli Sciti avevano dato al fiume. Tolomeo credeva che il Don e il Volga condividessero la stessa sorgente, che scaturiva dalle Montagne Hyperboree. Nei secoli successivi, il fiume continuerà a giocare un importante ruolo nelle migrazioni delle popolazioni asiatiche verso l'Europa.

A partire dal periodo altomedievale nel bacino del fiume fiorirono diversi stati: alla confluenza del Kama nel Volga nacque e si sviluppò, a partire dal VII secolo e fino al XIII, l'entità politica denominata Bulgaria del Volga; il basso corso del fiume era invece, nello stesso torno di tempo, controllato dal khanato di Khazaria. Le città di Atil, Saqsin e Saraj, site sulle sue rive, erano tra le più grandi del mondo medievale. Il Volga era inoltre un'importante via commerciale che collegava la Scandinavia e il Khaganato di Rus' con la Bulgaria del Volga, la Khazaria e la Persia. Con il successivo disgregamento del Khaganato di Rus', a partire 870, il Volga perse gradualmente la sua importanza come rotta commerciale alto-medievale a favore del Dniepr.[4]

Molti templi e monasteri ortodossi sono situati lungo le rive del Volga.

I khazari delle regioni meridionali del bacino furono in seguito rimpiazzati dai kipchaki, dai kimeki e infine dai mongoli, che fondarono l'Orda d'Oro, importante entità politica che gravitava sul basso corso del Volga e che, pur non esercitando mai un controllo diretto sulla Russia lasciò un'impronta indelebile nello sviluppo successivo dello Stato russo, ma anche sulla cultura e sulla lingua della popolazione russa. La caduta di questo Stato provocò la sua divisione nel Khanato di Kazan' e nel Khanato di Astrachan', la cui conquista, avvenuta nel corso del XVI secolo, segnò il completamento della "russificazione" del corso del fiume. Il Volga è intimamente legato alla cultura e alla tradizione russa; il profondo attaccamento nei confronti del Volga delle genti russe è testimoniato dalle opere letterarie sorte in seno alle stesse, come ad esempio il Canto della schiera di Igor, composto nel XII secolo,[5] e la canzone dei barcaioli del Volga.

Durante la Guerra civile russa il Volga, specialmente il suo basso corso, fu un importante fronte di battaglia; percorso da navi da guerra appartenenti a tutti gli schieramenti. Nel 1918 la Flotta Rossa del Volga partecipò alle operazioni che respinsero l'Armata Bianca, fino a Kazan' lungo la Kama e successivamente raggiungendo Ufa, sul fiume Belaja.[6]

La costruzione da parte del regime sovietico di enormi dighe a scopo idroelettrico, avvenuta a partire dagli anni trenta, comportò lo spostamento forzato di un imponente numero di persone nonché la distruzione di importanti reperti storici. Ad esempio, la cittadina di Mologa, nell'alto corso, fu sommersa in seguito alla formazione del grande bacino artificiale di Rybinsk (l'allora più grande lago artificiale del mondo); la costruzione della diga presso Uglič, nella oblast' di Jaroslavl', e la conseguente formazione del bacino artificiale omonimo, comportò un'analoga sorte per numerosi monasteri con edifici del XV secolo nonché dell'antico insediamento di Sknjatino.[7]

In tempi più recenti, la città situata sulla grande ansa del Volga, oggi conosciuta come Volgograd, è stata testimone della sanguinosa Battaglia di Stalingrado, nella quale le forze militari dell'Unione Sovietica e della Germania nazista si fronteggiarono per il controllo del fiume. Il Volga infatti era (e continua ad essere) una vitale rotta di trasporto tra la Russia e il Mar Caspio, che consente l'accesso ai giacimenti petroliferi di Apšeron.

Hitler era intenzionato a garantire alla Germania lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi dell'Azerbaigian al fine di rifornire con il greggio lì estratto le future conquiste naziste. Qualora avesse conquistato la città, i nazisti avrebbero inoltre potuto spostare le proprie armate nella Russia settentrionale, sfruttando la capillare rete di fiumi e canali navigabili. Tale motivazione spinse entrambi i contendenti a far convergere un gigantesco numero di truppe e di carri armati sulle sponde del fiume[8].

La regione del Volga è stata anche sede di una minoranza tedesca, i tedeschi del Volga; negli anni tra le due guerre una parte della regione venne eretta a Repubblica Autonoma all'interno dell'URSS.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Grande Enciclopedia Sovietica - Volga
  2. ^ Istituto Geogr. De Agostini. Enciclopedia Geografica, ediz. speciale per il Corriere della Sera, vol. 6, pag. 123.
  3. ^ a b c Istituto Geogr. De Agostini. Enciclopedia Geografica, ediz. speciale per il Corriere della Sera, vol. 6, pagg.129-130.
  4. ^ Noonan, "Silver Crisis" 41-50; Noonan, "Fluctuations in Islamic Trade" passim
  5. ^ Volga River
  6. ^ Brian Pearce, Introduction to Fëdor Raskol'nikov s "Tales of Sub-lieutenant Ilyin."
  7. ^ Paul R. Josephson. Industrialized Nature: Brute Force Technology and the Transformation of the Natural World. Island Press, 2002. ISBN 1-55963-777-3. Page 31.
  8. ^ The Battle of Stalingrad

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Istituto Geografico De Agostini. Enciclopedia geografica, edizione speciale per il Corriere della Sera, vol. 6. RCS Quotidiani s.p.a., Milano, 2005. ISSN: 1824-9280.
  • Istituto Geografico De Agostini. Grande atlante geografico del mondo, edizione speciale per il Corriere della Sera. Milano, 1995.
  • Richard Pipes. La Russia. Potere e società dal Medioevo alla dissoluzione dell'ancien régime. Leonardo editore, Milano, 1992. ISBN 88-355-0136-9.

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