Volgograd
| Volgograd città |
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| Dati amministrativi | |||||||
| Stato | |||||||
| Distretto federale | Meridionale | ||||||
| Soggetto federale | |||||||
| Territorio | |||||||
| Coordinate | 48°42′N 44°31′E / 48.7°N 44.51667°ECoordinate: 48°42′N 44°31′E / 48.7°N 44.51667°E | ||||||
| Superficie | 565 km² | ||||||
| Abitanti | 1 011 417 (2002) | ||||||
| Densità | 1 790,12 ab./km² | ||||||
| Altre informazioni | |||||||
| Prefisso | (+7) 8442 | ||||||
| Fuso orario | UTC+4 | ||||||
| Localizzazione | |||||||
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| Sito istituzionale | |||||||
Volgograd (in russo: Волгоград[?] ) è una città della Russia di circa un milione di abitanti. Capoluogo dell'oblast' omonima, si trova nella Russia europea lungo le rive del fiume Volga.
Dal 1598 al 1925 il suo nome è stato Caricyn o Tsaritsyn (in russo: Царицын[?] ) e poi Stalingrado (in russo: Сталинград[?] ) dal 1925 al 1961.
Antica Caricyn, nota anche come Zarizin, dell'impero zarista, residenza dello "Zarevič" delfino della casa imperiale ed erede al trono. Roccaforte "bianca", fu espugnata durante la guerra civile (1918-1921), dopo una sanguinosa battaglia, dalle milizie bolsceviche agli ordini del comandante Dmitry Zhloba, che con la sua brigata d'acciaio era stato richiamato sul posto dal giovane Stalin, a cui fu poi intitolata la città.
La città si estende per circa 70 km sul lato destro del fiume Volga. È formata da vari quartieri, autonomi per quanto riguarda servizi come scuole, ospedali e centri commerciali. Nella parte settentrionale si trova la chiusa che dà l'inizio al canale Volga-Don, sul quale possono transitare navi anche di grosso tonnellaggio.
Indice |
[modifica] Bandiera
La bandiera della città di Volgograd è un rettangolo di tessuto rosso, con una medaglia al centro. Il colore rosso, colore molto rappresentato sulle bandiere russe, simboleggia il coraggio, lo spargimento di sangue in nome della patria, la forza, l'energia e la potenza.
[modifica] Storia
La storia di Volgograd ha inizio con la fondazione, nel 1589, della fortezza di Caricyn, proprio nel punto di confluenza tra il fiume Carica ed il Volga. La fortezza, che prese il nome dalla locale lingua tatara, aveva lo scopo di difendere l'instabile confine meridionale della Russia e divenne presto un importante centro economico. Fu catturata due volte dai Cosacchi ribelli, da Stenka Razin durante la ribellione del 1670 e da Emel'jan Pugačëv nel 1774. Tsaritsyn divenne un importante porto fluviale e un centro di commercio nel XX secolo.
La città è stata teatro di furiosi combattimenti durante la Guerra civile russa. Le forze bolsceviche occuparono la città durante il 1918, ma furono poi attaccate da forze controrivoluzionarie al comando di Anton Ivanovič Denikin. Durante la battaglia per Tsaritsyn (Volgograd) i bolscevichi furono respinti indietro e circondati, e solo l'intevento di Iosif Stalin, successivamente nominato locale presidente del comitato militare, spostò l'ago della bilancia in favore dei bolscevichi, richiamando sul posto, dal vicino Caucaso, la Brigata d'Acciaio agli ordini del comandante Dmitry Zhloba. In onore di Stalin e dei suoi sforzi, la città fu rinominata Stalingrado (letteralmente: "città di Stalin") nel 1925. Il cambiamento del nome si può ricondurre al famoso culto della personalità, per cui è noto il dittatore georgiano.
Sotto Stalin, la città divenne fortemente industrializzata e si sviluppò come centro di industria pesante e di trasporto sia su ferrovia che su fiume. Durante la Seconda guerra mondiale (Grande Guerra Patriottica), la città assunse un'estrema importanza (Battaglia di Stalingrado), per il punto di svolta cruciale della guerra contro la Germania nazista e i suoi alleati. La battaglia durò dal 21 agosto 1942 al 2 febbraio 1943. Due milioni di soldati sia dell'Asse sia sovietici furono uccisi, feriti o catturati; circa 40.000 civili persero la vita.
La città venne ridotta in macerie durante la feroce lotta, il combattimento spesso avvenne quartiere per quartiere e casa per casa. La ricostruzione della città iniziò poco dopo la vittoria sovietica. Per l'eroismo dimostrato durante la battaglia, a Stalingrado è stato assegnato il titolo di Città Eroina nel 1945 e il re Giorgio VI del Regno Unito incoronò i cittadini di Stalingrado per il coraggio che dimostrarono durante il conflitto. Negli anni sessanta, a ricordo della grande battaglia, è stato eretto sulla collina di Mamaev Kurgan, non lontano dal centro città, un complesso monumentale, dominato dall'immensa Statua della Madre Russia.
Il museo, che si trova lungo il fiume Volga, contiene numerosi cimeli della seconda guerra mondiale, tra cui una pittura panoramica del campo di battaglia dal monumento "Mamaev Kurgan".
Nel 1961 il nome della città fu nuovamente modificato in Volgograd ("Città del Volga"), secondo le direttive del Presidente sovietico Nikita Krusciov che prevedevano la de-Stalinizzazione dell'Unione Sovietica. Questa scelta generò all'epoca diverse controversie, data la fama del nome Stalingrado. Vi furono parecchie proposte per ripristinare di nuovo il nome di Stalingrad durante la breve amministrazione nel 1985 del Presidente Konstantin Chernenko. Tuttora è forte il desiderio locale per il ritorno alla vecchia denominazione e vengono regolarmente emesse proposte, anche se nessuna è stata accolta dal governo russo.
[modifica] Economia
Volgograd, al giorno d'oggi, è ancora un'importante città industriale. Vi sono cantieri navali, raffinerie petrolifere, produzioni di acciaio ed alluminio, produzioni di prodotti chimici, fabbricazioni di macchinari e veicoli. È altresì presente una grande centrale idroelettrica, a breve distanza dalla città, in direzione nord.
[modifica] Beni Culturali
Mamaev Kurgan, secondo il motto nazionale, è il punto più alto della Russia. Situato sulla collina di Mamaev, rappresenta uno storico monumento dedicato agli eroi della grande battaglia; il monumento centrale di questo insieme è la scultura Statua della Madre Russia, alta ben 52 metri (più della statua della libertà).
Il museo panoramico, dedicato alla sconfitta delle truppe tedesche della Wehrmacht a Stalingrado, è stato aperto nel 1982 ed è situato nel centro della città.
I resti del vecchio mulino sono l'unico edificio sopravvissuto alla guerra.
La casa di Pavlov (in russo: Дом Павлова[?]), edificio in mattoni che fu uno dei punti strategici durante la battaglia.
La Via degli Eroi, una strada pedonale che affianca le sponde del Volga. Termina con un obelisco, inaugurato l'8 settembre 1985, dedicato agli eroi dell'Unione Sovietica e con la Medaglia alla Regione di Volgograd. Su questo obelisco si possono leggere i nomi dei 127 eroi, tra i quali, tre persone sono citate due volte, chiamati Eroi dell'Unione Sovietica, e 28 di loro hanno ricevuto la medaglia di gloria.
[modifica] Clima
- Temperatura media annua: 7,7 °C[1]
- Temperatura media del mese più freddo (gennaio): -8,5 °C[1]
- Temperatura media del mese più caldo (luglio): 23,9 °C[1]
- Precipitazioni medie annue: 373 mm[2]
[modifica] Trasporti
[modifica] Trasporto pubblico
Volgograd è dotata di numerose linee tramviarie e di autobus. Vi è inoltre una linea metrotranviaria, nota come Volgograd Metrotram.
[modifica] Aereo
La città è servita dall'Aeroporto di Volgograd, importante scalo aeroportuale internazionale nella Russia meridionale. La compagnia aerea russa la Volga-Aviaexpress si basa all'aeroporto ed effettua i voli di linea verso la capitale russa Mosca, San Pietroburgo, e Soči sul Mar Nero. Inoltre all'Aeroporto di Volgograd effettuano i voli di linea le compagnie aeree russe l'Aeroflot, l'Aeroflot-Nord, la Rossiya Airlines, la S7 Airlines, l'UTair, la Kolavia.
| Per approfondire, vedi le voci Volga-Aviaexpress e Aeroporto di Volgograd. |
[modifica] Città gemellate
Volgograd è gemellata con:[3]
Coventry, dal 1943
Ostrava, dal 1948
Digione, dal 1959
Kemi, dal 1959
Liegi, dal 1959
Torino, dal 1961
Port Said, dal 1962
Chennai, dal 1967
Hiroshima, dal 1972
Colonia, dal 1988
Chemnitz, dal 1988
Cleveland, dal 1990
Toronto, dal 1991
Chengdu, dal 1994
Jilin, dal 1994
Erevan, dal 1998
Kruševac, dal 1999
Ruse, dal 2001
Tiraspol, dal 2006
Smirne, dal 2006
Płońsk, dal 2008
Ortona, dal 2011
Sandanski, dal 2008
Olevano Romano, dal 2011[4]
[modifica] Note
- ^ a b c (EN) 24-hr Average Temperature. worldclimate.com, 2008. URL consultato il 3 dicembre 2010.
- ^ (EN) Average Rainfall. worldclimate.com, 2008. URL consultato il 3 dicembre 2010.
- ^ (EN) Friendly relationship. volgadmin.ru. URL consultato il 3 dicembre 2010.
- ^ (IT) Comune di Olevano Romano e Città di Volgograd (ex Stalingrado). comune.olevanoromano.rm.it. URL consultato il 3 luglio 2011.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
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