Vladimir Putin

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Vladimir Vladimirovič Putin
Vladimir Putin - 2006.jpg

Russia Presidente della Federazione Russa
In carica
Inizio mandato 7 maggio 2012
Predecessore Dmitrij Medvedev

Durata mandato 7 maggio 2000 –
7 maggio 2008
Predecessore Boris El'cin
Successore Dmitrij Medvedev

Primo ministro della Federazione Russa
Durata mandato 8 agosto 1999 –
7 maggio 2000
Presidente Boris El'cin
Predecessore Sergei Stepašin
Successore Michail Kas'janov

Durata mandato 7 maggio 2008 –
7 maggio 2012
Presidente Dmitrij Medvedev
Predecessore Viktor Zubkov
Successore Dmitrij Medvedev

Direttore dell'FSB
Durata mandato luglio 1998 –
agosto 1999
Predecessore Nikolaj Kovalev
Successore Nikolaj Patrušev

Dati generali
Prefisso onorifico Standard of the President of the Russian Federation.svg
Partito politico Russia Unita (dal 2008)
Precedenti:
PCUS (fino al 1991)
Indipendente (1991-1995)
CS (1995-1999)
Unità (1999-2001)
Indipendente (2001-2008)
Firma Firma di Vladimir Vladimirovič Putin
Vladimir Putin
7 ottobre 1952
Nato a San Pietroburgo
Dati militari
Paese servito URSS URSS
Forza armata Aeronautica
Specialità KGB
Anni di servizio 1975 - 1991
Grado Colonnello

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Vladimir Vladimirovič Putin (in russo: Владимир Владимирович Путин? ascolta[?·info]; San Pietroburgo, 7 ottobre 1952) è un politico ed ex agente segreto russo.

È stato Primo ministro della Federazione Russa dall'8 agosto 1999 al 7 maggio 2000, su nomina di Boris El'cin. Svolse le funzioni di Capo dello Stato dopo le dimissioni di El'cin, dal 31 dicembre 1999, e poi fu eletto Presidente della Federazione Russa dal 2000, riconfermato in carica nelle elezioni del 14 marzo 2004. Impossibilitato a un terzo mandato per il dettame della Costituzione Russa, ha favorito la vittoria del suo delfino Dmitrij Medvedev, che l'ha nominato nuovamente Primo ministro il giorno stesso del suo insediamento, il 7 maggio 2008.

Il 27 maggio 2008 il Presidente della Repubblica Bielorussa lo ha nominato Primo Ministro dell'Unione Russia-Bielorussia[1]. Il 4 marzo 2012 è stato eletto per la terza volta Presidente della Federazione Russa succedendo a Dmitrij Medvedev, il cui mandato è scaduto il 7 maggio 2012. Il settimanale statunitense TIME lo ha eletto Persona dell'anno 2007[2]. Secondo Forbes è la persona più potente del mondo.[3]

Giovinezza e carriera nei servizi di sicurezza[modifica | modifica sorgente]

Nato a Leningrado[4], visse, secondo la sua biografia От Первого Лица[5] (in italiano: In prima persona, stampata per la campagna presidenziale del 2000) un'infanzia povera, trascorsa in una kommunalka. Il nonno paterno, Spiridon Putin, lavorò come cuoco in una dacia al servizio di Stalin e Lenin[6]. La madre, Maria Ivanovna Putina (1911-1998), era un'operaia mentre il padre, Vladimir Spiridonovič Putin (1911-1999), all'inizio degli anni trenta fu sommergibilista nella Marina Militare Sovietica. Durante la seconda guerra mondiale, suo padre fu arruolato dal NKVD in un gruppo di sabotatori[7]. Due fratelli più anziani nacquero negli anni trenta; uno morì nei primi mesi di vita; il secondo morì di difterite durante l'assedio di Leningrado.

Putin si è laureato in Diritto Internazionale alla Facoltà di Legge dell'Università Statale di Leningrado nel 1975. Membro del Partito Comunista dell'Unione Sovietica[8], fu arruolato alla fine degli studi nel KGB[9]. Durante la sua carriera come membro e quindi dirigente dell'organizzazione segreta, ufficiale dei servizi segreti comunisti con il grado di Colonnello del KGB, durata dal 1975 al 1991, ha vissuto per cinque anni a Dresda, nella Repubblica Democratica Tedesca[10] ha operato presso la STASI (i servizi segreti comunisti della Germania dell'est).

Dopo il collasso del regime della Germania Est, Putin fu richiamato in Unione Sovietica e fece ritorno a Leningrado, dove, da giugno del 1991, fu inserito nella sezione Affari internazionali dell'Università Statale, sottoposto al Vice Direttore Juri Molčanov. Nella sua nuova posizione, rinsaldò i rapporti con Anatolj Sobčak, l'allora Sindaco di Leningrado: Sobčak aveva lavorato come professore assistente durante gli anni di università di Putin ed era stato un suo relatore. Il futuro Presidente rassegnò le proprie dimissioni dai servizi di sicurezza il 20 agosto 1991 durante il fallito colpo di Stato, supportato dal KGB, contro Gorbačëv.

L'ingresso in politica[modifica | modifica sorgente]

Putin quando era nel KGB

Putin Nel mese di maggio 1990 fu nominato Consigliere del Sindaco di San Pietroburgo per gli Affari Internazionali. Dal 28 giugno 1991 fu posto alla direzione del comitato per le relazioni esterne della città, con il compito di promuovere i rapporti internazionali e attirare gli investimenti stranieri. Il comitato fu inoltre incaricato di registrare le imprese estere presenti a San Pietroburgo[11]. Nello stesso periodo in cui Putin lo dirigeva, nell'organo lavorava anche Aleksej Miller, l'attuale CEO di Gazprom, (15 dicembre 1991 - 1996), nonché un elevato numero di politici e businessman [12].

Dopo un anno di direzione, l'operato di Putin fu messo sotto esame da una commissione del consiglio legislativo della città. Nella propria relazione finale tale organo rilevò che i prezzi applicati dal comitato nei confronti degli imprenditori esteri erano eccessivamente bassi e che questi aveva concesso delle licenze per l'esportazione dei metalli non ferrosi (per un valore stimato in 93 milioni di dollari) in cambio di aiuti alimentari che non giunsero mai nella città[13][14][15][16][17][18]. La proposta di immediata revoca della carica non sortì tuttavia alcun effetto: Putin rimase a capo del comitato per le relazioni esterne fino al 1996.

Vladimir Putin, direttore del FSB (1998)

Dal 1992 al marzo 2000 gli fu inoltre affidata la direzione del St. Petersburg Immobilien und Beteiligungs AG (SPAG), una agenzia immobiliare tedesca, finita sotto inchiesta in Germania per riciclaggio di denaro sporco[11][19][20][21][22][23][24]. Nel 1994 venne nominato deputato alle elezioni supplementari della città di San Pietroburgo. Dal 1995 fino al giugno del 1997 Putin guidò la delegazione pro-governo della città nel partito politico La nostra casa è la Russia[18][25]; durante questo stesso periodo fu inoltre a capo del Gruppo editoriale del giornale Sankt-Peterburgskie Vedomosti di JSC[11][25].

Nel 1996 Anatolij Sobčak perse le elezioni della città di San Pietroburgo a favore del rivale Vladimir Jakovlev. Il futuro Presidente russo venne allora chiamato a Mosca e, nel giugno 1996, divenne capo delegato del Dipartimento per la Gestione della Proprietà Presidenziale (carica che occuperà fino al 1998), alle dipendenze di Pavel Borodin. Occuperà questa posizione fino a marzo del 1997. Il 26 marzo 1997 il Presidente Boris Nikolaevič El'cin lo nominò delegato capo del Personale Presidenziale, carica che occupò fino a maggio 1998.

Il 27 giugno 1997 Putin conseguì il Master in economia, primo livello post laurea, all'Istituto Minerario di San Pietroburgo con una relazione dal titolo La progettazione strategica delle risorse regionali sotto la formazione dei rapporti del mercato[26]. Secondo Clifford, G. Gaddy, un collega dell'Istituto "Brookings", 16 delle 20 pagine che aprono una sezione chiave del lavoro di Putin erano copiate parola per parola da uno studio dell'amministrazione, La Progettazione Strategica e la Politica, scritte del professor William King degli Stati Uniti e da David Cleland. Lo studio è stato tradotto in russo da un istituto vicino al KGB all'inizio degli anni novanta[27].

Il 25 maggio 1998, fu nominato Primo Delegato Capo del Personale Presidenziale per le Regioni, (sostituendo Viktorija Mitina) e il 15 luglio dello stesso anno divenne Presidente della Commissione per la Preparazione degli Accordi sulla limitazione del potere alle Regioni (in cui sostituisce Sergeij Šachraj). Dopo l'arrivo di Putin, la commissione non ha completato tali accordi, anche se durante il mandato di Šachraj ne erano già stati conclusi 46[28]. Il 25 luglio 1998 El'cin nominò Vladimir Putin capo del FSB (una delle agenzie che succedettero al KGB), ruolo che quest'ultimo occuperà fino all'agosto del 1999.

Divenne un membro permanente del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa il 1º ottobre 1998 e suo responsabile il 29 marzo 1999. Nel mese di aprile del 1999, Vladimir Putin e il Ministro dell'interno Sergej Stepašin tennero una conferenza stampa televisiva in cui mostrarono un video rappresentante un uomo nudo, molto simile al Procuratore generale della Russia, Juri Skuratov, a letto insieme a due giovani donne. Putin sostenne che dall'analisi degli esperti del FSB sarebbe risultato che l'uomo sul nastro fosse proprio Skuratov e che l'orgia gli fosse stata offerta da ricchi criminali russi[29][30]. Skuratov era stato in passato avversario del Presidente El'cin e aveva denunciato la corruzione del suo Governo[31].

Rapporti con gli Stati post-sovietici[modifica | modifica sorgente]

Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko e Vladimir Putin nel 2002. Nonostante una serie di dispute economiche a metà degli anni 2000, la Bielorussia è rimasta una dei più stretti alleati della Russia.

Nell'agosto 2008, il presidente georgiano Mikheil Saakashvili tentò di ripristinare il controllo sulla separatista Ossezia del Sud, dichiarando che questa azione era in risposta ai continui attacchi oltre confine da parte dell'Ossezia sui georgiani e di raggruppamenti di forze non di pace russe. I peacekeepers russi di stanza nel paese vennero attaccati durante l'invasione e combatterono al fianco degli Osseziani del Sud quando le truppe georgiane entrarono nella provincia e catturarono gran parte della capitale Tskhinvali.

Tuttavia, i militari georgiani furono rapidamente sconfitti nella Guerra in Ossezia dopo che le forze regolari russe vennero inviate in Ossezia del Sud aprendo un secondo fronte nell'altra provincia separatista georgiana dell'Abkhazia insieme alle forze abcazie.[32][33] Durante questo conflitto, secondo l'alto diplomatico francese Jean-David Levitte, Putin cercò di deporre il presidente georgiano Mikheil Saakashvili e dichiarò: "Ho intenzione di appendere Saakashvili per le palle".[34]

Famiglia e vita privata[modifica | modifica sorgente]

Il 28 luglio 1983 Putin sposò Ljudmila Škrebneva, al tempo una studentessa di Filologia spagnola all'Università Statale di San Pietroburgo, nata a Kaliningrad il 6 gennaio 1958. La coppia ha due figlie, Marija Putina, nata nel 1985, ed Ekaterina (Katia) Putina, nata nel 1986 a Dresda. Le due studiarono alla Scuola Tedesca di Mosca (Deutsche Schule Moskau) fino a che il padre fu nominato Primo Ministro. Dopo che molte voci erano corse sul deterioramento della relazione, Putin e Ljudmila hanno annunciato pubblicamente all'inizio di giugno 2013 la fine del loro matrimonio.

Dal 1992, Putin possiede una dacia di circa 7 000 metri quadrati a Solovjovka, nel distretto Priozerskij dell'Oblast' di Leningrado, situata sulla costa orientale del lago Komsomol'skoije sull'Istmo careliano, non lontano da San Pietroburgo. I suoi vicini sono Vladimir Jakunin, Andrej Fursenko, Sergej Fursenko, Jurij Kovalčuk, Viktor Mjačin, Vladimir Smirnov e Nikolaj Šamalov. Il 10 novembre 1996 insieme costituirono la società cooperativa Ozero (il Lago) che ebbe come effetto l'unione delle loro proprietà. Questo è stato confermato dalla dichiarazione dei redditi e delle proprietà di Putin al momento della candidatura presidenziale del 2000.[11][1] Tuttavia, tale immobile non era elencato nella sua successiva dichiarazione relativa al quadriennio 1998 - 2002, presentata prima delle elezioni del 2004 (Testo della dichiarazione in russo: .doc).

Il padre di Putin fu un "comunista modello, che credeva genuinamente nei propri ideali cercando di metterli in pratica nella propria vita.".[35] Con tale attestazione diventò segretario del Partito nell'officina ove lavorava e successivamente entrò nella presidenza del Partito della propria fabbrica[35]. Anche se il padre era un "militante ateo"[36], la madre di Putin "era una devota credente ortodossa"[35]. Anche se non aveva icone dentro la propria casa, frequentava regolarmente la Chiesa (nonostante le persecuzioni governative nei confronti dei fedeli della Chiesa Ortodossa russa[senza fonte]). Dichiarò che Putin fu segretamente battezzato da bambino e che era solita portarlo con lei in chiesa[35] Il padre era a conoscenza della cosa ma non si opponeva alle decisioni della consorte[35]. Putin oggi è un membro praticante della Chiesa Ortodossa russa: la sua "conversione" ebbe luogo dopo un grave incidente stradale che coinvolse la moglie nel 1993 e divenne ancora più devoto dopo che nell'agosto 1996 la sua dacia prese fuoco rischiando di uccidere gli occupanti[36][37]. Poco prima di una visita ufficiale in Israele sua madre gli consegnò la propria croce battesimale benedicendolo: «Feci come mi chiese e quindi mi mise la croce al collo. Da allora non l'ho mai tolta.»[35]

Per il Patriarca Alessio II della Chiesa Ortodossa russa il ruolo di Putin è stato determinante nel ricomporre lo scisma, che perdurava ormai da ottant'anni, con la Chiesa Ortodossa fuori dalla Russia nel maggio 2007[38]. Putin parla ottimamente il tedesco; parla discretamente anche l'inglese, ma è solito utilizzare interpreti quando conversa con interlocutori madrelingua. Da una ricerca del Moskovskij Komsomolets, è emerso che Putin abbia origini vicentine[39]: secondo il quotidiano il suo trisavolo, originario di Costabissara sarebbe emigrato in Russia per lavorare alla costruzione della Ferrovia Transiberiana.

Arti marziali[modifica | modifica sorgente]

Hatsuo Royama

Vladimir Putin in Japan 3-5 September 2000-22.jpg
Putin su un tatami al Kodokan a Tokyo il 5 settembre 2000.
Dati biografici
Nome Vladimir Putin
Nazionalità Russia Russia
Judo Judo pictogram.svg
Dati agonistici
Ranking     cintura rosso-bianca 6º dan,
º
Carriera
Carriera da allenatore
Palmarès

Campione di Leningrado

Karate Karate icon.svg
Dati agonistici
Specialità Kyokushin
Ranking     cintura rosso-bianca 6º dan,
º
 

Uno degli sport preferiti da Putin è l'arte marziale del judo. Putin iniziò ad allenarsi nel sambo (un'arte marziale originaria dell'Unione Sovietica) all'età di 14 anni, prima di passare allo judo, che continua a praticare tutt'oggi.[40] Putin ha vinto le competizioni nella sua città natale Leningrado (oggi San Pietroburgo), incluso il campionato seniores a Leningrado in entrambi: sambo e judo. Egli è il Presidente del Dojo Yawara, lo stesso dojo a San Pietroburgo, dove praticò quand'era giovane. Putin è co-autore di un libro sul suo sport preferito, pubblicato in russo come Judo con Vladimir Putin ed in inglese con il titolo Judo: History, Theory, Practice (2004).[41]

Anche se non è il primo leader mondiale a praticare judo, Putin è il primo leader ad aver raggiunto dei livelli avanzati. Attualmente, detiene il 6° dan (cintura rossa/bianca)[42] ed è maggiormente conosciuto per la sua Harai Goshi. Nel 2013, Putin reintrodusse il programma di allenamento psicofisico GTO in Russia[43] con l'aiuto di Steven Seagal.[44][45]

Primo Ministro (1999)[modifica | modifica sorgente]

Il presidente Boris Yeltsin consegna la copia presidenziale della Costituzione russa a Vladimir Putin il 31 dicembre 1999

Il 9 agosto 1999 Vladimir Putin fu nominato Primo Deputato, carica che gli permetterà quello stesso giorno, dopo la caduta del precedente Governo guidato da Sergei Stepašin, di essere insignito dell'incarico di Primo Ministro della Federazione Russa dal Presidente Boris El'cin.[46] El'cin dichiarò inoltre che avrebbe desiderato che Putin diventasse il proprio successore. Poco dopo tale augurio, il nuovo Primo Ministro dichiarò la propria intenzione di correre per la Presidenza.[47]

Il 16 agosto, la Duma ratificò la sua nomina a Primo Ministro con 233 voti a favore (contro 84 contrari e 17 astenuti),[48] facendo di lui il quinto Capo di Governo in meno di diciotto mesi. In tale carica Putin, pur essendo pressoché sconosciuto all'opinione pubblica, durerà di più dei propri predecessori. I maggiori oppositori di El'cin e aspiranti alla Presidenza, il Sindaco di Mosca Jurij Mikhailovič Lužkov e l'ex Primo Ministro Evgenij Primakov, stavano già cercando di rimpiazzare il Presidente uscente, e contrastarono duramente Putin quale nuovo concorrente. L'immagine di Putin come uomo d'ordine e il suo deciso approccio alla seconda guerra cecena riuscirono tuttavia ad aumentarne la popolarità tra le masse, e gli permise di superare i propri rivali.

La nomina di Putin coincise infatti con l'improvvisa recrudescenza del conflitto nel Caucaso settentrionale: i separatisti Ceceni si riorganizzarono e invasero il vicino Daghestan. Sia in Russia sia all'estero, l'immagine pubblica di Putin fu forgiata dal suo approccio aggressivo al conflitto. Uno dei primi atti che compì diventando Presidente ad interim, il 31 dicembre 1999, fu quello di fare visita alle truppe russe in Cecenia.

Nel 2003 in tale regione si tenne un referendum che sancì l'adozione di una nuova costituzione e l'appartenenza della Repubblica alla Federazione Russa. La situazione è in seguito venuta a stabilizzarsi dopo le elezioni parlamentari e l'istituzione di un governo regionale.[49][50][51][52][53] Pur non essendo formalmente iscritto a nessun partito, Putin diede il proprio appoggio al neonato Partito di Unità russo,[54] che ottenne nel voto popolare per la Duma, tenuto nel dicembre 1999, la seconda percentuale più alta di consensi (23,32%). Dopo tale successo Putin apparve il favorito tra i candidati alla presidenza in vista delle elezioni che si sarebbero svolte l'estate successiva.

Presidente (2000-2008)[modifica | modifica sorgente]

Bush e Putin

Primo mandato[modifica | modifica sorgente]

La sua ascesa alla più alta carica della Russia si dimostrò persino più rapida: il 31 dicembre 1999, inaspettatamente, El'cin rassegnò le proprie dimissioni e, come previsto dalla Costituzione, Putin divenne Presidente ad interim della Federazione Russa. Il primo Decreto che Putin sottoscrisse quello stesso giorno fu quello titolato "Sulle garanzie riguardanti il precedente presidente della Federazione Russa e per i membri della sua famiglia".[55][56]

Francobollo azero commemorativo dell'incontro tra Vladimir Putin e Heydar Aliyev avvenuto nel 2001.

Mentre i suoi oppositori si stavano preparando a un'elezione da svolgersi nel giugno dell'anno successivo, le dimissioni di El'cin fecero sì che le stesse dovessero essere effettuate entro tre mesi, in marzo. Le Elezioni presidenziali in Russia del 2000 si svolsero il 26 marzo: Putin vinse alla prima tornata. Vladimir Putin giurò come Presidente il 7 maggio 2000. Dopo aver annunciato la propria intenzione di consolidare il potere presidenziale nel Paese, durante il maggio 2000 emanò un decreto che suddivideva gli 89 soggetti federali della Russia tra 7 Distretti Federali diretti da suoi rappresentanti allo scopo di facilitare l'amministrazione federale.

Nel luglio 2000, così come disponeva una Legge proposta da lui e approvata dal Parlamento, Putin acquisì il diritto di revocare il mandato ai capi di tali soggetti federali. Rispetto alla presidenza El'cin, dove si assistette a un turbinio di Primi ministri succedutisi nell'incarico (5 nel biennio 1998-1999), il presidente Putin impresse una svolta di stabilità alla guida del Governo, retto per quasi tutto il suo quadriennio da Mikhail Kasyanov, che già era stato il primo Vicepremier dello stesso Putin nel 2000. Nel dicembre 2000 il Presidente approvò la Legge modificativa dell'Inno della Federazione Russa.

Fino a quel momento quest'ultimo aveva avuto musica di Michail Ivanovič Glinka e nessun testo. Il nuovo Inno riproponeva (con piccole modifiche) la musica di quello sovietico successivo al 1944 di Aleksandrov, con il testo di Sergej Michalkov.[57][58] Il 12 febbraio 2001, Putin sottoscrisse una Legge federale riguardante le garanzie per i precedenti Presidenti e le loro famiglie che rimpiazzò il Decreto precedente. Dal 1999 El'cin, con alcuni parenti, era sotto inchiesta per riciclaggio di denaro tra Russia e Svizzera.[59] All'inizio del luglio 2003 le Autorità russe arrestarono Platon Lebedev, partner di Michail Borisovič Chodorkovskij e secondo più grande azionista della Yukos, sospettato di aver acquisito illegalmente nel 1994 una partecipazione in una società statale, la Apatit.

Secondo mandato[modifica | modifica sorgente]

Vladimir Putin e Silvio Berlusconi a Villa Certosa (18 aprile 2008)
Putin incontra Robert Gates.

Il 14 marzo 2004 Putin è stato rieletto Presidente per un secondo mandato, con il 71 percento dei voti. Nel mese di settembre, a seguito degli attacchi terroristici ceceni in Russia, (scuola di Beslan 1º settembre 2004) il presidente Vladimir Putin ha lanciato un'iniziativa per sostituire l'elezione dei Governatori regionali con un sistema per cui sarebbero direttamente nominati dal Presidente e approvati dalle legislature regionali. Gorbačëv ha criticato tali provvedimenti accusando Putin di allontanarsi dalla via democratica. Favorevole a un recupero, sia pure critico, dei valori espressi dal precedente regime comunista, Putin - sul piano della politica internazionale - si è opposto alla Guerra in Iraq del 2003, mostrandosi riluttante anche verso un'immediata abolizione delle sanzioni verso quel Paese una volta terminato il conflitto, condizionandolo al completamento del lavoro delle commissioni ispettive dell'ONU.

Anche nel secondo mandato presidenziale di Putin, la comunanza politica fra il Cremlino e la Duma favorisce il formarsi di governi più stabili e duraturi: dal 2004 al 2007 il primo ministro è Mikhail Fradkov, mentre nel 2007-2008 gli succede Viktor Zubkov. Il primo Vicepremier nel governo Zubkov è Dimitrij Medvedev. Nell'aprile 2005 Putin effettua un viaggio in Medio Oriente, divenendo il primo leader russo in visita ufficiale a Gerusalemme. Nel novembre 2006 Putin è accusato dell'omicidio politico dell'ex colonnello del KGB Aleksandr Litvinenko[60] in un video registrato dalla vittima stessa poco prima della sua morte, dovuta ad avvelenamento da radiazioni di Polonio 210.

Alcuni giornali parlano anche di coinvolgimenti del governo russo nella morte della giornalista moscovita Anna Politkovskaja. Prima di morire, Litvinenko ha accusato pubblicamente il Presidente russo Vladimir Putin come responsabile del suo avvelenamento e come mandante dell'omicidio della giornalista Anna Politkovskaja. In un articolo scritto da Litvinenko nel luglio, e pubblicata online su Zakayev's Chechenpress, ha anche affermato che Vladimir Putin è un pedofilo. Altri giornalisti sono stati uccisi e altri costretti a non occuparsi di politica.Tuttavia nessuna prova definitiva è stata prodotta a sostegno di queste accuse. Le indagini sono state subito indirizzate verso organizzazioni criminali legate a frange estremiste dei separatisti ceceni.

Gli enormi proventi derivanti dalla vendita di materie prime, soprattutto petrolio e gas, i cui prezzi sono saliti ai massimi storici dal 2000 in poi, sono tornati a essere destinati prioritariamente come in epoca sovietica al complesso militar/industriale. Sono dell'estate 2007 ripetute entusiastiche dichiarazioni circa la realizzazione di un nuovo missile balistico intercontinentale a testate nucleari multiple e la costruzione di un nuovo caccia Sukhoi. Il 26 aprile 2007, durante il suo ultimo discorso alla Nazione, ha annunciato l'intenzione di porre una moratoria sul trattato NATO contro la proliferazione di armi convenzionali in Europa, almeno fino a che tutti i paesi non lo abbiano ratificato e abbiano cominciato a implementarlo. Ha poi aggiunto: «Se non ci saranno progressi propongo di esaminare la possibilità di uscire dall'accordo e chiedo di sostenere questa mia proposta». Nel dicembre 2007 la Duma ha ratificato l'uscita unilaterale dal Trattato contro la proliferazione di armi convenzionali in Europa.

Inoltre, riguardo al cosiddetto scudo spaziale, che gli Stati Uniti hanno intenzione di costruire in Europa, (costituito da un sistema radar in Polonia e Repubblica Ceca), Putin ha proposto che l'OSCE discuta il dislocamento di elementi dello scudo nel continente: «Per la prima volta in Europa possono spuntare elementi dell'arma strategica americana, e tali piani U.S.A. non sono esclusivamente un problema delle relazioni russo-americane ma riguardano gli interessi di tutti i Paesi europei». La Russia ha ottenuto l'organizzazione delle Olimpiadi invernali del 2014 che si sono svolte a Soči, ed a capo del cui Comitato organizzatore è stato posto il premier Viktor Alekseevič Zubkov, anche grazie all'intervento dello stesso Putin come presentatore della candidatura della città russa nel corso della 119ª sessione del Comitato Olimpico Internazionale svoltasi nella Città del Guatemala il 4 luglio 2007[61].

La nuova carica di Primo Ministro (dal 2008 al 2012)[modifica | modifica sorgente]

Vladimir Putin e Dmitrij Medvedev nel 2008

Con l'insediamento al Cremlino del suo fedelissimo Dmitrij Medvedev il 7 maggio 2008, Vladimir Putin è tornato alla carica di Primo ministro da lui già detenuta prima del mandato presidenziale. Gli analisti internazionali hanno sostenuto che il nuovo ruolo gli abbia permesso di mantenere un ruolo centrale nella vita politica russa.

Nel periodo precedente al suo passaggio da Presidente della Federazione a Primo Ministro, Putin ha fatto approvare una serie di provvedimenti che hanno rafforzato notevolmente i poteri del Primo Ministro, a scapito sia del Presidente (in politica estera e nei rapporti con i Governatori locali), sia dei Ministri (ai quali sono state affidate competenze "tecniche" un tempo del Primo Ministro): in questo modo Vladimir Putin, pur cambiando ufficio di governo, ha mantenute intatte anche dal punto di vista formale molte sue competenze.[62]

Nella nuova veste di Capo del Governo, Putin ha gestito personalmente la crisi con la Georgia, sfociata nella seconda guerra in Ossezia del Sud, vinta dalla Russia. Con il riconoscimento dell'indipendenza di Ossezia del Sud e Abcasia (26 agosto 2008), Putin ha utilizzato il caso del riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo come precedente del diritto internazionale, e ha notevolmente rafforzato la posizione militare ed economica russa nel Caucaso e sul Mar Nero.

Continuando, seppur dal Governo e non dal Cremlino, a svolgere il ruolo di protagonista assoluto della politica russa, Putin ha gestito in particolare i dossier economici alla luce della crisi iniziatasi nel 2008. Ha inoltre inaugurato una nuova forma di incontri in seno al Governo russo: il Presidum del Governo, che riunisce solo i ministri delegati delle principali responsabilità e cui mai ha partecipato il Presidente Medvedev. Il suo predecessore alla guida del governo, Viktor Zubkov (che era stato ritenuto uno dei possibili candidati presidenziali al posto di Medvedev) rimane nella posizione di più stretto collaboratore di Putin andando a occupare l'ufficio di primo Vicepremier.

Nella politica estera putiniana di questi anni sono stati particolarmente curati i rapporti con gli altri paesi del gruppo dei "BRIC", con la Turchia di Recep Tayyip Erdoğan e con il governo dell'Ucraina di Julija Tymošenko (2007-2010). In Europa, sono stati mantenuti rapporti molto collaborativi con la Germania guidata dalla cancelliera Angela Merkel, mentre ancor più cordiali sono state le relazioni con l'ex premier italiano Silvio Berlusconi. Le relazioni con il Presidente statunitense Barack Obama sono state invece tenute dal Presidente federale Medvedev, anche se la guida della politica estera per tutto il mandato di quest'ultimo è rimasta nelle mani del Ministro degli Esteri Sergej Viktorovič Lavrov, un fedelissimo di Putin.

In questi anni di Premierato, Putin ha inoltre lanciato una campagna per la protezione della tigre bianca siberiana[63] e di altre specie artiche in pericolo d'estinzione come la balena bianca, leopardo dell'Amur e l'orso polare. In questo stesso periodo, la Russia ha ottenuto (per la prima volta) l'organizzazione del Campionato mondiale di calcio 2018, mentre è proseguita l'organizzazione dei XXII Giochi olimpici invernali che si sono svolte a Soči nel 2014. Il 24 settembre 2011, Putin e Medvedev annunciano un nuovo scambio di ruoli alla guida della Russia: alle elezioni presidenziali del 2012 è stato candidato Putin, mentre l'attuale Presidente occupa l'incarico di Primo Ministro[64].

Dopo la riforma costituzionale che ha allungato a sei gli anni di mandato del Presidente federale, per Putin si profilava così un nuovo ritorno al Cremlino per un periodo ancora più lungo, fino al 2018. L'11 ottobre 2011 alla notizia della condanna di Julija Tymošenko da parte di un tribunale ucraino per l'accusa di abuso di potere relativo al contratto decennale di fornitura di gas siglato proprio con Putin, il premier russo esplicita una protesta molto forte[65]. Il 7 maggio 2012 termina il suo mandato da Primo Ministro in quanto eletto Presidente della Federazione russa e il suo posto viene preso da Viktor Zubkov (facente funzioni, per un giorno) e poi da Dmitrij Anatol'evič Medvedev.

Premier dell'unione Russia-Bielorussia[modifica | modifica sorgente]

Il 27 maggio 2008 Vladimir Putin è stato nominato primo ministro dell'Unione Russia-Bielorussia dal Presidente bielorusso, Aleksandr Lukašenko, o almeno così riferisce l'agenzia di stampa bielorussia BelTa; tuttavia non vi è nessuna conferma da parte russa: questo potrebbe essere il primo passo per il concretizzarsi dell'Unione Russia-Bielorussia prevista da un accordo del 1996 con una progressiva integrazione politica ed economica, mai realizzata finora.

Presidente (terzo mandato 2012-)[modifica | modifica sorgente]

Il 4 marzo 2012 Vladimir Putin viene eletto per la terza volta Presidente della Repubblica federale Russa con oltre il 60% dei consensi contro il 17% raccolto dal candidato comunista Ghennadi Ziuganov, Putin succede a Dmitrij Anatol'evič Medvedev che era Presidente dal 2008[66].

Controversie[modifica | modifica sorgente]

Secondo Freedom House e altre organizzazioni no-profit, oltre che per gli oppositori politici, Putin è un uomo politico autoritario e oligarchico, con contorni dittatoriali.[67][68] Putin e il suo governo vengono accusati anche di numerose violazioni dei diritti umani, soprattutto in Cecenia, nonché di limitare la libertà d'espressione.[69][70] La giornalista Elena Tregubova, molto vicina ad ambienti di destra, ha denunciato nei suoi libri l'involuzione anti-liberale avvenuta in Russia durante il governo di Putin[71].

Benché accusato anche di omicidi di dissidenti[72], Putin ha ribadito più volte la sua contrarietà alla pena di morte anche per gravi crimini, contribuendo alla moratoria e alla sua abolizione - tramite sentenza di illegittimità della Corte costituzionale - nella Federazione Russa.[73][74][75] Putin ha sostenuto che non è un efficace deterrente e che è "contrario a ripristinare la pena di morte. Lo stato non può sottrarre a Dio il diritto di togliere la vita".[76]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze sovietiche[modifica | modifica sorgente]

Ordine del Distintivo d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Ordine del Distintivo d'Onore

Onorificenze russe[modifica | modifica sorgente]

Ordine d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Ordine d'Onore
«Per i servizi resi allo Stato e per l'importante contributo al miglioramento della frontiera doganale con i paesi baltici»
— 12 marzo 1996
Medaglia per i partecipanti alla marcia del 12 giugno 1999 in Bosnia e in Kosovo - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per i partecipanti alla marcia del 12 giugno 1999 in Bosnia e in Kosovo
immagine del nastrino non ancora presente Cavaliere dell'Ordine della Gloria e dell'Onore
immagine del nastrino non ancora presente Cavaliere di I classe dell'Ordine del Gran Principe San Vladimiro
immagine del nastrino non ancora presente Cavaliere di I classe dell'Ordine di San Sergio di Radonez

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Collare dell'Ordine del Re Abd al-Aziz (Arabia Saudita) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine del Re Abd al-Aziz (Arabia Saudita)
— 2007
Ordine dell'Amicizia tra i Popoli (Bielorussia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine dell'Amicizia tra i Popoli (Bielorussia)
— 2013
Collare d'oro dell'Ordine olimpico (CIO) - nastrino per uniforme ordinaria Collare d'oro dell'Ordine olimpico (CIO)
immagine del nastrino non ancora presente Collare dell'Ordine di Zayed (Emirati Arabi Uniti)
— 2007
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
— 2006
Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila d'Oro (Kazakistan) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila d'Oro (Kazakistan)
— 6 gennaio 2004
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di San Carlo (Monaco) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di San Carlo (Monaco)
— 4 ottobre 2013[77]
immagine del nastrino non ancora presente Ordine della Bacchetta Preziosa (Mongolia)
— 2009
Gran Collare dell'Ordine del Repubblica Serbia (Serbia) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Collare dell'Ordine del Repubblica Serbia (Serbia)
— 22 febbraio 2013
Ordine di Ismail Samani (Tagikistan) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Ismail Samani (Tagikistan)
— 2007
Ordine del Servizio Distinto (Uzbekistan) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine del Servizio Distinto (Uzbekistan)
— 2008
Gran Collare dell'Ordine del Liberatore (Venezuela) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Collare dell'Ordine del Liberatore (Venezuela)
— 2 aprile 2010
Ordine di Ho Chi Minh (Vietnam) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Ho Chi Minh (Vietnam)
— 2001
ZAZ, la prima macchina di Vladimir Putin

Passioni private[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Maurizio Blondet, Stare con Putin ?, edizioni Effedieffe, 2007
  • Steve LeVine, Il labirinto di Putin. Spie, omicidi e il cuore nero della nuova Russia, traduzione di Enrico Monier, collana Inchieste, Fagnano Alto, il Sirente, 2009, ISBN 978-88-87847-17-8.
  • Lorenzo Gianotti, Putin e la Russia, Irresistibile e anacronistico ritorno all'autocrazia, Editori Riuniti university press, Roma, 2014
  • Aleksandr Litvinenko, Perché mi hanno ucciso, AIEP editore, 2008
  • Anna Politkovskaja, Proibito parlare. Cecenia, Beslan, Teatro Dubrovka: le verità scomode della Russia di Putin, Mondadori, 2007
  • Fernando Mezzetti, Il mistero Putin. Uomo della provvidenza o ritorno al passato?, Boroli, 2004
  • Leonardo Coen, Putingrad. La Mosca di zar Vladimir, ALET edizioni, 2008
  • Osvaldo Sanguigni, Putin il neozar, Manifesto libri, 2008
  • Demetrio Volcic, Il piccolo zar, ed. Robinson, 2008
  • Masha Gessen, Putin. L'uomo senza volto. Overlook, 2012

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Putin to head the Russia-Belarus alliance, USAToday.com, 27 maggio 2008. URL consultato il 24 luglio 2010.
  2. ^ (EN) Adi Ignatius, A Tsar Is Born, time.com, 19 dicembre 2007. URL consultato il 24 luglio 2010.
  3. ^ Forbes ranks Putin world’s most powerful person, downs Obama — RT News
  4. ^ Alcuni fra i suoi biografi ritengono invece che sia nato nel 1950 e avesse vissuto a Metekhi, Georgia, URSS, dal 1953 al 1960, vedi Who is Mr. Putin (in russo) di Vladimir Pribilovskij e Juri Felshtinskij, Subbota, No 10, 4 marzo, 2004; I genitori mastallini del Presidente (in russo) di I. Bobrova, Moskovskij Komsomolec, 13 giugno 2006.
  5. ^ (RU) Introduzione del libro, kremlin.ru. URL consultato il 23 luglio 2010.
  6. ^ (EN) Peter Baker, Susan Glasser, Kremlin Rising: Vladimir Putin and the End of Revolution, New York, Scribner, 2005, p. 40, ISBN 0-7432-6431-2.
  7. ^ First Person
  8. ^ Владимир Путин. От Первого Лица. Capitolo 6
  9. ^ Foto Putin - Reagan ai tempi del KGB, repubblica.it. URL consultato il 24 luglio 2010.
  10. ^ Seven Moments of the Successor's Life (in russo), Moskovskiy Komsomolets, 18 agosto 1999. [collegamento interrotto]
  11. ^ a b c d (RU) V. Pribilovskij, Происхождение путинской олигархии (Le Origini dell'Oligarchia di Putin), anticompromat.ru. [collegamento interrotto]
  12. ^ (RU) МИЛЛЕР Алексей Борисович, anticompromat.ru. URL consultato il 28 dicembre 2007.
  13. ^ Vladimir Kovalev, Uproar At Honor For Putin, The St. Petersburg Time, 23 luglio 2004. [collegamento interrotto]
  14. ^ (EN) David Hoffman, Putin's Career Rooted in Russia's KGB, The Washington Post, 30 gennaio 2000. URL consultato il 23 luglio 2010.
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  16. ^ (EN) B. Berezovsky, New Repartition //What is to be done?, Kommersant, 24 febbraio 2004. URL consultato il 23 luglio 2010.
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  18. ^ a b (RU) ПУТИН Владимир Владимирович, anticompromat.ru. [collegamento interrotto]
  19. ^ (DE) Jürgen Roth, Die Gangster aus dem Osten, Hamburg, Europa Verlag, agosto 2003, ISBN 3-203-81526-5.
  20. ^ Duparc, Agathe et Vladimir Ivanidze. Le nom de M. Poutine apparaît en marge des affaires de blanchiment au Liechtenstein. Le Monde, 26 maggio 2000.
  21. ^ (EN) Mark Hosenball, Christian Karyl, A Stain on Mr. Clean, Newsweek, 3 settembre 2001. URL consultato il 24 luglio 2010.
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  24. ^ (EN) Nick Paton Walsh, The Man Who Wasn't There, The Observer, 29 febbraio 2004. URL consultato il 24 luglio 2010.
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  29. ^ The Security Organs of the Russian Federation. A Brief History 1991-2004 di Jonathan Littell.
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  33. ^ Day-by-day: Georgia-Russia crisis, BBC News, 21 agosto 2008. URL consultato il 10 maggio 2009.
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  41. ^ Vladimir Putin, Vasily Shestakov, Alexey Levitsky, Judo: History, Theory, Practice, Blue Snake Books, luglio 2004, ISBN 1-55643-445-6.
  42. ^ Black-Belt President Putin: A Man of Gentle Arts by Yasuhiro Yamashita
  43. ^ Putin urges revival of Soviet-era fitness tests - New York News | NYC Breaking News, Myfoxny.com. URL consultato il 22 giugno 2013.
  44. ^ Reuters in Moscow, Vladimir Putin collabora con Steven Seagal per promuovere stili di vita sani | World news | guardian.co.uk, Guardian. URL consultato il 19 luglio 2013.
  45. ^ Steven Seagal, Vladimir Putin sell revival of Russia fitness program | National Post, News.nationalpost.com, 13 marzo 2013. URL consultato il 19 luglio 2013.
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  54. ^ Political groups and parties: Unity Norsk Utenrikspolitisk Institutt.
  55. ^ УКАЗ от 31 декабря 1999 г. № 1763 О ГАРАНТИЯХ ПРЕЗИДЕНТУ РОССИЙСКОЙ ФЕДЕРАЦИИ, ПРЕКРАТИВШЕМУ ИСПОЛНЕНИЕ СВОИХ ПОЛНОМОЧИЙ, И ЧЛЕНАМ ЕГО СЕМЬИ Rossiyskaya Gazeta
  56. ^ «Развращение» первого лица. Госдума не решилась покуситься на неприкосновенность экс-президента. www.newizv.ru 18 marzo 2004. [collegamento interrotto]
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  62. ^ Articolo su "La Repubblica" sulle competenze del Primo Ministro russo.
  63. ^ The Amur tiger programme
  64. ^ Putin accetta di ricandidarsi per il 2012
  65. ^ Condanna della Tymoshenko, la reazione dell'UE e di Putin
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  67. ^ Freedom House, la sfida globale dell'autoritarismo
  68. ^ Francesca Mereu, L'amico Putin. L'invenzione della dittatura democratica, Aliberti editore
  69. ^ Archivio di Amnesty International sugli appelli contro la violazioni in Russia
  70. ^ Partito Radicale Transnazionale: Putin mette il bavaglio alla libertà d'espressione
  71. ^ Nei suoi libri I mutanti del Cremlino e L'addio del digger del Cremino
  72. ^ Ennesimi omicidi politici in Russia
  73. ^ Il capo del Cremlino contrario alla pena di morte
  74. ^ Russia: "Non consegneremo Snowden a un paese che ha la pena di morte"
  75. ^ Russia, la Corte Costituzionale dichiara inapplicabile la pena di morte
  76. ^ Putin: no alla pena di morte
  77. ^ n° 8142 of 4th October 2013
  78. ^ Putin fan degli Abba: per lui un concerto privato dei «Bjorn again», imitatori doc, Il Corriere della Sera, 6 febbraio 2009. URL consultato il 5 marzo 2012.
  79. ^ Russia, Putin cintura nera sfida i campioni di judo, Sky.it, 23 dicembre 2010. URL consultato il 5 marzo 2012.
  80. ^ Putin diventa pilota di Formula 1, Il Corriere della Sera, 7 novembre 2010. URL consultato il 5 marzo 2012.
  81. ^ Leonardo Coen, Motore posteriore, La Repubblica, 3 dicembre 2008. URL consultato il 5 marzo 2012.
  82. ^ Nuovo cucciolo a casa Putin: un sos sul web per trovargli un nome, Adnkronos.com, 17 novembre 2010. URL consultato il 5 marzo 2012.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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Nikolaj Kovalev luglio 1998 - agosto 1999 Nikolaj Patrušev
Predecessore Segretario del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa Successore Coat of Arms of the Russian Federation.svg
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Viktor Zubkov 7 maggio 2008 - 7 maggio 2012 Dmitrij Medvedev II
Predecessore Presidente della Russia
Facente funzioni dal 31 dicembre 1999 al 7 maggio 2000
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Boris Eltsin 31 maggio 1999 — 7 maggio 2008 Dmitrij Medvedev I
Dmitrij Medvedev dal 7 maggio 2012 in carica II
Predecessore Presidente di Russia Unita Successore
Boris Gryzlov dal 7 maggio 2008 in carica

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